BALLARO' CON IL CAVALIERE: A BORDO RING 6.120.000 SPETTATORI (23,88%)
IERI SERA, PRIMA TRIBUNA ELETTORALE PER LE POLITICHE 2006, CON SORPRESA
BERLUSCONI SCENDE DALLA SOLITA VESPA E D'ALEMA E RUTELLI LO FANNO NERO

PIPPITEL - "STRISCIA" CON MARIA SENZA PAOLO (32,02%) - "ORIETTO" BERTI: PERDI E RIPERDI (18,92%) - IENE SDENTATE (8,09%) - E VESPA SBANDA (21,40%).

Da TgCom (www.tgcom.it)

In prima serata su Rai1 Batti e ribatti ottiene 5.321.000 spettatori, 18,92% di share, Bogus l'amico immaginario 4.265.000, 15,75%. Su Canale5 Striscia con Maria De FIlippi 9.024.000, 32,02%, La Fattoria 4.415.000, 20,77%. Su Rai2 Belfagor 2.927.000, 10,55%. Su Rai3 Ballarò 6.120.000, 23,88%. Su Italia1 Le Iene show 2.266.000, 8,09%. Su Rete4 la partita Lione-PSV Einhoven 1.914.000, 6,86%. Su La7 Otto e mezzo, 621.000, 2.23%.

Seconda serata
Su Rai1 Porta a porta ottiene 1.736.000 spettatori e il 21,40% di share. Su Canale 5 La Fattoria live 1.334.000, 22,36% e L'antipatico 621.000, 17.58%. Su Rai2 Voyager 1.073.000, 7,94%. Su Rai3 Primo piano 1.167.000, 11,62%. Su Italia 1 Le Iene senza frontiere 1.963.000, 8.63%. Su Rete 4 Fuori orario 384.000, 10,56%.


Gli ascolti dei tg
Alle 20 il Tg1 è stato visto da 7.741.000 spettatori con il 30,91% di share. Alla stessa ora su Canale 5 il Tg5 ottiene 6.991.000 spettatori e il 28,64% di share.



E PRODI MASTICA SUSHI AMARO ALL'HAMASEI
da
www.mediaquotidiano.it
blog: www.marioadinolfi.ilcannocchiale.it


1. Quando Silvio Berlusconi è arrivato ieri sera negli studi di Ballarò in Via Teulada tutti sono rimasti sbalorditi. Nessun poteva credere ai propri occhi, a partire dal conduttore Giovanni Floris. Per il Cavaliere si è trattato del primo confronto con i suoi avversari dopo nove anni di ospitate garantite da Bruno Vespa e miniconfronti con capigruppo vari del centrosionistra sempre in rigoroso collegamento e mai in studio. Un colpo di scena inaspettato che il Cavaliere ha deciso di regalare ai quei "comunisti" di Raitre perchè non ne poteva più di vedere in Rai processi a suo carico da parte dei vari Fini, Follini, Tabacci, Nania, La Russa. E così ha fatto rimanere a casa il già invitato La Loggia e si è presentato senza preavviso a Telekabul.
 
2. Ad accompagnare il premier c'era l'immancabile portavoce Paolo Bonaiuti, che lungi dal ricordarsi di essere un sottosegretario della Repubblica alla presidenza del Consiglio ha trascorso l'intera trasmissione a fare il capoclaque, con applauso automatico qualsiasi cosa dicesse il Cavaliere. Imbarazzanti i non pochi casi in cui l'applauso lanciato non trovava seguito nel pubblico (peraltro non certo in maggioranza di centrodestra).
 
3. Francesco Rutelli e Massimo D'Alema, una volta visto materializzarsi Berlusconi, hanno iniziato a fregarsi le mani pensando a quello che gli avrebbero combinato in due ore e mezza di diretta. Non c'è stata storia: il premier le ha prese da tutti i lati, come quando ha spiegato che alle regionali avevano votato tre milioni di persone in meno rispetto alle europee (lo ha detto per sostenere che in quei tre milioni in meno c'erano i voti di Forza Italia scomparsi), dimenticandosi di specificare che all'europee avevano votato tutti gli italiani, mentre alle regionali dello scorso fine settimana solo 13 regioni. Ci ha pensato il presidente dei Ds a presentargli un memorandum.
 
