adolf rudolf dassler adidas puma

I FRATELLI COLTELLI DELLA MODA SPORTIVA: L’INCREDIBILE STORIA DI ADOLF E RUDOLF DASSLER, I FONDATORI DI ADIDAS E PUMA – I DUE INIZIARONO A PRODURRE SCARPE SPORTIVE NEGLI ANNI ’20 – DA SUBITO INIZIA UNA FORTE CONCORRENZA TRA I DUE, CHE ESPLODE DOPO LA CADUTA DI HITLER, QUANDO I FRATELLI VENGONO MESSI SOTTO PROCESSO DAGLI ALLEATI PER VIA DELLA LORO ADESIONE AL NAZISMO: “RUDI” È ACCUSATO DI APPARTENENZA ALLE SS ED È CONVINTO CHE LA SPIA SIA STATA FATTA DA “ADI” – A QUEL PUNTO INIZIA UNA VERA E PROPRIA “GUERRA”, TRA DISPETTI, COLPI BASSI E “MAZZETTE”, CHE HA CAMBIATO PER SEMPRE IL BUSINESS DELLO SPORT…

Estratto dell’articolo di Massimiliano Jattoni Dall’Asén per www.corriere.it

 

adolf e rudolf dassler

Pochi giorni fa, Puma ha annunciato la nomina di Arthur Hoeld come ceo del gruppo, con effetto a partire dal primo luglio 2025. Hoeld, in precedenza, è stato responsabile vendite di Adidas. Chi conosce la romanzesca «biografia» di questi due brand sportivi, ha colto la pungente ironia dietro questo avvicendamento di cariche. Si tratta, se vogliamo, dell’ultimo capitolo (sicuramente non il definitivo) di una delle faide famigliari più celebri nel mondo del business: quella dei Dassler contro i Dassler, ovvero Adidas contro Puma.

la sfida del secolo di barbara smit

 

«LA SFIDA DEL SECOLO» DI BARBARA SMIT

Una faida ormai multigenerazionale che «ha cambiato per sempre il business dello sport», come racconta la giornalista Barbara Smit in La sfida del secolo. Storia dei fratelli nemici che fondarono Adidas e Puma, libro uscito in Gran Bretagna nel 2006 e che, finalmente, il 15 aprile vede la luce anche in Italia per i tipi di Limina (pp. 348, 19,90 euro). Secondo Smit, la rivalità grondante odio dei fratelli Rudolf (1898-1974) e Adolf Dassler (1900-1978) «ha plasmato il moderno business dello sport, dando origine a corruzione e a una posta finanziaria sempre più alta».

 

GLI INIZI

Questa storia ricca di colpi di scena (e di colpi bassi) inizia negli anni Venti, in una Germania che si prepara a cadere in mano all’orrore nazista e il nazismo, dal canto suo, a essere sprone formidabile per i fratelli Dassler e per la loro prima azienda di calzature, la Gebrüder Dassler Schuhfabrik. Siamo a Herzogenaurach, cittadina della Baviera (situata a una ventina di chilometri da Norimberga) con una lunga tradizione di calzolai e ciabattini. […]

adolf dassler 1

 

Adolf, detto Adi, sarebbe dovuto diventare, mei progetti dei genitori, fornaio, ma il ragazzo preferisce lo sport e imparare dal padre i rudimenti del mestiere. La Prima guerra mondiale travolge tutti. Rudolf, detto Rudi, e Adi partono militari e al loro ritorno trovano chiusa l’attività della madre a causa della crisi economica arrivata col conflitto.

rudolf dassler

 

Adi, che è già un calzolaio visionario, si installa nel laboratorio e inizia a produrre scarpe sportive capaci di avere una ricaduta diretta sulla performance atletica di chi le indossa. La società la apre col fratello, che con grande talento per il commercio diventa il principale venditore dell’azienda. […] La grande occasione che si presenta alla piccola Gebrüder Dassler Schuhfabrik sotto forma delle Olimpiadi di Berlino del 1936.

 

L’INTUIZIONE

la prima fabbrica dei fratelli dassler

L’intuizione è di Adi. […] Lavora alacremente perché i piedi degli atleti càlzino le sue scarpe. E ci riesce. Ma fa anche di più: durante le Olimpiadi riesce a farle indossare anche alla nemesi di Hitler, […] Jesse Owens. […]

 

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

La Seconda guerra mondiale segna un altro spartiacque nella vita dei fratelli Dassler ed è in questo periodo che i rapporti già tesi tra i due peggiorano. Adi e Rudi vivono sotto lo stesso tetto con i genitori, ma non vanno d'accordo fin da quando, nel 1934, Adi ha sposato la giovane Käthe Martz, che mal sopporta la famiglia del marito e che Rudi, successivamente, additerà come unica vera causa dei dissidi col fratello, perché la donna mette sempre bocca sulle questioni legate all'azienda.

adolf dassler 8

 

In realtà, Rudi non accetta che il fratello minore sia diventato di fatto capo della famiglia Dassler. […] L’astio di Rudi diviene aperto odio quando, alla caduta di Hitler, i fratelli vengono messi sotto processo dagli Alleati per via della loro adesione al nazismo. Rudi è accusato di appartenenza alle SS ed è convinto che la spia sia stata fatta dal fratello.

