È IL GIORNO DI TAVECCHIO - SALVO SORPRESE: NON TANTO DALLE URNE, DOVE IL FRONTE SI È RICOMPOSTO, MA DALLE CARTE BOLLATE - INFATTI LE CONDANNE PENALI, SENZA RIABILITAZIONE, SONO UN’ARMA IN MANO A MALAGÒ

1. LA SERIE A RITORNA PRO TAV PER LA VITTORIA È QUASI FATTA IL PROBLEMA SARÀ GOVERNARE

Andrea Arzilli per il "Corriere Della Sera"

 

lotito tavecchio lotito tavecchio

Il problema non è conquistare la vetta. Il problema, semmai, è restarci a lungo e in serenità, elementi necessari per tradurre in pratica la teoria delle riforme sul calcio. L’urna, oggi, non darà al probabile vincitore, Carlo Tavecchio, gli esatti connotati dei detrattori nella Lega di A, cioè quella che sostiene economicamente il sistema e per questo anche la più difficile da controllare.

 

Gli darà però, attraverso le schede colorate, le esatte proporzioni del consenso, passaggio indispensabile per ottenere i due elementi di cui sopra. Già a metà pomeriggio, quindi, Tavecchio o (difficilmente) Albertini capiranno se il loro regno avrà lunga vita.

 

demetrio albertinidemetrio albertini

Il premio dell’urna è la governabilità della Figc. E la squadra conta, sarà il primo tema del Consiglio federale fissato subito dopo il verdetto (Michele Uva nuovo dg?). Il secondo, come ovvio, sarà il nuovo ct. Il consenso passa anche di lì. Ma basta ripercorre gli ultimi due giorni di battaglia tra comunicati, agenzie e indiscrezioni per capire quanto in serie A l’equilibrio sia labile e quanto complicato sia procedere a velocità di crociera.

 

FIGC logoFIGC logo

Dal documento dei nove che ha tentato il ribaltone chiedendo il ritiro congiunto dei candidati e il ricorso al commissario dal Coni (ipotesi oggi legata solo alla cascata di schede bianche, più della metà dei voti espressi) ieri si sono staccati in parecchi. Qualcuno dando in pasto ai media la contro-inversione di rotta, come il Cesena che «procederà a votare seguendo la decisione presa a larga maggioranza nell’ultima Assemblea di Lega (il famoso 18-2 in sostegno a Tavecchio del 24 luglio, ndr) — le parole del presidente Giorgio Lugaresi, che aggiunge con sorprendente franchezza —. Io non voglio fare la parte di quello che non decide». Altri, cioè la Sampdoria di Ferrero e il Cagliari di Giulini, preparano la X su Tavecchio presidente, ma evitando di mettere nero su bianco la seconda inversione a U in due settimane.

 

Andrea  Agnelli Andrea Agnelli

Altri ancora, invece, a poche ore dal voto (guarda caso) hanno tenuto a precisare il loro riposizionamento, anche se sulle carte Tavecchio non l’avevano mai mollato. È il caso di Verona e Atalanta, le cui note hanno spento le speranze di far saltare il banco da parte delle ribelli Juventus, Roma, Fiorentina, Torino, Empoli e Sassuolo. Così l’Atalanta: «Coerentemente, conferma sostegno a Tavecchio». E così il Verona: «Posizione conforme al voto espresso in assemblea». «Prevalgono gli interessi personali», ha laconicamente commentato il presidente Aic, Damiano Tommasi.

 

Adriano gallianiAdriano galliani

Facendo un rapido conteggio nelle intenzioni di voto, si è passati dal 9-11 con forti probabilità di pareggio e sfiducia globale, venerdì, al probabile 14-6 per Tavecchio, oggi. L’importante, comunque, è fare gruppo. «Lavoro di squadra? — si domanda il capo degli allenatori, Renzo Ulivieri — questa è una novità. I problemi li hanno avuti fra di loro, sono andati anche in tribunale». Chi vince, insomma, è condannato a regnare seduto sul tritolo. Lunga vita al re.