4. Esilarante anche il momento in cui Rutelli ha chiesto conto al Cavaliere della sua intervista a Panorama anticipata ieri, in cui diceva che ''La sinistra non ha un programma alternativo al nostro, ma solo l'intenzione di consumare vendette''. Parole che Berlusconi ha immediatamente detto di non aver mai pronunciato, sostanzialmente smentendo il settimanale di famiglia.
 
5. Ma anche la demistificante presenza di Gianni Alemanno, che in alcuni casi ha dato sponda al Cavaliere, ma in altri ha fatto registrare gelide prese di posizione nei confronti di un premier castrato dalla disfatta regionale, ha contribuito a squarciare quel velo di insopportabile falsità che negli ultimi anni ha regnato in tutte le apparizioni televisive di Berlusconi, che se messo alle strette da un contraddittorio va nel pallone, si inventa numeri e cifre, non riesce a mantenere il discorso su un tono di sensatezza e linearità. Se non si tratta dell'ultima spiaggia, è chiaro però che la scelta di accettare finalmente il confronto pubblico deve essere costata molto a chi non è mai stato abituato ad alcun tipo di contraddittorio in tutta la sua vita professionale (e politica). In ogni caso manifesta la volontà di un rilancio, da accogliere
positivamente.
 
6. Ma mentre a Ballarò andava in scena lo scontro all'arma bianca tra governo e opposizione, almeno due persone masticavano amarissimo. Il primo è Romano Prodi, avvistato a fare "l'ultimo giapponese" al ristorante Hamasei (sushi e sashimi) in Via della Mercede. Per lui non deve essere stato facile digerire l'ottima performance del ticket Rutelli-D'Alema (inedito eppure subito entrato in partita), come anche la presenza di Walter Veltroni a Porta a Porta e Piero Fassino a La7 dal prodianissimo Gad Lerner (in coppia con Ferrara). L'altro è Bruno Vespa, impegnato ad ingoiare quintali di bile mentre il suo arcinemico Floris stava facendo la trasmissione politica dell'anno, anzi del decennio.


"VERRÀ UN MINISTRO" POI IL BLITZ DI SILVIO

Da "La Repubblica"

Il blitz scatta nel tardo pomerig­gio. Berlusconi ha capito che per far cono­scere la sua valutazione sul voto alle regio­nali non basta l'intervista a "Panorama". Ne parla con il suo portavoce Paolo Bonaiuti e decide che "Ballarò" può diventare un'occa­sione ghiotta. Complice dell'operazione il ministro Enrico La Loggia incaricato di rappresentare il governo su Rai3. La Loggia avvisa Giovanni Floris che non può parte­cipare alla trasmissione e che il suo sostitu­to sarebbe stato trovato, e accompagnato in Rai, dal sottosegretario Paolo Bonaiuti.

 

Floris comincia a telefonare a Palazzo Chi­gi ma non arrivano risposte. A quel punto interviene lo stesso direttore di rete Paolo Ruffini che chiama Bonaiuti già in auto col premier, destinazione lo studio di "Ballarò". «Paolo, tra poco siamo in onda, chi viene?» chiede Ruffini. «Non ti preoccupare, sto ar­rivando con un ministro, e che ministro... viene Berlusconi». Il direttore di Rai3 pen­sa ad uno scherzo, «dai, è tardi, dimmi chi viene...».

