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SUI MIGRANTI L’EUROPA LANCIA UN SALVAGENTE A GIORGIA – IL CONSIGLIO EUROPEO DA' IL VIA LIBERA A TRE PROVVEDIMENTI CHE INTRODUCONO UNA STRETTA SULL’IMMIGRAZIONE IRREGOLARE, RIDISEGNANO IL SISTEMA COMUNE SUI RIMPATRI, APRONO AGLI HUB PER LE ESPULSIONI, E INTRODUCONO IL PRIMO ELENCO EUROPEO DI PAESI DI ORIGINE SICURI (COMPRESI EGITTO E TUNISIA) – PIANTEDOSI ESULTA: “È LA SVOLTA CHE L’ITALIA CHIEDEVA DA TEMPO”. MA I CENTRI IN ALBANIA VOLUTI A CARO PREZZO DALLA MELONI RISCHIANO DI RIMANERE VUOTI. RESTA IRRISOLTO I NODI SUL TRATTENIMENTO AUTOMATICO DEI MIGRANTI E DEL TRASFERIMENTO NEI PAESI SICURI: È PREVEDIBILE UN ALTO NUMERO DI CONTENZIOSI LEGALI…

1 - MIGRANTI, LA STRETTA DELL’EUROPA PRIMO SÌ AGLI HUB IN PAESI TERZI PIANTEDOSI: ALBANIA, UN MODELLO

Estratto dell’articolo di Francesca Basso per il “Corriere della Sera”

 

migranti

[…]  Gli Stati Ue hanno dato il via libera a tre provvedimenti legislativi che introducono una stretta sull’immigrazione irregolare e che ridisegnano il sistema comune sui rimpatri, aprendo agli hub per le espulsioni, rivedono il concetto di Paese terzo sicuro e introducono il primo elenco a livello Ue di Paesi di origine sicuri.

 

Esulta l’Italia che vede un riconoscimento al suo modello Albania. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato che «gli Stati membri potranno applicare procedure accelerate di frontiera, come previsto dal protocollo Italia-Albania, e i ricorsi non avranno più effetto sospensivo automatico». Per Piantedosi è «la svolta che l’Italia chiedeva da tempo» e Roma «ha giocato un ruolo importante».

 

migranti ammanettati arrivano in albania

Esulta la Danimarca, che ha fatto della lotta all’immigrazione irregolare una delle priorità della sua presidenza di turno dell’Ue. […]

 

Tutti i testi dovranno ora essere negoziati con il Parlamento europeo, ma intanto il Consiglio è riuscito a trovare un’intesa in tempi record, mettendo d’accordo anche Paesi contrari al nuovo Patto per la migrazione, come la Polonia.

 

Il fondo di solidarietà

Le capitali si sono anche accordate sul fondo di solidarietà per il 2026 previsto dal nuovo Patto per la migrazione, che prevede il ricollocamento dei richiedenti asilo oppure un contributo economico o misure alternative. L’intesa è stata raggiunta su 21 mila ricollocamenti che possono anche diventare contributi equivalenti pari a 420 milioni di euro per i Paesi sotto pressione: Italia, Grecia, Cipro e Spagna.

IL DECRETO LEGGE SUI PAESI SICURI - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

 

La scelta della forma di solidarietà spetterà ai singoli governi. Francia, Germania e altri Paesi potranno godere di riduzioni degli obblighi se colpiti da pressioni migratorie cumulative negli anni precedenti.

 

Piantedosi ha ricordato la decisione condivisa con la Germania di sospendere il Regolamento di Dublino fino all’entrata in vigore del nuovo Patto nel giugno prossimo, che consentirà di superare «definitivamente le critiche» rivolte a Roma.

 

I rimpatri accelerati

Nel dettaglio, il regolamento sui rimpatri accelera e semplifica le procedure per chi risiede irregolarmente nell’Ue e ha l’obiettivo di rendere le decisioni effettive (attualmente solo una persona su cinque di quelle che risiede illegalmente nell’Ue con decisione di rimpatrio viene effettivamente espulsa).

