TUTTI I RETROSCENA SULLA "BENEMERITA" NOMINA DEL GEN. GOTTARDO
IL MINISTRO DELLA DIFESA ANTONIO MARTINO E IL COMANDO GENERALE
DELL'ARMA DICHIARANO GUERRA AL MINISTRO DELL'INTERNO BEPPE PISANU

"La nomina del carabiniere Generale di Corpo d'Armata Gottardo a Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri è stato salutato da uno che "se ne intende", quale è Francesco Cossiga, primo Appuntato d'Onore dell'Arma e noto "amico" della stessa, come un "fatto storico".
A noi consta invece che un "fatto storico" è, ma nel senso che segna la violenta ripresa delle "ostilità" del Ministero della Difesa e del Comando Generale dell'Arma contro il Ministero dell'Interno ed in particolare il Dipartimento di Pubblica Sicurezza e la Polizia di Stato.

Dal tempo infatti dei Comandanti Generali gen. Federici, gen. Siracusano ed in ultimo gen. Bellini, era iniziata una politica di collaborazione tra Viale Romania, sede dell'Arma, ed il Viminale ed avevano cominciato a trovare applicazione le norme che fanno del Ministro dell'Interno l'autorità nazionale di pubblica sicurezza e sanciscono la dipendenza funzionale da lui dell'Arma stessa per quanto attiene l'esercizio delle attribuzioni della stessa, - che "ricoprono" secondo accertamenti fatti dallo stesso Comando Generale dell'Arma ben il novantacinque per cento dell'attività della "Benemerita" -, dipendenza funzionale da cui sempre l'Arma, "polizia del Re", ha tentato, se non nominalmente almeno nei fatti, di sottrarsi, specie quando al Viminale vi era un ministro "non simpatico".

Un periodo felice, a quanto dicono i vecchi carabinieri, fu quello in cui Ministro dell'Interno fu Francesco Cossiga, notoriamente "amico dell'Arma", anche per essere stato l'unico Sottosegretario di Stato per la Difesa ad aver avuto la delega per l'Arma e che, delegato congiuntamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dal Ministro della Difesa, dal Ministro dell'Interno e dal Ministro della Giustizia condusse una inchiesta interna, - se pur in collegamento con l'apposita Commissione Parlamentare -, in relazione alla "bufala", forse montata dal KGB, dei "fatti del giugno-luglio 1964", e cioè di un supposto tentativo di colpo di Stato da parte del Gen. De Lorenzo, su mandato di Antonio Segni, allora presidente delle Repubblica.

Fu il duo Alessi-Cossiga (il sen. Alessi era il presidente della Commissione Parlamentare), che evitò per un pelo lo scioglimento dell'Arma! Periodo infelice fu invece quello del Ministro dell'Interno Virginio Rognoni, che anche per suggestione dei comunisti, suoi specialissimi sostenitori (furono essi che lo salvarono dal coinvolgimento nel "caso Donat Cattin" di cui era il primo responsabile e nel quale abbandonò il suo presidente del consiglio Cossiga!) e del suo Capo della Polizia Coronas, avrebbe lasciato sempre in disparte l'Arma dei Carabinieri se non fosse stato per un altro "fan" della Benemerita, Giulio Andreotti.

I retroscena noti della nomina del gen. Gottardo, peraltro professionalmente eccellente ufficiale generale, sono i seguenti. Una parte dell'Arma e lo Stato Maggiore della Difesa volevano quale Comandante Generale il brillante Ten.Gen. Boriero, dell'Esercito, anche per proseguire nell'opera di "distinzione" delle Forze Armate dall'Arma, che avrebbe dovuto avere come passo significativo la limitazione della partecipazione dei Carabinieri alle "missioni fuori area" e la costituzione di un corpo autonomo di polizia militare.

Durante la visita del Presidente della Camera Casini in Iraq, i carabinieri- al cui invio colà lo Stato Maggiore della Difesa si era ferocemente opposto - furono "tenuti fuori", con gravi pericoli per la sicurezza dello stesso! Ma alla candidatura del Gen. Boriero, appoggiata dal Prefetto Gen. Mori, Direttore del SISDE, anche lui bollato dagli ambienti "militaristi" dell'Arma quale "traditore collaborazionista" con il Viminale, fu "bruciata" dall'intempestivo appoggio datogli a nome dei DS dall'On. Minniti, grande estimatore e "supporter" dell'Arma, come il suo leader D'Alema.



