mourinho

ANCORA MOU, MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIU’? – STASERA, ALLE 18, GLI INTERISTI SI RITROVERANNO DAVANTI MOURINHO CHE AFFRONTA PER LA PRIMA VOLTA LA SQUADRA CON CUI HA CONQUISTATO IL TRIPLETE NEL 2010 – LO SPECIAL, CHE FA I CONTI CON UNA ROMA RIMANEGGIATISSIMA E NON ALL’ALTEZZA DELLE SUE AMBIZIONI, SI PREPARA A DARE BATTAGLIA. E PER EVITARE DISTRAZIONI HA PREFERITO NON PARLARE. IN TRIBUNA CI SARA' ANCHE TOTTI CHE TORNA ALL'OLIMPICO DOPO 2 ANNI

PAOLO TOMASELLI per il Corriere della Sera

 

jose mourinho foto mezzelani gmt022

Il silenzio di un amico prima della battaglia. José Mourinho ha preferito non parlare prima di sfidare la «sua» Inter: «Non vuole distrazioni, ma concentrarsi solo sul lavoro visto il poco tempo a disposizione» è la motivazione fornita dalla Roma. Quasi una sospensione scenografica, da attore consumato, per fare emergere l'importanza della partita e tutta l'energia che ribolle dentro le vene di Mou e della sua squadra. Perché non c'è dubbio: ammaccata e ferita, la Roma darà battaglia, anche per il suo allenatore che ritrova l'Inter per la prima volta da avversaria, undici anni e mezzo dopo la tenera notte del Bernabeu e due stagioni indimenticabili, non solo per gli interisti.

 

jose mourinho foto mezzelani gmt 113

Certo, pochi giorni prima di riabbracciare uno dei suoi più vecchi amori, il Chelsea nel 2010, Mou aveva alzato i polsi al cielo nella sfida contro la Sampdoria, incrociandoli nel gesto delle manette che gli costò tre giornate di squalifica. Poi in zona mista aveva dribblato due ali di giornalisti per chiamarne uno inglese dall'altra parte della balaustra e preparare così il terreno alla sfida degli ottavi di Champions a Stamford Bridge, da grande artista dei mind games, i giochi psicologici.

 

MOURINHO

Oggi il portoghese corre ancora sotto alla curva «come un bambino», attacca gli arbitri, consiglia a Zaniolo di andare a giocare all'estero per non essere limitato dalla ruvidezza a tutto campo di certe squadre. Però quando lo fa sembra meno rabbioso, più saggio per alcuni, bollito per altri, sempre pronti con il carrello o con il carro, a seconda di come vanno i risultati. Ma c'è un Mourinho per tutte le stagioni e quello romanista sembrava pacificato dal ritorno in Italia, autunnale quasi, nei suoi sorrisi ben spesi, nei suoi complimenti ai colleghi più giovani. Invece il fuoco c'è ancora e le medaglie al petto non hanno appesantito, almeno non del tutto, il più straordinario allenatore di uomini degli ultimi quindici anni.

MOURINHO

 

A guidare i giocatori dalla lavagna al campo probabilmente ci sono colleghi più bravi, più aggiornati, più offensivi di Mou. Non c'è mistero, né tantomeno vergogna in questo, perché il pallone corre veloce.

 

Ma trovare l'alchimia di un gruppo fra i vapori dello spogliatoio, farne una squadra a propria immagine e somiglianza, plasmarne il carattere prima ancora che il sistema di gioco o i principi che ne stanno alla base è un'arte senza tempo. E in questo Mourinho, modestamente, sembra ancora un maestro. Anche se non sempre, come ha spiegato lui stesso dopo il divorzio dal Tottenham, i ragazzi che oggi si trova di fronte sono disposti a imparare da lui: «Ero abituato a confrontarmi con uomini nello spogliatoio, non con bamboccioni...».

zaniolo mourinho

 

Quella che sembra immutata è la sua capacità di respirare la stessa aria del popolo che lo accoglie: qualcosa che non si insegna, o ce l'hai o non ce l'hai. E se ce l'hai, ti può servire anche per colmare le lacune di una squadra penalizzata dalle assenze, per vincerne le timidezze, per portarla oltre la propria linea d'ombra. Riuscirci è complicato. Ma se succede, è Special. E gli amici capirebbero.

