van eyck belting

IL QUADRO SPECCHIO DEL MONDO - NEL SUO ULTIMO LIBRO IL GRANDE STORICO DELL’ARTE HANS BELTING INDAGA IL RITRATTO DEI CONIUGI ARNOLFINI DI JAN VAN EYCK: LA TELA DIVENTA IL DIAFRAMMA CHE UNISCE 2 SGUARDI. VERSO L’INTERIORITA’ DELL’UOMO E VERSO IL MONDO - VIDEO

Maurizio Cecchetti per “Avvenire”

 

Nel suo ultimo libro tradotto ora in italiano (ma scritto in realtà nel 1994), Hans Belting ci ricorda che a Bruges il fabbricante di specchi e il pittore appartenevano alla stessa corporazione. Siamo circa a metà del XV secolo, e il libro di Belting s' intitola Specchio del mondo. L' invenzione del quadro nell' arte fiamminga (Carocci, pagine 232, euro 23,00).

Eppure, il tema di cui Belting si occupa in questo saggio erudito ma senza diventare pedante, non è soltanto di pertinenza fiamminga. Subito dopo lo storico si affretta a ricordare che l' Alberti, grande teorico della visione pittorica moderna, sosteneva che la storia della pittura era iniziata da uno specchio, quello di Narciso.

HANS BELTING COVERHANS BELTING COVER

 

Mi sono sempre chiesto quanta verità ci sia in questo mito. Immaginiamo uno dei primi uomini, un individuo capace di elaborare la domanda su ciò che vede riflesso sullo specchio d' acqua: che cosa vedeva effettivamente quell' uomo?

 

Aveva coscienza di vedere se stesso, oppure, come un animale sorpreso dall' ombra più o meno comprensibile di un proprio simile, fu spinto a compiere un balzo indietro per difendersi dallo sconosciuto che gli era apparso all' improvviso? La coscienza di vedersi riflesso nello specchio quando venne acquisita dall' uomo? La pittura rupestre, che pure ci ha dato cose di una poeticità altissima, nasce dopo l' acquisizione di questa coscienza oppure la precede?

 

Nel libro Belting fa reagire i due poli di un modo di vedere che ha qualche analogia con la celebre questione della schisi che Jacques Lacan aveva messo in luce fra l' occhio e lo sguardo, fra la pulsione del desiderio e la limitazione del vedere che trova nella pittura un diaframma. Lo sguardo viene a patti con l' occhio e cerca di controllarne il desiderio. La pittura vela allo sguardo (del pittore e dello spettatore) una varietà di pulsioni che l' occhio, in quanto organo del corpo, vuole appagare.

 

Il quadro come specchio e lo specchio come quadro: l' elasticità di questo intervallo visivo fra i due poli, che connota i periodi storici e l' investimento simbolico che viene fatto sulle immagini dall' uno all' altro periodo, fa capire quanta coscienza (intenzionalità) poteva esserci nel quadro che si stacca dalla parete un tempo dipinta ad affresco, che si rimpicciolisce rispetto alla pala d' altare, e diventa parte ristretta di una visione dove in realtà esterno e interno si tengono proprio perché nel quadro (finestra dello sguardo) entrano elementi come lo specchio stesso ovvero porte e aperture che introducono nell' ambiente privato, domestico, il mondo. Il quadro come genere autonomo diventa l' interfaccia, la membrana virtuale di comunicazione, fra l' interiorità del soggetto (di colui che è ritratto ma anche di colui che guarda) e l' esteriorità del mondo.

RITRATTO CONIUGI ARNOLFINIRITRATTO CONIUGI ARNOLFINI

Perché improvvisamente questo tema fa irruzione nella pittura? È questo l' enigma da svelare.

 

Intanto, Belting nelle premesse distingue fra diversi tipi di sguardo.

Non è quello del collezionista a interessare, sguardo distaccato e legato all' immanenza dell' oggetto che va a colmare una casella vuota in un "universo" simbolico. Se il quadro appeso alla parete viene presto associato a una finestra, ugualmente viene inteso come specchio, da cui deriva l' intervallo costante tra «la finestra della rappresentazione interna e l' immagine speculare del mondo».

