TRASH-MINA GRUBER - TUTTI CONTRO LILLIPUT, L'EVITA PERON DEL TRICICLO - GASPARRI: "CALCARE DA SCROSTARE" - MIMUN: "ATTACCA IL TG1 PERCHE' NON HA OTTENUTO LA VICE-DIREZIONE" - FRANCO MARINI: "NOI POLITICI AL SUO SERVIZIO?" - FEDE: "E' PICCOLA, PICCOLA COSI
1 - GAS PER LILLI
Da Il Tempo - «Dobbiamo scrostare dalla Rai persone come Santoro e la Gruber, che sono come il calcare. Adesso è chiaro dove finiscono». Così il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, a Napoli, nel corso di una visita alla sezione di Ponticelli. Ed ecco come gli ha risposto Lilli Gruber, presente a Milano alla convention della lista «Uniti per l'Ulivo»: «Le parole del ministro? Pattume».
Lo scontro politico sulla Tv diventa più aspro in coincidenza con la partenza della campagna elettorale e la battaglia a distanza tra Gasparri e l'ex conduttrice del Tg1 si fa cruenta. «Santoro è stato punito due volte dall'Autorità per le comunicazioni, per aver violato le leggi - ha proseguito Gasparri - oggi c'è la conferma per tabulas che quando faceva il conduttore pensava a un ruolo politico. Del resto è stato multato per troppa faziosità».
Rivolgendosi a «chi ha condotto il Tg1 fino all'altro ieri», cioè la Gruber, Gasparri ha poi detto: «Dicano che non c'è nessuna discriminazione, o non avrebbe goduto di questa platea, che è l'unico motivo per cui gli elettori li riconoscono. E poi dicano quali sono i loro programmi, i loro progetti». Nella querelle con la telegiornalista che ha più volte accusato la testata dove ha lavorato per tanti anni, si inserisce anche il direttore del Tg1 Mimun:
«Da qualche giorno Lilly Gruber va ripetendo che si sarebbe dimessa dalla conduzione del telegiornale anche se non si fosse candidata. Sarà, ma fino a qualche settimana fa ha insistito perchè non fossero aggiunti altri conduttori alle 20, suggerendo semmai di sollevare qualcuno tra gli anchorman per non ridurre il suo spazio». Il direttore del Tg 1 constata inoltre che «nonostante la Gruber dica che il Tg 1 è pieno di censure e manipolazioni, in due anni non ha mai saltato un turno di conduzione.
Nonostante il suo asserito attaccamento al servizio pubblico - continua Mimun - dopo non aver ricevuto risposta dalla Rai alle sue richieste per una vicedirezione, un congruo aumento di stipendio e la guida di un settimanale, ha trattato, vanamente, il suo passaggio a Sky..». Parla di «faccia tosta» della Gruber Alessio Butti di An: «Proprio lei che aveva già deciso di candidarsi, continuò ad apparire in tv, tutti i giorni, come inviata da Baghdad e non disdegnando i salotti buoni di Vespa».
2 - FRANCO MARINI: "NOI POLITICI AL SUO SERVIZIO?"
Mario Ajello per Il Messaggero, cronaca del convegno di Milano: "Fassino guarda ammirato la performance della Gruber - che proprio lui ha voluto in campo, mentre gli altri dicevano "è più utile lasciarla in Rai" - e si compiace: "Lilli mediaticamente è una bomba!". E c'è invece chi come Franco Marini che prima è seduto affianco alla Pashmina (e lei molto global e lui molto local, lei futuribile, lui personaggio di Silone) e poi osserva: "E' inaudito! L'hanno fatta parlare nel momento clou. E i politici? Noi dobbiamo essere al suo servizio?".
3 - PIN UP, PRODI DOWN
Da Il Tempo: "Lilli Gruber, uno dei volti più noti della tv italiana, che si è conquistata con la conduzione del Tg1 una candidatura alle Europee, oggi si lamenta di essere oscurata: «Domenica a Firenze, pur di non inquadrare neppure un ciuffo dei miei capelli rossi gli operatori hanno fatto di tutto fino a riprendere solo gli occhi di Romano Prodi che stava parlando». Le nostre telegiornaliste devono essersi un po' montate la testa. Che vuole quel Prodi? Essere inquadrato mentre parla? Proprio mentre in sala c'è una pinup come la Gruber?"
4 - FEDE: "E' PICCOLA, PICCOLA COSI'."
Lettera di Emilio Fede al Foglio: "Ho letto sulla prima pagina del suo giornale alcune riflessioni sulla campagna elettorale per il Parlamento europeo e su certa stampa che privilegia alcuni candidati, penalizzando gli altri. La scelta, comunque è di parte e di partito. Cecchi Paone no, Michele Santoro sì, Clarissa Burt no, Lilli Gruber sì. Anche di mia figlia non si fa cenno ma la cosa non mi turba minimamente. Anzi. Se mi permette vorrei sostenere che, per quanto riguarda la Gruber più se ne parla meglio è. Parlarne, parlarne e ancora parlarne. Se il partito di maggioranza dell'opposizione l'ha scelta come capolista, avrà le sue ragioni. La prima delle quali, ritengo, è quella di essere in difficoltà di immagine.
Ma, a difesa della Gruber voglio spiegare perché lei, come viene indicato con ironia sul suo giornale, espone i fianchi. Anzi un fianco. C'è un segreto, che, a suo onore, va spiegato. La Gruber utilizza il cosiddetto "gobbo elettronico" che consiste nel leggere i testi del Tg1 attraverso un particolare obiettivo inserito nella telecamera. Che si manovra con una sorta di pedale-acceleratore che è sotto la scrivania. Per il quale, quindi bisogna usare i piedi. Lei, che è piccola di statura, è costretta a sporgersi in avanti per raggiungere il pedale. E lo fa piegandosi di fianco. Non so se destro o sinistro. Nel suo caso, posso pensare, il sinistro".