Un'altra parte dell'Arma puntava sulla riconferma del Gen.Bellini, in attesa che arrivasse ai vertici dell'Arma la nuova generazione dei generali dell'Arma, da Toscano a Piccirillo, tra cui poi scegliere la prossima volta il Comandante Generale. Candidato del Presidente del Consiglio dei Ministri su designazione del suo consigliere particolare gen. Savino, "trombato" dagli attacchi della stampa, era il Gen. Vallino.

Con un colpo da maestro Antonio Martino, feroce avversario del Viminale, e la cui "politica" è quella di vanificare nei fatti la legge che ha dato rango di forza armata all'Arma dei Carabinieri, rendendola di fatto autonoma, e di fare dell'Arma stessa una "forza militare di polizia" che agisca indipendentemente dal Ministero dell'Interno, ha nominato Comandante Generale dell'Arma il Gen. Gottardo, da sempre fiero avversario di ogni collaborazione reale con le altre forze di polizia sotto la dipendenza funzionale dal Ministro dell'Interno e che si era già fermamente opposto alla legge di riforma "D'Alema-Bruti", anche per le sue chiare ed dichiarate simpatie di destra ( suo grande sostenitore è stato ed è il generale dei carabinieri Gasparri, fratello del ministro Gasparri, di AN, il primo a tesserne le lodi qualche minuto dopo la sua nomina.

Il Gen. Gottardo, eccellente ufficiale ed uomo di grande probità, è soprannominato dai suoi nemici, non pochi, "Sor Tentenna" (secondo un brillante generale dei Carabinieri, "indeciso perfino nell'indecisione") ed anche "L'insabbiatore": ma non è così! Egli è un uomo deciso e dal polso di ferro, specie nei confronti del Ministero dell'Interno, dei Prefetti e della Polizia di Stato. Ed è un uomo dal "polso di acciaio" con le stesso personale dell'Arma.

Si dice che nel Nord Italia, sotto la sua gestione si sia avuto il primo "sciopero collettivo dalla mensa" nella storia dell'Arma, cui avrebbero partecipato carabinieri, sottufficiale ed ufficiali! Ma questa sembra sia stata solo la "prima mossa vincente" del Ministro Martino. Alla nomina del Gen. Gottardo dovrebbe seguire la rimozione dall'ufficio di Capo di Stato Maggiore del Comando Generale del Gen. Piccirillo, "reo" di esser stato favorevole alla legge "D'Alema-Bruti" ed ancor più colpevole di "collaborazionismo" con il Ministero dell'Interno ed in particolare con il Ministro Pisanu, suo grande estimatore, come suo grande estimatore è notoriamente anche l'ex-capo dello Stato Cossiga: questa "infamante accusa" è oggi anche rimbalzata su un importante quotidiano del Nord.

Al suo posto dovrebbe essere nominato il "militarista" Gen. di Divisione CC Toscano, anche lui professionalmente di altissimo livello, legatissimo al Ministro Martino, di cui è consigliere legislativo. Fermo oppositore a suo tempo della legge "D'Alema-Bruti", uomo politicamente di destra e "anti-collaborazionista", e cioè "nemico giurato" del Ministero dell'Interno e della Polizia di Stato, si è finora distinto nel suo ruolo di oppositore alla "gestione Bellini-Piccirillo", seminando di ostacoli ogni percorso normativo ed amministrativo iniziato dal Ministro Pisano per realizzare una più unitaria politica della sicurezza.

Insomma la guerra è cominciata, ma non in Iraq, ma a Roma tra il Viminale e Via XX Settembre e domani forse anche tra il Viminale e Viale Romania! La lotta contro la criminalità organizzata ed il terrorismo interno ed internazionale può attendere! Il Governo Berlusconi ha altre cose cui pensare!"


Dagospia 30 Aprile 2004