 

La macchina del premier entra nel cortile della Rai. Nessuno a riceverlo, gli addetti alla sicurezza sono senza parole. Bonaiuti chiude la telefonata con Ruffini: «Tra pochi minuti, vedrai...». "Ballarò" sta per andare in onda quando il Presidente del Consiglio entra nello studio tra lo sbigotti­mento di Floris, lo stupore di D'Alema, Ru­telli e dello stesso Alemanno. E la gioia di un militante di Fi di Potenza invitato tra il pub­blico. «Presidente io sono dei vostri» dice soddisfatto. Visto, preso e reclutato tra quei pochi, con Berlusconi, finiti nell'arena di "Ballarò".

 

UNA SERATA INDIMENTICABILE

Concita De Gregorio per "La Repubblica"

 

Lui, da solo, all´improvviso. Lui contro D´Alema e Rutelli, su RaiTre. Lui con Nichi Vendola, un comunista, appena eletto presidente della Puglia. Lui a Ballarò, da Floris, a sentirsi fare delle domande, persino ad essere interrotto. Lui nella tana del nemico - «il Tre, macchina terribile» - lui contraddetto, smentito, messo alle strette e costretto a contrattaccare fuori copione. Una serata tv indimenticabile, gli italiani una cosa così non se la ricordavano più.

 

Dopo nove anni di monologhi da Vespa Silvio Berlusconi ha deciso alle otto e mezza di sera, sull´onda della sconfitta elettorale, di prendere il posto di Enrico La Loggia in tv e andare lui di persona a dire che la sinistra ha vinto, sì, «una vittoria incontestabile» ma che lui non si dimetterà perché deve finire di fare le riforme.

 

Una scelta «geniale», dice Bruno Vespa mascherando il dispiacere che non sia toccato a lui. La scena era così, per i pochi che se la siano persa: Silvio Berlusconi nel ruolo del torero nell´arena, con Alemanno al fianco a piantare banderillas. Gioca l´effetto sorpresa come Napoleone, nessuno in studio sa del suo arrivo fino a che non si siede, o poco prima. A D´Alema, in forma smagliante, brillano gli occhi dall´acquolina: nella stessa situazione, dopo la sconfitta alle amministrative, lui si dimise. Rutelli lo saluta con «finalmente, una straordinaria occasione». Portano tutti la stessa cravatta a pois, e non le distribuivano all´ingresso.

 

Floris non è affatto intimidito e comincia con Gene Gnocchi che fa una parodia del premier. Il dibattito comincia così, con Berlusconi che dice di Gnocchi: «A proposito di gratitudine: sono io che l´ho avviato alla televisione». Poi spiega le ragioni della sua presenza qui: «Dal 2001 non mi sono mai più occupato di Forza Italia. Garantisco a tutti gli azzurri che vedranno il loro presidente alla loro testa a guidare la campagna elettorale.

 

E ho cominciato stasera». Tiene sulle ginocchia una cartellina, D´Alema un foglietto. Esordio vero, politico: «Forza Italia ha subito un risultato pesante, erano elezioni importanti ancorché localistiche, abbiamo pagato la congiuntura economica mondiale in tutta Europa hanno vinto le elezioni, nell´ultimo anno, le opposizioni. E´ stato un mio errore non impegnarmi in campagna elettorale la sconfitta è da attribuirsi ai presidenti di regione. Non ci saranno conseguenze sul governo». Niente dimissioni, ecco.

 

D´Alema, subito: «E´ ingeneroso attribuire la sconfitta ai presidenti di Regione, questo è un voto politico, senza Ghigo, Storace e Fitto il risultato sarebbe stato anche peggiore.» Il presidente lo riconosce quando dice della tendenza europea, dunque il contrario della «dimensione locale». Si entra nel merito.

 

D´Alema: «Avete perso perché avete negato le difficoltà del paese. Quando perdemmo noi Berlusconi chiese elezioni anticipate, noi non abbiamo nemmeno chiesto che lei si dimetta. Io lasciai il governo perché capii che il centrosinistra non mi riconosceva come leader. Penso che lei dovrebbe porsi lo stesso problema nel centrodestra».

