RASSEGNATI STAMPA - GESU', BUDDHA, GIUNONE, ISIDE E LA STRAGE DI BESLAN - MUSSOLINI, CHE GRAN COGNOME - CERAMI DUE VOLTE - COMPAGNI, RIVALUTATE STALIN, LENIN, ZDANOV, FATE DA CAPO MANI PULITE MA BASTA ROMANZI.


1 - GLI «IMPERSCRUTABILI DISEGNI» DELLA DIVINA PROVVIDENZA
Lettera di Alberto Arbasino a La Stampa

Cara La Stampa, circa l'orrenda strage dei bambini la Religione ci ha sempre insegnato che è peccaminoso criticare gli «imperscrutabili disegni» della Divina Provvidenza, e precedere con presuntuosi giudizi (dentro o fuori dal coro) le immancabili indignate dichiarazioni della Madonna o di Gesù o dei Santi, che prima o poi verranno emanate a Loreto o a Fatima o a Lourdes, anche per cause molto più piccole. Qualche fedele attenderà anche meditate e severe affermazioni da Giunone, o Buddha, o Iside, a seconda delle fedi e devozioni. Ma tutti questi non possono più farsi attendere, come dei Putin, quando tanti ex-credenti stanno biasimando gli assenteismi e le distrazioni, nelle case-madri semiabbandonate degli antichi culti già così efficienti nella comunicazione.

2 - MUSSOLINI, GRAN COGNOME
Pietrangelo Buttafuoco per Il Foglio


Costantino, personaggio tivù additato da D'Alema quale cattivo esempio per via della bandana, intervistato dal "Corriere" a proposito di belle donne che fanno politica ha detto di non conoscere Giovanna Melandri ma di conoscere la Santanchè e la Mussolini, "Gran donna, con un gran cognome". Scommessa: lo costringeranno alla smentita e sarà la prova provata ultima dell'esistenza dell'egemonia culturale ordita dalla Repubblica.

3 - CERAMI DUE VOLTE
Riccardo Chiaberge per il Domenicale del Sole 24 Ore


«Chi sa vivere non scrive e chi non sa vivere scrive», diceva Cesare Pavese, uno che quanto a scrittura se la cavava piuttosto bene ma che spese l'intera esistenza (ahimé troppo breve) nel tentativo di imparare il mestiere di vivere. Vincenzo Cerami giura di riconoscersi appieno in questo dilemma. Ma non chiarisce per quale dei due corni abbia optato. Vivere o scrivere?



«Passo gran parte della giornata - confida alla Repubblica - tra personaggi che non esistono, in luoghi che non ho mai visto. E con problemi che non ho mai avuto, anche perché non ho modo di averli, chiuso in casa a fantasticare». Sempre chiuso in casa? E allora chi è quel Vincenzo Cerami che oggi interviene al Festival della mente di Sarzana, che sabato prossimo riceverà un premio speciale della giuria a Vecchiano e che vediamo ogni due per tre in tv o ai festival del cinema a braccetto con Benigni? Un suo clone? Un sosia di Johnny Stecchino?

Beh, di una cosa almeno siamo sicuri: non è Cesare Pavese. Infatti sa vivere. Basta guardare la sua faccia, sempre sorridente. E allora viene voglia di dirgli: a Vince'! Vivi e lascia scrivere (gli altri, quelli che non sanno vivere). La vita è bella!

3 - COMPAGNI, BASTA ROMANZI.
Andrea Marcenaro per Il Foglio


"Quando un uomo del mare naviga in alta montagna può non capire e ritrarsi, oppure può scoprire che un amore può affievolirne un altro senza tradirlo, piuttosto mutando visione. Luciano Violante, presidente dei Ds della Camera, questo viaggio lo trasmette in un libro ("Il prato dei quarzi", edizione Lechateau, pag. 100, euro 12) che lascia da parte la politica e si muove tra autobiografia, luoghi dalle intense emozioni, personaggi noti e altri meno (eppure così importanti), aneddoti e itinerari suggeriti senza volersi sostituire alle guide alpine".

Ci informa cioè Marco Neirotti sulla Stampa che l'on. Violante ha scritto anche lui il suo bel romanzo. Nell'attesa dei prossimi: "Duri fighetti crescono" di Pietro Folena, e "A Capri! A Capri!" di Claudio Velardi, questa volta supplichiamo noi loro, per piacere, ritornate comunisti. Rivalutate Stalin, Lenin, Zdanov, fate da capo Mani pulite, rilottizzate pure le procure, anzi, la Cassazione, negate ancora le tangenti vostre, rimettete la scala mobile, recuperate il metodo Vishinskij e riprendetevi pure tutto il Corriere, che intanto. ma romanzi basta, compagni, quella è roba che uccide.


Dagospia 07 Settembre 2004