kimi antonelli

“UN ANNO DI ALTI E BASSI. A VOLTE MI È CAPITATO DI ESSERE GUIDATO DALLA FRUSTRAZIONE” – IL 19ENNE KIMI ANTONELLI, PILOTA MERCEDES, FA IL BILANCIO DEL PRIMO CAMPIONATO IN FORMULA 1: "HO PIANTO PARECCHIO. HO FATTO TANTA FATICA PERCHÉ HO INIZIATO A DUBITARE DI ME STESSO. E’ STATA TOSTA" – LA COMPETIZIONE CON RUSSELL, IL RAPPORTO CON TOTO WOLFF, IL SOGNO DI LOTTARE PER IL MONDIALE, I CONSIGLI DI VALENTINO ROSSI. E CON SINNER…

 

Giulia Toninelli per gazzetta.it

 

KIMI ANTONELLI

Gli occhi, quando parla dei suoi sogni, sono sempre gli stessi. Così come i capelli ricci che gli ricadono su un viso che tutto racconta dei suoi diciannove anni. "Non mi sento cambiato, sono solo cresciuto — ammette Andrea Kimi Antonelli, salutando il suo anno d’esordio in Formula 1 con Mercedes — ho imparato tanto, ed è solo l’inizio". Un anno da maratoneta, tra gli alti e i bassi che gli hanno permesso "di diventare un vero pilota di F.1", sotto l’attenzione mediatica di chi è chiamato a debuttare nella massima serie in un top team, ereditando il sedile di Lewis Hamilton.

 

Com’è andata questa prima stagione? 

KIMI ANTONELLI CONTRO CHARLES LECLERC - GP DI OLANDA

"Un anno di alti e bassi. Ho attraversato un mare di eventi, difficoltà, soddisfazioni e guardandomi indietro posso dire di essere felice perché sono riuscito a uscire da momenti tosti, come il calo di prestazioni a metà stagione. È stata una lezione che porterò con me per tutta la mia carriera perché mi ha permesso di fare un salto mentale che mi sarà utile in futuro". 

Cosa non sapeva della Formula 1 il Kimi di un anno fa?

"Non sapeva fidarsi del proprio istinto. Ho imparato ad ascoltarmi di più, anche in termini di guida, e a restare focalizzato senza pensare solo al risultato finale. A volte quest’anno mi è capitato di essere guidato dalla frustrazione e arrivavo ai momenti decisivi con la mentalità sbagliata, pensando più alla difesa che all’attacco". 

 

Qual è stato il punto di svolta per ripartire dopo il periodo difficile di metà stagione? 

"Sicuramente il ritorno alla vecchia sospensione posteriore mi ha aiutato tanto, poi dopo Monza ho fatto una riunione con Toto e Bono, il mio ingegnere, che mi hanno detto che cosa non andava di quello che stavo facendo e mi hanno aiutato a capire come fare un vero e proprio reset mentale".

Si piange in Formula 1? 

verstappen kimi antonelli gp austria

"Io piango. In quel periodo difficile poi, ho pianto parecchio. Ho fatto tanta fatica soprattutto mentalmente perché ho iniziato a dubitare di me stesso. Arrivi in Formula 1, è il sogno della tua vita, quello per cui hai lavorato così tanto, e dopo un grande avvio di stagione inizi a non andare più come vorresti. È stata tosta. E mi sono mancate anche la compostezza e la lucidità che hanno piloti più maturi di me nel gestire un momento difficile". 

Ci sono state anche tante soddisfazioni. La più significativa? 

"Di momenti belli ce ne sono stati tanti. Il primo weekend a Melbourne è stato speciale: in griglia prima della partenza mi sono reso conto che il mio sogno si stava realizzando. Poi la prima pole position a Miami nella Sprint, il primo podio in Canada, ma anche il Brasile con il secondo posto e aggiungerei Las Vegas perché lì mi sono sentito per la prima volta in grado di affrontare una gara seguendo solo l’istinto, quasi come se tutto il resto non esistesse". 

Come si dorme la notte prima di un Gran Premio? 

"A volte per l’adrenalina si dorme davvero poco: in Brasile per esempio, partendo dalla prima fila, mi sono rigirato nel letto per ore prima di prendere sonno. Poi ci sono volte in cui invece sono così arrabbiato, per come sono andate le cose in qualifica, che non vedo l’ora di andare a dormire per non pensarci". 

 

Quando torna a casa, nella sua cameretta a Bologna, si sente lo stesso ragazzo di un anno fa? 

kimi antonelli

"In parte sì. Alla fine ho solo 19 anni e la mia cameretta, a casa con la mia famiglia, è quella dove sono nati i miei sogni. Ho ancora bisogno di tranquillità, di sentire la vicinanza di mia mamma, di mio papà, della mia sorellina. Poi quando sono a casa mi piace 'fare balotta' con i miei amici, parlare di cose normali, staccare dal motorsport, dormire e mangiare lontano dagli hotel. Sarò anche un pilota di Formula 1 ma sono comunque un ragazzo della mia età". 

E nelle faccende di casa come se la cava? 

