gianluca rocchi

“IL DESIGNATORE GIANLUCA ROCCHI STA FACENDO LA FIGURA DEL POLLO” – ZAZZARONI DOPO IL SERVIZIO DELLE "IENE" SULLE “GRAVI ANOMALIE” NEL MONDO ARBITRALE – "VA GARANTITA ALL’AIA UN’AUTONOMIA NON SOLO DI FACCIATA. LA FIGURA DEL DESIGNATORE NON PUÒ FINIRE SEMPRE AL CENTRO DI FAIDE. QUEST’ANNO LE COSE STANNO ANDANDO MALE. SIAMO TORNATI AL TRIONFO DELLA DISCREZIONALITÀ A PENE DI SEGUGIO CHE ALIMENTA POLEMICHE" - DOPO LE ACCUSE DELL’ARBITRO MISTERIOSO ALLE "IENE" NESSUNO SI FIDA PIÙ DI NESSUNO” – LA DELUSIONE DI ORSATO - VIDEO

https://www.iene.mediaset.it/video/arbitro-che-attacca-il-sistema-degli-arbitri_1307885.shtml

 

 

Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport

 

 

LE IENE ROCCHI

Se lasci che i lupi facciano la guardia al pollaio, ci saranno sicuramente cene a base di pollo, promette James St. James. In questo caso la figura del pollo la sta rimediando il designatore Gianluca Rocchi. Anche i lupi sono facilmente identificabili.

 

Per questo mi auguro che le Iene portino ancora bene. E per portare veramente bene il servizio trasmesso martedì sera su Italia 1 - le accuse dell’Incappucciato - dovrebbe indurre federazione e Lega a cambiare atteggiamento, sostenendo disinteressatamente (...) il settore arbitrale e garantendogli un’autonomia sostanziale e non solo di facciata. 

 

In che modo? Ne conosco uno ed è il più efficace: con uomini in grado di trasmettere all’esterno il senso di unità e condivisione dei temi che da anni l’Aia non esprime più. E quindi dirigenti con capacità politiche e non solo tecniche. La figura del designatore, che è prettamente tecnica, non può finire sempre al centro di faide, di battaglie per il potere: chi prepara gli arbitri, dà loro le indicazioni e si occupa delle scelte dovrebbe poter reagire solo agli attacchi esterni.

LE IENE ROCCHI

 

Gianluca Rocchi è, lo ripeto da tempo, il meno responsabile della disgraziatissima situazione che si è venuta a creare, anche se qualche colpa ce l’ha. Inoltre è persona perbene. Ma non basta essere competenti e perbene per navigare nelle acque agitate del nostro calcio e gestire una serie impressionante di sollecitazioni e pressioni.

 

CLAUDIO LOTITO GIANLUCA ROCCHI

Quest’anno le cose stanno andando particolarmente male, pertanto non sono d’accordo col presidente Pacifici quando afferma che il bilancio stagionale - intendiamoci, provvisorio - è positivo. Ma capisco che non possa dire il contrario. Da agosto a oggi abbiamo assistito a decine di errori di interpretazione dei falli e di gestione della partita, per non parlare dei continui aggiustamenti del protocollo che generano una confusione intollerabile. Siamo tornati al trionfo della discrezionalità, della soggettività a pene di segugio, che alimenta polemiche il più delle volte motivate.

 

L’Aia attuale andrebbe perciò ridisegnata partendo dall’individuazione di soggetti in grado di coesistere e pensarla allo stesso modo, almeno sulle cose importanti.

 

CLAUDIO LOTITO GIANLUCA ROCCHI

In fondo, strappandomi queste parole dal cuore - non per banale, se non volgare polemica - vorrei che tutti gli accenti profondi e commossi esternati in ricordo di Gigi Riva e del calcio che fu suggerissero meditazione nel mondo dei direttori di gara. Questi, tradizionalmente titolari del ruolo più delicato, dovrebbero recuperare non solo la coscienza dei giudici, ma anche la relativa immagine di compostezza e autorevolezza. L’inevitabile compromesso con i modi e le mode del Business Time non devono riguardare gli arbitri anche se le loro giacchette non sono più nere ma multicolori. L’unica frivolezza consentita nel nome della televisione. 

 

ARBITRI, DOPO IL SERVIZIO DE LE IENE NESSUNO SI FIDA PIÙ DI NESSUNO

Da ilnapolista.it

ROCCHI ORSATO

 

Arbitri, dopo il servizio de Le Iene nessuno si fida di nessuno. Lo scrive il Corriere dello Sport che fa il resoconto di una giornata ad altissima tensione tra gli arbitri. Giornata che si chiude con una call con i direttori di gara. Ecco cosa scrive il quotidiano sportivo.

 

Molti arbitri delusi, su tutti Mazzoleni e Orsato

Ecco il Rocchi in versione Al Pacino, nel ruolo dell’allenatore che motiva i suoi prima di una sfida decisiva per i play off: «Non molliamo un centimetro, io non mollo un centimetro, uno che sia uno da qui al 30 giugno. Non permetto a nessuno di infangare il lavoro nostro ma soprattutto non permetto a nessuno di infangare il lavoro vostro». Molti erano delusi. Carbone, Mazzoleni e Orsato su tutti: «Chi dissente senza mostrare la faccia non può essere un uomo e dunque, non può essere un arbitro»; «Siamo una squadra, non siamo un gruppo»; e una battuta «La Givova (lo sponsor dell’AIA) non darà più le felpe col cappuccio».

 

 

LE IENE ARBITRI

La sostanza è che vorrebbero non arbitrare (o fare il Var) con questo o quello, perché la fiducia dopo quello che è successo è venuta meno. Rocchi ha sfoderato il Denzel Washington di Remember the Titans, una storia vera di integrazione bianchi/neri ai tempi delle tensioni razziali in America: «Vi prego di guardare chi è accanto a voi come un fratello, anche se non lo è.

 

Per me siete tutti innocenti, e se esiste il personaggio col cappuccio, verrà da me e dirà che ha fatto una cazzata. Possiamo andare avanti in un modo solo: mettiamo i coglioni tutti insieme. Andate in campo senza problemi, dritti e fate squadra. La nostra fiducia in voi è totale. Per fare una grande partita dovete essere in sei, non siete nessuno per giudicare».

LE IENE ARBITRO CHE CRITICA IL SISTEMAgianluca rocchi nel centro var di lissone 2

 

gianluca rocchi discussione tra corsi e rocchi 1discussione tra corsi e rocchi 2

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