giuseppe guzzetti carlo messina

TUTTI IN PIEDI, PARLA GIUSEPPE GUZZETTI – IL GRANDE VECCHIO, IN DUPLEX CON BAZOLI, DEL SISTEMA BANCARIO ITALIANO CONFERMA DI ESSERE A 89 ANNI L’ULTIMO DEMOCRISTIANO DI ALTO LIVELLO E UN POLITICO SCALTRISSIMO QUANDO FA PRESENTE: “SE INTESA SANPAOLO È DIVENTATA UNA FRA LE PRIME BANCHE D’EUROPA E CARLO MESSINA PER SEI ANNI È STATO PREMIATO COME MIGLIOR AD DI BANCA DEL VECCHIO CONTINENTE, ALLORA SIGNIFICA CHE NOI AZIONISTI ABBIAMO SCELTO BENE” (COME CANTA VASCO ROSSI: ‘’SIAMO SOLO NOI…’’)

Giulio Gambino per “TPI – The Post Internazionale”

 

GUZZETTI

Se Intesa Sanpaolo si è imposta come una delle più importanti banche in Europa, è anche perché i suoi azionisti di maggioranza, ovvero le fondazioni bancarie, hanno fin qui saputo individuare un management di qualità e non si sono mai intromessi nella gestione.

 

Lo dice in questo colloquio con TPI – prima parte di un’ampia intervista al nostro giornale che pubblicheremo nelle prossime settimane – Giuseppe Guzzetti, a lungo presidente della Fondazione Cariplo, che con il suo 5,2% detiene tutt’ora il secondo pacchetto di azioni dell’istituto di credito concepito sull’asse Torino-Milano.

 

CARLO MESSINA GIUSEPPE GUZZETTI

Guzzetti, 89 anni, comasco, già presidente della Regione Lombardia con la Democrazia Cristiana tra il 1979 e il 1987, ha retto il timone di Fondazione Cariplo per quasi mezzo secolo, dal 1997 al 2019, e per ben diciannove anni, dal 2000 al 2019, ha presieduto anche l’Acri, l’associazione delle fondazioni e delle casse di risparmio.

 

È sotto la sua presidenza che si è completata, nel 1997, la cessione di Cariplo al Banco Ambroveneto guidato da Giovanni Bazoli: da quell’operazione nacque Banca Intesa, che nove anni dopo si sarebbe fusa con il Gruppo Sanpaolo.

 

gian maria gros pietro carlo messina giovanni bazoli

Guzzetti è stato uno dei più importanti banchieri filantropi della storia d’Italia: sotto la sua gestione la Fondazione Cariplo ha finanziato circa 30mila progetti nei campi del sociale, dell’arte, della cultura, dell’ambiente, della ricerca scientifica, per un totale di circa 3 miliardi di euro investiti a fondo perduto. Ed è proprio questo il secondo tasto su cui batte l’ex presidente in questa chiacchierata. Ovvero: è proprio grazie all’esperienza convogliata dalle fondazioni che Intesa Sanpaolo oggi è così attiva sul fronte degli stanziamenti al sociale.

 

SERGIO MATTARELLA E GIUSEPPE GUZZETTI

Guzzetti, quale contributo ideale e culturale ha portato Cariplo in Intesa?

«Direi due contributi. Il primo: la Fondazione Cariplo, insieme ad altre quattro fondazioni (la Compagnia Sanpaolo di Torino, la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, la Cassa di Risparmio di Firenze e la Cassa di Risparmio di Bologna, ndr) in questi anni ha esercitato il proprio ruolo di azionista senza mai interferire nella gestione.

 

BAZOLI GUZZETTI

Quando c’è stato da rinnovare il consiglio d’amministrazione, cioè, queste cinque fondazioni hanno sempre presentato una propria lista di maggioranza, contrapposta a quella di minoranza presentata da Assogestioni, ma, una volta che il Cda era nominato, e con esso il presidente e l’amministratore delegato, le fondazioni non hanno mai interferito con l’attività del management».

 

Questo atteggiamento che effetto ha avuto sulla gestione della banca?

«Ha senz’altro consentito all’amministratore delegato di poter lavorare in tranquillità. Se Intesa Sanpaolo è diventata una fra le prime banche d’Europa e Carlo Messina (a.d. dal 2013, ndr) per sei anni è stato premiato come miglior a.d. di banca del Vecchio Continente, allora significa che noi azionisti abbiamo scelto bene».

 

carlo messina

E il secondo contributo portato da Cariplo?

«Qualche settimana fa Messina ha annunciato che Intesa Sanpaolo destinerà 1,5 miliardi di euro al sociale nei prossimi cinque anni. Significa 300 milioni di euro all’anno. Lo stesso Messina ha sottolineato molto chiaramente che la sensibilità e l’attenzione della banca per la parte sociale deriva anche dai valori propri delle fondazioni. Le fondazioni hanno dato una grande spinta a qualificare l’azione sociale della banca».

 

E in particolare di Fondazione Cariplo?

francesco profumo giuseppe guzzetti

«Quando Fondazione Cariplo ha ceduto Cariplo al Banco Ambrosiano Veneto, si è incontrata con le sensibilità del Nuovo Banco Ambrosiano, che aveva in sé una forte cultura del sociale. Quella cultura si è ancor più rafforzata ed estesa con la gestione dell’amministratore delegato Carlo Messina. Ma, andando più indietro nel tempo, ricordo che sotto la presidenza di Giordano Dell’Amore, Cariplo sostenne la ricostruzione nel secondo dopoguerra in tutta la Lombardia, finanziando la formazione professionale ma anche il sociale, con la costruzione di numerosi ospedali in tutta la regione».

 

GUZZETTI

Perché una grande banca che fa miliardi di profitti investe a fondo perduto nel sociale?

«Perché questo coincide con la visione dei suoi azionisti. Intesa Sanpaolo può impegnarsi nel sociale perché sa che gli azionisti che oggi rappresentano la maggioranza del suo capitale sociale non solleverebbero mai questioni, se una parte importante dei dividendi fosse destinata, come poi è stato, al sociale. Non dimentichiamoci che quegli 1,5 miliardi di euro di cui ha parlato Messina sono, di fatto, risorse sottratte agli azionisti. Ma evidentemente questi azionisti sono ben contenti se i finanziamenti elargiti dalla banca al sociale migliorano la qualità della vita delle nostre comunità».

 

Quali altre banche in Italia hanno una così spiccata attenzione al sociale?

Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ad, e Giovanni Bazoli, presidente onorario

«Ci sono banche che hanno costituito fondazioni dotate di capitale sociale relativamente modesto, ma nessuna raggiunge la mole di finanziamenti di Intesa Sanpaolo».

 

Chiudiamo con una battuta sugli ambienti della finanza italiani. Esiste ancora la distinzione tra finanza cattolica e finanza laica?

«Guardi, io questa distinzione l’ho sempre ritenuta una stupidaggine. Che importanza ha se, per esempio, Guzzetti e Bazzoli sono o non sono cattolici? Quel che conta è solo che, nel fare finanza, si abbia come obiettivo la correttezza nella gestione. Ed eventualmente anche la sensibilità al sociale. Ma quel che importa, per una banca, è solo se ben amministrata o no».

giuseppe guzzettila torre gioia 22 di intesa sanpaolo a milano GIOVANNI FOSTI GIUSEPPE GUZZETTI

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?