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TRINITA’ DEI MONTI PEGGIO DELLA CURVA SUD: SFREGIO A PIAZZA DI SPAGNA - FUMOGENI E STRISCIONI SULLA SCALINATA PATRIMONIO UNESCO MA AI TIFOSI GIALLOROSSI NEMMENO UNA MULTA - LA MANIFESTAZIONE PER I 93 ANNI DELLA ROMA NON E’ STATA MAI AUTORIZZATA. VIGILI E QUESTURA NON INTERVENGONO – L’IRRITAZIONE DEL CAMPIDOGLIO E IL PRECEDENTE DEGLI HOOLIGAN OLANDESI CHE ASSALTARONO LA BARCACCIA

LORENZO DE CICCO per il Messaggero

 

tifosi roma piazza di spagna

I 136 scalini gioiello di Trinità dei Monti come la Curva Sud. E uno dei monumenti simbolo della Capitale, dove in teoria sarebbe vietato perfino sedersi, finisce avvolto dalle nebbie dei fumogeni, tra le scorrerie degli ultrà e le grida sguaiate, mentre la gradinata patrimonio dell'Unesco viene oscurata dai giganteschi teli giallorossi srotolati giù, fino quasi a toccare la fontana della Barcaccia.

 

Tutto sotto gli occhi delle forze dell'ordine e dei vigili urbani, solitamente scattanti quando c'è da multare l'abusivo di turno che smercia bottigliette d'acqua a 3 euro o a redarguire col fischietto i turisti in vena di siesta sulla scalinata. Vietato sedersi, insomma, ma non trasformare un capolavoro della Grande Bellezza in uno stadio.

 

tifosi roma colosseo

E difatti i 200 tifosi della Roma che l'altra notte, tra martedì e mercoledì, hanno marciato verso piazza di Spagna, invadendo la gradinata monumentale, affiggendo i mega striscioni e accendendo i candelotti fumogeni, se la sono cavata senza né una sanzione né un rimbrotto.

 

Occasione della scorribanda notturna, l'anniversario della fondazione dell'As Roma, 93 anni fa, appuntamento naturalmente molto sentito dai sostenitori giallorossi, che hanno tutto il diritto di festeggiare. Anche in piazza, come accade da anni.

 

Di solito si radunano a due passi da Montecitorio, in via degli Uffici del Vicario 35, la storica sede dove il 22 luglio 1927 veniva firmato il documento ufficiale della fondazione del club. Anche l'altra notte un gruppo di ultrà storici ha festeggiato lì, altri invece hanno scelto piazza di Spagna. Manifestazione mai autorizzata (i rapporti ufficiali tra la curva e le forze dell'ordine sono praticamente inesistenti), ma di cui la Questura era pienamente a conoscenza. Attraverso le informazioni in mano agli esperti della Digos, era stato anche messo a punto un piano operativo per seguire a distanza il corteo dei tifosi.

 

tifosi roma piazza di spagna

Un piano di cui era stata informata la Polizia locale di Roma, che solitamente prevede una vigilanza h24 proprio davanti alla scalinata. Postazione fissa, voluta dalla sindaca Virginia Raggi giusto un anno fa, in era pre-Covid, dopo l'approvazione del nuovo regolamento dei vigili urbani. Un codice che punisce i bivacchi con una contravvenzione piuttosto salata: si va dai 250 euro per chi è semplicemente seduto sulla scalinata, fino a 400 euro per chi è colto in flagranza di spuntino e rischia di sporcare con cibo e bibite i preziosi marmi.

 

La pattuglia della Municipale, però, durante l'irruzione degli ultrà era a debita distanza, a oltre un centinaio di metri dai tifosi e dai fumogeni. L'operazione, spiega il Comando generale dei caschi bianchi, era «seguita direttamente dalla Questura», quindi gli agenti della Polizia locale sarebbero potuti intervenire solo «su richiesta» delle forze dell'ordine. Una richiesta d'intervento che però non è mai arrivata.

 

In Questura spiegano che le manifestazioni degli ultrà non vengono mai autorizzate, ma che si tratta di appuntamenti conosciuti per cui viene adottato uno schema ricorrente. E che un intervento avrebbe potuto causare problemi di ordine pubblico. In ogni caso, il risultato è che agli ultrà non è stata comminata nemmeno una multa. Infatti hanno tirato dritto verso altri monumenti, altri fumogeni accesi, dal Colosseo al Pantheon.

 

 In Campidoglio l'episodio ha creato irritazione. «La scalinata di piazza di Spagna non è certo un luogo per una manifestazione, a maggior ragione con fumogeni e striscioni sopra i gradini», dice il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, che nella giunta Raggi ha la delega alla Cultura.

tifosi Feyenoord barcaccia roma

 

«Per carità, è giusto che i tifosi festeggino il compleanno della propria squadra, ci mancherebbe, ma quello è un luogo da tutelare, un simbolo di Roma. Abbiamo già visto troppi sfregi in questi anni, a partire da quello degli hooligan olandesi». Era il 19 febbraio 2015 quando i teppisti del Feyenoord in trasferta nella Capitale proprio contro la Roma per i sedicesimi di Europa league, assaltarono la Barcaccia, con tanto di coltellate e calci al travertino scolpito dai Bernini.

 

A luglio del 2018 invece una banda di tifosi francesi si lanciò all'arrembaggio della storica fontana di Campo de' Fiori, altro gioiello; pochi mesi dopo, dicembre 2018, ennesimo sfregio, stavolta ad opera dei tifosi dell'Eintracht di Francoforte, approdati nell'Urbe per un match contro la Lazio, ripartirono dopo saccheggi, scontri, rifiuti abbandonati nel cuore del centro storico, a piazza del Popolo. L'episodio dell'altra notte non è violento, danni non ci sono stati, almeno gravi, resta però l'incursione impunita, un altro smacco per un luogo che il mondo ci invidia.

BARCACCIAdanni alla fontana della barcaccia

 

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