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"INTER, CONTRO IL CUL RAGION NON VALE" – 'VIPERETTA' IN VERSIONE POETA DOPO IL GOL ALL’ULTIMO RESPIRO DI BROZOVIC: “MI RODE, ERA UN PAREGGIO PERFETTO" – SPALLETTI ESPULSO: "MI HANNO DETTO TROPPO IMPETO...I GOL ANNULLATI DAL VAR? SONO A FAVORE DELLA TECNOLOGIA MA…" - IL NAPOLI MATA IL TORO E RAGGIUNGE (MOMENTANEAMENTE) LA JUVE IN VETTA: DOPPIETTA DI UNO SCATENATO INSIGNE, IN GOL ANCHE VERDI - VIDEO

 

Mario Pagliara per gazzetta.it

 

torino napoli

Ci sono vittorie e vittorie. E quella di oggi per il Napoli può essere una di quelle che può infondere autostima e convinzione. Perché, negli occhi e nella memoria, resterà soprattutto quella prima sontuosa mezzora, il miglior cortometraggio del nuovo corso Ancelotti. Gli azzurri passano 3-1 al Grande Torino, trascinati dalla doppietta di Insigne e dall’acuto di Verdi. Si lecca le ferite un Torino capace di scuotersi solo in avvio di ripresa con il rigore trasformato da Belotti. E mai in partita contro questo Napoli.

 

IL MARCHIO DI ANCELOTTI — Alla lettura delle formazioni, la sorpresa è più per la mancanza di abitudine dei tifosi del Napoli: turnover doveva essere e turnover è stato. Sarà la stella polare di Ancelotti che, con il turno infrasettimanale alle porte, attinge in maniera corposa dalla panchina. Cinque i cambi rispetto alla vittoria con la Fiorentina: Ospina tra i pali, Koulibaly rientra al centro della difesa accanto ad Albiol, Luperto si sistema sulla sinistra, debutto in questo campionato dal primo minuto per Rog, c’è Verdi sulla linea d’attacco.

 

E’ un 4-4-2 molto dinamico quello disegnato da Ancelotti, pronto a rimodellarsi in un 4-2-3-1 quando il Napoli attacca con Callejon alto a destra Insigne e Verdi che si cambiano le posizioni di continuo (tra il centro e la sinistra), Mertens a sgusciare tra Nkoulou e Izzo. Mazzarri ha invece scelte obbligate a causa degli infortuni muscolari di Iago Falque e De Silvestri, e ripropone il 3-5-2 con il varo della coppia di centravanti Belotti-Zaza (il Gallo gioca più avanzato) per la prima volta titolari insieme, Berenguer cambia fascia e va destra, Aina a sinistra.

 

ancelotti de laurentiis

DA URLO — La prima mezzora del Napoli è un manifesto di bellezza allo stato puro: squadra corta, movimenti continuamente in verticale, giocate di altissima classe lungo l’asse Insigne-Mertens-Verdi, Hamsik a suo perfetto agio (ed è una prima volta) da regista. Sette occasioni, due gol, predominio territoriale assoluto: basterebbero questi numeri per raccontare quelli che fino ad oggi sono stati i migliori trenta minuti del Napoli di Ancelotti nel primo assaggio della stagione. E il Toro? Va subito in bambola, prova almeno a limitare i danni con una super parata di Sirigu su Koulibaly (al 14’) e con un paio di chiusure di Izzo e Moretti ma va presto, anzi prestissimo, in tilt.

 

Dopo appena tre minuti anche la fortuna aiuta questo bel Napoli: Moretti prova a respingere un cross di Luperto, la palla sbatte su Nkoulou e diventa l’assist perfetto per Insigne. E’ il terzo gol di Lorenzo in questa stagione, il secondo consecutivo dopo quello con la Fiorentina. E’ solo l’inizio: al 7’ Mertens scappa via in contropiede, l’assist per Verdi è perfetto, Izzo salva alla disperata un gol praticamente già fatto a due passi da Sirigu. Il belga ha una gran voglia di gol e si vede: prima sfiora il raddoppio con un tiro cross (9’), poi cerca la prodezza con un pallonetto (12’). Insigne non è da meno e fa venire un brivido lungo la schiena dei tifosi del Toro quando al 18’ con un pallonetto dolce sfiora la doppietta personale. Ma il meglio deve ancora arrivare e cade al minuto numero venti quando il Napoli inventa una delle azioni più belle del campionato: l’intesa tra Mertens e Verdi in velocità e di prima è da applausi, il 2-0 dell’ex Bologna è una sentenza. Scollinata la mezzora, il Napoli abbassa i ritmi, il Toro prova a riorganizzarsi ma si affaccia dalle parti di Ospina solo con una conclusione senza pretese di Baselli su punizione (al 36’).

ancelotti

 

L’ORGOGLIO DEL GALLO — Orgoglio e volontà: ce ne sono tantissimi nell’avvio di ripresa del Torino. Dopo appena 5 minuti, Berenguer riesce per la prima a sfondare sulla destra, Hysaj lo mette giù e Irrati non ha nessuna esitazione a indicare il dischetto: dagli undici metri Belotti è glaciale e riapre la partita firmando il suo secondo gol in campionato. Il rigore infonde forza e coraggio nel Toro che prova ad aumentare ritmi e spinta. Ma la mossa di Ancelotti è immediata: fuori Verdi, dentro Zielinski. Esce una punta, entra un centrocampista che si piazza esattamente sulla linea di azione di Berenguer. E proprio Zielinski diventa l’uomo chiave nell’azione che porta al 3-1.

