malago' gravina

LA GUERRA DEL CALCIO - MALAGO’ TIRA UNA STOCCATA A GRAVINA: "CAPISCO CHE IL CAPO DELLA FIGC VOGLIA PORTARE A TERMINE LA STAGIONE. MA MANCA UN PIANO PRECISO E CONVINCENTE. SULLA RIPARTENZA DEL CAMPIONATO C’E’ UN DIBATTITO CONFUSO E DIVISIVO. IO AVREI CHIUSO DENTRO UNA STANZA TUTTI E..." - "LA RIPRESA DEGLI ALLENAMENTI? SPERO CHE IL GOVERNO LA AUTORIZZI IL PRIMA POSSIBILE" - LA LEGA DI A AL CONTRATTACCO: "STUPITI PER L'INGERENZA SUI DIRITTI TV"

Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport

 

malagò

In principio era il Verbo. Anzi, in principio è la suoneria dei telefoni del Coni: Ennio Morricone. «Ho cambiato anche quella» mi dice Giovanni Malagò. «Pensi che io dorma? Che dici? Dopo sei mesi di presidenza ho sostituito anche il logo, il vecchio candelabro, con lo scudetto bordato in oro e i cinque cerchi olimpici, assoluta distinzione».

 

A proposito di scudetti, presidente, sia chiaro e definitivo: lei è pro o contro la ripartenza del campionato?

«Allora, serio... Si sta generando un dibattito estremamente confuso e fortemente divisivo che non può portare a qualcosa di buono».

Fin qui siamo d’accordo. Provi a fare un passo avanti.

«Ne faccio uno indietro, invece. Fino al peccato originale».

 

Quale dei tanti?

«Senza voler fare polemica, per carità, io avrei chiuso dentro una stanza la Federcalcio, la Lega di A, l’Assocalciatori, gli allenatori, le televisioni e gli organismi internazionali,

malagò gravina

Fifa e Uefa, e non li avrei fatti uscire finché non avessero prodotto un documento condiviso. La stessa cosa per B e Lega Pro. Tu cosa sei disposto a lasciare sul tavolo se la stagione non si conclude? E tu, televisione, il 5, il 10, il 15 per cento? Tu, federazione, sei pronta a partecipare a un fondo di solidarietà? E voi, calciatori, a quanta parte dello stipendio rinunciate? Fifa e Uefa, che fate, attingete alle vostre riserve?, come contribuite?

 

Ti rendi conto che a tutt’oggi le televisioni che tirano fuori 1 miliardo e quattrocento milioni non hanno nemmeno un pezzo di carta della Lega sulla base del quale sviluppare il tema dell’immediato? Spostiamo avanti di un anno la Melandri? Spalmiamo sulle prossime stagioni? Niente: si procede a vista, per ipotesi, con una conflittualità che danneggia qualsiasi progettualità. Gravina lo sento tutti i giorni, ho letto con particolare attenzione la sua intervista a Repubblica, comprendo le difficoltà del momento e capisco che voglia portare a termine la stagione. 

spadafora malagò

 

Parla di luglio, agosto, settembre, ottobre, addirittura della prossima Serie A articolata in due gironi con i playoff e i playout. Quello che manca è un piano preciso, chiaro, praticabile e convincente. Logistica, transportation. Si parla solo di tagli degli stipendi dei calciatori, ovvero si è partiti dalla fine o quasi, di accordi in alto mare, e adesso di un protocollo medico che dovrà passare al vaglio dell’ISS».

 

Lo devo frenare. «Sto andando a braccio» precisa, poi aggiunge: «Mi devi credere, questa è l’ultima volta che tratto il tema della ripresa del calcio. Purtroppo lo faccio con la persona sbagliata (sorride e solo per un istante riconosco la politica delle pacche sulle spalle). Se vuoi ti mostro le 150 pagine di rassegna stampa raccolte negli ultimi 15 giorni. L’unico attacco che ho ricevuto, il tuo. Mi avranno telefonato in ottomila, il giorno di Pasqua, per dirmi “non gli devi più parlà”. Io invece ti parlo per il rispetto che porto al tuo editore, al giornale

e a te... Due sono le fasi».

 

La prima?

Il Presidente del Coni Giovanni Malagò Foto Mezzelani GMT 07

«La ripresa dell’attività. Banalmente, l’allenamento. Spero che il Governo la autorizzi il prima possibile. Mi auguravo che si potesse già partire dopo Pasqua, poi il 27, ma hanno convenuto che la data giusta sia il 4 maggio. Superfluo sottolineare che è imprescindibile il sacrosanto rispetto dei parametri indicati dai medici, accesso, distanze

e altro. È necessario rimettere in moto la macchina atleta che non può restare ferma per troppo tempo a prescindere dalla data dell’impegno agonistico.

 

Sei mesi, otto mesi, un anno e tre mesi per gli olimpici. Attenzione, però, quando parlo di ripresa degli allenamenti la intendo aperta tanto all’atleta individuale quanto alla squadra, sempre che lo sport di riferimento lo consenta. Mi sono opposto all’ipotesi di far cominciare prima gli sport di squadra perché nel mio ruolo ho il dovere di tutelare tutte le federazioni e le 387 discipline sportive di Casa Coni”.