 

 

MOURINHO-INTER

Tommaso Labate per il Corriere della Sera

 

 

mourinho

Possibili colonne sonore per questo incontro che avviene a quattromiladuecentoquattordici giorni dall’ultima volta, tanti sono trascorsi dalla notte della finale di Champions vinta a Madrid il 22 maggio 2010, dall’abbraccio con Marco Materazzi, dalle lacrime di gioia misto dolore, dall’ultima scena, il pullman dell’Inter che sta per trasportare la squadra campione d’Europa all’aeroporto di Barajas e da lì a Milano per la festa notturna a San Siro, che parte senza il passeggero più atteso all’arrivo, che a Milano non ci sarà.

 

mourinho

«E tu come stai» di Claudio Baglioni, con lui che si macera in una sequenza di domanda sull’attuale vita di lei, da «chi viene a prenderti?» a «chi ti apre lo sportello?»; oppure «Ancora tu» di Lucio Battisti, «ma non dovevamo vederci più», che un servizio pre-partita di quelli iper-sentimentali che la tv generalista confezionava negli anni Ottanta e Novanta avrebbe ospitato come tappeto musicale a corredo delle belle immagini del tempo che è stato e che poi, da quella notte di quattromiladuecentoquattordici notti fa, per tanto tempo non è stato più.

 

Ancora qualche ora, poi José Mourinho e l’interista collettivo torneranno a incontrarsi, faccia a faccia per la prima volta. L’allenatore del Triplete e i custodi della sua ortodossia, l’incantatore e i serpenti, il grande mago e gli spettatori privilegiati di quel gigantesco spettacolo d’arte varia che è stato il biennio nerazzurro 2008-2010, iniziato col ghigno del «non sono un pirla» e conclusosi, appunto, tra le lacrime di gioia di Madrid, due scudetti, una Champions, una coppa Italia e una Supercoppa dopo.

mourinho

 

Roma-Inter di sabato 4 dicembre 2021, per il carico di sentimenti contrastanti che i tifosi della squadra ospite provano nei confronti dell’allenatore della squadra di casa, ma soprattutto per la misura quasi incolmabile del tempo trascorso dall’«ultima volta», non ha forse precedenti nella storia contemporanea del pallone. Come se i milanisti avessero incontrato Sacchi o Capello da avversari dopo un decennio dai successi, tanto per capirci.

diego milito mourinho 1

 

Perché forse, proprio come in «Ancora tu» di Battisti, gli interisti e Mourinho erano destinati a non incontrarsi mai più, ancorati a un ricordo da non sporcare con ragionamenti legati alla cronaca («Lo fischiamo o lo applaudiamo?»), prigionieri di un incantesimo slegato dal doveroso malaugurio sportivo che si deve all’avversario («Dobbiamo batterlo!»), perché – in fondo – schiavi di quell’ultima scena di Madrid: la Champions appena conquistata, le lacrime di gioia, gli abbracci, le lacrime di dolore, ciao, addio per sempre.

diego milito mourinho 3

 

mourinho gesto ai tifosi bianconeri

Una contemporaneità che sopravvaluta l’amore che perdura anche durante le disgrazie, quando è forse più difficile rimanere insieme dopo una grande gioia, ha consentito a Mourinho di essere amato oltremodo, negli ultimi anni, nonostante il tradimento. Del «se n’è andato dopo averci fatto vincere», il nerazzurro medio ha tenuto nel cuore l’«averci fatto vincere» dimenticando il «se n’è andato». Fino ad Antonio Conte, tutti gli allenatori dell’Inter succedutisi sulla sua panchina hanno dovuto fare i conti con la pesante eredità di José, come se l’ex insegnante di educazione fisica di Setubal, su quella panchina, avesse lasciato la più perfida delle maledizioni.

mourinho striscione

 

Allo Stadio Olimpico di Roma, sabato 4 dicembre 2021, partita Roma-Inter, quel conto si chiude. In un modo o nell’altro. Ci si dirà, a distanza, «Tu come stai» con le parole di Claudio Baglioni o «Ancora tu» con la musica di Battisti. Anche se noi, caro Mourinho, l’Interista collettivo non è più come il Noodles di C’era una volta in America ripiombato d’improvviso a New York dopo essere scappato da se stesso. Anche senza di te, non va a letto presto. O quantomeno, non più.

mourinhomourinhomourinho

 

Ultimi Dagoreport

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…