antonio conte

TRA L’INTER E L’ALLENATORE CHE HA RIPORTATO DOPO 13 ANNI LO SCUDETTO ALLA BENEAMATA È DIVORZIO! I MOTIVI CHE HANNO PORTATO ALLA ROTTURA - IL CLUB HA NECESSITÀ DI CHIUDERE IL PROSSIMO MERCATO CON UN ATTIVO DI QUASI 100 MILIONI E RIDURRE DEL 20% IL MONTE INGAGGI. ANTONIO CONTE TRATTA LA BUONUSCITA: SUL TAVOLO C’È ANCORA 1 ANNO DI CONTRATTO A 12 MILIONI DI EURO NETTI. ORA SI TEME LA GRANDE FUGA DEI CALCIATORI: DA HAKIMI, CHE PIACE AL PSG, A LAUTARO, FINO A LUKAKU – CHI AL POSTO DI CONTE? ALLEGRI, SARRI O…

Andrea Di Caro per gazzetta.it

antonio conte

 

Sta finendo come nessun tifoso nerazzurro immaginava: l’Inter e Conte vanno spediti verso la separazione. L’addio ufficiale potrebbe arrivare nell’arco delle prossime 48 ore, il tempo necessario per ratificare la chiusura del rapporto e lasciarsi con dispiacere e rimpianto, ma senza liti e rancori.

 

Non ci sarà bisogno del famoso summit di gruppo con Zhang e i dirigenti, se ci sarà occasione ancora per un incontro col presidente, sarà probabilmente solo per stringersi la mano e salutarsi.

 

 

antonio conte 2

FINE (QUASI) INEVITABILE—   Le strade dunque si stanno separando: quasi inevitabile vista la distanza tra i piani attuali dell’Inter, che prevedono un fortissimo attivo dal prossimo mercato, e le ambizioni del tecnico che vede in questo scenario un inevitabile ridimensionamento delle ambizioni, soprattutto rispetto al progetto di crescita continua che gli era stato prospettato due anni fa al suo arrivo.

 

ANTONIO CONTE CON I VERTICI NERAZZURRI

La società vuole ovviamente restare ad alti livelli, competere per lo scudetto e fare bene in Europa, ma la crisi economica acuita dalla pandemia ha costretto la proprietà prima a chiedere un sostanzioso prestito appena ottenuto e poi a rivedere i conti e farli tornare attraverso cessioni, plusvalenze, risparmi, tagli, contenimento costi e diminuzione del monte ingaggi. Toccherà all’abilità dei dirigenti, Marotta e Ausilio su tutti, riuscire nell’impresa di far quadrare i conti senza indebolire troppo la squadra. Questa operazione difficile non vedrà però Conte al timone, a meno di pressoché impossibili ripensamenti. Il tecnico da mesi era stato chiaro, non avrebbe accettato l’idea di vedere minato il durissimo lavoro svolto in questi due anni, e che lo ha portato a vincere lo scudetto.

ANTONIO CONTE E STEVEN ZHANG

 

IL SUMMIT DI SABATO—   Il giorno prima dell’ultima partita contro l’Udinese c’è stato un incontro tra società e Conte: i dirigenti, che si erano ovviamente confrontati con Zhang, hanno prospettato con onestà lo scenario prossimo dell’Inter. C’è necessità di chiudere in fortissimo attivo il prossimo mercato, grazie a una plusvalenza che si avvicini ai 100 milioni.

 

L’Inter ha diversi giocatori sacrificabili, ma è difficile prevedere che possa essere raggiunto l’obiettivo senza la cessione di un big o comunque qualche titolare. L’altra missione è abbattere il monte stipendi del 15-20 % rispetto all’attuale. Non attraverso la richiesta di tagli degli emolumenti esistenti, ma attraverso il mercato. A titolo solo esemplificativo: esce Kolarov a fine contratto che guadagna 3 milioni, rientra Di Marco che ne guadagna uno.

ANTONIO CONTE

 

Davanti a questo scenario Conte ha espresso tutta la sua amarezza, consapevole che l’Inter per continuare a crescere soprattutto in Europa, non deve solo scegliere chi cedere, ma ha anche bisogno di rinforzi e di sostituire giocatori a fine contratto. Su queste basi e con piani così distanti dai suoi e dalle promesse ricevute in periodo pre pandemico, l’incontro con Zhang per il tecnico sarà solo l’occasione per un sereno commiato.

 

La società dal canto suo, per bocca dei suoi alti dirigenti, nonostante sarebbe stata felice di proseguire con Antonio, ne comprende e condivide tutta la delusione riconoscendo con onestà di non poter garantire nell’immediato il progetto che gli aveva prospettato due anni fa.

