LA STAMPA ITALIANA? UN BACIO, UNA CAREZZA E LA MANFRINA VA...

Editoriale di Umberti Brunetti, direttore di "Prima Comunicazione" (www.primaonline.it).

Ma non vi sembra eccessivo questo eccitato esibizionismo dei giornalisti?
Sembrano i giovani americani del Sessanta, quelli celebrati da Jack Kerouac in "Sulla strada" che fumati e ubriachi persi cantavano: "Voglio vivere così, col sole in fronte e felice canto beatamente!".

Ecco, i giornalisti italiani sembrano fumati e ubriachi come quelli là, perché è come se di colpo si fossero accorti di essere vivi, e si salutano con grande frastuono. Che, chissenefrega, ognuno si saluta come gli pare e piace solo che lo fanno di fronte ai lettori di Sette, di Panorama, perfino del Corriere della Sera e del Foglio (tutti insieme sono sui nove milioni) che guardano allibiti quel gruppo esagitato di giornalisti che racconta fatti assolutamente misteriosi e riferisce considerazioni assolutamente incomprensibili per loro che, invece, sono interessati soprattutto alle tariffe delle assicurazioni e a mettere insieme qualche informazione sicura sulla carne che possono mangiare.

Sentite qua che manfrina: Cesare Lanza (Panorama) intervista Pietro Calabrese che rilancia Capital dove nel primo numero oltre a un'intervista a Paola Ferrari, moglie di Marco De Benedetti, della famiglia dei proprietari dell¹Espresso, c'è un ritratto affrescato da Giancarlo Perna su Maria Latella (Io Donna) e Maria Laura Rodotà della Stampa, quotidiano della Fiat di cui è stato direttore Carlo Rossella che ora come direttore di Panorama ha fatto fare un'intervista a Mario Pirani, editorialista di Repubblica, che viene maltrattato da Amica della Rcs Editori per mano ancora di Giancarlo Perna che lavora per Il Giornale dove il vice direttore è Paolo Guzzanti, grande sostenitore di Silvio Berlusconi mentre Ernesto Galli della Loggia lo è ma nei modi raffinati dell'intellettualità resa possibile dal Corriere della Sera per cui lavora, quotidiano guidato da Ferruccio de Bortoli ma anche da quel Paolo Mieli, che oltre ad aver diretto La Stampa è oggi direttore editoriale del gruppo Rcs Editori, sicché con Carlo Rossella ma anche con Giuliano Ferrara del Foglio....

Si potrebbe andare avanti per pagine e pagine nel rifare la cronaca dei baci e delle carezze oppure dei bronci, dei musi ma anche delle sassate e delle coltellate tra i protagonisti della società dell'informazione italiana impegnati a esaltarsi e a sputtanarsi di fronte a una platea di lettori francamente frastornati. Proprio non si capisce, infatti, quale interesse possano avere i 2 milioni e mezzo di lettori di Sette del 5 aprile per Biagi che parla di Montanelli, Agostino Gramigna che parla di giornalisti dandy e giornalisti anticonformisti, per la confessione di Claudio Rinaldi, ex direttore dell¹Espresso, di Ruggero Guarini che interviene (me cojoni!) sul dibattito di Sette (me ricojoni!) nato dal libro di Montefoschi sulla presa della Bastiglia (cazzo!).

E poi c'è un pirlotto come Tiberio Timperi che non avendo niente di meglio da fare dice: "Adesso do i voti ai giornalisti star", Claudio Petruccioli, ex direttore dell'Unità, che parla di Alessandro Natta, segretario del Pci dall'84 all'88...
Copyright "Prima Comunicazione"

(Dagospia.com 24-04-2001)