 

Berlusconi: «D´Alema non era stato eletto, cercava una legittimazione del voto, era andato al governo con un´operazione spericolata». D´Alema: «prevista dalla Costituzione, che lei considera spericolata». Rutelli: «Parliamo di lavoro economia potere d´acquisto». Berlusconi: «Abbiamo ridotto la disoccupazione, non c´è promessa che non abbiamo mantenuto».

Rutelli: «Gli è mancato il comizio finale lo deve fare stasera».

 

Berlusconi: «Rutelli non è capace di dire il suo nome e cognome perché due verità gli farebbero venire un colpo». Breve scambio di nervosismi, si passa ai dati. Ilvo Diamanti commenta il voto: dice che l´otto per cento degli elettori è passato da destra a sinistra. Berlusconi confronta i dati con le europee, «abbiamo avuto un milione e ottocentomila voti in meno fra chi non ha votato». D´Alema tira fuori il foglietto, «non ne avrei bisogno perché le ultime regionali me le ricordo bene», dice che i dati sono sbagliati, i votanti a queste regionali sono stati più che alle europee. «Beh, solo sei su cento sono passati a sinistra».

 

D´Alema: «Ha detto nulla.» Berlusconi: «Abbiamo un anno, li recuperemo uno per uno». Si passa a un´intervista del premier a "Panorama", citata da Rutelli, in cui parla della sinistra pericolosa. Berlusconi imbarazzato: «Beh, avete le scuole superiori, le università, i giornali, le tv, il Consiglio di Stato la magistratura e qui mi fermo per carità di patria». D´Alema, con le mani nei capelli: «Le tv?» risate dal pubblico, «Si fermi, sì, per carità di patria».

 

Nella mezz´ora che segue Vendola in collegamento dice che in Puglia la destra ha perso perché ha tentato di occultare la realtà. D´Alema che la vittoria più bella del centrosinistra «non è nelle sei regioni che abbiamo conquistato, è che abbiamo vinto dappertutto dove governavamo noi». Berlusconi: «Avete rete di clientele». D´Alema: «Non insulti i comuni».

 

Floris, al premier: la sua funzione di leader si sta logorando? «Forse all´inizio della legislatura, ora senz´altro no». D´Alema, una domanda: questa riforma costituzionale che la maggioranza degli italiani non vuole, lei è disposto a fermarla o vuole portarla avanti? Berlusconi: «E´ un percorso avviato, andrà conclusa».

 

Rutelli torna sui temi economici, Berlusconi cambia argomento, coglie uno spinto marginale: «Io sono sempre molto umano, nonostante quello che dicono di me, sono venuto a sostituire di corsa un ministro che non è potuto venire. Vorrei avere con l´opposizione rapporti diversi. Lei Rutelli, senta che cosa ha detto di me», segue elenco.

 

Che guida l´Italia come uno sfasciacarrozze, cose così. Rutelli: «Voglio la cassetta: queste cose che Berlusconi se le dice da solo». D´Alema, che davvero fa soffrire Berlusconi, ricomincia: «Lei dice che vuole tagliare le tasse di 12 miliardi di euro, come?». Berlusconi: «Tagliamo enti inutili». Floris: quali? «Non lo dico se no metto in angoscia certi enti». Floris: lo dica se no ci mette in angoscia tutti.

 

«Lavoriamo all´archiviazione digitale dei documenti di Stato, si risparmia due miliardi di euro. Il 70 per cento dei funzionari hanno caselle e mail, contro il 30 che ci hanno lasciato Lorsignori - chiama la sinistra Lorsignori, sempre - non per nulla abbiamo un ministro dell´innovazione che viene dall´Ibm».

 

Chiusa sulle tv: «Lei Floris è bravissimo, ma io sulle mie reti non ho trasmissioni faziose, eccezion fatta di San Emilio Fede che fa da contraltare al Tre, macchina terribile». Sì scusi, presidente, ma lei ha paura di perdere le prossime elezioni? «Assolutamente no, è impossibile». Sorriso breve di D´Alema, sigla.


Dagospia 06 Aprile 2005