MAURIZIO COSTANZO SCIÒ - "CHIUDE PER SFINIMENTO, PER BASSI ASCOLTI, PER PERDITA DELLA SPINTA PROPULSIVA". E ADESSO? DIETRO L'ANGOLO MAMMUCARI, BELPIETRO, DE FILIPPI E IL FANTASMA DI MENTANA.
Antonio Dipollina per La Repubblica
Chiude il Maurizio Costanzo Show, ovvero per Canale 5 l´appuntamento fisso serale da oltre vent´anni, un pezzo di storia della tv italiana. Chiude per sfinimento, per bassi ascolti, per perdita della spinta propulsiva che ne aveva fatto negli anni uno dei "luoghi" principali per osservare il paese nella sua evoluzione televisiva e no.
Da un anno le serate settimanali da cinque si erano ridotte a tre, Maurizio Costanzo aveva intanto aperto uno spazio mattutino ("Tutte le mattine", sempre su canale 5) che via via ha conquistato spettatori nonché energie ed entusiasmi. Per la vecchia creatura è stato il colpo di grazia: come dicono oggi i maligni di casa Mediaset, ormai per reggere gli ascolti della concorrenza agguerrita («E becera» dice Costanzo, riferendosi alle sempre più numerose serate in preda ai reality show) funzionavano solo le puntate in cui erano ospiti le coppie scambiste, o i comici battutari, o i medesimi personaggi dei reality e così via.
Sempre meno attualità, sempre meno specchio del paese, anzi il terrore che quello che funzionava in tv potesse esserne davvero l´immagine riflessa.
In un comunicato iperburocratico, Mediaset parla solo dell´esigenza di "curare al meglio il nuovo spazio che Costanzo avrà nelle mattine di Canale 5", esigenza che ha portato a una decisione sicuramente dolorosa, ma che molti nell´azienda del Biscione attendevano invece con ansia.
"Il Costanzo" come veniva ormai sbrigativamente definita la trasmissione ha avuto negli anni momenti molto intensi anche politicamente, Berlusconi fu ospite in fasi decisive della sua ascesa politica, l´intero parlamento ha sfilato sul palco del teatro Parioli.
Oggi ci sono Alleanza Nazionale e Lega Nord che plaudono alla decisione aggiungendo scherno nei confronti del conduttore, difeso invece dalla Margherita, ma insomma, poca roba: il pendolo non oscilla più in quella direzione. Costanzo (altre voci maliziose dall´azienda: «E´ stato furbissimo, ha giocato d´anticipo») promette battaglia negli spazi mattutini, lancia un nuovo programma «alla Biagi» (parole sue) mezz´ora a ridosso del Tg delle 13, con l´attualità sotto tiro e anche parecchia politica. Forse è una ritirata strategica, ma comunque è un ripiegamento. In attesa magari che i tempi cambino.
Altre reazioni: c´è Bruno Vespa - dirimpettaio/concorrente - che dice di essere "sotto shock". «Non me lo aspettavo, non mi sembra giusto chiudere un programma che ha una storia così lunga. In ogni caso mi aspetto una dura concorrenza da parte di Canale 5».
O Pippo Baudo, che appoggia le tesi di Costanzo: «Ha fatto una scelta saggia, sta cambiando tutto in tv, e ormai la prima serata è un brodo allungato».
Resta adesso lo spazio di seconda serata di Canale 5, in teoria aperto a ogni possibilità. Nella realtà, a Mediaset fanno presente che fino a marzo quegli spazi sono comunque occupati da nuovi show (tipo quello con Mammucari il martedì) o da telefilm, oppure da reality ("La fattoria") o anche dal programma della consorte ("Amici" di Maria De Filippi) che proseguono oltre la mezzanotte.
Rimane il venerdì sera, Costanzo aveva chiesto di rimanervi, ma più probabilmente finirà in dote a Maurizio Belpietro (direttore de "Il Giornale") con le sue interviste nonché alla neo-star dell´azienda, ovvero Claudio Martelli. Scelte significative.
E dire che ci sarebbe sempre un Enrico Mentana a disposizione, quello per cui lo stesso Fedele Confalonieri ipotizzò un programma "alla Letterman", avendo come modello il miglior talk show del pianeta. Ma chissà se i tempi - politici - lo consentiranno, oppure se anche l´estinzione del dinosauro "Maurizio Costanzo Show" andrà un giorno catalogata come il segnale della blindatura totale di Mediaset di fronte all´incerto futuro politico del paese.
