giochi mediterraneo atlete azzurre

PANTERE TRICOLORI – L’ORO E LA FOTO VIRALE DELLE AZZURRE DELLA STAFFETTA 4 x 400 DIVENTANO UN CASO POLITICO – MALAGO’: "STRUMENTALIZZARLE E’ SBAGLIATO "– FELTRI: L'ITALIA AI GIOCHI DEL MEDITERRANEO HA VINTO 156 MEDAGLIE MA LA SINISTRA BECERA E CHIACCHIERONA, PER SFOTTERE LA LEGA, ESALTA SOLO LE QUATTRO VELOCISTE "DI COLORE” E TRASCURA TUTTI GLI ALTRI AZZURRI CHE HANNO TRIONFATO

saviano staffetta 4x400

VITTORIO FELTRI per Libero Quotidiano

 

Tutti noi attenti alle cronache, anche sportive, abbiamo letto ieri sui giornali che quattro ragazze di nazionalità italiana, ma più o meno nere, cioè straniere, hanno vinto con la maglia azzurra la medaglia d' oro ai Giochi del Mediterraneo.

 

Specialità 4 per 400. Nell' apprendere la notizia abbiamo gioito. I successi infondono fiducia e buonumore, non c' è dubbio. Il fatto che le atlete premiate per la loro performance siano di colore, pertanto immigrate nel nostro Paese, è del tutto secondario, anzi, insignificante.

 

vittorio feltri

Siamo contenti e basta. Lo siamo a 360 gradi perché chi si batte sotto la nostra bandiera è un compatriota che accresce la nostra reputazione e ciò rende felici oltre che grati. Qualcuno, i soliti fessi, tuttavia ha strumentalizzato il trionfo delle fanciulle a fini politici. Ha dichiarato pubblicamente che il loro trionfo è la dimostrazione plateale che l' immigrazione è utile ed è da stupidi combatterla.

 

Non solo. È la prova che essa ci arricchisce. Chi fa certe affermazioni in realtà non ha capito niente. Nessuno, nemmeno Salvini e i suoi prodi, si è mai sognato di ostacolare l' arrivo in patria di africani regolari ovvero muniti di permessi e documenti che testificano la legittimità della loro presenza da queste parti. Il problema semmai riguarda i clandestini che violano ogni norma e vengono qui con la pretesa di essere assistiti e mantenuti vita natural durante.

 

pallavolo maschile giochi del mediterraneo

La questione non può essere trattata un tanto al chilo. Ovvio che se io sposo, perché mi garba una africana, costei ha il diritto alla cittadinanza italiana. È innegabile. Se invece sbarcano mille profughi al giorno sulla penisola, senza avere nemmeno i requisiti per ottenere l' asilo, le cose cambiano. Siamo di fronte a un sopruso intollerabile. Di cui però la sinistra, sostenitrice del pensiero unico conformista e politicamente corretto, non tiene conto. Sfrutta la negritudine emergente solo per neutralizzare gli sforzi leghisti onde legalizzare gli sbarchi in massa. Tra l' altro, la sinistra becera e chiacchierona trascura un particolare: ai Giochi del Mediterraneo quattro pallidissimi italiani, maschi, hanno vinto l' oro nella staffetta del nuoto, e altrettante femmine di casa nostra sono salite in vetta delle classifiche. Riconoscimenti? Zero. Come se fossero stati trionfatori nella tombola. Non è tutto. I concorrenti italiani nella competizione citata si sono aggiudicati oltre 150 medaglie, non robetta. Le loro prestazioni sono passate sotto silenzio. Quelle delle negre, esaltate. Va bene così?

Col cavolo.

 

Maria Benedicta Chigbolu 1

 

 

2. LE PANTERE TRICOLORI DELLA FOTO VIRALE ADESSO CORRONO LONTANO DALLA POLITICA

Gaia Piccardi per il Corriere della Sera

 

 

Le Charlie' s Angels siamo noi. Da sinistra a destra Raphaela, 23 anni, genitori rifugiati sudanesi, venuta al mondo ad Aversa (Caserta) e cresciuta a Modena, dove è diventata una promessa del giro di pista; Maria Benedicta, 28 anni, seconda dei sei figli di un' insegnante di religione (Paola) e di un consulente internazionale nigeriano (Augustine), chioma selvaggia e accento laziale, nonno (Julius) finalista nel salto in alto all' Olimpiade di Melbourne '56, fidanzata con un connazionale quattrocentista come lei e bello come il sole, Matteo Galvan. Libania, 34 anni, forgiata dai geni cubani di papà Francisco, sindacalista, e mamma Olga, giornalista, naturalizzata azzurra per matrimonio con postilla (Panterita sei ancora maritata?

