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DA BRAVI LATINI, SIETE ABITUATI A CENARE TARDI? MALE! È ARRIVATO IL MOMENTO DI CAMBIARE ABITUDINE - SECONDO LA JOHNS HOPKINS UNIVERSITY, MANGIARE POCO PRIMA DI ANDARE A LETTO AUMENTA I LIVELLI DI ZUCCHERO NEL SANGUE, ESPONENDOCI A UN RISCHIO MAGGIORE DI SOVRAPPESO E OBESITÀ - LE PERSONE BRUCIANO IL 10% IN MENO DI GRASSO DURANTE LA NOTTE SE MANGIANO ALLE 22 RISPETTO A QUELLE CHE CONSUMANO IL PASTO ALLE 18…

DAGONEWS

 

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Siete abituati a cenare tardi? Male, è arrivato il momento di cambiare abitudine. Secondo uno studio della Johns Hopkins University, mangiare poco prima di andare a letto aumenta i livelli di zucchero nel sangue, esponendoci a un rischio maggiore di sovrappeso e obesità.

 

Le persone bruciano il dieci per cento in meno di grasso durante la notte se mangiano alle 22 rispetto a quelle che consumano il pasto serale alle 18. I ricercatori hanno studiato 20 volontari sani, dieci uomini e dieci donne, per vedere come l'ora della cena influenza la digestione durante la notte. Tutti i volontari sono andati a letto alle 23 e il metabolismo del loro corpo è stato tenuto sotto controllo durante la notte con prelievi di sangue effettuati ogni ora mentre veniva osservato anche il tasso di combustione dei grassi.

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Dai risultati è emerso che i livelli di zucchero nel sangue erano più alti e la quantità di grasso ingerito bruciata era più bassa se una persona cenava solo un'ora prima di andare a letto.

 

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L'autore dello studio, il dottor Chenjuan Gu, ha dichiarato: «In media, il picco di glucosio dopo la cena è stato di circa il 18% superiore e la quantità di grasso bruciato durante la notte è diminuita di circa il 10% rispetto a chi ha consumato la cena in anticipo».  Jonathan Jun, un altro autore dello studio di Johns Hopkins, ha aggiunto: «Questa ricerca getta nuova luce su come mangiare a tarda sera peggiora la tolleranza al glucosio e riduce la quantità di grasso bruciato. L'effetto del mangiare tardi varia notevolmente tra le persone e dipende dall’ora in cui si va a letto. Ciò dimostra che alcune persone potrebbero essere più vulnerabili con conseguenze come il diabete o l'obesità».

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