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ANCHE I PATRIOTI SI SONO ACCORTI CHE TRUMP DISPREZZA E INSULTA I SUOI ALLEATI – DOPO CHE GIORGIA MELONI HA DEFINITO “INACCETTABILI” LE PAROLE DI TRUMP SULLE TRUPPE NATO IN AFGHANISTAN “SEMPRE NELLE RETROVIE”, GUIDO CROSETTO HA SPEDITO UNA LETTERA DI PROTESTE FORMALI AL CAPO DEL PENTAGONO, PETE HEGSETH. E IL SEGRETARIO DELL’ALLEANZA ATLANTICA, MARK RUTTE, HA CHIAMATO IL MINISTRO, RICONOSCENDO IL RUOLO DELL’ITALIA “SEMPRE IN PRIMA LINEA” – L’INDIGNAZIONE A SCOPPIO RITARDATO DI IGNAZIO LA RUSSA, CHE ERA A CAPO DELLA DIFESA DAL 2008 AL 2011: “I NOSTRI MILITARI NON ERANO IMBOSCATI A KABUL. CHI LO DICE SA DI MENTIRE” – INTANTO DALLA CASA BIANCA NON SONO ARRIVATE ANCORA LE SCUSE...

1 - LITE SULLA NATO, PROTESTA SCRITTA DI CROSETTO AL PENTAGONO

Estratto dell’articolo di S. Can. per il “Corriere della Sera”

 

GUIDO CROSETTO ALLA CAMERA - FOTO LAPRESSE

Una lettera di proteste formali al suo omologo americano, Pete Hegseth. E poi un colloquio telefonico con il segretario generale della Nato Mark Rutte. Continua così la battaglia «per la verità e l’onore» di Guido Crosetto. L’antefatto: Donald Trump nei giorni scorsi ha detto che in Afghanistan i soldati dei Paesi alleati «erano nelle retrovie».

 

Le parole del presidente americano, spia di un malessere della Casa Bianca verso l’Alleanza atlantica, sono andate di traverso alla premier Giorgia Meloni. Che pubblicamente le ha censurate, ricordando le vittime italiane (53) per la causa, e definendole «inaccettabili».

 

donald trump e pete hegseth - gabinetto alla casa bianca

[...]  è stata resa nota la telefonata che Crosetto ha ricevuto da Rutte. Pronto a riconoscere «il merito dei Paesi alleati che hanno partecipato alle missioni in Afghanistan». Non solo.

 

Al ministro della Difesa è stato anche sottolineato il ruolo dell’Italia, «da sempre fedele membro dell’Alleanza» e soprattutto «in prima linea». La conversazione è stata anche l’occasione, per Rutte, per ribadire la presenza, non secondaria, dell’Italia nel fianco Est.

SOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTAN

 

[...] Insomma, in attesa di scuse formali da parte dell’America, Rutte ha indossato il casco blu. «La libertà e la sicurezza del miliardo di cittadini della Nato dipendono dal servizio e dal sacrificio degli uomini e delle donne delle nostre forze armate, ai quali siamo profondamente grati», ha spiegato Rutte.

 

Dalla Difesa fanno anche un altro ragionamento, al di là della polemica: «Che la Nato debba cambiare e che Roma debba investire di più con i partner europei l’abbiamo sempre detto». Crosetto ha inviato anche una lettera al Pentagono. Destinatario: il segretario alla Difesa Pete Hegseth.

 

2 - IGNAZIO LA RUSSA - LA RUSSA "I NOSTRI MILITARI NON ERANO IMBOSCATI A KABUL CHI LO DICE SA DI MENTIRE"

Estratto dell’articolo di Francesco Bei per “la Repubblica”

 

ignazio la russa tra i militari italiani

Ignazio La Russa è stato il ministro della Difesa del governo Berlusconi dal 2008 al 2011.

«Purtroppo — esordisce il presidente del Senato — sono stato a via XX Settembre proprio nel periodo di maggiore recrudescenza delle attività terroristiche e quindi del maggior numero di morti».

