INFANTINO, ORA FAI LO STROZZINO? – IL PRESIDENTE DELLA FEDERCALCIO DELLA GIORDANIA ATTACCA IL CAPO DELLA FIFA: “CI HA RICATTATO. DURANTE I MONDIALI, MI È STATO COMUNICATO CHE SE LO AVESSI APPOGGIATO, AVREBBE AIUTATO NOTEVOLMENTE LA NOSTRA FEDERCALCIO” – IL CAPOCCIONE DEL CALCIO MONDIALE CONTINUA A PERDERE PEZZI: ANCHE ARSÈNE WENGER, ATTUALE DIRETTORE DELLO SVILUPPO DEL CALCIO E STORICO ALLENATORE DELL'ARSENAL, E IL SEGRETARIO GENERALE MATTIAS GRAFSTRÖM LO HANNO SFANCULATO - DOPO FINLANDIA, GALLES E INGHILTERRA, ANCHE DIVERSI PAESI DELLA CONCACAF (CONFEDERAZIONE CENTRAMERICANA E CARAIBICA) RITIRANO IL SOSTEGNO AL CAMERIERE DI TRUMP PER UNA SUA RIELEZIONE…
1 - FIFA: PRESIDENTE FEDERCALCIO GIORDANA ATTACCA INFANTINO, RICATTATO PER APPOGGIARLO
GIANNI INFANTINO COME IL MARCHESE DEL GRILLO - MEME
(LaPresse) - "Non c'è scarsità di problemi riguardo alla Fifa. Permettetemi di iniziare chiarendo quali sono alcuni di questi" da una prospettiva federale, "in particolare quella della Giordania che partecipa per la prima volta a una Coppa del Mondo. Siamo un piccolo paese con un budget minimo per la nostra federazione e abbiamo dovuto affrontare enormi ostacoli.
Primo, portare i nostri tifosi negli Usa: non tutti hanno ottenuto i visti, nonostante avessero i biglietti - che sappiamo essere stati venduti a prezzi esorbitanti. Secondo, stiamo venendo tassati dal governo Usa tramite la Fifa per la nostra partecipazione. Denaro che dovrebbe andare ai giocatori e allo staff. Questo non è stato il caso per coloro che hanno giocato e allestito il campo in Canada e Messico. Ma noi ci siamo trovati negli Usa, quindi ora affrontiamo questi enormi costi in tasse per aver partecipato".
Inizia così un lungo post di Ali Bin Al Hussein, ex candidato alla presidenza Fifa, accusando l'organo di governo del calcio mondiale di cercare di "ricattare" la Federazione Calcistica Giordana (JFA) affinché supporti la candidatura di Gianni Infantino per la rielezione a capo della Fifa.
In un post tagliente sul suo profilo X, il principe Ali, presidente della JFA, ha scritto che la sua organizzazione ha chiesto alla Fifa assistenza per tre questioni separate quest'anno, ma gli è stato detto che doveva prima sostenere Infantino: "In terzo luogo, stiamo aspettando i premi in denaro per i nostri giocatori da dicembre per la Coppa Araba in Qatar, che è un evento Fifa.
Il denaro che la nostra squadra dovrebbe ricevere per aver raggiunto la finale non è ancora stato erogato, mentre nello stesso tempo la Fifa si vanta di quanti miliardi abbia in riserva. È chiaro che il problema vero è con la leadership. Per mesi, la Fifa ha rifiutato di aiutarci su nessuno di queste o altre questioni - fino a quando mi è stato comunicato verbalmente durante la Coppa del Mondo che se avessi sostenuto Infantino, ciò avrebbe aiutato molto la nostra federazione.
In Giordania ci vantiamo di mantenere valori etici. Non lo abbiamo sostenuto prima e certamente non lo faremo ora. Ma l'intera situazione equivale a un ricatto e noi rifiutiamo di cedere a quello".
2 - ANCHE WENGER E IL N.2 DELLA FIFA SCARICANO IL PIANO INFANTINO L'EX TECNICO: "NON SAPEVO NULLA".
(ANSA) - A fianco di Gianni Infantino restano sempre meno persone. Il progetto - già accantonato dopo le prime polemiche - che prevedeva di vendere agli investitori privati un pacchetto del 20% di quote dei Mondiali sta costando molto caro al presidente della Fifa, con un effetto domino attorno a lui.