 

ANTONIO CONTE

IL RICONOSCIMENTO—   Conte ha sempre sostenuto di essere stato convinto dalle ambizioni del gruppo Suning e che, essendo un top coach, avrebbe continuato solo con un progetto all’altezza. Sul tavolo però c’è ancora un anno di contratto a cifre tutt’altro che banali: 12 milioni di euro netti, più un milione che il tecnico aveva già posticipato dallo scorso anno. Più dello stipendio però quello che più amareggia e fa arrabbiare Conte è dover lasciare un grande lavoro fatto in profondità che avrebbe avuto bisogno ora solo di pochi mirati colpi per permettere all’Inter di giocarsela con i top club Europei. Ma è proprio questo lavoro, un vero solco tracciato, che la proprietà è pronta a riconoscergli e che sarà valutato economicamente nelle prossime ore per offrire ad Antonio una giusta ricompensa. Difficilmente sarà inferiore alla metà dell’ingaggio del prossimo anno, ma questo è un tema che verrà trattato dalle parti che hanno intenzione di lasciarsi in ottimi rapporti.

antonio conte

 

IL RIMPIANTO—   A Conte bisogna dare atto di essere stato sempre coerente con quanto detto da tempo. Il carattere dell’uomo, che a volte sfocia nel caratteraccio per la sua inesauribile voglia di vincere, è noto. E nessuno si conosce come lui: restare con un progetto ridimensionato, vedendo partire qualche suo pupillo o immaginando ogni giorno quel che poteva essere e magari non sarà, lo porterebbe a lavorare con un malessere che rischierebbe poi di esplodere in continue polemiche.

 

Cosa che Conte vuole evitare a se stesso e anche all’Inter. Il tecnico però fino a ieri ha covato la speranza che davanti al suo ventilato addio, col rischio concreto di rovinare il giocattolo, dalla proprietà potesse arrivare un ripensamento o una soluzione diversa. Ripensamento che però, almeno finora, non c’è stato. L’obiettivo della proprietà è mettere in sicurezza l’Inter, con o senza uno dei migliori tecnici al mondo: il percorso delle ambizioni più sfrenate potrà essere ripreso forse più avanti, quando sarà ritrovato un equilibrio di bilancio.

antonio conte

 

I DIRIGENTI—   Nelle ultime settimane le crescenti preoccupazioni per lo stato di salute delle casse del club avevano messo in forte allarme anche i dirigenti, che covavano gli stessi dubbi di Conte. A nessuno, soprattutto a chi ha tanti anni di pregevole carriera alle spalle, sarebbe piaciuto vestire i panni del liquidatore. La certezza del prestito di 275 milioni arrivato dal fondo Oaktree ha però reso la situazione meno drammatica e convinto Marotta, Ausilio ed Antonello, tutti con ancora un anno di contratto, a restare.

 

LITE TRA ANTONIO CONTE E ANDREA AGNELLI

IL FUTURO IN PANCHINA—   Difficile immaginare che un dirigente esperto come Marotta però non avesse già messo in conto il possibile finale della storia e dunque non abbia ora un asso nella manica per la sostituzione di Conte. Quattro i nomi potenzialmente affiancabili alla panchina dell’Inter. Il primo è ovviamente quello di Max Allegri, che l’ad nerazzurro aveva già sondato lo scorso anno. E’ forse l’unico nome che lenirebbe un po’ la grande delusione del popolo interista, anche perché sul taccuino pure della Juve.

 

antonio conte foto mezzelani gmt28

Il secondo è Maurizio Sarri, ma tra le incognite c’è quella della tipologia di squadra che Conte ha formato e forgiato che non sembra adatta alle idee sarriane. Il terzo è Sinisa Mihajlovic, ex nerazzurro, tante volte contattato dall’Inter, grinta e carattere in stile contiano. Infine, staccato, Simone Inzaghi che oggi potrebbe dire addio alla Lazio.

 

I GIOCATORI—   Il distacco da Conte è sicuramente traumatico per molti. Sono diversi i big che potrebbero essere invogliati ad ascoltare le sirene che inevitabilmente cominciano a farsi sentire. Si va da Hakimi, che piace al Psg, a Lautaro che ha estimatori in Spagna, fino a Lukaku che alcuni club inglesi, tra cui il City, riporterebbero volentieri in Premier. Compito dell’Inter convincere i big a credere ancora in un progetto che vedrà il ritorno di alcuni giovani dati in prestito, da Agoumé a Salcedo, per completare la rosa di elementi con ingaggi sostenibili. Non parliamo ovviamente di titolari ma di chi potrà sostituire alcuni giocatori a fine contratto. Il resto del mercato, con acquisti e cessioni dipenderanno dal prossimo allenatore. Che dovrà raccogliere la pesantissima eredità di Antonio Conte.

conte marottaantonio conteantonio conte marottaantonio conteantonio conteANTONIO CONTEANTONIO CONTE E STEVEN ZHANGconte zhangantonio conteConte E zhangANTONIO CONTE

Ultimi Dagoreport

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”