 

Izzo combina un mezzo pasticcio innescando il polacco, sugli sviluppi Callejon sbatte sul palo, Insigne raccoglie e non fallisce. Doppietta personale, Lorenzo porta a 4 il suo bottino di reti in questo campionato. Ancelotti inserisce Allan nel centrocampo del Napoli, Mazzarri risponde giocandosi prima la carta Soriano (al posto di Meité) poi quella di Parigini (per Aina), nel finale Edera (per Baselli). Esce anche uno stremato Luperto per far posto all’ex fischiatissimo Maksimovic. Ma di Toro si vede pochino, anzi è il Napoli a rischiare di calare il poker con Mertens, Hamsik, Allan e ancora Insigne. Dopo 5’ di recupero il Toro esce a testa bassa, mentre gli oltre 3000 tifosi azzurri fanno festa intonando un “Giorno all’improvviso”.

 

spalletti

2.SPALLETTI

Da gazzetta.it

 

"Mi sono girato verso la telecamera a urlare gol, ma il quarto uomo mi ha detto che l’ho fatto con troppo impeto. L’ho fatto perché era un gol importante, è stato una liberazione e loro l’hanno interpretata come qualcosa con troppa reazione emotiva. Non ho fatto niente di male". Luciano Spalletti commenta così la sua espulsione dopo il gol segnato da Brozovic nel finale ad alta tensione di Sampdoria-Inter. Dopo la rete decisiva, l'allenatore nerazzurro si è sfogato con un'esultanza che però gli è costata l'allontanamento dalla panchina.

 

Poco male, perché la seconda vittoria consecutiva arrivata nei minuti di recupero dimostra che l'Inter è sulla buona strada e Spalletti è soddisfatto: "La squadra aveva evidenziato carattere nella gara precedente (con il Tottenham, n.d.r.) e lo ha fatto anche stasera rimanendo sempre in partita e lottando, anche con qualche rischio. Ma siamo l’Inter e dobbiamo giocare fino alla vittoria", dice a Dazn. Poi a SkySport aggiunge: "Brozovic? La squadra tutta ha fatto una grande partita. Non siamo mai stati lì a lesinare, siamo andati forti e dritto per fare gol. La mentalità è quella corretta, ho visto grande carattere e grande spirito".

ferrero

 

VAR — Non è un periodo fortunato con la Var per l'Inter. Dopo le polemiche per il mancato utilizzo dell'aiuto tecnologico in occasione del fallo di mano di Dimarco nella partita con il Parma, stasera la Var ha corretto due decisioni dell'arbitro: ha annullato i gol di Nainggolan e Asamoah. "Sono a favore della Var - chiarisce Spalletti - poi gli episodi non li commento. Chiaro che poi (arbitri e assistenti, n.d.r.) devono decidere in frazioni di secondo: a volte c’è l’interpretazione, a volte c’è quello che gli sta sulle scatole come tutti e si reagisce anche così (ride, n.d.r.). Meglio accettare quello che si vede sul campo. Se un episodio era a favore era giusto darlo a favore. Che ti dia un vantaggio o uno svantaggio si accetta e via".

 

3. FERRERO

ferrero

Da www.mediagol.it

 

Amareggiato il patron Massimo Ferrero, che al termine del match, ha così commentato la vittoria dei nerazzurri: “Mi rode. Ma guarda cosa succede, proprio alla fine, di una partita giocata così bene da parte della Sampdoria. Era un pareggio perfetto”

 

“Volete sapere cosa mi fa pensare questo risultato? Contro il club la ragion non vale – ha proseguito il presidente dei blucerchiati -. Un gran peccato, dispiace perdere così perché avevamo fatto una grande partita, soprattutto nel primo tempo loro non erano esistiti. A conti fatti li avevamo sovrastati, non gli avevamo concesso nemmeno un’occasione da rete. Nessun rimpianto però. Questa serata me la sarei portata dentro per parecchio tempo se avessi incassato una sconfitta del genere da una squadra di un altro livello. L’Inter rimane una grande squadra e noi abbiamo tenuto testa a loro, ribattendo colpo sul colpo. Fino alla fine, fino a quel colpo di culo – ha concluso il numero uno del club di Genova –“.

massimo ferrero (1)

 

ferrero

 

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