Maria Benedicta Chigbolu

 

«Grazie che me lo chiedi, leggo inesattezze: mi sono sposata a Casal Palocco nel 2006, sono italiana dal 2008, ho divorziato nove anni fa. Innamorata? Sì, dell' atletica!»), felice sul lungomare di Ostia più che su quello dell' Avana («Respiro l' aria salmastra, come a Cuba»); e Ayomide, 21 anni, il cucciolo del nostro gineceo, famiglia nigeriana trasferita a Fidenza dove Ayo ha fatto le scuole, passaporto tricolore ottenuto nel 2013, studentessa di medicina aspirante pediatra. Lukudo, Chigbolu, Grenot, Folorunso: oro nella 4x400 ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona. È ufficiale: pantera e italiana, si può.

 

Che poi la foto di quattro azzurre di successo sia diventata un caso politico, è una deriva che con la musica del tartan e l' odore dell' olio canforato non ha nulla a che fare.

 

Sabato le ragazze vincono, domenica Roberto Saviano twitta («I loro sorrisi sono la risposta all' Italia razzista»): c' è il raduno di Pontida, la tentazione è irresistibile. La palla passa a Matteo Salvini, che ieri replica («Bravissime, mi piacerebbe incontrarle e abbracciarle») scatenando l' inferno.

 

Raphaela Lukudo

Non c' è membro di partito dell' arco costituzionale che non abbia provato a piantare la bandierina sui garretti torniti delle panterite de noantri, che hanno fatto quello che riesce loro meglio: sono corse via a razzo, dileguandosi all' orizzonte. Dal 7 agosto, a Berlino, sono in programma gli Europei di atletica leggera, l' obiettivo stagionale: ieri, mentre infuriava il dibattito, Raphaela, Benedicta, Libania e Ayomide sono tornate in pista ad allenarsi, protette dai loro coach, dai corpi militari di appartenenza (Esercito, Fiamme Gialle e Polizia) e dal presidente del Coni Giovanni Malagò, tornato da Tarragona onusto di medaglie (156, di cui 56 ori, e chi avrebbe mai detto che quello della 4x400 facesse il giro dei social e delle camere del Parlamento...): «Quattro italiane. Di colore.

malagò

 

Che cantano l' inno di Mameli e vincono. Non devono essere tirate per la giacchetta: strumentalizzarle è profondamente sbagliato».

 

Questa storia, a osservarla per quello che è - atletica, non politica - è di una semplicità disarmante: quattro giri di pista passandosi il testimone senza fare invasione di corsia, un groviglio di braccia nell' abbraccio dopo il traguardo, treccine (Lukudo), occhiali da miope (Folorunso), french manicure (Grenot), coda di cavallo (Chigbolu), sorrisi.

 

Ayomide Folorunso

«È già successo molte altre volte che abbiamo tenuto alto il nome dell' Italia - ha chiosato Libania la veterana, oro continentale 2014 e 2016 nei 400 metri con l' ambizione di ripetersi, l' unica autorizzata a rispondere al telefono per tutte -, per noi in Spagna non è successo niente di straordinario. Siamo azzurre, orgogliose di esserlo. E adesso scusa, torno ad allenarmi: alle gare di Berlino manca un mese...». E l' invito di Salvini, Libania? «Quando la stagione sarà finita, forse.

 

Di politica non parlo. Non l' ho mai fatto, non comincio adesso. Io mi considero una globetrotter ma l' Italia mi ha dato tanto, e non dimentico: mi ha aperto le braccia, mi ha regalato l' esperienza olimpica. No, l' Italia non la lascerò mai».

 

C' è una generazione di azzurre all black che innerva da anni la nostra atletica, di cui le staffettiste d' oro rappresentano la punta dell' iceberg.

