IL TENNIS MODERNO? PEGGIO DI “SQUID GAME”! – I CALENDARI AFFOLLATISSIMI E I TORNEI SEMPRE PIÙ LUNGHI STANNO METTENDO A DURA PROVA IL FISICO DEI CAMPIONI: ALCARAZ NON GIOCA DA 4 MESI PER UN PROBLEMA AL POLSO, SINNER CONVIVE CON CROLLI, MALORI E CRAMPI, PER NON PARLARE DI BERRETTINI, MARTORIATO DAGLI INFORTUNI – “REPUBBLICA”: “IL TENNIS DI PANATTA POTEVA PERMETTERSI DI ESSERE UNA CATENA DI VERONICHE E MONDANITÀ, CON UN'IDEA DELLA FATICA QUASI LUDICA. CHI CE LO VEDE OGGI SINNER ANDARE IN VACANZA TRA FORTE DEI MARMI E PORTO ROTONDO CON PAOLO VILLAGGIO, COME IN UN ROAD MOVIE DI MIRABOLANTI AVVENTURE, INCONTRI FORTUITI, GRANDI MAGNATE E BEVUTE, E DIVENTARE COMUNQUE IL NUMERO 4 DEL MONDO?”
Estratto dell’articolo di Angelo Carotenuto per “la Repubblica”
Un problema al polso tormentò Andre Agassi per un anno intero e ha messo fine alla carriera di Dominic Thiem. Se Carlitos Alcaraz si prende tutto il tempo di questo mondo per rientrare, saltando pure Cincinnati dopo quattro mesi senza una partita, è perché il corpo conosce ragioni che la ragione non conosce.
Non ne conosce il tennis contemporaneo, […] i Masters 1000 fino a dodici giorni e gli Slam aggiungendo alle due settimane un prologo di esibizioni. In campo sembrano tutte e tutti molto felici, finché non passa il cameriere con il conto.
Jannik Sinner gioca con una specie di timer sotto pelle. Il suo più grande avversario è per buona parte invisibile e tutto sommato ancora misterioso per l'opinione pubblica. Gli tiene compagnia minaccioso, silenzioso, ma quando si manifesta con problemi intestinali come l'anno scorso a Cincinnati, sotto forma di crampi come a Shanghai o sotto il sole del Roland-Garros, allora non gli lascia scampo. Prima di perdere contro qualcuno, Sinner perde contro la fragilità di questo tempo.
Sascha Zverev gira con una macchinetta che gli misura il livello del diabete. Lorenzo Musetti ha cominciato a scricchiolare dopo gli sforzi fatti per salire al numero 5. Jack Draper si è appena messo a piangere in campo non per una sconfitta, ma per il ritorno di un dolore al braccio che gli sta mangiando la fiducia e la classifica.
Holger Rune ha dovuto operarsi al tendine d'Achille. Stefanos Tsitsipas ha scoperto per colpa della schiena che si possono avere 27 anni, sembrare l'erede di Federer e Nadal, e domandarsi se riuscirà mai più a finire una partita senza dolore. Matteo Berrettini potrebbe scrivere addirittura un manuale sulla ferocia del tennis, e se il corpo regge tutto questo la bestia entra nella testa.
Naomi Osaka si è fermata quando si è accorta di non riuscire più a separare le partite dalle esigenze intorno. Ashleigh Barty se n'è andata definitivamente da numero 1 perché la nipotina veniva prima. Amanda Anisimova ha avuto il merito di dare un nome a tutto questo, burnout e salute mentale.
[…] Il catalogo è così vasto che siamo davanti a un mestiere usurante, a una generazione che convive con il suo gioco amato come si fa con un creditore. Ogni settimana devi pagare la rata di qualcosa, sapendo che quello torna, torna e chiede ancora.
Se il gioco fosse rimasto quella faccenda di gesti bianchi e buone maniere che i pionieri in pantaloni di flanella consumavano tra le terrazze di qualche riviera, oggi le stelle della racchetta passerebbero ancora i pomeriggi d'agosto a sorseggiare gin tonic in qualche pineta. Solo cinquant'anni fa, il tennis di Adriano Panatta poteva permettersi di essere una catena di veroniche e mondanità, con un'idea della fatica quasi ludica.
Onestamente, chi ce lo vede oggi Sinner andare in vacanza tra Forte dei Marmi e Porto Rotondo con Paolo Villaggio, come in un road movie di mirabolanti avventure, incontri fortuiti, grandi magnate e bevute, e diventare comunque il numero 4 del mondo?
[…] Non è il quadro nostalgico di una stagione irripetibile, ma la foto di un'era dove il tennis si accompagnava al culto della pigrizia. Si fa fatica a riconoscere lo stesso sport in questa specie di altoforno biologico indifferente al cambiamento climatico, un mostro che consuma le cartilagini e incendia i tendini prima che la giovinezza sia finita. Mentre i tabelloni dell'estate americana rischiano di perdere i loro pezzi pregiati, sulla carne del tennis pesano trent'anni di servizi a 200 km all'ora, con racchette supersoniche e su quel cemento che ha spodestato quasi del tutto ogni altra superficie.
[…] In mezzo a un mucchio di ventenni che già camminano con il ghiaccio sulle ginocchia, all'età di 39 anni Novak Djokovic sta invocando partite più brevi, da quattro game a set, proprio lui che ha vissuto da asceta, con un'alimentazione senza glutine e con una vocazione new age che lo ha spinto ad abbracciare gli alberi e poi lo ha messo nei guai durante il Covid.
Verrebbe da compatirle tutte e tutti, queste ragazze e questi ragazzi finiti dentro una macchina che prima o poi strizza le ossa, i muscoli e i pensieri. Se non infilassero nelle loro settimane di riposo qualche esibizione ben pagata in Medio Oriente.
sinner alcaraz
nole djokovic
MATTEO BERRETTINI
JANNIK SINNER
NOVAK DJOKOVIC
sinner djokovic
jannik sinner wimbledon
PANATTA VILLAGGIO LEI NON SA CHI ERAVAMO NOI
NAOMI OSAKA MIAMI
carlos alcaraz
matteo berrettini
JANNIK SINNER GILET REFRIGERANTE
berrettini peggy gou
carlos alcaraz