Dagospia 23 Maggio 2004
Da Il Tempo - «Dobbiamo scrostare dalla Rai persone come Santoro e la Gruber, che sono come il calcare. Adesso è chiaro dove finiscono». Così il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, a Napoli, nel corso di una visita alla sezione di Ponticelli. Ed ecco come gli ha risposto Lilli Gruber, presente a Milano alla convention della lista «Uniti per l'Ulivo»: «Le parole del ministro? Pattume».
Lo scontro politico sulla Tv diventa più aspro in coincidenza con la partenza della campagna elettorale e la battaglia a distanza tra Gasparri e l'ex conduttrice del Tg1 si fa cruenta. «Santoro è stato punito due volte dall'Autorità per le comunicazioni, per aver violato le leggi - ha proseguito Gasparri - oggi c'è la conferma per tabulas che quando faceva il conduttore pensava a un ruolo politico. Del resto è stato multato per troppa faziosità».
Rivolgendosi a «chi ha condotto il Tg1 fino all'altro ieri», cioè la Gruber, Gasparri ha poi detto: «Dicano che non c'è nessuna discriminazione, o non avrebbe goduto di questa platea, che è l'unico motivo per cui gli elettori li riconoscono. E poi dicano quali sono i loro programmi, i loro progetti». Nella querelle con la telegiornalista che ha più volte accusato la testata dove ha lavorato per tanti anni, si inserisce anche il direttore del Tg1 Mimun:
«Da qualche giorno Lilly Gruber va ripetendo che si sarebbe dimessa dalla conduzione del telegiornale anche se non si fosse candidata. Sarà, ma fino a qualche settimana fa ha insistito perchè non fossero aggiunti altri conduttori alle 20, suggerendo semmai di sollevare qualcuno tra gli anchorman per non ridurre il suo spazio». Il direttore del Tg 1 constata inoltre che «nonostante la Gruber dica che il Tg 1 è pieno di censure e manipolazioni, in due anni non ha mai saltato un turno di conduzione.
Nonostante il suo asserito attaccamento al servizio pubblico - continua Mimun - dopo non aver ricevuto risposta dalla Rai alle sue richieste per una vicedirezione, un congruo aumento di stipendio e la guida di un settimanale, ha trattato, vanamente, il suo passaggio a Sky..». Parla di «faccia tosta» della Gruber Alessio Butti di An: «Proprio lei che aveva già deciso di candidarsi, continuò ad apparire in tv, tutti i giorni, come inviata da Baghdad e non disdegnando i salotti buoni di Vespa».
2 - FRANCO MARINI: "NOI POLITICI AL SUO SERVIZIO?"
Mario Ajello per Il Messaggero, cronaca del convegno di Milano: "Fassino guarda ammirato la performance della Gruber - che proprio lui ha voluto in campo, mentre gli altri dicevano "è più utile lasciarla in Rai" - e si compiace: "Lilli mediaticamente è una bomba!". E c'è invece chi come Franco Marini che prima è seduto affianco alla Pashmina (e lei molto global e lui molto local, lei futuribile, lui personaggio di Silone) e poi osserva: "E' inaudito! L'hanno fatta parlare nel momento clou. E i politici? Noi dobbiamo essere al suo servizio?".
3 - PIN UP, PRODI DOWN
Da Il Tempo: "Lilli Gruber, uno dei volti più noti della tv italiana, che si è conquistata con la conduzione del Tg1 una candidatura alle Europee, oggi si lamenta di essere oscurata: «Domenica a Firenze, pur di non inquadrare neppure un ciuffo dei miei capelli rossi gli operatori hanno fatto di tutto fino a riprendere solo gli occhi di Romano Prodi che stava parlando». Le nostre telegiornaliste devono essersi un po' montate la testa. Che vuole quel Prodi? Essere inquadrato mentre parla? Proprio mentre in sala c'è una pinup come la Gruber?"
4 - FEDE: "E' PICCOLA, PICCOLA COSI'."
Lettera di Emilio Fede al Foglio: "Ho letto sulla prima pagina del suo giornale alcune riflessioni sulla campagna elettorale per il Parlamento europeo e su certa stampa che privilegia alcuni candidati, penalizzando gli altri. La scelta, comunque è di parte e di partito. Cecchi Paone no, Michele Santoro sì, Clarissa Burt no, Lilli Gruber sì. Anche di mia figlia non si fa cenno ma la cosa non mi turba minimamente. Anzi. Se mi permette vorrei sostenere che, per quanto riguarda la Gruber più se ne parla meglio è. Parlarne, parlarne e ancora parlarne. Se il partito di maggioranza dell'opposizione l'ha scelta come capolista, avrà le sue ragioni. La prima delle quali, ritengo, è quella di essere in difficoltà di immagine.
Ma, a difesa della Gruber voglio spiegare perché lei, come viene indicato con ironia sul suo giornale, espone i fianchi. Anzi un fianco. C'è un segreto, che, a suo onore, va spiegato. La Gruber utilizza il cosiddetto "gobbo elettronico" che consiste nel leggere i testi del Tg1 attraverso un particolare obiettivo inserito nella telecamera. Che si manovra con una sorta di pedale-acceleratore che è sotto la scrivania. Per il quale, quindi bisogna usare i piedi. Lei, che è piccola di statura, è costretta a sporgersi in avanti per raggiungere il pedale. E lo fa piegandosi di fianco. Non so se destro o sinistro. Nel suo caso, posso pensare, il sinistro".
Dagospia 23 Maggio 2004