 

malagò 9

Gloria Hooper (Ghana) è la sprinter di Villafranca di Verona, Audrey Alloh (Costa d' Avorio) corre veloce con la «c» aspirata perché vive a Firenze, Sydney Giampietro (Nigeria) ha preso la rincorsa da Milano per lanciare il peso e Zahra Bani (Somalia) da Torino per scagliare lontano il giavellotto, la figlia d' arte Larissa Iapichino (mamma Fiona May è stata la campionessa capostipite dell' innesto di Dna nero - genitori giamaicani - in pista) ha un futuro assicurato nel salto in lungo.

 

Per chi vive e sa di atletica, la foto che domina questa pagina è una routine quotidiana.

Dice bene Filippo Tortu, il ragazzo prodigio capace di cancellare il record italiano di Pietro Mennea sui 100 metri (9"99): «Il colore delle staffettiste di Tarragona? Dico la verità: io non ci avevo fatto caso.

Sono cresciuto con loro, ci conosciamo da anni».

 

Resettiamo il cronometro, andiamo oltre. Raphaela stamane sarà alla Cecchignola (Roma), il centro sportivo dell' Esercito, agli ordini del coach Marta Oliva, con i libri di scienze motorie nella sacca insieme all' ironia che l' ha portata a intitolare il suo profilo Instagram «Raffa la bionda». Anche Maria Benedicta ha una brava allenatrice donna (e sono due: vogliamo parlarne?), Maria Chiara Milardi, con cui coltivare a Rieti sogni d' oro per l' Europeo tedesco: lo ius soli non la tocca, il vero problema della laureata in scienze dell' educazione è come addomesticare in corsia una massa di capelli da leonessa («Ma in Africa, in Nigeria, sono stata una volta sola, da bambina»). Libania ha già la testa a Berlino, Ayomide sulle Sacre Scritture che approfondisce nella comunità pentecostale di Fidenza. Lasciate che si scannino, a loro interessa correre. E poi mettersi in posa come le Charlie' s Angels. Veloci, simpatiche, banalmente nostrane.

libania grenot 4

 

 

3. PD ELOGIA LE ATLETE NERE VINCITRICI

Da ansa.it

 

Il Pd e Roberto Saviano elogiano le atlete nere che hanno vinto ai Giochi del Mediterraneo per l'Italia la medaglia d'oro nella staffetta 4x400, rilanciando l'immagine delle quattro, immortalate al traguardo felici per la vittoria, con sulle spalle una bandiera tricolore Ma il ministro della Lega Gianmarco Centinaio polemizza, accusandoli di essere loro i veri razzisti e definendoli  "politicanti da salotto". Di tono diverso le parole del vicepremier e leader del Carroccio, Matteo Salvini: "Bravissime, mi piacerebbe incontrarle e abbracciarle"."Mi piace l'Italia che vince - sottolinea - . Spero che quelle ragazze possano essere il prossimo anno con noi a Pontida.  Ai giochi del Mediterraneo abbiamo vinto 150 medaglie e il mio plauso va a tutti, bianchi e neri, che hanno vinto con la maglietta italiana - ha concluso -. È rimasto solo qualche poveretto di sinistra che distingue gli esseri umani in base al colore della pelle".

libania grenot

 

Risponde al vicepremier Libania Grenot, l'azzurra di Cuba che con le altre tre atlete ha conquistato l'oro: "Sono fiera di essere italiana - dice all'ANSA -, io sono al 100%, ed è sempre un onore alzare il tricolore e farlo sventolare. Di politica però non parlo, quanto a Salvini non escludo nulla: se vuole incontrarmi bene ma dopo gli Europei di Berlino. Adesso devo solo allenarmi". "Sono la risposta italiana a Pontida", conclude. 

"La notizia più bella di ieri, intanto, arriva dai Giochi del Mediterraneo, non da Pontida. Vince l'Italia che non ha paura: #PrimeLeItaliane".: scrive Matteo Renzi sui suoi profili social, rilanciando la foto delle atlete: Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo e Libania Grenot.

giochi mediterraneo atlete azzurreFOLORUNSO_Ayomide

 

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