domenico rocca ndicka bisseck rocchi

L’AFFARE SI INGROSSA - L’INCHIESTA SUGLI ARBITRAGGI ORIENTATI AL VAR SI ALLARGA: NELLA LUNGA LETTERA-DENUNCIA INVIATA IL 22 MAGGIO 2025 DALL'EX GUARDALINEE DOMENICO ROCCA ALLA COMMISSIONE ARBITRALE NAZIONALE PER DENUNCIARE I VERTICI DELL'AIA, SI FACEVA RIFERIMENTO A PARTITE CHE NON SONO QUELLE FIN QUI CONTESTATE A ROCCHI NELLA CONVOCAZIONE IN PROCURA - LA POLIZIA GIUDIZIARIA HA ACQUISITO SPESE E RIMBORSI SOSTENUTI DA ARBITRI E ADDETTI AL VAR PER CAPIRE CHI ANDAVA A LISSONE, A TESTIMONIANZA CHE LE “BUSSATE” (LE INCURSIONI DI ROCCHI PER ORIENTARE LE DECISIONI) SAREBBERO STATE PIÙ D'UNA - UN CERTO RILIEVO POTREBBERO ASSUMERE LE DICHIARAZIONI DI DANIELE MINELLI, EX ARBITRO, RITIRATO NEL LUGLIO 2025 - SOSTIENE DI AVERE VISTO MOLTE INGIUSTIZIE, A COMINCIARE DALLA COMPILAZIONE DELLA GRADUATORIA DEGLI ARBITRI A CUI LEGA ANCHE IL TEMA DEGLI INTERVENTI ESTERNI AL VAR: “LE "BUSSATE"? NELL'AMBIENTE SE NE PARLAVA E SI SAPEVA CHE IL PROTOCOLLO NON LO PERMETTEVA”

ASSALTO AL VAR

Estratto dell’articolo di Giuseppe Legato per “la Stampa”

 

GIANLUCA ROCCHI

Diverse circostanze che stanno maturando in queste ore portano a ipotizzare che l'inchiesta della procura di Milano abbattutasi sul mondo del calcio e su un campionato di serie A ormai al tramonto, non si limiterà alle contestazioni finora emerse – nero su bianco – negli inviti a comparire (leggi informazioni di garanzia) all'ormai ex designatore degli arbitri Gianluca Rocchi e al supervisore Var Andrea Gervasoni, ma potrebbe scrivere nuovi capitoli.

 

Andrea Gervasoni

Tradotto, vuol dire che altri casi di eventuali interventi in sala Var sono al vaglio del pm Maurizio Ascione, titolare dell'inchiesta, e della polizia giudiziaria delegata agli accertamenti (la Guardia di Finanza). […] È noto […] che nella lunga lettera-denuncia inviata il 22 maggio 2025 dall'ex guardalinee Domenico Rocca alla Commissione arbitrale nazionale (e per conoscenza al sito arbitri.com) per denunciare i vertici dell'Aia, si faccia riferimento a partite che esulano da quelle fin qui contestate a Rocchi nella convocazione in procura.

 

Sono diversi i match da lui citati, tra Serie A e B. C'è ad esempio Inter-Roma: «Ma perché in Inter-Roma, Gervasoni supervisore di giornata, non "bussa" ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto (...) errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli?». Ma questo è solo un accenno. «Da inizio stagione – scrisse Rocca nella lettera archiviata dalla giustizia sportiva ma non dalla procura di Milano - ne potrei raccontare tantissime, fra arbitri, assistenti e Var e di casi simili o addirittura anche casi peggiori».

 

il video di daniele paterna nella sala var di lissone al centro dell'inchiesta su gianluca rocchi 1

Ciò che è certo è che dopo la denuncia di Rocca, Antonio Zappi, l'allora presidente dell'Aia (Associazione italiana arbitri), inoltrò immediatamente la segnalazione alla Procura della Figc che predispose un cambio di regolamento che obbligava chiunque andasse a Lissone, a cominciare da Rocchi, a redigere una puntuale relazione in cui avrebbe dovuto specificare il tipo di attività svolta.

 

E la musica cambiò radicalmente: da quel momento nessuno del team del designatore ci è più andato. E anche la Figc da allora iniziò a inviare gli ispettori della Procura federale a controllare, mentre i rapporti tra Zappi e Rocchi e i vertici federali si sono incrinati. Al netto dei dissapori – e del fatto che tutti i testimoni sentiti dalla giustizia sportiva presenti a Lissone negarono in quell'istruttoria invasioni di campo da parte di Rocchi -, restano gli atti investigativi a corroborare l'ipotesi di un aumento delle decisioni Var (e quindi delle partite potenzialmente influenzate non per forza legate all'Inter, anzi).

DOMENICO ROCCA

 

Si sa ad esempio che la polizia giudiziaria negli ultimi mesi ha acquisito spese e rimborsi sostenuti da arbitri e addetti al Var per capire chi andava a Lissone, a testimonianza che le «bussate» sarebbero state più d'una. Non solo: è stato ascoltato come testimone anche il tassista che accompagnava gli arbitri a Lissone.

 

E siccome in questa storia tutto si lega, un certo rilievo potrebbero assumere le dichiarazioni di Daniele Minelli, ex arbitro: si è ritirato nel luglio 2025, quindi al termine del campionato oggetto, temporalmente, dell'inchiesta di questi giorni. Minelli sostiene di avere visto molte ingiustizie, a cominciare dalla compilazione della graduatoria degli arbitri a cui lega anche il tema degli interventi esterni al Var.

rocchi sala var

 

«Le "bussate"? Nell'ambiente se ne parlava e si sapeva che il protocollo non lo permetteva. Nel caso di Udinese-Parma è chiaro che se quell'addetto Var ha preso una valutazione positiva va a incidere sul voto e, di conseguenza, sulla graduatoria interna che permette agli arbitri di rimanere o "andare a casa" e quindi di avere o no il gettone di presenza».

 

Sullo sfondo il nodo degli «altri» indagati. Citati come entità anonime negli atti, ma in concorso con Rocchi, secondo i pm, nessuno sa nulla. E forse anche per questo motivo l'ex designatore sta valutando di non presentarsi all'interrogatorio fissato in procura il 30 aprile. La frode sportiva è un reato che coinvolge quantomeno due attori. Uno che altera artificiosamente lo svolgimento o il risultato di una gara per assicurare a chiunque un indebito vantaggio. Chiunque chi?

daniele minelli

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