"Un disastro. Devo imparare perché presto andrò a vivere definitivamente da solo ma non so fare le lavatrici, le pulizie, cucinare... spero che mia mamma mi venga comunque ad aiutare perché non sono per niente pratico come “uomo di casa”. Ecco, la gente dice che sono molto maturo per la mia età, su queste cose invece ho tutto da imparare". 

 

Che ruolo ha avuto quest’anno suo padre, che abbiamo spesso visto al suo fianco? 

kimi antonelli

"Con lui sono cresciuto come pilota quindi era fondamentale averlo con me anche in F.1. Il prossimo anno verrà meno, perché ho già accumulato esperienza, ma sapere che posso contare su di lui, come su mia mamma, mia sorella e la mia fidanzata, è molto importante". 

Il rapporto con Toto Wolff è cambiato? 

"Toto mi conosce da quando sono un bambino e abbiamo un legame speciale che quest’anno si è rafforzato. Ha saputo spingermi, e anche essere duro con me, quando ne avevo bisogno. È il migliore in quello fa, ne sono sicuro". 

 

E con il suo compagno di squadra George Russell?

"Abbiamo un buon rapporto basato su una sana competizione. Ovviamente nel corso dell’anno è cambiato, perché si vuole sempre battere il proprio compagno, ma la competizione sana è sempre una buona cosa in squadra".

 

KIMI ANTONELLI

Che idea si è fatto sul 2026? 

"C’è molta incertezza: sappiamo dove siamo noi come squadra ma non possiamo sapere dove sono i nostri avversari. Sto passando molto tempo in fabbrica in Inghilterra, in galleria del vento e al simulatore, per vedere i progressi della vettura. È bello essere parte di questo periodo di evoluzione e creazione del nuovo progetto, sono molto emozionato e non vedo l’ora di scoprire a che punto saremo rispetto ai nostri avversari". 

Visto che si ripartirà da zero con i nuovi regolamenti pensa possa essere un’occasione importante per voi giovani?

"Penso di sì. Le vetture a effetto suolo non sono semplici da guidare, soprattutto all’inizio: è difficile estrarre il massimo, sono dure fisicamente, molto complesse... quindi cambiare in qualcosa di molto diverso, come sarà con i prossimi regolamenti, sarà bello perché richiederà a tutti spirito di adattamento, tanto lavoro e flessibilità".

Verstappen l’ha definita un talento. Che effetto fa? 

KIMI ANTONELLI

"È un grande onore. Con lui abbiamo costruito un bellissimo rapporto quest’anno ed è stato una guida per tutti noi esordienti. Lo considero un pilota straordinario e ricevere questi complimenti proprio da lui per me è speciale, la cosa più bella è che possiamo parlare di tante cose che ci piacciono oltre alla Formula 1, per esempio del GT che è una passione di entrambi". 

Tra i grandissimi che può definire amici c’è Valentino Rossi. Le ha dato qualche consiglio utile? 

"Mi ha detto di fare del mio meglio e restare sempre me stesso. La cosa più bella però è poter passare del tempo con lui: siamo andati insieme a Misano a vedere la MotoGP e gli voglio chiedere di fare lo scambio dei nostri caschi alla fine dell’anno, sarebbe molto bello per me. Poi in passato abbiamo girato insieme sui kart con i ragazzi della VR46 e cercherò di organizzare un’altra giornata perché insieme ci divertiamo tantissimo". 

Anche con Sinner c’è in programma una giornata in pista?

ANDREA KIMI ANTONELLI

"La organizzeremo! Sarebbe bello andare sia con i kart che con le GT, perché è un grande appassionato e dicono sia anche piuttosto veloce". 

 

 

Cosa la stupisce di lui? 

"La forza mentale e la sua compostezza nei momenti difficili del gioco. Riesce a ribaltare le situazioni in campo trovando dentro di sé una forza micidiale. È qualcosa che ogni sportivo vorrebbe avere". 

 

Siete due giovani italiani che stanno regalando grandi emozioni al nostro Paese. Che cosa significa per lei? 

"È incredibile, è un grande onore. Ma per me voglio che questo sia solo l’inizio, ho ancora tanto da dimostrare". 

ANDREA KIMI ANTONELLI MAX VERSTAPPEN

Da italiano sogna un giorno di guidare la Ferrari? 

"Per me la Mercedes è tutto: hanno creduto in me e mi hanno aiutato a crescere. Voglio vincere con loro". 

 

La stagione è stata lunga e intensa. Ora c’è tempo per un po’ di vacanze? 

"Sì ma starò a casa. Inizieremo prestissimo la preparazione al 2026 quindi sarà importante ricaricare al massimo le batterie, mangiare del buon cibo italiano, liberare per un po’ la testa". 

Che dono vorrebbe trovare sotto l’albero di Natale? 

"Avere una macchina che ci permetta di battagliare là davanti. Vincere gare e magari, chissà, anche lottare per il Mondiale. La squadra sta spingendo tantissimo per darci la vettura migliore e starà a me provare a fare il resto".

andrea kimi antonelli

 

ANDREA KIMI ANTONELLI

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