Il Presidente del Coni Giovanni Malagò Foto Mezzelani GMT 05

 

Immagino che lei ne abbia parlato al ministro Spadafora.

«Naturale. Ma sempre nel rispetto di ruoli e competenze. A diff erenza di tutti i miei predecessori, nessuno escluso, io ho sempre lasciato ampia autonomia decisionale alle 44 federazioni, questo lo puoi scrivere. Diverso è il discorso che riguarda lo svolgimento delle partite, e qui siamo alla seconda fase. Mi sembra di essere stato sufficientemente chiaro quando ho elencato i punti di confusione che hanno caratterizzato il mese di marzo e questi primi giorni di aprile. Ci sono in ballo troppi interessi divergenti, chi ha paura di perdere la categoria, chi di rimetterci una montagna di denaro. Siamo gente di mondo, è comprensibile, umano».

 

Ho letto le dichiarazioni della Pellegrini e non le si può dare torto. Ma più che al calcio - come viene contrabbandato da alcuni giornali - le accuse di Federica sono rivolte a chi ha dichiarato che «lo sport chiude»; a chi parla solo di calcio per avere un ritorno su giornali e tv; a chi non pone il problema degli atleti professionisti di altre discipline e degli olimpionici. Con chi se la prende, secondo lei? Con il presidente del Coni?

 

«Non scherziamo. Ti posso garantire che la Pellegrini e tutti gli altri atleti che sento ogni giorno sono molto risentiti con chi parla esclusivamente dei problemi del calcio trascurando quelli di sportivi che hanno esigenze e urgenze identiche, se non addirittura superiori. Prendiamo Federica: abita con il suo allenatore a trenta metri dalla piscina dove si allena. Mi devi spiegare che grado di rischio potrebbe mai correre se domattina potesse rimettersi a nuotare. E la Goggia che deve recuperare dall’infortunio al braccio?»

Il Presidente del Coni Giovanni Malagò Foto Mezzelani GMT 04

 

L’eccezione che viene posta dal calcio è che il sistema Serie A è un’industria che produce miliardi e mantiene il mondo dello sport.

«Gente come Federica si mantiene senza l’aiuto del calcio. Lo sport non può essere e non è soltanto il calcio di Serie A. Sono le centinaia di migliaia di persone che lo praticano nei circoli. In Italia ce ne sono 130mila e hanno tutti problemi economici rilevanti a causa della pandemia. Il danno che subiranno queste 130mila realtà è notevolmente superiore a quello del calcio.

 

Il Presidente del Coni Giovanni Malagò Foto Mezzelani GMT 02

Mi tornano in mente le parole di mio padre, davvero un gran signore, e ti ringrazio per averlo ricordato, quando anni fa dovemmo affrontare una situazione di notevole complessità con la concessionaria di auto. Te la faccio breve: avevamo investito parecchio nell’attività di autonoleggio, il meccanismo del buyback consentiva al cliente, grazie agli ammortamenti e a un mercato assai vivace, di acquistare l’auto a fine contratto e di rivenderla guadagnandoci parecchio.

 

malagò

Improvvisamente ci ritrovammo costretti a riscattare tutte le macchine a - ti dico una cifra - 15 miliardi di vecchie lire e a rivenderle a un prezzo notevolmente inferiore. Ci rimettemmo parecchio, ma questo ci permise di fare cassa e ripartire. Ricordo che allora mio padre mi disse: “Giovanni, meglio feriti che morti”. Una considerazione che oggi può valere anche per il calcio».

 

 

 

 

 

 

LA RISPOSTA DELLA SERIE A

Da www.corrieredellosport.it

 

PAOLO DAL PINO

Ha fatto discutere l'intervista esclusiva che il capo dello sport italiano, Giovanni Malagò, ha rilasciato al nostro direttore, Ivan Zazzaroni, che potete leggere sull'edizione di oggi in edicola. In una nota ufficiale la Lega Serie A replica duramente alle dichiarazioni del presidente del Coni, manifestando "stupore per la leggerezza e l'ingerenza del Presidente Malagò nel descrivere, in un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport, i rapporti tra la stessa Lega e i licenziatari dei diritti televisivi".
 

PAOLO DAL PINO

"La Lega Serie A - si legge sempre nella nota -, dall'inizio della situazione di emergenza legata all'impatto del Covid-19 sul calcio, è in costante contatto con i broadcaster titolari dei diritti TV. Tali rapporti sono peraltro regolati da chiare previsioni contrattuali. La Lega Serie A è inoltre in continuo aggiornamento con la FIGC e le altre componenti del sistema calcio per vagliare tutte le opzioni possibili, proseguendo allo stesso modo il dialogo con le altre Leghe europee, l’Eca, l’UEFA e la FIFA. Ci si augura, in un momento di grande difficoltà per il Paese, che ogni Istituzione lavori, con senso di responsabilità, in modo costruttivo e propositivo per il bene comune, senza creare, come dice il Presidente del Coni, "conflittualità che danneggino qualsiasi progettualità"".

 

 

 

 

Il Presidente del Coni Giovanni Malagò Foto Mezzelani GMT 03

 

malagòmalagò

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....