 

Era stato lei a decidere un aumento del contingente italiano?

«Il Parlamento e il governo avevano stabilito di aumentare il contingente, sì. E comunque sulle mie spalle sono passate più di trenta bare di soldati, che sono andato uno a uno a prendere agli aeroporti quando tornavano. È stato un peso non indifferente, le devo dire, la cosa più dolorosa di tutto il periodo in cui ho fatto il ministro della Difesa».

 

tilman fertitta giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani matteo salvini

Trump ha sostenuto che i soldati alleati stavano al riparo nelle retrovie. Come sono andate le cose?

«Non ho letto bene quello che ha detto Trump. Posso solo dire, a prescindere da quello che ha detto il presidente degli Stati Uniti, che conosco bene il modo con cui i nostri soldati si sono impegnati in Afghanistan».

 

Cosa facevano? In che condizioni operavano?

«Le faccio un esempio. Una volta andai a trovare il contingente in un avamposto a Bala Murghab, piccolissimo e circondato da alture.

C'era un gabbiotto di cemento armato dove dovevano infilarsi, perché dalle montagne continuavano a piovere razzi: quel gabbiotto era l'unico posto sicuro finché non cessava l'allarme. Era talmente pericoloso che stavano lì solo 2 o 3 settimane e poi ruotavano».

 

[...]

 

DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

Invece Trump li fa passare per altro…

«Il concetto che sta dietro quelle parole, per come l'abbiamo interpretato, è che erano degli imboscati. Invece il loro desiderio era di fare persino di più di quello che veniva loro richiesto».

 

Il rapporto con i reparti Usa com'era?

«I nostri lavoravano in stretta sinergia con gli americani, tutto quello che hanno fatto loro lo abbiamo fatto noi. E i comandanti americani mi hanno sempre fatto i complimenti per come si impegnavano».

 

Quindi erano anche missioni di combattimento, non di retrovia.

«I nostri la consideravano una missione contro il terrorismo e quindi di pace. Anche se mi torna in mente un particolare…».

 

Quale?

SOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTAN

«Io sono arrivato dopo un ottimo ministro della Difesa, Arturo Parisi, che però faceva parte di un governo di sinistra, che di fatto aveva dipinto la nostra missione come una gita di boy-scout che distribuivano acqua minerale ai bambini».

 

[...].

 

Gli Usa all'epoca lo riconoscevano?

«Sì e la riprova di quello che ti dico, obiettiva, viene da una fonte americana, rivelata da Wikileaks. In un cablo riservato, indirizzato al segretario alla Difesa, si legge che "la missione ISAF rimane una priorità italiana di massimo livello"».

tilman fertitta giorgia meloni ignazio la russa indipendence day villa taverna

 

E quindi cosa ne ricava da tutto questo?

«Che è un'enorme bugia che qualcuno possa solo immaginare che gli italiani rimasero lontano dal fronte».

 

Nel comunicato con cui Giorgia Meloni critica Trump c'è scritto che la condizione fondamentale per garantire la solidarietà alla base della Nato è il rispetto tra alleati. A questo punto l'articolo 5 traballa?

«Sono d'accordo con lei, ma naturalmente quella di Giorgia è un'ipotesi di scuola, fatta proprio per pretendere il rispetto, non per mettere in discussione la Nato».

 

Prima la presa di distanza sulla Groenlandia, ora questa sull'Afghanistan. Anche Meloni si sta allontanando da Trump?

«No, Trump è il presidente eletto e siamo convinti dell'indissolubilità dell'alleanza. Io credo che Giorgia stia facendo un'operazione di equilibrio che solo i grandi statisti riescono a compiere, quella di non fare un passo indietro quando bisogna mettere dei punti fermi — come sull'Afghanistan — e nello stesso tempo essere sempre un ponte tra l'Europa e gli Stati Uniti di Trump, o di chiunque altro».

ignazio la russa giorgia meloni giorgia meloni donald trump

SOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTANSOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTAN

 

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