Dagospia 21 Dicembre 2004
Chiude il Maurizio Costanzo Show, ovvero per Canale 5 l´appuntamento fisso serale da oltre vent´anni, un pezzo di storia della tv italiana. Chiude per sfinimento, per bassi ascolti, per perdita della spinta propulsiva che ne aveva fatto negli anni uno dei "luoghi" principali per osservare il paese nella sua evoluzione televisiva e no.
Da un anno le serate settimanali da cinque si erano ridotte a tre, Maurizio Costanzo aveva intanto aperto uno spazio mattutino ("Tutte le mattine", sempre su canale 5) che via via ha conquistato spettatori nonché energie ed entusiasmi. Per la vecchia creatura è stato il colpo di grazia: come dicono oggi i maligni di casa Mediaset, ormai per reggere gli ascolti della concorrenza agguerrita («E becera» dice Costanzo, riferendosi alle sempre più numerose serate in preda ai reality show) funzionavano solo le puntate in cui erano ospiti le coppie scambiste, o i comici battutari, o i medesimi personaggi dei reality e così via.
Sempre meno attualità, sempre meno specchio del paese, anzi il terrore che quello che funzionava in tv potesse esserne davvero l´immagine riflessa.
In un comunicato iperburocratico, Mediaset parla solo dell´esigenza di "curare al meglio il nuovo spazio che Costanzo avrà nelle mattine di Canale 5", esigenza che ha portato a una decisione sicuramente dolorosa, ma che molti nell´azienda del Biscione attendevano invece con ansia.
"Il Costanzo" come veniva ormai sbrigativamente definita la trasmissione ha avuto negli anni momenti molto intensi anche politicamente, Berlusconi fu ospite in fasi decisive della sua ascesa politica, l´intero parlamento ha sfilato sul palco del teatro Parioli.
Oggi ci sono Alleanza Nazionale e Lega Nord che plaudono alla decisione aggiungendo scherno nei confronti del conduttore, difeso invece dalla Margherita, ma insomma, poca roba: il pendolo non oscilla più in quella direzione. Costanzo (altre voci maliziose dall´azienda: «E´ stato furbissimo, ha giocato d´anticipo») promette battaglia negli spazi mattutini, lancia un nuovo programma «alla Biagi» (parole sue) mezz´ora a ridosso del Tg delle 13, con l´attualità sotto tiro e anche parecchia politica. Forse è una ritirata strategica, ma comunque è un ripiegamento. In attesa magari che i tempi cambino.
Altre reazioni: c´è Bruno Vespa - dirimpettaio/concorrente - che dice di essere "sotto shock". «Non me lo aspettavo, non mi sembra giusto chiudere un programma che ha una storia così lunga. In ogni caso mi aspetto una dura concorrenza da parte di Canale 5».
O Pippo Baudo, che appoggia le tesi di Costanzo: «Ha fatto una scelta saggia, sta cambiando tutto in tv, e ormai la prima serata è un brodo allungato».
Resta adesso lo spazio di seconda serata di Canale 5, in teoria aperto a ogni possibilità. Nella realtà, a Mediaset fanno presente che fino a marzo quegli spazi sono comunque occupati da nuovi show (tipo quello con Mammucari il martedì) o da telefilm, oppure da reality ("La fattoria") o anche dal programma della consorte ("Amici" di Maria De Filippi) che proseguono oltre la mezzanotte.
Rimane il venerdì sera, Costanzo aveva chiesto di rimanervi, ma più probabilmente finirà in dote a Maurizio Belpietro (direttore de "Il Giornale") con le sue interviste nonché alla neo-star dell´azienda, ovvero Claudio Martelli. Scelte significative.
E dire che ci sarebbe sempre un Enrico Mentana a disposizione, quello per cui lo stesso Fedele Confalonieri ipotizzò un programma "alla Letterman", avendo come modello il miglior talk show del pianeta. Ma chissà se i tempi - politici - lo consentiranno, oppure se anche l´estinzione del dinosauro "Maurizio Costanzo Show" andrà un giorno catalogata come il segnale della blindatura totale di Mediaset di fronte all´incerto futuro politico del paese.
Dagospia 21 Dicembre 2004