 

centro migranti DI GJADER IN ALBANIA

Vengono stabilite le condizioni per la creazione degli hub di rimpatrio, ovvero le «soluzioni innovative» richieste dai leader Ue. Critica solo la Spagna. Possono essere conclusi accordi solo con un Paese terzo in cui siano rispettati gli standard internazionali sui diritti umani e i principi del diritto internazionale, incluso quello di non respingimento. […]

 

Paesi sicuri

Le nuove regole permetteranno di dichiarare inammissibili le domande d’asilo in tre casi: transito nel Paese terzo sicuro, accordo formale con un Paese sicuro o presenza di una «connessione», che però non sarà più requisito obbligatorio. Decade il diritto automatico a rimanere nell’Ue durante i ricorsi, pur restando la possibilità di chiedere una sospensiva al giudice.

 

Per la prima volta viene definita una lista Ue di Paesi sicuri di origine: Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia, oltre ai Paesi candidati all’adesione, salvo eccezioni legate a conflitti o violazioni sistemiche dei diritti fondamentali.

 

2 - MA LE STRUTTURE IN ALBANIA NON POTRANNO ESSERE USATE PER CHI È SALVATO IN MARE

Estratto dell’articolo di Alessandra Ziniti per “la Repubblica”

 

il giurista Gianfranco Schiavone

[…] Qual è la differenza tra Paese d'origine sicuro e Paese terzo sicuro?

«Una differenza sostanziale - spiega il giurista Gianfranco Schiavone -. Il Paese d'origine sicuro fa riferimento alla condizione dello stato di provenienza del migrante, la cui domanda potrà essere processata con una procedura accelerata di frontiera, cioè con garanzie inferiori, tranne in casi personali particolari che però dovranno essere dimostrati dal migrante».

 

E invece il Paese terzo sicuro?

«È uno Stato, ad esempio da cui transita il migrante che arriva in Europa, che d'ora in avanti assumerà la competenza dell'esame della richiesta d'asilo che verrà invece dichiarata inammissibile in Europa. Con questo escamotage gli Stati europei di fatto trasferiscono ad altri Paesi con cui devono stringere accordi la responsabilità di esaminare le richieste d'asilo.

 

MIGRANTI TRASFERITI IN ALBANIA

Il Paese terzo sicuro deve rispettare la Convenzione di Ginevra, dunque essere in grado di esaminare le richieste e offrire protezione ai rifugiati».

 

Ci sono dubbi sulla legittimità di questo trasferimento?

«Moltissimi. Nessun Paese che aderisce alla Convenzione di Ginevra (come l'Italia) è legittimato a dismettere l'obbligo di esaminare le richieste di asilo, tranne se si trova in una situazione di temporanea e oggettiva difficoltà. In sostanza si vendono le persone ad un altro Paese».

 

Le nuove norme consentiranno al governo di riaprire i centri in Albania ai richiedenti asilo?

edi rama e giorgia meloni vertice intergovernativo italia albania villa pamphilij roma

«Il voto di ieri sui return hub – spiega ancora Schiavone – non ha nulla a che vedere con i centri in Albania. Apparentemente si riapre la possibilità di far funzionare quel centro ma la redazione di una lista di Paesi sicuri europea non risolve nulla se non in linea con i criteri giuridici che li definiscono e che restano immutati.

 

 Come resta irrisolto il nodo sul diritto alla difesa dei migranti e quello del trattenimento automatico che invece deve essere l'estrema ratio. È prevedibile un alto numero di contenziosi».

 

Il migrante che fa ricorso contro il diniego all'asilo può essere rimpatriato?

migranti ALBANIA

«La sospensiva del rimpatrio non è più automatica ma dovrà decidere sempre un giudice. Se la persona nel frattempo viene portata via è illegittimo».—

migranti a lampedusaMEME GIORGIA MELONI MATTEO SALVINILA QUESTIONE MIGRANTI IN ALBANIA SPIEGATA DA NATANGELO

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