marina abramovic

MARINA DA SBARCO - DALLA ROULETTE RUSSA CON LA PISTOLA CARICA ALL’AMORE A 3 CON L’AMANTE DEL SUO COMPAGNO: VITA, PERFORMANCE E PROVOCAZIONI DELLA "NONNA DELLA BODY ART" MARINA ABRAMOVIC: “SESSO E MORTE SONO SEMPRE VICINI" - ISTRUZIONI PER IL FUNERALE: "SI TRATTERÀ DELLA MIA ULTIMA OPERA D' ARTE” - IN CANTIERE UNO SPETTACOLO PER SOLE DONNE IN QATAR - VIDEO

 

Gianluca Veneziani e Nicoletta Orlandi Posti per Libero Quotidiano

ABRAMOVIC 7ABRAMOVIC 7

 

Ha dedicato il suo libro «ad amici e nemici» perché secondo lei sono intercambiabili. Negli anni Settanta, all' inizio della carriera, la accusavano di andare contro le convenzioni, oggi di far parte del mainstream.

 

Lei è Marina Abramovic, settant' anni festeggiati il 30 novembre scorso al Guggenheim Museum, pioniera della body art, che ha appena pubblicato per Bompiani (a cura di James Kaplan, pp. 414, euro 19) l' autobiografia: la storia di una donna ribelle e sensuale, educata nella Jugoslavia comunista (è nata a Belgrado nel 1946) da due partigiani, eroi di guerra, secondo modelli rigidissimi per prepararla ad Attraversare i muri, come recita il titolo.

 

Una donna che ha amato e sofferto molto; che ha ottenuto i massimi riconoscimenti vivendo una vita senza compromessi al prezzo di una estrema povertà e isolamento. Una donna che a 14 anni giocava alla roulette russa con la pistola carica di suo padre e che, disperata per i tradimenti del suo compagno di vita e di arte Ulay, ha accettato di far l' amore a tre con la sua amante, soffrendone da morire.

ABRAMOVIC 8ABRAMOVIC 8

 

«Dietro alla super Marina, al guerriero che in pubblico sopporta qualsiasi ordalia, c' è una Marina insicura, incasinata, che da ragazza si sentiva brutta e goffa: naso troppo grande, occhiali troppo spessi, scarpe ortopediche per i piedi piatti.

 

MARINA ABRAMOVIC 1MARINA ABRAMOVIC 1

E da grande si sente brutta e vecchia, rottamata, ogni volta che un uomo l' abbandona», confessa in una intervista pubblicata sul Venerdì l' artista che è stata dodici anni con il performance artist tedesco Frank Uwe Laysiepen, detto Ulay (si lasciarono nel 1989 con una performance memorabile: camminarono lungo la Grande Muraglia per 2.500 chilometri ciascuno fino all' incontro in cui si dissero addio), e che si è sposata (per poi divorziare) con l' artista italiano Paolo Canevari.

 

Chi non l' abbandona mai è invece il suo pubblico. Sono gli spettatori a darle la forza, il coraggio e la determinazione: spettatori che finiscono per sentirsi talmente parte della performance da trasformarsi essi stessi in opera d' arte. Sono loro che hanno fatto ore e ore di fila per partecipare a The artist is present al MoMA di NewYork (500mila visitatori, di cui ben 1.400 si sono seduti al tavolo dove lei è rimasta per 700 ore, senza muoversi, limitandosi a guardare);

 

sono loro che sono corsi a salvarla dopo lo svenimento a causa della mancanza di ossigeno in Rhythm 5, dove stava sdraiata entro una stella di fuoco (era il 1974), o dal congelamento mentre era stesa su una croce di blocchi di ghiaccio (Lips of Thomas, 1975); sono loro quelli che nel 1977 a Bologna hanno attraversato i corpi nudi di Marina e di Ulay nello stretto ingresso della Galleria d' Arte Moderna.

 

ABRAMOVIC 6ABRAMOVIC 6

A Napoli, era il 1975, Marina Abramovic si consegnò invece letteralmente nelle loro mani come oggetto: mise su un tavolo 70 attrezzi che potevano essere usati a piacimento su di lei (c' erano anche delle lamette e una pistola carica). Tutto questo per sette ore: ci fu chi la toccò nelle parti intime, chi la ferì, chi le tagliò i vestiti; qualcuno le succhiò anche il sangue dal collo.

 

In quella stanza l' artista rischiò la morte e lo stupro, ma qualunque cosa accadeva lei lo accettava e lo subiva senza fare niente, nonostante il dolore.

