sara simeoni

UNA VITA IN ALTO – SARA SIMEONI, CAMPIONESSA OLIMPICA DI SALTO IN ALTO A MOSCA ’80, SI RACCONTA IN UN LIBRO – LA FOTO CHA FATTO STORIA, LEI CHE ESULTA A BRACCIA ALZATE: “SOTTO LE ASCELLE SI VEDONO I PELI. NON SI STAVA TANTO A GUARDARE. OGGI INVECE SONO COSÌ PERFETTE, NON CAPISCO DOVE TROVINO IL TEMPO PER...” - L'INIZIO CON LA DANZA, I PRIMI ALLENAMENTI ("MI PORTAVO AGO E FILO, LE DIVISE ERANO UNISEX, BISOGNAVA ADATTARLE”), IL MARITO ALLENATORE: “QUANDO LE COSE NON ANDAVANO BENE LE ARRABBIATURE SI FACEVANO SENTIRE” 

 

Manuela Croci per "Sette - Corriere della Sera"

 

sara simeoni 4

«Oggi 19 ottobre 2017, sono seduta su una panchina al parco giochi dove c’è un campetto da calcio a 5 a sorvegliare i ragazzi di seconda media. Io sono “determinante” perché senza la mia presenza non sarebbero potuti uscire dalle mura scolastiche. Fa freddo, mi sto congelando, ma per fortuna quest’anno il tempo ci assiste e almeno non piove.

 

Spero di non ammalarmi. L’ex primatista del mondo di salto in alto pluridecorata, Grand’ufficiale della Repubblica italiana, tappa i buchi e si raffredda pensando alla pensione. Dalle ore 7.55 alle ore 14, finché non suona la campanella». Così Sara Simeoni, 69 anni, campionessa olimpica di salto in alto a Mosca 1980, scrive in Una vita in alto.

 

Lasciato l’agonismo è tornata a scuola.

«Ho dovuto rifare tutta la trafila. Primo passo, l’anno di prova per dimostrare che ero in grado di insegnare. La mia cattedra la teneva la docente che mi sostituiva, il mio compito era fare il potenziamento: ero a disposizione, andavo in palestra ma la lezione vera e propria la faceva la collega. All’inizio ci eravamo divise un po’ i compiti... ma alla fine faceva tutto lei. Così mi sono ritirata in buon ordine».

 

sara simeoni lbro una vita in alto

Com’erano i ragazzi?

«La scuola è sempre stata inibita nel fare tante cose, devi stare attento se gli studenti si fanno male, devi essere super assicurato... l’insegnante è costretto a compilare moduli per qualsiasi cosa, la burocrazia occupa quasi più tempo di quello che si riesce a dedicare all’educazione vera e propria».

 

Le piaceva insegnare?

«Molto. Quando tenevo le lezioni facevo fare ai ragazzi cose che - magari per paura - i colleghi non gli facevano fare. Erano molto diligenti: avevano l’entusiasmo di provare cose nuove, ma quando gli dicevo di fare attenzione perché nella foga potevano cadere o farsi male, mi ascoltavano».

 

Facciamo un passo indietro, lei ha iniziato con la danza.

«Mi piaceva tanto, ma quando è arrivato il momento di fare un’esibizione all’Arena, sono stata sostituita: ero troppo alta, nel gruppo “stonavo”. Ho capito che non ci sarebbe stato un seguito».

 

Com’è passata dalle punte all’asticella?

sara simeoni e il marito erminio azzaro

«Casualmente, grazie alla scuola. Ero alle medie e ci hanno detto che nella nostra palestra si allenava una squadra di atletica. Non sapevamo nemmeno cosa fosse. Con alcune amiche abbiamo deciso di provare, era divertente e soprattutto un modo per stare insieme ai coetanei».

 

Cosa ricorda della sua prima gara?

«Ero a Verona, al campo scuola di Basso Acquar: c’era la pista ancora in terra battuta e la buca di caduta era fatta con la sabbia, non c’erano i materassi. Le attrezzature non erano quelle sofisticate di oggi».

 

Andava ad allenarsi con ago e filo.

«Le divise erano unisex, bisognava adattarle».

 

Monaco ‘72, il debutto olimpico.

«Sono arrivata in auto con Eddie Ottoz. Una giostra di emozioni: far parte della squadra italiana, gli atleti provenienti da tutto il mondo, il villaggio con il suo brulicare di giovani, uno stadio imponente...».

