elina svitolina

LA RICONOSCETE? 8 ANNI DOPO E’ TORNATA PROTAGONISTA NELLA CITTA’ CHE LA VIDE TRIONFARE NEL 2017. IL PADRE ERA UN WRESTLER, LA MADRE UNA PROFESSIONISTA DEL CANOTTAGGIO. LEI DA BAMBINA ERA PIU’ ATTRATTA DALLA GINNASTICA – LA GUERRA, L’AMORE PER UN COLLEGA, LA MATERNITA’: “HO ACCETTATO L’IDEA CHE SIA GIUSTO VIVERE LA MIA VITA ANCHE DOPO LA FINE DELLA MIA CARRIERA. NON TUTTO RUOTA ATTORNO A QUESTO SPORT” – DI CHI SI TRATTA?

Martina Sessa per gazzetta.it - Estratti

 

Elina Svitolina

Otto anni dopo l’ultima volta, Elina Svitolina è di nuovo in finale agli Internazionali d’Italia. Nel 2017 aveva conquistato il primo titolo a Roma battendo Simona Halep in finale. Dodici mesi più tardi si era ripetuta: stessa avversaria, stesso risultato. Per tornare all’ultimo atto del torneo, però, la 31enne ucraina ha dovuto affrontare ostacoli non poco complessi sul suo cammino:

 

prima ai quarti di finale la numero 2 del mondo Elena Rybakina, poi in semifinale la regina della terra rossa Iga Swiatek. Nel frattempo, in questi otto anni, è cambiato tutto per Elina Svitolina: una guerra, una maternità, una carriera che sembrava essersi fermata e una nuova vita costruita accanto a Gaël Monfils.

 

La sua storia parte lontano, da Odessa, sulle sponde del Mar Nero. In casa Svitolina lo sport è sempre stato una questione seria. Il padre Mikhaylo era un wrestler, la madre Olena una professionista del canottaggio. Da bambina Elina era più attratta dalla ginnastica, mentre il fratello Yulian, nove anni più grande, sembrava destinato a diventare una promessa del tennis ucraino.

 

Elina Svitolina

Il talento di Yulian monopolizzava inevitabilmente le attenzioni familiari e Svitolina ha raccontato di aver iniziato a giocare a cinque anni anche per sentirsi più vicina ai genitori. "Yulian ebbe un infortunio alla schiena e dovette fermarsi. A quel punto i miei genitori rivolsero un po’ più di attenzione a me", ha spiegato. Con il tempo, Mikhaylo, che aveva praticato anche tennis, diventa il suo mentore e soprattutto il suo primo allenatore. E il talento di Elina emerge subito.

 

Considerata una delle giocatrici più promettenti dell’Ucraina, impiega poco a farsi notare nel circuito maggiore. Nel 2013, a 19 anni, al torneo di Baku conquista il primo titolo Wta. Poi arriva la definitiva consacrazione: vince i primi tornei 1000, entra nella top 3 mondiale e conquista le Wta Finals. Due anni più tardi dal primo titolo 1000, nel 2019, centra le semifinali a Wimbledon e agli Us Open, dando la sensazione di essere ormai stabilmente parte dell’élite del tennis mondiale. Poi, quattro anni fa, cambia tutto.

 

Elina Svitolina

Dal febbraio 2022 il tennis è diventato, paradossalmente, la parte più semplice da gestire nella vita di Svitolina. Ogni sua partita porta con sé il peso della guerra in Ucraina.

 

La tennista ucraina lo ha raccontato spesso: scendere in campo mentre il proprio Paese vive sotto le bombe cambia completamente il significato dello sport. Eppure, proprio nel tennis, Svitolina ha trovato anche un modo per sentirsi utile. "Sono felice di offrire una piccola luce al popolo ucraino", ha detto durante gli ultimi Australian Open. Una vittoria come frammento di normalità da regalare agli ucraini. Con il tempo è diventata molto più di una giocatrice.

 

Ha raccolto fondi per il popolo ucraino, promosso iniziative umanitarie e sostenuto ex colleghi impegnati al fronte, come Sergiy Stakhovsky e Alexandr Dolgopolov. Soprattutto, ha preso posizioni nette all’interno del circuito. La scelta di non stringere la mano alle tenniste russe e bielorusse dopo i match l’ha esposta a critiche e tensioni, ma non ha mai cambiato linea. "La gente si dimentica che la guerra è ancora in corso", ha ripetuto più volte in questi mesi. E anche in campo quella tensione si è trasformata in motivazione: dallo scoppio della guerra, Svitolina ha perso soltanto tre volte contro tenniste russe in quindici confronti totali.

 

Mentre il mondo attorno cambiava, cambiava anche la sua vita privata. Nel 2021 ha sposato Gaël Monfils, una delle figure più amate del circuito. Una coppia diventata popolare anche fuori dal campo, tra vita condivisa sui social e una carriera condivisa nel tour. Poi, nel 2022, è arrivata la prima figlia, Skai.

 

Elina Svitolina

La maternità ha riscritto le priorità di Svitolina e, in parte, anche il suo tennis. Lei stessa ha raccontato come diventare madre le abbia tolto una parte dell’ansia che per anni aveva accompagnato ogni sconfitta. "Ho accettato l’idea che sia giusto vivere la mia vita anche dopo il tennis, senza necessariamente aver vinto uno Slam.

 

Rimane comunque una carriera fantastica. Non tutto ruota attorno al tennis", ha spiegato. Il ritorno nel circuito dopo la maternità e lo scoppio della guerra sembrava un’incognita, soprattutto in un momento così complicato dal punto di vista personale ed emotivo. Invece il rientro, nel marzo 2023, è stato immediato e soprattutto feroce.

 

Come se la maternità e la lotta quotidiana per il proprio Paese le avessero restituito una prospettiva completamente diversa. E nel tennis femminile contemporaneo le mamme stanno tornando sempre più competitive: oggi due giocatrici come Belinda Bencic e Svitolina, entrambe neogenitori, sono nella top 10 del ranking Wta. E mentre lei vive questa nuova risalita, Monfils si avvicina all’ultimo capitolo della sua carriera. Il francese ha annunciato che il 2026 sarà la sua ultima stagione nel circuito Atp.

 

ELINA SVITOLINA

Mentre lui affronta lentamente la propria uscita di scena, Svitolina, a 31 anni, sembra aver trovato una seconda giovinezza. Oggi gioca con un peso diverso addosso. Non deve più dimostrare il suo valore, eppure continua a lottare su ogni punto con la stessa intensità di quando è appena arrivata nel tour. Ora manca un ultimo passo per rivivere le emozioni di otto anni fa. E l’ultimo ostacolo si chiama Coco Gauff.

 

 

 

ELINA SVITOLINA ELINA SVITOLINA elina svitolina 1elina svitolina 2ELINA SVITOLINA

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…