VIA SOLFERINO DICHIARATA ZONA DEROMITIZZATA
FUORI VALLARDI, STRITOLATO MIELI, VERSO IL "SOLE" DE BORTOLI
VITTORIO COLAO E' IL NUOVO PADRONE DEL CORRIERE DELLA SERA

La notizia adesso è ufficiale (fonte Reuters): Gianni Vallardi ha trovato un accordo e si è dimesso (fuori dal 15 ottobre). Dopodiché il baldo Vittorio Colao ha occupato anche la poltrona di amministratore delegato di Rcs Quotidiani e dunque è il nuovo "padrone" del Corriere della Sera.

L'era Romiti è definitivamente sotto lapide con l'altra notizia - leggere di seguito l'articolo di Giovanni Pons - dell'"archiviazione" di Paolo Mieli in qualche stanzetta di Crescenzago, ad occuparsi di "Anna", "Oggi", radio e pubblicità.

(Cesare Romiti-U.Pizzi)


Con la caduta dei Mieli e il suo allontanamento dal Corriere della Sera si chiude un'epoca. Agitando la pesantissima busta paga di Paolino, Colao Meravigliao - che ha le spalle protette dal duo Bazoli & Passera di Banca Intesa - l'ha convinto a lasciare il consiglio di amministrazione Rcs e, a caduta, la poltrona di vice presidente Rcs Media Group. Un posto che serve per la Colao Revolution. E' destinato infatti al sederone dell'ex romitiano Guido Roberto Vitale.

Con la rivoluzione Rcs (azzeramento delle cinque società del "Group" di romitiana memoria, sostituite da altrettante "aree" alle dirette dipendenze di Colao), e sapendo di dover cedere obtorto collo la presidenza a Piergaetano Marchetti (Mediobanca e arbitro del patto di sindacato), il previdente Vitale ha fatto asse con Folli (e Colao) per far fuori il "nemico" comune Mieli (emarginarlo dal Corriere) e conquistarsi così un posticino al sole. Quello di vice presidente della nuova Rcs by Colao.

(Maurizio Romiti e Stefano Folli-U.Pizzi)


Nella Rcs deromitizzata - uscito Vallardi, stritolato Mieli (accetterà l'emarginazione senza un moto di orgoglio?), verso il Sole 24 Ore De Bortoli - Colao ha adesso in mano tutte le redini del gioco. Libero di puntare tutte le energie sul primo quotidiano italiano. Quando poi usciranno i dati ufficiali del sorpasso di "Repubblica" sul "Corriere", penserà anche alla pratica Stefano Folli (Ciampi permettendo).

ATTENZIONE, CADUTA MIELI!
Giovanni Pons per La Repubblica



Sembra avviata a soluzione la controversia sulla composizione del consiglio di amministrazione Rcs Media Group dopo l´ingresso al piano superiore dei nuovi soci. Secondo le ultime indiscrezioni hanno dato la loro disponibilità a farsi da parte, oltre al dimissionario Maurizio Romiti, Nicolò Nefri e il vicepresidente Paolo Mieli.

(Salvatore Ligresti-U.Pizzi)


I tre posti che si liberano verranno occupati dai rappresentanti scelti dalla FonSai di Salvatore Ligresti, da Diego Della Valle e da Capitalia. Francesco Merloni avrebbe invece accettato di entrare nel cda il prossimo aprile, quando l´assemblea per l´approvazione del bilancio sarà anche chiamata ad allargare il numero dei componenti del consiglio.

Il candidato più probabile ad assumere la vicepresidenza al posto di Mieli, in questo momento, sarebbe l´avvocato Franzo Grande Stevens, espressione dell´azionista Fiat nel board della Rcs. Ma il tutto dovrà passare per una nuova riunione del patto di sindacato che sarà chiamata ad avallare queste decisioni.

(Diego Della Valle-U.Pizzi)


La svolta è arrivata grazie all´iniziativa congiunta di Vittorio Colao e del presidente Guido Roberto Vitale che hanno concordato un nuovo ruolo nella casa editrice per l´ex direttore del Corriere della Sera. Mentre Colao intende concentrarsi sulle problematiche della Rcs Quotidiani, andando a sostituire Gianni Vallardi nel ruolo di amministratore delegato, a Mieli viene affidata la direzione editoriale di tutte le altre aree in cui opera il gruppo, vale a dire i periodici, i libri, la pubblicità e la broadcast.

Una funzione più manageriale e di supporto all´amministratore delegato in una fase di grande trasformazione per la casa editrice. Il ruolo operativo di Colao nella Quotidiani non andrà comunque a intaccare le funzioni del presidente Piergaetano Marchetti, che rimane il garante dell´indipendenza del Corriere.

(Giovanni Bazoli e Corrado Passera-U.Pizzi)


L´uscita dal cda di Mieli, comunque, non sarà così lineare come può sembrare a prima vista. L´iniziativa di Colao e Vitale sarebbe stata promossa da Giovanni Bazoli, presidente di Banca Intesa, che ha difeso fino all´ultimo la presenza in cda dei tre consiglieri indipendenti, di cui due, Alessandro Pedersoli e Giangiacomo Nardozzi, considerati molto vicini al professore bresciano. Il primo è l´avvocato di fiducia e il secondo è consigliere di Banca Intesa.

(Luca Cordero di Montezemolo-U.Pizzi)


La mossa solitaria di Bazoli avrebbe irritato gli altri soci del patto, in particolare il presidente Giampiero Pesenti, che sarebbe stato informato a cose fatte. E anche Luca Cordero di Montezemolo avrebbe mostrato più di una perplessità. Se la nuova situazione verrà ufficializzata l´asse che fa riferimento a Banca Intesa potrà contare su quattro rappresentanti (Bazoli, Passera, Pedersoli, Nardozzi) e sull´appoggio di Merloni, quando il consesso verrà allargato.


Dagospia 27 Settembre 2004