UN SECONDO POSTO CHE VALE - DOPO UNA GARA PAZZESCA VALENTINO ROSSI CHIUDE SECONDO DIETRO A MARQUEZ: “PECCATO, CI AVEVO FATTO LA BOCCA. NEGLI ULTIMI ANNI ERA UNA GRAN ROTTURA. TI FACEVI UN CULO COSÌ, MA NON SUCCEDEVA MAI NIENTE. ORA È DIVERSO”

Massimo Calandri per "La Repubblica"

 

VALENTINO ROSSI VALENTINO ROSSI

«Negli ultimi anni le gare erano diventate una gran rottura. Perché ti facevi un c... così, ma non succedeva mai niente. Adesso è diverso ». Sì, è diverso. Quella del Montmelò è stata la sfida più spettacolare, equilibrata degli ultimi cinque anni di motomondiale. Un arcobaleno di emozioni a trecento all’ora, quattro piloti e al diavolo le leggi della fisica, della logica.

 

Merito anche e soprattutto di Valentino, quello che parlava di «gran rottura», invece ieri per tre volte ha passato Marquez con le sue stesse magìe. All’interno, la spalla a sfiorare i cordoli. Ha dominato per almeno mezz’ora e chiuso secondo, però mai così vicino al Piccolo Imperatore. «Peccato, ci avevo fatto la bocca. Tra due settimane ad Assen ci riprovo».

 

A 35 anni il Dottore è una metamorfosi ambulante. Si è rimesso in gioco manco fosse un ragazzino, al diavolo i nove titoli. Ha cambiato stile di guida ispirandosi al suo erede catalano, ha scommesso su di un nuovo capomeccanico - Silvano Galbusera, insieme al quale sabato in officina ha lavorato fino a notte fonda - ha convinto la Yamaha ad adattare la M1 alle sue esigenze. Ed ha vinto.

VALENTINO ROSSI VALENTINO ROSSI

 

Anche se in questa stagione non ha tagliato il traguardo per primo. Non ancora. Il tributo che gli ha riservato il pubblico di Barcellona, forse superiore a quello di Marquez e degli altri atleti di casa, è stato impressionante. Quattro podi in 7 gran premi, quest’anno. Rossi è secondo in classifica, con il doppio dei punti che aveva nella passata stagione. Ma la cosa più bella è che sembra aver riportato indietro le lancette del tempo.

 

«Purtroppo però c’è Marquez», confessa il pesarese. «Talento straordinario. E la sua Honda è ancora leggermente superiore, guadagna venti metri ad ogni tornante: più grip davanti, un freno motore migliore. Devono aver trovato qualcosa di molto buono a livello di elettronica». Anche la Yamaha sta lavorando sodo, nei test di oggi proverà alcune novità. «Ci stiamo avvicinando, ci siamo quasi. In Olanda ci divertiremo. Promesso».

 

Per ora ride il Piccolo Imperatore, al settimo successo consecutivo. «Ma è stata veramente dura, ho dovuto rischiare di brutto». Marc, sorpreso in partenza da Lorenzo, Rossi e Pedrosa, si è messo a caccia dell’italiano, in fuga dal quarto giro. Una girandola di sorpassi lo ha proiettato alle spalle di Valentino. «Non era facile. Ho forzato, commesso un errore, perso di nuovo terreno».

valentino rossi e marc mqrquezvalentino rossi e marc mqrquez

 

A 5 giri dal termine è andato davanti, mentre anche il redivivo Pedrosa approfittava dell’unica incertezza di Rossi e cominciava a braccare il maiorchino. Dani ci ha provato all’ultimo giro, senza paura: ha toccato il compagno di squadra ed è andato largo, permettendo al Dottore di mettersi in mezzo. «Gara bella da impazzire», ha detto Marc. Che l’ha celebrata calciando palloni in tribuna ad un pubblico in delirio, come a ritrovare l’orgoglio spagnolo perduto al Mondiale con le note della Marcha Real.

 

rossi marquez 2rossi marquez 2

La tripletta iberica di ieri ha un sapore tutto particolare: in Moto3 ha vinto Alex, fratello minore di Marc, e Tito Rabat - amico inseparabile dei due - in Moto2. Ma è mancato poco che gli italiani guastassero la festa, quasi fossero Van Persie e Robben. Enea Bastianini, sedicenne di Rimini del team di Fausto Gresini, ha chiuso con uno splendido secondo posto una gara di raro coraggio in Moto3. Romano Fenati, partito 16°, è stato protagonista di una strepitosa rimonta in parte rovinata da un errore finale: quinto dietro a Miller, è ora a 7 punti dal leader australiano.

 

«Questa volta ci credevo davvero». Valentino non sa se gioire o disperarsi. «In alcuni punti andavo veramente forte, avevo un buon passo. Sentivo Marc dietro di me, ma non così vicino. La più bella gara dell’anno, non vedo l’ora di rivederla in tivù. Ma nel finale la gomma ha cominciato a scivolare.

 

marquez rossi pedrosamarquez rossi pedrosa

Marquez mi ha passato, però ero pronto a tornare davanti: alla chicane ho atteso un attimo per entrare in piena velocità, Pedrosa - credevo fosse più indietro - ne ha approfittato per entrare. Peccato. Però ormai ci siamo. Finalmente. Sì, adesso è

proprio diverso».

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