 

2.“NON È CANDIDABILE?PERCHÉ CONDANNATO”?RISPUNTA IL CAVILLO

Massimiliano Nerozzi per "La Stampa"

 

claudio lotitoclaudio lotito

Magari sarà una questione di cavilli, che sono poi la versione giuridica della buccia di banana. «Guardi che Carlo Tavecchio non è eleggibile», dice con voce pacata Luigi Ragno, 74 anni, ex sottotenente dei carabinieri («ma solo nei venti mesi di leva»), ex direttore di banca, e per trent’anni in Federcalcio. «Basta leggere l’articolo 29 del nuovo statuto della Figc: la riabilitazione è espressamente richiamata in riferimento a provvedimenti disciplinari sportivi, e non quando si parla di condanne penali, dove invece non è indicata. Poi però non ho idea di come andrà, perché ne ho viste di tutti i colori».

 

Specialmente tra il 1999 e il 2000, quando da vice presidente della Lega Nazionale Dilettanti Ragno si trovò proprio al fianco di Tavecchio, al suo primo mandato: il numero uno aveva fatto alcune operazioni bancarie «con gravi irregolarità», secondo Ragno, che aveva presentato immediate dimissioni.

 

ferreroferrero

«Era il 24 ottobre 2000 - ricorda oggi l’ex vice presidente - e scrissi una lettera a diversi organi federali, anche per tutelare la mia persona: con i precedenti che all’epoca aveva Tavecchio, e che tutti conoscevano, non si potevano lasciare venti miliardi di lire in un conto di private banking, e con una sola persona con potere di firma, lui». Non successe nulla. «L’unico risultato fu che il collegio dei revisori minacciò di querelarmi per diffamazione: bene, risposi, almeno chiariremo tutto davanti a un tribunale. Ho sempre tenuto tutti i documenti. La denuncia non arrivò mai». ?

 

urbano cairourbano cairo

Quindici anni più tardi, tutto può ruotare ancora attorno alle precedenti condanne di Tavecchio (totale, 1 anno e tre mesi) nonostante furono pene sospese e con non menzione sul certificato penale. Su questo tema si erano innescate interpellanze parlamentati, ma Tavecchio aveva alzato lo scudo: un parere sulla sua candidabilità richiesto alla Corte Federale nel 1999, e la riabilitazione ottenuta in base all’articolo 178 del codice penale.

 

percassi antoniopercassi antonio

Tutto vero, ma discutibile, almeno secondo alcune fonti vicine alla giustizia sportiva della Federcalcio. «Ricordo che emettemmo un parere - dice il professor Andrea Manzella, illustre costituzionalista ed ex presidente della Corte - e molto ben motivato. Certo, era il 1999, e tenemmo conto della normativa sportiva e penale dell’epoca». Nel frattempo, lo statuto della Figc è cambiato quattro volte, l’ultima il 30 luglio scorso, con decreto del commissario ad acta, il professor Giulio Napolitano.?

Damiano TommasiDamiano Tommasi

 

Il punto è l’articolo 29, dove l’inciso «salva riabilitazione», è indicato solo nella frase dei provvedimenti sportivi, non nel periodo seguente, quando si parla di «condanne penali passate in giudicato per reati non colposi» con pene detentive superiori a un anno. Interpretazione letterale: se l’estensore avesse voluto prevedere la riabilitazione anche per le condanne penali, l’avrebbe specificamente indicato.

 

Renzo UlivieriRenzo Ulivieri

«Forse è la sorpresa di Malagò», sorrideva ieri un giurista. Dopo di che c’è pure la lettura favorevole a Tavecchio, ovvero in linea con i principi giuridici generali: in fondo la riabilitazione, tra le altre cose, serve proprio per evitare gli effetti deteriori che una condanna produce sotto il profilo sociale e lavorativo. Se ne può discutere, insomma: come potrebbe poi decidere di fare il Coni, come organo di sorveglianza, tenuto a ratificare i risultati dell’assemblea.

giovanni malagogiovanni malago

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