 

LA NASCITA DI ADIDAS E PUMA

Cadute le accuse, i due Dassler nel 1947 si dividono la Gebrüder Dassler Schuhfabrik. Rudi si trasferisce dall'altra parte del fiume, seguito dai lavoratori del settore commerciale, dove fonda un’azienda di scarpe concorrente che chiama Puma. I dipendenti più legati alla produzione e alla ricerca restano invece con Adi, che fonda l’Adidas […] e registra il marchio delle tre strisce, l’accorgimento tecnico che aveva iniziato a usare fin dalle Olimpiadi come rinforzo laterale delle sue scarpe, evidenziate da una diversa colorazione.

 

LA «CITTÀ DEI COLLI PIEGATI»

rudolf dassler

Da questo momento in poi, la rivalità tra i due fratelli diventa una rivalità aziendale che divide la stessa cittadina di Herzogenaurach in due fazioni e le regala il nome di «città dei colli piegati», per via dell'abitudine diffusa tra la popolazione di guardare prima di iniziare una conversazione quali scarpe siano indossate dall’interlocutore.

 

I fratelli Dassler, nel frattempo, hanno smesso di parlarsi e mai più lo faranno. Così, come non si vedranno mai più fino alla morte di Rudi, avvenuta il 27 ottobre del 1974. Adi lo seguirà quattro anni più tardi, il 6 settembre del 1978. I due sono oggi sepolti nel cimitero di Herzogenaurach, ma in due lotti diversi, l’uno il più distante possibile dall’altro, come da disposizione di Adi Dassler.

adolf dassler 9

 

L’EREDITÀ

Adi e Rudi alla loro morte hanno lasciato ai figli i rispettivi imperi e anche un’eredità di odio. I cugini Dassler infatti non sono mai stati in buoni rapporti, nonostante una specie di patto di non belligeranza stretto all'inizio degli anni Settanta, quando la concorrenza americana di brand come Reebok e Nike li ha costretti a più miti consigli. L'accordo a quel tempo è di non tentare di mettere sotto contratto il più grande giocatore di calcio dell’epoca, Pelè. La pace però viene rotta dalla Puma, con Armin, figlio di Rudi, che contatta il calciatore e gli offre la sponsorizzazione, facendo infuriare il capo dell’Adidas, ovvero il cugino Horst.

 

LE MAZZETTE

adolf dassler 5

Il punto essenziale del godibilissimo libro di Barbara Smit è che la faida tra i rami Puma e Adidas della famiglia Dassler ha dato origine a tangenti e sponsorizzazioni milionarie, che hanno forgiato nel denaro quello che è lo sport moderno, sia professionale che amatoriale. Fin dalle prime Olimpiadi del Dopoguerra, infatti, i Dassler consegnano buste di denaro agli atleti in un periodo in cui il movimento olimpico cerca ancora di resistere alla commercializzazione.

 

[…] E gli atleti, amareggiati per non essere pagati per le loro fatiche olimpiche, non dicono no al giocare a fare i Puma contro gli Adidas, pretendendo nel tempo sempre più denaro dai riluttanti commercianti di scarpe.

 

horst dassler

HORST DASSLER

In realtà, racconta ancora Smit, a guidare la corruzione del movimento olimpico è stata piuttosto un’altra faida familiare, quella tra Adi e suo figlio Horst. Il rampollo, infatti, è stato mandato in Alsazia per creare una divisione di Adidas che deve vendere solo in Francia (il marchio Arena). Ma Horst, uomo estremamente ambizioso, non si accontenta di aspettare tranquillamente il suo turno e trasforma il suo angolo di azienda in una sorta di impero segreto che agisce contro l'espressa volontà dei suoi genitori. […] Quando muore nel 1987, a soli 51 anni, il disvelamento di tutti i suoi segreti fa quasi crollare l'Adidas. […]

adolf e rudolf dassleradolf dassler 3adolf dassler 6adolf e rudolf dassler adolf dassler 1adolf dassler 7adolf dassler 4adolf dassler 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…