pechino 2022

GIOCHIAMO A FARE LA GUERRA – ANCHE L’AUSTRALIA SI UNISCE AL BOICOTTAGGIO DIPLOMATICO AMERICANO DELLE OLIMPIADI DI PECHINO 2022 – L’ITALIA CI SARÀ: PER RAGION DI STATO E SENSO PRATICO, CERTO, MA ANCHE PER UNA QUESTIONE DI SOLDI E DI CERIMONIALE, LEGATA AL PASSAGGIO DI TESTIMONE CON I GIOCHI INVERNALI DI MILANO-CORTINA

il premier australiano scott morrison 2

1 - AUSTRALIA CON USA, NON INVIERÀ DIPLOMATICI A PECHINO 2022

(ANSA-AFP) - L'Australia non invierà alcun rappresentante diplomatico alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022. Lo ha annunciato il primo ministro Scott Morrison unendosi al boicottaggio diplomatico statunitense dell'evento in segno di protesta contro la violazione dei diritti umani. "L'Australia non farà un passo indietro dalla ferma posizione che ha preso in difesa dei suoi interessi e ovviamente non sorprende che non invieremo nostri rappresentanti ai Giochi", ha detto Morrison.

 

olimpiadi invernali pechino 2022

La decisione, che non ha impedito agli atleti australiani di partecipare, arriva il giorno dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato il boicottaggio diplomatico di Pechino 2022 a causa di quello che Washington ha definito senza giri di parole il "genocidio cinese" della minoranza uigura ed altre violazioni delle libertà e dei diritti umani in Tibet, ad Hong Kong e nello Xinjiang.

 

peng shuai 5

2 - IL COMMENTO VINCE LA RAGION DI STATO ROMA (E L'UE) CI SARANNO

Vittorio Macioce per “il Giornale”

 

Peng Shuai non vale un boicottaggio. Non è neppure una sorpresa. I diritti umani non sono una preoccupazione cinese. Non è certo la sorte di una campionessa di tennis a svelare la vita all'interno della grande muraglia, sotto un impero che fa convivere maoismo, confucianesimo e capitalismo di Stato.

 

XI JINPING JOE BIDEN

Basta leggere i dati arrivati proprio ieri da Reporter senza frontiere: più di un milione di uiguri è rinchiuso nei centri di rieducazione politica e 127 giornalisti sono finiti in carcere. Pechino dice che sono numeri esagerati, ma non è neppure questo che conta, il dilemma è come la civiltà liberal-democratica deve confrontarsi con chi non riconosce la libertà come un valore. È una questione antica e ogni volta ci fa fare i conti con l'ipocrisia. Si parla sempre di diritti umani, ma quando non conviene facciamo finta di non vedere. È una condanna.

pechino 2022

 

Questo vale anche per la Russia o per gran parte del mondo islamico. Vale anche per noi, per le nostre contraddizioni. La storia di Peng Shuai potrebbe essere una come tante, ma ha un valore simbolico. Cosa sarebbe accaduto se Mike Pence, il vice presidente di Trump, avesse violentato Serena Williams? È una domanda surreale, ma è utile per capire di cosa si parla.

 

mario draghi g20

Washington ha scelto il boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi invernali di Pechino. Ci saranno il prossimo anno. Gli Stati Uniti non ritirano gli atleti ma non ci sarà alcuna delegazione politica. È un segnale, una testimonianza, e ha già indispettito Xi Jinping. È, per la Cina, un atto ostile. Il Cio, il comitato olimpico internazionale, non intende chiaramente seguire la stessa strada. Non si risolvono così, fa sapere, certe questioni delicate. È quello che a quanto pare pensa anche l'Italia.

 

pechino 2022

Il governo Draghi non farà nessuna mossa sgradita a Pechino. È ragion di Stato. È senso pratico. È il classico: cosa c'entra lo sport con la politica? Ma sarebbe più corretto chiedersi: cosa c'entra lo sport con i diritti umani? C'entra, ma dipende. Il Coni ha già detto che farà come il Cio. Non è il caso di fare gli americani. Francia, Germania, Gran Bretagna potrebbero seguire Roma. Ognuno con una buona scusa.

ollimpiadi invernali milano cortina

 

Quella italiana ha a che fare anche con le olimpiadi di Milano-Cortina. Pechino ci passa la fiaccola e sarebbe non opportuno non avere un capo di governo o di Stato a raccoglierla. Non è solo un problema di cerimoniale. Sono affari. Allora la domanda più onesta da farsi è un'altra: cosa c'entrano i diritti umani con i soldi? Non serve una risposta.

 

L'Italia e l'Europa andranno a Pechino con tutti i santi e si laveranno la coscienza scrivendo linee guida puntigliose sul rispetto delle minoranze, su chi è diverso da te, sulla sacralità dei diritti e pure dei desideri di ogni essere vivente.

 

pechino 2022 olimpiadi invernali 1

Le leggi morali saranno sempre più cavillose e ci batteremo il petto, giustamente, per i nostri peccati passati e futuri. Tutto questo servirà ad alleviare i nostri sensi di colpa. Poi, però, tutti in fila a Pechino. Allora andiamoci, ma togliamoci lo sfizio di una provocazione. Non suoniamo l'inno di Mameli, ma la marcia dei Tre principi del popolo (Zhonghuá Míngúo gúoge).È l'inno di Taiwan.

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