LA MINA MARZULLO: DOPO LUCY, SE NE VA ANCHE FABRIZIO DEL BACIO
VENEZIANI IN GONDOLA: VOLEVO SANTORO MA L'ANNUNZIATA SI OPPOSE
CIUCCI SI CIUCCIA IL BINARIO - QUANDO GERONZI CONOSCE CRAGNOTTI (1988!)



1 - Isterico? De più. Fabrizio Del Noce non riesce a digerire la nomina a vice direttore di Rai1 di Gigi Marzullo. Pur essendo destinato (da Berlusconi) a prendere alloggio a New York, sede Rai Corporation, Fabrizio Del Bacio è fuori dalla grazia di dio. E quindi fa sapere che se martedì prossimo Kit Cat ribadirà la nomina del suo badante mondano, rassegnerà le dimissioni da direttore della rete ammiraglia. (Certo che il "caso" è davvero buffo: l'azienda televisiva di Stato che va a rotoli per la nomina del Marzullone: prima l'Annunziata, ora Del Noce).

2 - Casini e Follini han tirato le orecchiette al loro consigliere Giorgio Rumi: non doveva avallare la "porcata" delle nomine di Milano. Quindi, martedì prossimo, tutti prevedono che ci sarà uno stop al decisionismo di Kit Cat. In caso contrario, Rumi tornerà a leggere i giornali ai giardinetti di piazza Mazzini.

3 - Intanto Marcello Veneziani, consigliere di amministrazione Rai in quota An, che fa? Oggi su Libero e Il Tempo scodella una lettera al direttore per ribattere alle accuse di essere un servo della maggioranza governativa, quindi si leva un sassolino dal mocassino. E lo lancia verso la presidentessa dimissionaria accusandola di aver "soppresso" nientemeno che il di lei conterraneo Santoro.

"(.) Sui grandi temi (Lucia Annunziata) è stata sempre elusiva e inefficace, occupandosi solo di quel che appariva all'esterno. Sulle questioni spinose peggio. Vi faccio un esempio che a questo punto merita di essere pubblico: la scorsa estate c'erano le condizioni per far rientrare Santoro in Rai, io mi ero espresso a favore, c'era una possibile maggioranza per una delibera o una raccomandazione in questo senso.


Ma l'Annunziata non portò in consiglio la cosa. Io ero favorevole al suo rientro per tre ragioni: la prima, per rispettare il pluralismo e la professionalità, anche se faziosa, di Santoro; la seconda, perché lasciandolo fuori, non avevamo neutralizzato Santoro ma lo avevamo duplicato, perché ne avevamo uno fuori che contestava la Rai con un gran coro di supporto ed uno dentro, che faceva Ballarò; la terza, perché si può anche bilanciare la faziosità con altre di segno contrario, allargando così lo specchio delle voci.
Il servizio pubblico deve puntare all'imparzialità, ma laddove è impraticabile deve almeno accontentarsi di avere faziosità onestamente dichiarate e di opposta estrazione. Nella Rai "di destra", per esempio, non ho ancora conosciuto un conduttore che si definisca di destra. Curioso.".
(Ci scusi Veneziani: ma secondo lei Vespa, Socci, Belpietro, eccetera, sono militanti di Rifondazione Comunista?)



4 - Da L'Indipendente: Marco Staderini e Pietro Ciucci guideranno le Ferrovie dopo l'era Cimoli. Il colosso dei trasporti italiani sarà, infatti, condotto dal ticket Staderini presidente e Ciucci amministratore delegato. Staderini, uomo di provata fede del presidente della Camera Pier Ferdinando Casini e del presidente dell'Udc Marco Follini, ha già ricoperto cariche importanti in pubblico, come la breve permanenza nel Consiglio d'amministrazione della Rai. Proprio la sua decisione di schierarsi contro i "due samurai" Baldassarre e Albertoni mise in difficoltà il centrodestra, aprendo la strada alla presidenza Annunziata.

Per la poltrona più importante, però, quella di amministratore delegato, Forza Italia ha puntato su Pietro Ciucci, già amministratore delegato della Società Stretto di Messina spa. Ciucci e Staderini dovranno soprattutto decidere, e lo devono fare in tempi brevi, sul futuro di Trenitalia e su una possibile scissione della divisione Cargo che non piace ai sindacati. Secondo la precedente gestione, questa era l'unica soluzione per alleggerire Trenitalia dai forti debiti e dal peso di una scarsa produttività aziendale.

5 - Crac Cirio. Durante il recente interrogatorio, il Procuratore aggiunto Achille Toro e i suoi collaboratori nel porre le domande a Cesare Geronzi avrebbero fatto ampi riferimenti all'esistenza di rapporti tra l'attuale presidente di Capitalia e Cragnotti fin dal 1991. Mentre la difesa geronzina aveva dato i rapporti tra i due come quasi inesistenti. Chi ha ragione?

Nessuno dei due. Ecco la vera storia. Nel 1987 Raoul Gardini scala la Montedison e diventa il protagonista della chimica italiana. Al suo fianco il braccio destro della finanza è Sergio Cragnotti, già fedele esecutore in Brasile della famiglia Ferruzzi. Gardini presenta in quei giorni Cragnotti a Geronzi, leader della Cassa di Risparmio di Roma che sta acquistando dall'Iri il Banco di Santo Spirito.

Alla Cassa di Risparmio il capo dell'ufficio Borsa è Giovanni Cragnotti, fratello maggiore di Sergio. L'Enimont è la joint venture che Gardini ha creato con l'Eni nel 1987. Il presidente dell'Enimont è Lorenzo Necci, l'amministratore delegato è Sergio Cragnotti. I rapporti fra Geronzi e Sergio Cragnotti, dal 1988 in poi diventano praticamente quotidiani, tant'è che in quel periodo la Cassa di risparmio di Roma, trasformata in Banco di Santo Spirito, diventa uno dei principali operatori in titoli Enimont sulla borsa italiana: tutti gli ordini passano per le mani di Giovanni. E da quel momento gli affari fra i due fratelli e Geronzi si sviluppano in modo esponenziale.


Dagospia 06 Maggio 2004