perugino mostra a perugia

PERUGINO, IL “MEGLIO PITTORE” – A PERUGIA SI APRE UNA GRANDE MOSTRA SU PIETRO DI CRISTOFORO VANNUCCI, IN OCCASIONE DEI 500 ANNI DALLA SUA MORTE – ESPOSTO ANCHE UN AUTORITRATTO CHE FINORA NON GLI ERA MAI STATO ATTRIBUITO – MASCHERONI (“IL GIORNALE”): “PERUGINO ESCE DALLE NUOVE SALE DELLA GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA COME IL ‘DIVIN PITTORE’ DEL PROPRIO TEMPO, ‘ E NON PIU’ SOLO L'ALLIEVO DEL VERROCCHIO E IL MAESTRO DI RAFFAELLO

Estratto dell’articolo di Luigi Mascheroni per “il Giornale”

 

annunciazione dei magi il perugino

Le gradi mostre si misurano su ciò che lasciano una volta chiuse. E quella che si apre oggi a Perugia alla Galleria nazionale dell'Umbria - Il meglio maestro d'Italia. Perugino nel suo tempo, a 500 anni dalla morte dell'artista e visibile fino all'11 giugno  di cose dietro di sé ne lascerà parecchie.

 

[...] La mostra, che si concentra sul periodo d'oro della sua produzione, l'ultimo quarto del 400 e i primissimi anni del 500, restituisce al pubblico e agli storici dell'arte tutta la grandezza che Pietro di Cristoforo Vannucci, detto il Perugino (1450 ca - 1523), si merita: destinato già appena dopo la morte, anche per il giudizio di un troppo severo Vasari, alla fama di un pittore grande ma non grandissimo, e per secoli considerato altalenante e soprattutto nella fase finale della sua lunga carriera stanco e ripetitivo, Perugino esce invece dalle nuove sale della Galleria nazionale dell'Umbria come davvero il «divin pittore» del proprio tempo, ruolo che il pubblico e la sua epoca gli avevano assegnato: «il meglio maestro d'Italia», come lo definì in una lettera del 1500 l'eccelso mecenate Agostino Chigi; insomma un pittore assoluto in sé e per sé, padre nobile del classicismo, e non solo l'allievo del Verrocchio e il maestro di Raffaello, due artisti la cui fama e grandezza hanno a lungo schiacciato la sua aurea. Due.

 

autoritratto del perugino

La mostra di Perugia ci lascia una scoperta sorprendente, e non è poco: un nuovo volto di Perugino, che si aggiunge ai suoi due autoritratti certi. Marco Pierini, direttore della Galleria nazionale dell'Umbria e curatore della mostra assieme a Veruska Picchiarelli, con un colpo d'occhio straordinario e usando i più moderni strumenti digitali, ha dimostrato che un Ritratto di uomo conservato da sempre agli Uffizi, e che ora è qui in prestito, attribuito al giovane Raffaello (per alcuni la figura ritratta era Perugino, per altri il Verrocchio) in realtà è un autoritratto del Perugino. «Io ho sempre avuto la convinzione che l'autore fosse lui», ha rivelato Pierini.

 

Poi sovrapponendo l'immagine al celebre autoritratto affrescato nella Sala dell'Udienza del Collegio del Cambio, nell'altra ala dello stesso Palazzo dei Priori in cui siamo ora, si è accorto che le due figure combaciavano perfettamente, anche se era più giovane di cinque o sei anni: «Poi abbiamo fatto le misurazioni, eseguite nel Collegio del Cambio, e si è scoperto che tra pupilla e pupilla sia nel quadro sia nell'affresco ci sono 56 millimetri. È per forza lo stesso cartone che Perugino utilizzò anche per l'affresco, invecchiandosi un po'». [...] 

 

sposalizio della vergine perugino

Ed eccoci nelle sale della Galleria, riaperte dopo un lungo intervento di ristrutturazione il luglio scorso. Oggi un museo moderno e modello. Per l'allestimento è ormai la più bella pinacoteca d'Italia. Tre anni di studio e di preparazione, due curatori - Marco Pierini e Veruska Picchiarelli - un costo di 1,5 milioni di euro (metà della cifra arriva dal ministero dei Beni culturali), 36 studiosi che contribuiscono al monumentale catalogo (Dario Cimorelli editore), sette sale, una per ogni sezione del percorso, e in tutto 70 opere che concentrano il meglio del miglior Perugino, il suo periodo d'oro, 35 anni, dal 1470 al 1505, gli anni delle belle madonne, delle pale d'altare fiorite, delle sorprendenti architetture, per le quali aveva un occhio assoluto - prima della stanchezza e la ripetitività di fine carriera e della malattia che forse lo colpì agli occhi - quando poteva rifiutare un'opera a Ludovico il Moro e la sua potenza creativa e la forza innovativa sono davvero straordinarie, ed è da qui che comincia il Rinascimento più fiero. Benvenuti a quella che si prenota come la più bella mostra italiana del 2023.

 

I capolavori qui sono molti. E se si deve citarne uno, ha senso partire dalla fine: l'ultima opera nell'ultima sala, Lo sposalizio della Vergine, concluso nel 1504, ritornato straordinariamente, per il tempo della mostra, dal Musée des Beaux-Arts di Caen, in Normandia, dove è custodito. Fu portato via dalle truppe napoleoniche dalla cappella del Santo Anello del Duomo della città, a neppure cento metri da qui, nel 1797...

gonfalone con la pieta il perugino

 

E pensando al confronto con lo Sposalizio del suo allievo Raffaello, forse ha ragione Sgarbi quando, di fronte alla pala di Caen, dice che «Perugino prende da uno che è grande più di tutti, che è Piero della Francesca, e porta verso un artista altrettanto grande, che è Raffaello», e la grandezza di Perugino è fare da ponte tra i due vertici assoluti del Rinascimento.

 

Per il resto, fra le opere in mostra, le più belle fra quelle movibili sparse per il mondo tra gli Stati Uniti e l'Europa, ci affidiamo alla curatrice, Veruska Picchiarelli, colei che più è stata vicina e ha più studiato il Perugino negli ultimi anni, chiedendole  dovendo scegliere - di mostrarci i suoi tre quadri. E non ha dubbi. Il «Trittico Galitzin» con la Crocifissione con San Girolamo e la Maddalena (1482-85), che arriva dalla National Gallery di Washington tornando in Italia dopo più di tre secoli, «i cui dettagli rivelano l'abilità tecnica, impeccabile, del Perugino».

 

annunciazione il perugino

La Pietà (1486-90), oggi agli Uffizi, che fu dipinta per i frati di San Giusto alle Mura di Firenze (convento distrutto nel 1529 durante l'assedio di Carlo V) «per l'equilibrio perfetto fra paesaggio, composizione dei personaggi, prospetti e elementi architettonici». E il Ritratto di Francesco delle Opere (1494), un intagliatore di gemme che Perugino immortalò a Venezia: «Per me il più bel ritratto mai dipinto, il primo della modernità. Guardatelo, con quel tono di luce serale, lo sguardo, le mani che parlano...». [...]

cristo risorto il parugino crocifissione di pietro peruginola resurrezione perugino

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...