 

Conserva ancora il cappello che le ha regalato un atleta del Lesotho?

«Certo, allora non sapevo nemmeno dov’era il Lesotho».

 

sara simeoni

Il 4 settembre chiude la sua gara al 6° posto ed esce a festeggiare. Il mattino dopo l’atmosfera è completamente diversa, cosa ricorda?

«L’immagine è quella di un bel gioco che si è inceppato. C’era un silenzio assordante, le persone non sorridevano, i volti erano tesi. Non ci eravamo accorti di niente. Noi della squadra italiana eravamo vicini alla palazzina di Israele. C’era preoccupazione, però nessuno si aspettava l’epilogo che c’è stato. Chi aveva già gareggiato è rientrato, al villaggio sono rimasti solo gli atleti che dovevano scendere in pista».

 

Nel 1972 è iniziato anche il rapporto con suo marito.

«Abbiamo raggiunto la squadra maschile a Sochi perché c’era stato un errore sulla nostra destinazione. Il destino».

 

sara simeoni e il marito erminio azzaro 2

Erminio Azzaro diventa compagno di vita e allenatore.

«Non è stato facile. Da una parte era bellissimo perché la partecipazione a quello che fai è diversa se c’è un rapporto che va oltre lo sport, c’è ancora più attenzione. Per contro, quando le cose non andavano bene le arrabbiature si facevano sentire... ma passavano anche alla svelta».

 

Nello stesso periodo in cui lei si allenava a Roma con Erminio, a Formia c’era anche Mennea con il professor Vittori. Nel libro descrive un velo tra voi che non è mai caduto.

«Io sono sempre stata molto timida, non sono quella che fa il primo passo. Mennea era talmente immerso in quello che doveva fare che frequentava solo 2-3 amici. Ci vedevamo in allenamento, ma scambiavamo solo poche parole».

 

sara simeoni 8

A Mosca 1980 siete stati protagonisti.

«Era la nostra Olimpiade, arrivavamo entrambi dal record del mondo. Il desiderio di prendere la medaglia era molto forte. Oggi, ogni anno hanno la possibilità di fare una gara che rimpiazza quella precedente, ma ai nostri tempi era tutto molto più dilatato. Se perdevi un treno, non eri sicura di esserci dopo quattro anni».

 

Com’è oggi la squadra azzurra di atletica?

«Sono bravi e anche un pizzico fortunati, fanno qualificazioni con misure e tempi che ai nostri tempi ce li sognavamo. A Eugene Elena Vallortigara è stata brava, vedere questi giovani fare buoni risultati mi riempie il cuore».

 

Ha detto che invidia un po’ la generazione di Instagram, avrebbe postato le foto di tutte le sue gare.

«Hanno la possibilità di realizzare e conservare una storia fatta di foto e video per qualsiasi gara o evento, è un grande ricordo. Io ho solo poche foto che mi sono state date nel tempo, soprattutto in bianco e nero».

sara simeoni 6

 

C’è una sua foto che ha fatto la storia: lei che esulta a braccia alzate dopo il salto...

«.. e sotto le ascelle si vedono i peli. Non si stava tanto a guardare, gli obiettivi e i pensieri erano altri. Oggi invece sono così perfette, non capisco dove trovino tutto il tempo per l’acconciatura, la manicure...».

 

A proposito di capelli, lo scorso anno l’abbiamo vista in stile geisha al Circolo degli Anelli per l’Olimpiade di Tokyo.

«È nato tutto per caso. Un’acconciatura bizzarra, i primi post sui social, i commenti. È diventato un gioco in cui io e il parrucchiere della Rai abbiamo seguito l’onda».

 

Quanto si è divertita?

«Moltissimo. Alla fine siamo riusciti anche a coinvolgere Jury Chechi nel gioco, all’inizio si chiudeva un po’ come Mennea».

sara simeoni 5

 

È pronta per Parigi 2024?

«Sì, mi piacerebbe anche andarci».

sara simeoni 3sara simeoni il circolo degli anelli 1sara simeoni stand uplo show di jury chechi e sara simeoni 10sara simeoni il circolo degli anelli 4sara simeoni il circolo degli anelli 3sara simeoni 2sara simeoni 19sara simeoni 19sara simeoni foto mezzelani gmtSARA SIMEONI 9sara simeoni 7

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO