RUDI ALLA META – L’UNICO PROBLEMA PER GARCIA È TRIGORIA: ‘’È UNA GRUVIERA. I MIEI ALLENAMENTI ME LI RIVEDO SU INTERNET POCO DOPO. SE MI SPIANO IL GIORNO DELLA PARTITA, IO LA PARTITA LA PERDO’’

Guglielmo Buccheri per "La Stampa"

Rudi Garcia, la sua Roma sa solo vincere (sette successi su 7 in campionato), far gol (20 le reti come bottino) e non subirne (una sola la macchia in 630 minuti). Come nasce una simile dimostrazione di forza?
«Io sono uno di istinto. E d'istinto ho capito che fin dai primi allenamenti la squadra mi seguiva. C'era feeling, intesa come dite voi».

Intesa, feeling e una condizione fisica che ruba l'occhio.
«Abbiamo lavorato per partire subito molto forte perché giocando bene i risultati arrivano e, se arrivano le vittorie, è più facile dimenticare il recente passato. Ma la nostra preparazione è stata pensata anche per durare a lungo».

Vedrete, la Roma a un certo punto tirerà il fiato, dicono in molti. Teme un trabocchetto del genere?
«Come si fa a prevedere cosa accadrà da oggi a qualche settimana? Può rallentare la Juve, il Napoli, il Verona, noi, il Bologna. Può capitare a tutti o non capitare mai».

Sette tappe di campionato, Roma in testa alla classifica. Tradotto: per lo scudetto ci siete anche voi...
«Ogni volta che finisce una partita, puntuale arriva la domanda sulla lotta scudetto. Come si fa a dire oggi che vinceremo il campionato quando hai il Napoli e la Juventus a due punti di distanza? È come chiedere se l'Atletico Madrid trionferà nella Liga dopo aver vinto otto partite su otto: e il Real Madrid o il Barcellona? Piuttosto mi piace sottolineare come fra noi e l'Inter, quarta, ci siano sette punti di distacco».

L'Inter che, come voi, non gioca in Europa.
«Poter pensare ad una partita a settimana ti permette di sperimentare in allenamento. Oggi è fondamentale cambiare atteggiamento e disposizione tattica anche durante la gara, come ad esempio è capitato a noi sabato scorso a San Siro contro i nerazzurri».

Quanto peso ha avuto la sua parola per trattenere De Rossi nella Capitale?
«Daniele è un uomo per il quale una stretta di mano ha il valore di un patto indissolubile. Prima della trasferta di Livorno lo ha chiamato il Manchester United e lui ha detto no».

Gervinho ha avuto un impatto devastante sul nostro campionato. Eppure all'Arsenal hanno stappato lo spumante quando lei lo ha chiamato alla Roma.
«È la dimostrazione di quanto conti la testa. Nello sport come nella vita».

Antonio Conte, tecnico della Juve, la pensa allo stesso modo. Ha avuto occasione di conoscerlo?
«L'ho incontrato ad agosto, quando la Juve è venuta ad allenarsi qui a Trigoria prima della Supercoppa Italiana. Mi sono bastati dieci minuti per capire che persona sia: Conte è un allenatore intelligente, uno che ha vinto e combatte come la sua squadra. Per lui provo una sincera stima».

Totti è immortale?
«Totti è il calcio: deve avere la palla fra i piedi».

Stadi chiusi. È il caos...
«Dico solo una cosa: oggi è pieno di video puntati sulle tribune. Cosa ci vuole a individuare chi fa certi cori e tenerlo lontano per anni dallo stadio? In Inghilterra lo hanno fatto. Basta applicare le norme».

L'Italia è il paese dei campanili e per questo tutto diventa più complicato, a cominciare dalla discussa applicazione della discriminazione territoriale.
«Anche in Francia è così. Ho capito che presto la norma in questione cambierà. Ma, ripeto, bisogna colpire i colpevoli: qui da voi ho scoperto l'esistenza del biglietto nominale che, se non sbaglio, indica con precisione chi occupa quel determinato posto o settore. E, allora?».

Cosa risponde a chi sostiene che lavorare a Trigoria non sia per niente facile?
«L'unico problema è che Trigoria è una gruviera». (sorride)

Gruviera?
«Sì, i miei allenamenti me li rivedo su internet poco dopo. Se mi spiano il giorno della partita, io la partita la perdo».

 

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