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PRIMA DELL’ULTIMO GRAN PREMIO, DECISIVO PER L’ASSEGNAZIONE DEL CAMPIONATO DEL MONDO, LEWIS HAMILTON AGITA LO SPETTRO DEL COMPLOTTONE CONTRO DI LUI: “TRA DIECI ANNI SCRIVERO’ UN LIBRO E SAPRETE TUTTO QUELLO CHE E’ SUCCESSO IN QUESTA STAGIONE”

Daniele Sparisci per il “Corriere della Sera”

 

HAMILTON ROSBERGHAMILTON ROSBERG

Trecentocinque chilometri all' ultima meta. Prima di salire in macchina va in scena il faccia a faccia fra i due galli della Mercedes. Format da confronto elettorale, i candidati divisi da un pugno di centimetri ma distanti su tutto. Hamilton con l'inseparabile smartphone posa da divo, ha l' aria da superiore di chi ha già tre titoli in tasca e nulla da perdere. Sulla pista dove sei anni fa si consumò lo psicodramma Ferrari, con la chiamata suicida ai box che ha tolto il Mondiale ad Alonso, Lewis non può non pensare a una clamorosa beffa.

 

La storia della F1 è costellata di ribaltoni, lui stesso è stato vittima e carnefice: nel 2007 quando il regolamento di conti in McLaren finì per consegnare la corona a Raikkonen, l'anno seguente quando a Interlagos distrusse i sogni di Massa all' ultima curva. Ma era tutto diverso: i dodici punti di vantaggio di Rosberg assomigliano a una montagna difficile da scalare.

HAMILTON ROSBERG   HAMILTON ROSBERG

 

Il tedesco esorcizza la tensione (gli basta un podio per laurearsi campione), spiega che punterà solo a vincere e offre alla platea il suo lato più tenero: «Comunque vada non sarà il fine settimana più importante della mia vita, quello è stato quando è nata mia figlia (Alaïa, ndr )». Smancerie non ricambiate, l' altro lo snobba: «Non ricordo quale è la stata la gara migliore di Nico, non le ho riviste. Non mi sembra ce ne sia stata una particolare: è andato solo più veloce su alcune piste». Ma c' è un demone che non lascia mai in pace Hamilton: il sospetto che in qualche modo l' avversario sia stato favorito dal team.

 

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Le sue parole forniscono argomenti solidi ai teorici del complotto. Bisogna tornare a inizio stagione: fra i due piloti avviene uno scambio di tecnici e ingegneri. Cinque che erano con Nico vanno da Lewis e viceversa. La Mercedes giustifica la mossa come una normale rotazione del personale. I boss della scuderia spiegheranno anche che è un modo per scongiurare guerre fra bande dopo un biennio di lotta serrata fra i piloti. La verità di Hamilton però è un' altra, ma non disponibile da subito: «Fra dieci anni, quando scriverò un libro, compratelo tutti e saprete esattamente che cosa è successo. Sarà una lettura interessante». Bum. Il siluro è stato sganciato a poche ore dal gran finale.

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Rosberg ricorre al politichese per smontare i dubbi del collega: «È una decisione presa per aumentare lo spirito di squadra, ed è stata positiva». Ma certo non basta a rassicurare quanti sostengono che a Stoccarda vogliono un campione tedesco. Ad alimentare i dubbi sono poi i guasti in serie avuti dalla macchina numero 44, indistruttibile la numero 6, lontane da guai anche quelle dei team clienti (Williams, Force India e Manor): «Sono stato sfortunato, a un certo punto sembrava che i problemi colpissero soltanto la mia monoposto. Ma da questa situazione sono riemerso più forte dimostrando che tutto è possibile», aggiunge Lewis come a voler profetizzare l' impossibile. È il giorno dei saluti per Felipe Massa e Jenson Button all' ultima gara in F1, ma il circus perde anche altri pezzi: l' anno prossimo niente Gp di Germania, mancano i soldi.

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