 

Ecco, il dolore: quello che ha imparato a dominare e a trasformare in energia positiva illimitata nelle sue lunghe frequentazioni dello sciamanesimo e delle filosofie orientali. «Il dolore è un muro, straziante, insopportabile», sostiene, «ma chi riesce a trapassarlo accede a un diverso stato di consapevolezza».

 

Lei si è fatta frustare a sangue; ha urlato fino a perdere la voce; ha stuzzicato un pitone che poi alla fine ha desistito ed è andato via; si è ferita giocando a colpire velocemente gli spazi tra un dito e l' altro della sua mano spalancata su un foglio bianco (Rythm 10, la sua prima performance nel 1973); è rimasta sei giorni seduta su una montagna di ossa putride, pulendole una per una, come a lavar via le atrocità della guerra nei suoi Balcani (con Balcan Baroque vinse il Leone d' oro alla Biennale di Venezia del 1997).

 

MARINA ABRAMOVICMARINA ABRAMOVIC

Del resto, la sopportazione del dolore l' aveva sperimentata fin da piccola. «Prima eroi di guerra, poi membri di rilievo del Partito, i miei genitori erano fissati con il coraggio, la disciplina marziale, la determinazione. Siccome ero terrorizzata dall' acqua, a sei anni mio padre mi buttò giù dalla barca e si allontanò a remi: a furia di bere e scalciare, imparai a tenermi a galla.

 

Mia madre invece era ossessionata dall' ordine e dalla pulizia: la notte mi svegliava urlando, se dormivo scompigliando le coperte. E al minimo sgarro mi picchiava fino a farmi blu», racconta l' Abramovic, ammettendo che «quei maltrattamenti mi hanno fatto diventare quel che sono. Devo il mio successo a quelle regole umilianti, alle pene fisiche, allo spauracchio di mia madre».

 

E alla sua terra, cui ha dedicato anche la video installazione Balkan Erotic Epic (si trova in rete). Nel breve film sono rappresentati i riti pagani nei Balcani descritti in molti testi dei secoli XIV-XVI - alcuni dei quali vengono praticati tutt' oggi - dove organi sessuali, maschili e femminili, sono usati come strumenti taumaturgici, per curare malattie, per favorire la fertilità, per comunicare con gli dei. Marina recitava la parte di un professore-narratore che descriveva i rituali prima di mostrarli.

ABRAMOVIC 3ABRAMOVIC 3

 

Lei stessa appare in un paio di scene: in una era a seno nudo, con i capelli pettinati in avanti in modo da coprirle la faccia; tra le mani teneva un teschio con cui si colpiva la pancia come un' ossessa. «Sesso e morte», spiega, «nei Balcani sono sempre pericolosamente vicini l' uno all' altra».

 

E a proposito di morte, scrive: «Ho sempre pensato che la morte dovesse essere una festa. Si entra in una nuova dimensione». Ed ecco perché nel 2004 comunicò a un avvocato le disposizioni per il suo funerale che dovranno essere scrupolosamente rispettate perché dopotutto, come lei stessa puntualizza nel libro, «si tratterà della mia ultima opera d' arte».

 

L' artista vuole che vengano realizzate tre tombe: una a Belgrado, una ad Amsterdam e una a New York. Il suo corpo dovrà essere seppellito effettivamente in una delle tre, ma senza rendere noto in quale. Altro desiderio è che durante il suo funerale il suo amico Antony Hegarty canti My Way nello stile di Nina Simone.

 

ulay e marina si incontrano al moma di ny dopo 30 anniulay e marina si incontrano al moma di ny dopo 30 anni

Nel frattempo ci sono un sacco di cose da fare: mentre sta lavorando a una serie di sette video-installazioni in cui lei racconta e inscena la morte di sette eroine della lirica interpretate da Maria Callas, ha già in calendario una retrospettiva a Stoccolma, dove verranno esposti per la prima volta anche i disegni degli esordi, diverse mostre in Danimarca, Svizzera, Germania e Cina. E anche uno spettacolo per sole donne in Qatar.

rhythm 10   marina abramovicrhythm 10 marina abramovic

«Non esistono ostacoli insuperabili», conclude nei ringraziamenti nel libro, «se si ha la forza di volontà e si ama ciò che si fa».

marina abramovic 1marina abramovic 1marina abramovic durante la performance the artist is presentmarina abramovic durante la performance the artist is presentmarina abramovic   rhythm 0   1974marina abramovic rhythm 0 1974abramovic artista presenteabramovic artista presentemarina e ulaymarina e ulayabramovic performanceabramovic performanceabramovic in rhythmabramovic in rhythmmarina abramovicmarina abramovic

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…