 

Questa particolare oscillazione visiva genera un tipo di opera, il quadro autonomo e dalle misure ridotte rispetto alle grandi tele religiose, che va a occupare un nuovo spazio della coscienza umana e sociale, quello della borghesia nascente che proprio nelle Fiandre, attraverso i grandi mercanti europei, vive la propria epoca regale.

 

Belting dispone sul tavolo gli elementi della questione, e ci indica l' artefice di questa invenzione: Jan van Eyck, distillandone i valori nel celebre quadro dei Coniugi Arnolfini (conservato alla National Gallery a Londra). Non si tratta di una novità "pura", i precedenti con cui doveva misurarsi erano il libro illustrato e le opere di oreficeria, tanto che inizialmente il quadro sembra riprenderne i generi: tavole dipinte che si aprono e chiudono come un libro, oppure tondi che richiamano lo schema di spille o pendenti con soggetti analoghi, come nota Belting mettendo a confronto la Grande pietà rotondadi Jean Malouel (oggi al Louvre) e il pendente in oro e smalto del Metropolitan di New York d' identico soggetto.

HANS BELTINGHANS BELTING

 

Si deve scindere la parola borghese dalle facili associazioni ideologiche a rimorchio della vulgata marxista. Il quadro si rivolgeva al borghese oppure «all' uomo in quanto tale», diventando un mezzo di rappresentazione dinastica e in tal senso Van Eyck, «il principale inventore del ritratto borghese, fu anche pittore di corte con il compito di redigere i ritratti dei principi». E pare che ritraendo se stesso, Jan abbia unito i due generi nel celebre Uomo col turbante rosso, che esce dalle rappresentazioni simboliche del passato (dove la somiglianza fra ritratto e personaggio non era di assoluto rigore) dandoci l' impressione che sulla superficie si muova una persona vivente.

 

Le pagine che Belting dedica al Polittico dell' Agnello mistico di Gand sono puntua-li, ma è quando analizza ritratti come quello degli Arnolfini che ci rendiamo conto come la macchina simbolica dei dettagli sia una tavola apparecchiata in uno spazio che gioca il ruolo decisivo perché «è proprio dentro questo spazio che noi percepiamo il soggetto raffigurato, e non sulla superficie sulla quale esso è dipinto».

 

Nel Ritratto del cardinale Albergati, invece, è la descrizione minuziosa dei dettagli somatici che tocca esiti sorprendenti e giustamente Belting sottolinea come «le sfumature di colore dei peli sul mento e della verruca sono descritti con un incredibile fanatismo per il dettaglio». Questa maniacale attenzione al più piccolo elemento in realtà è parte di quella «desacralizzazione del principe» che lascia sulla tela «la mera immagine dell' essere umano». La somiglianza diventa il tema decisivo del ritratto, per cui si parla di ritratto "leale" solo se è davvero fedele (come fa capire l' iscrizione sulla pietra nello straordinario Timoteo eseguito da Van Eyck).

 

VAN EYCK RITRATTO CONIUGI ARNOLFINIVAN EYCK RITRATTO CONIUGI ARNOLFINI

La natura "duplice" dello sguardo che si manifesta in questa pittura (che guarda dentro al soggetto e rende visibile dall' esterno il suo segreto), è un modo di rendere l' esperienza visibile nella modernità. Un tema articolatissimo, dove lo specchio è anche memento mori (la ricchezza delle argomentazioni di Belting non sono qui riassumibili), ma che sembra entrare in crisi molto presto, neppure un secolo dopo, col mondo infernale di Hieronymus Bosch dove il quadro ritorna a essere «specchio della verità morale». Attenzione, però, niente di consolatorio avverte Belting: «Bosch si professa critico realista della miseria del mondo, senza però offrirci la soluzione della fede come via di scampo». E così lo specchio piano che Leonardo definì «maestro de' pittori » ridiventa convesso e ci mette davanti il volto deforme della realtà che abita dentro di noi.

 

Ultimi Dagoreport

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?