ITALIAN FLOP! LE NOSTRE SQUADRE IN CHAMPIONS HANNO COMBINATO UN DISASTRO: NESSUNA SQUADRA NEI QUARTI DI FINALE E SOLO QUATTRO VITTORIE CONTRO LE BIG EUROPEE - NEL RANKING L’ITALIA PRECIPITA E VIENE SUPERATA ANCHE DAL PORTOGALLO, AVERE 5 SQUADRE NELLA PROSSIMA CHAMPIONS E’ PURA UTOPIA. NON BASTA PIÙ LO SLOGAN “LA PREMIER HA PIÙ SOLDI”, PERCHÉ ANCHE LE INGLESI HANNO AVUTO LE LORO DIFFICOLTÀ. NON BASTA PIÙ IL DISCORSO “TROPPI STRANIERI DA NOI”, CHE POTREBBE VALERE PER LA NAZIONALE. NEI QUARTI ARRIVANO SQUADRE COSMOPOLITE E CON FATTURATI INFERIORI A QUELLE ITALIANE….
Gli esiti degli ottavi di Champions ed Europa League, con l'eliminazione dell'Atalanta e i successi di Sporting e Braga, allontanano ulteriormente la Serie A dal 2° posto della classifica stagionale rendendo la possibilità di presentare 5 squadre alla massima competizione europea quasi un'utopia. La classifica recita: 18,3 il coefficiente della Primeira Liga, 17,9 quello della Serie A. A comandare è l'Inghilterra con 23,8 di coefficiente, la Spagna è seconda con 19,5, al terzo posto la Germania con 18,6.
IL FALLIMENTO ITALIANO
Enzo Palladini per sportmediaset.mediaset.it - Estratti
Fallimento è sempre un termine doloroso da utilizzare, che si tratti di un’azienda, di un matrimonio e soprattutto di una manifestazione sportiva. Fallimento è un verdetto senza appello, una sentenza che non lascia speranze. Analizzando i numeri e andando un tantino al di là dei medesimi, se proprio si vuole essere indulgenti e non utilizzare il termine definitivo, la Champions League 2025-26 per le italiane è stata un disastro.
Nessuna nostra rappresentante nei quarti di finale. Abbiamo seriamente rischiato di non averne nemmeno negli ottavi, se non ci fosse stata la rimonta miracolosa dell’Atalanta contro il Borussia Dortmund. Non è mai successo da quando (era il 2004) il torneo è stato strutturato in due fasi, girone (o gironi) prima ed eliminazione diretta poi. Non è successo per fortuna nemmeno stavolta.
L’anno precedente (2002-2003) l’Italia aveva portato due squadre in finale, Milan e Juventus. L’ultimo trionfo invece è stato quello dell’Inter nel 2010, anno del Triplete. Da allora, due volte la Juventus e due volte l’Inter hanno raggiunto la finale, uscendo sempre strabattute a parte il misero 1-0 targato Rodri di Manchester City-Inter.
In questa edizione della Champions, le nostre squadre hanno disputato 40 partite che possiamo riassumere così:
Giocate Vinte Pari Perse Gol Media punti
ATALANTA 12 5 1 6 16-23 1,33
INTER 10 5 0 5 17-12 1,50
JUVENTUS 10 4 4 2 19-17 1,60
NAPOLI 8 2 2 4 9-15 1,00
TOTALE 40 16 7 17 61-67 1,37
Nella fase a girone, le squadre italiane hanno conquistato 12 punti in meno della passata stagione, che aveva portato una squadra (l’Inter di Simone Inzaghi) direttamente agli ottavi di finale, mentre Milan e Atalanta vennero eliminate ai playoff.
Da questa tabella emerge chiaramente che le sconfitte sono superiori alle vittorie (16 contro 17), che i gol segnati sono inferiori a quelli subiti (61-67) e che il cammino meno disastroso (almeno come media punti) è stato quello della Juventus, che soprattutto con l’avvento di Spalletti ha ritrovato un minimo di vocazione europea, rimontando parecchie posizioni rispetto all’era Tudor.
(…) Tracciato il bilancio, andrebbe aperto il dibattito sulle motivazioni che hanno portato a queste involuzione pesante del calcio italiano. Non basta più lo slogan “la Premier ha più soldi”, perché anche le inglesi hanno avuto le loro difficoltà. Non basta più il discorso “troppi stranieri da noi”, che potrebbe valere se mai per la Nazionale. Nei quarti arrivano squadre cosmopolite e con fatturati inferiori a quelle italiane. E non scendiamo a “i bambini non giocano più per strada” perché è poco credibile. C’è di più, c’è molto di più. Ma bisogna fare qualcosa.