Le ultime due pedine a cadere, togliendogli l'appoggio, sono due figure importanti della federcalcio globale, per nome e per ruolo: sono Arsène Wenger, attuale direttore dello sviluppo del calcio e storico allenatore dell'Arsenal, e il segretario generale Mattias Grafström. Per l'ex tecnico dei Gunners, ritirare il piano della discordia era un elemento "assolutamente necessario, senza margini di discussione".
Anche lui, come molti dirigenti Fifa nei giorni scorsi, ha dichiarato di non essere stato coinvolto nel progetto, e di esserne venuto a conoscenza solo attraverso la stampa: "Credo fermamente in una Fifa indipendente - ha scritto Wenger - che serva il nostro gioco con impegno, trasparenza e integrità".
Più tardi, si è aggiunto alle voci dissonanti pure il numero due della federcalcio mondiale, Grafström, che ha parlato di una "serie di eventi tristi e riprovevoli, che si sono fortunatamente conclusi con l'abbandono definitivo del progetto Ffe".
"Le persone, le difficoltà e gli episodi sfortunati vanno e vengono; l'istituzione, la sua missione e la sua responsabilità nei confronti del calcio mondiale continuano - ha scritto il segretario generale in una mail ai dipendenti, visionata da varie testate internazionali -.
Siamo stati tutti catapultati nel mezzo di un tumulto, difficile da comprendere e da accettare - ha proseguito Grafström - ma in qualità di segretario generale, vi assicuro che, in qualità di membri dell'amministrazione, sarete difesi e tutelati dal contesto politico che stiamo vivendo e vi esorto a rimanere concentrati su ciò che ci ha sempre uniti: servire il calcio e servire le nostre 211 Federazioni affiliate, nel pieno rispetto degli Statuti e dei Regolamenti", ha concluso.
E proprio attorno alle 211 federazioni, oltre alla terra bruciata dei massimi dirigenti attorno a Infantino (dopo le dimissioni del suo principale consigliere, Carlos Cordeiro, e le critiche del direttore operativo Kevin Lamour nei giorni scorsi), si gioca la partita più importante, che deciderà il futuro della Fifa a meno di clamorosi passi indietro da parte del dirigente svizzero. In vista del marzo 2027, si allarga ulteriormente la fronda di Paesi contrari alla sua rielezione a capo del calcio mondiale.
Dopo Finlandia, Galles e Inghilterra, anche diversi Paesi della Concacaf (Confederazione centramericana e caraibica) ventilano l'ipotesi di ritirare formalmente il sostegno all'unico candidato. Che adesso potrebbe ritrovarsi a fronteggiare un'altra grana negli Stati Uniti: secondo The Athletic, le 11 città a stelle e strisce che hanno ospitato i Mondiali sarebbero sul piede di guerra per ottenere un milione a testa, promesso loro più volte ufficiosamente dalla Fifa (che lo aveva versato nel 2025 per il Mondiale per club) per i costi di gestione post-torneo e mai corrisposto a nessuno.
Molti dei comitati organizzatori stanno chiudendo le operazioni senza sapere se possono inserire o meno la cifra a bilancio. (ANSA).
3 - FIFA: MEDIA, CLUB CONCACAF VALUTANO DI RITIRARE SOSTEGNO A INFANTINO
(LaPresse) - Diversi paesi della Concacaf, la federazione calcistica che rappresenta il Nord, il Centro America e i Caraibi, stanno valutando di seguire l'esempio dell'Europa e di ritirare formalmente il proprio sostegno al presidente della Fifa Gianni Infantino. Lo riporta il 'The Guardian'.
Prima del recente Mondiale tutti i 41 membri della Concacaf avevano presentato una lettera di endorsement per la rielezione del dirigente italo-svizzero ma molti paesi stanno prendendo seriamente in considerazione l'idea di ritirarla. Una potenziale difficoltà per la confederazione americana è rappresentata dal fatto che quattro dei suoi membri - Stati Uniti, Messico, Giamaica e Costa Rica - si sono candidati per ospitare la Coppa del Mondo femminile del 2031, che la Fifa deve ancora assegnare in una assemblea generale in programma a novembre.







