arte copertina dischi

MUSICA PER GLI OCCHI: QUANDO LA COPERTINA DI UN DISCO È ARTE - DA JEFF KOONS PER LADY GAGA A MAURIZIO CATTELAN PER JOVANOTTI: IN UN LIBRO LE COVER DEGLI ALBUM PIU’ PROVOCATORIE REALIZZATE DA PITTORI E SCULTORE - L’AZZARDO PSICHEDELICO DI MARIO SCHIFANO CHE GUIDA UNA BAND E NE PROGETTA LA COVER DEL PRIMO E UNICO ALBUM

Vincenzo Trione per la Lettura - il Corriere della Sera

 

VELVET WARHOLVELVET WARHOL

In un articolo del 1934, Theodor W. Adorno si interrogava sulla «forma del disco». Si tratta di una «lastra nera ricavata da una mescola», percorsa da tante curve, che disegnano una scrittura spiraliforme, «finemente increspata e assolutamente illeggibile», capace di svelare «immagini plastiche».

 

Siamo dinanzi a «erbari di vita artificiale (), pronti a evocare quei ricordi che altrimenti verrebbero stritolati nella fretta e nel tran tran della vita quotidiana». O meglio, a «neri sigilli (...) le cui formule custodiscono le prime e le ultime voci della creazione».

Dispositivi che consentono di riprodurre e di conservare la musica. «Fotografie acustiche» che, scriveva Adorno, si sono «risparmiate la trasfigurazione artigianale () in un' autonoma dimensione artistica».

 

Sin dagli anni Cinquanta, per attirare gli sguardi di chi entrava nei negozi, i vinili iniziano a truccarsi e a vestirsi , rendendo sempre più seduttivi gli abiti che li proteggono: le copertine.

SPAMPINATO COVERSPAMPINATO COVER

 

Che spesso vengono realizzate da artisti, come ricorda Francesco Spampinato in un volume, Art Record Covers, appena pubblicato da Taschen, dove si ricostruisce in maniera avvincente e rigorosa una storia in larga parte ancora inesplorata: il gioco di connessioni che, dal secondo Dopoguerra, ha legato arte e musica.

 

Nel momento in cui progetta una cover, un artista si muove su diversi piani. Per un verso, si mette al servizio di un altro autore, intervenendo solo su quelli che, con Gérard Genette, potremmo definire i «paratesti» dell' opera, intesi come i dintorni, le parti ausiliari sempre «al servizio di qualcos' altro», gli accompagnamenti senza i quali, però, l' opera stessa non potrebbe esistere.

 

Per un altro verso, l' artista-visual designer accetta di declinare il suo stile spesso sofisticato ed elitario in una chiave autenticamente pop, rendendolo subito comprensibile e comunicativo. Per un altro verso ancora, si serve di questa occasione - lavorare per l' industria discografica - come di uno stimolo. Per sperimentare. Per osare.

SCHNABEL RED HOT CHILI PEPPERSSCHNABEL RED HOT CHILI PEPPERS

Per fare quello che l' art system non permette. Per trasgredire regole e ritualità. Per provare a rimanere libero. E dare voce a un immaginario non di rado eccessivo, irrequieto.

 

Affascinati dalla possibilità di diventare «integrati», molti artisti pensano le copertine come quadri per tutti. Non da appendere alle pareti di una casa o da custodire nei musei o nelle gallerie, ma concepiti per decorare le custodie dei dischi. Quadri che si possono trovare ovunque: nei negozi di tutte le città. E hanno prezzi democratici.

 

Un po' come i registi che girano videoclip, pittori e scultori accolgono con entusiasmo l' invito a rappresentare il mood di un album, ponendosi in bilico tra fedeltà e infedeltà. In alcuni casi, fanno un omaggio a popstar con cui hanno rapporti di amicizia e consuetudine: come Julian Schnabel per Elton John, Shepard Fairey per Billy Idol, Jeff Koons per Lady Gaga.

 

BANKSY BLURBANKSY BLUR

In altri casi si propongono di evocare visivamente le atmosfere suggerite da Lp o cd: come fanno Peter Blake per Sgt. Pepper' s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, Gilbert&George per All di Day & Taxi, Basquiat per First Record di The Offs, Haring per The Baby Beat Box di Emanon, Robert Mapplethorpe per Horse s di Patti Smith, Francesco Clemente per One Hit to the Body dei Rolling Stones, Mimmo Paladino per Henna di Lucio Dalla, Maurizio Cattelan per Ora di Jovanotti.

 

In altri casi ancora, gli artisti vogliono donare un' immagine alle canzoni: si pensi a quanto fanno Andrea Pazienza per Hollywood-Hollywood di Roberto Vecchioni e Damien Hirst per Narcissus Road di The Hours. In altri casi, infine, partono dalla fonte musicale, per divagare: in questa direzione si è mosso Andy Warhol, autore di più di sessanta copertine. La più celebre - e leggendaria - risale al 1967: è per The Velvet Underground & Nico (un disco di cui ha scritto la scorsa settimana su «la Lettura» Massimo Zamboni). È una superficie bianca. Sul lato destro, le istruzioni per l' uso: « Peel slowly and see ». In primo piano, una banana gialla: è possibile sbucciarla lentamente, per scoprire la polpa del frutto.

 

LADY GAGA KOONSLADY GAGA KOONS

Qualche anno dopo - nel 1971 - sempre Warhol è l' ideatore del concept di Sticky Fingers dei Rolling Stones. Una scandalosa gimmick cover: un paio di jeans la cui zip è una vera cerniera lampo, che si può abbassare, per spiare gli slip del modello fotografato.

 

Il senso di questi anarchici crossover è nelle scelte di uno tra i padri dell’underground italiano, Mario Schifano. Una personalità totale. Pittore, fotografo, regista, scrittore. E cantante: animatore, nel 1967, di un gruppo, «Le stelle di Mario Schifano».

 

Dunque, un artista che vuole coniugare musica e pittura. Guida una band. E ne progetta la cover del primo e unico album Dedicato a (tirato in 500 copie). Un azzardo psichedelico. Un paesaggio delirante: stelle rosso fuoco su un fondo azzurro.

LE STELLE DI MARIO SCHIFANOLE STELLE DI MARIO SCHIFANO

 

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!