inter pisa

SET E MATCH PER L’INTER! – A SAN SIRO CONTRO IL PISA, DOPO ESSERE ANDATI SOTTO DI DUE RETI PER LA DOPPIETTA DI MOREO, I NERAZZURRI SI RISVEGLIANO E RIFILANO SEI PERE AI TOSCANI – DECISIVO L’INGRESSO DI DIMARCO, CHE CAMBIA IL VOLTO E IL RITMO DELLA SQUADRA, AL POSTO DI LUIS HENRIQUE FISCHIATO DAI TIFOSI NERAZZURRI – I GOL DELL’INTER IN STAGIONE SONO 50 IN 22 PARTITE – CHIVU È MOMENTANEAMENTE A +6 SUL MILAN E A +9 SUL NAPOLI – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Paolo Tomaselli per il “Corriere della Sera”

 

INTER PISA

[...] la squadra di Chivu (alla settima partita in venti giorni) passa dallo psicodramma per i due gol del Pisa segnati nei primi 23’ alla rimonta negli 8’ finali del primo tempo grazie all’ingresso stile «arrivano i nostri» di Dimarco al posto di Luis Henrique: l’Inter ribalta il tavolone del saloon, seminando il panico con la coppia Lautaro-Esposito. [...]

 

Dallo choc allo show: sembra quasi facile, ma non lo è. E la forza mentale dell’Inter nella rimonta, anche se il tempo gioca a suo favore, trasforma un potenziale venerdì nero nella partita che può segnare la corsa scudetto, considerati gli scontri diretti nel weekend fra le inseguitrici.

 

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Cristian Chivu non esagera con il turnover, cambia cinque titolari rispetto all’Arsenal, perché lo scudetto è la stella polare. Ma Luis Henrique patisce più di tutti il doppio sforzo ravvicinato ed è disorientato sulla destra.

 

Mai come Sommer però, che regala subito un momento di gloria a Moreo: sollecitato da un passaggio di Mhkitaryan, il portiere è ampiamente fuori dall’area sul centrodestra e serve una palla avvelenata a Zielinski, colto in controtempo. Moreo sfrutta il regalo e trova il pallonetto perfetto, a porta vuota.

 

Passa un’altra manciata di minuti, con il Pisa che tra le linee blocca quasi tutti i passaggi nerazzurri e continua ad attaccare. Su corner, dopo il pasticcio con l’Arsenal, che è pur sempre la squadra più forte del mondo sui calci piazzati, l’Inter ha l’ennesima conferma che ogni tiro nella sua porta praticamente è un gol: Moreo taglia tutta l’area indisturbato per colpire di testa in terzo tempo sull’angolo di Tramoni, beffando Bisseck (che avrebbe dovuto tenerlo) e Sommer sul proprio palo.

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Sotto di due gol, con Carlos Augusto che a sinistra non fa tanto meglio di Luis Henrique a destra, Chivu sacrifica il brasiliano più stanco («Gigi» esce affranto per i fischi impietosi: si contano i giorni per il possibile arrivo di Perisic), dirottando Carlos sulla fascia dove ha giocato (male) solo il derby e la sfida con l’Atletico.

 

Quel che conta è trovare spazio a Dimarco, che entra ispiratissimo: da un suo tiro respinto nasce quello di Zielinski «parato» da Tramoni. Il polacco fa fino in fondo il suo compito di vice Calhanoglu e accorcia su rigore. Ma Dimarco completa l’opera, prima con un cross arcuato e potente per Lautaro che travolge Angori e pareggia di testa, segnando il suo dodicesimo gol, tanti quanti l’intero campionato scorso.

 

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Poi sul 3-2, l’esterno rigenerato da Chivu attacca l’area senza palla e porta via l’uomo a Bastoni, lasciandolo libero di andare indisturbato al cross per Pio, che ancora di testa, in anticipo netto su Canestrelli, completa il sorpasso.

 

[...]  C’è spazio per un ultimo virtuosismo, di Bonny, che dopo un filtrante di Dimarco (e chi se no?) si costruisce un gran gol e per l’esultanza liberatoria del 6-2 di Mhkitaryan, che non segnava da 453 giorni. I gol dell’Inter adesso sono 50 in 22 partite: un attacco allo scudetto in piena regola.

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