RASSEGNATI STAMPA - EDVIGE FENECH: "A 50, GLI UOMINI PERDONO LA TESTA". E IN CONFINDUSTRIA SE LA COTONANO PURE - DAI, ATTACCA BUSH E FACCIAMO QUATTRO ZOMBIE NELL'HORROR-TRASH - VINCENZO CONSOLO, A CACCIA DELLA VERITA' TACENDO.
1 - FACCIAMO QUATTRO ZOMBIE NELL'HORROR-TRASH
Giuseppe Scaraffia per "Io Donna"
Neanche in catene, fossi George A. Romero, il regista di culto dell'horror, avrei detto: "Altro che zombie. Il vero terrore viene da Bush". D'accordo, avrà avuto il dente avvelenato dalle difficoltà produttive del nuovo film, "La terra dei morti viventi", in cui il cattivo somiglia tanto a George Dabliu. Avrà pure sentito l'imperiosa necessità di denunciare "il tragico cambiamento di mentalità che c'è stato nel Paese" e che ha provocato la sua rielezione.
Sarà pure orgoglioso di avere attaccato nei film precedenti Reagan e il Vietnam, senza peraltro che il suo pubblico se ne sia accorto. Crederà pure di avere fatto anche stavolta un film politico perché in una scena un mezzo corazzato degli umani fa "un'inutile strage di zombie". Però identificare gli adorati zombie con gli afgani e gli iracheni, "personaggi passivi della storia di cui nessuno si occupa finché è troppo tardi", e dichiarare "ma quanto vorrei che mordessero Bush", è un tantino troppo.
Hanno già morso, eccome. Non solo i suoi poveri compatrioti delle Twin Towers, ma i civili di Madrid e ora di Londra. L'orrore ha superato l'horror, il terrorismo i film del terrore. Solo Romero e Bush restano dei trash. Bush di suo padre e Romero di un vero regista. Per la gioia del loro pubblico.
2 - VINCENZO CONSOLO, A CACCIA DELLA VERITA' TACENDO
Riccardo Chiaberge per il Domenicale del Sole 24 Ore
«Chi cerca la verità passa per cretino», annuncia Vincenzo Consolo in una
sconvolgente intervista a «Io Donna». È una citazione dallo Sciascia di "A
ciascuno il suo" ma si attaglia perfettamente alla condizione degli
intellettuali impegnati, che non vogliono diventare «conniventi e
cortigiani». Come appunto Consolo, siciliano naturalizzato milanese, che
rifiuta la Sicilia, disprezza Milano e anche in Italia non si trova affatto
bene, a causa della «involuzione culturale che attraversa il paese». Non per
niente si sta dimettendo da tutti i premi letterari, non va in tivù (dove
pure lo invitano di continuo) e sta perfino pensando di annullare
l'abbonamento a «Sorrisi e Canzoni».
«L'intellettuale - ammonisce Consolo - ha il dovere di tradire, di andare
oltre quelle che sono le verità costituite per dire l'altra verità». Una
verità, va da sé, per definizione scomoda, dirompente, destabilizzante.
Insomma, rivoluzionaria.
E infatti, con sprezzo del pericolo, martellato dalle domande di Maria
Teresa Meli, Consolo affronta di petto i nodi più scottanti dell'involuzione
culturale e politica. I giovani scrittori, che poi sono cinquantenni? «Ne
stimo solo due o tre». I nomi...chiede sommessamente l'intervistatrice. «Non
oso farli». Chi vorrebbe come sindaco di Milano? «Dio mio, che domanda
imbarazzante». Si fanno i nomi di Letizia Moratti, Umberto Veronesi...,
insiste la giornalista. «Taccio, taccio», ribatte l'intrepido Vincenzo.
Minchia! Alla faccia della verità. Di sicuro, con risposte così esaurienti
non corre il rischio di passare per cretino.
3 - EDVIGE FENECH: "A 50, GLI UOMINI PERDONO LA TESTA". E IN CONFINDUSTRIA SE LA COTONANO PURE.
Andrea Marcenaro per il Foglio
L'occidente è alla frutta. Lo ha sostenuto Eufic, l'European Food Information Council, che dopo l'anoressia e la bulimia ha scoperto la diffusione dell'ortoressia. Che cos'è l'ortoressia? Semplice, un nuovo tipo di "disordine alimentare" che vede le persone ossessionate dalla ricerca di un'alimentazione sana. Che se uno ti dice: "Ho trovato una trattoria dove si mangia di merda, andiamo subito!", quello per l'Europa è una persona a posto. Se no, un po' ortoressico. Ma è anche per causa di altri e ben più gravi motivi, se l'occidente è alla frutta. Il relativismo impera. Il laicismo dilaga. La razza umana, nella sua parte benestante, continua imperterrita a farsi le seghe restando sorda agli ammonimenti. Le sue classi dirigenti annaspano. I valori si perdono per strada al punto che gli uomini messi lì a dirigerci non capiscono nemmeno più ciò che le donne vogliono: "Non è il denaro, quello che le donne vogliono davvero", lamenta Edwige Fenech, oggi produttrice cinematografica di successo, "ho conosciuto tanti uomini tranquilli che, arrivati al potere dopo i cinquant'anni, perdono la testa". Esatto. E in Confindustria se la cotonano pure.
Dagospia 19 Luglio 2005
Giuseppe Scaraffia per "Io Donna"
Neanche in catene, fossi George A. Romero, il regista di culto dell'horror, avrei detto: "Altro che zombie. Il vero terrore viene da Bush". D'accordo, avrà avuto il dente avvelenato dalle difficoltà produttive del nuovo film, "La terra dei morti viventi", in cui il cattivo somiglia tanto a George Dabliu. Avrà pure sentito l'imperiosa necessità di denunciare "il tragico cambiamento di mentalità che c'è stato nel Paese" e che ha provocato la sua rielezione.
Sarà pure orgoglioso di avere attaccato nei film precedenti Reagan e il Vietnam, senza peraltro che il suo pubblico se ne sia accorto. Crederà pure di avere fatto anche stavolta un film politico perché in una scena un mezzo corazzato degli umani fa "un'inutile strage di zombie". Però identificare gli adorati zombie con gli afgani e gli iracheni, "personaggi passivi della storia di cui nessuno si occupa finché è troppo tardi", e dichiarare "ma quanto vorrei che mordessero Bush", è un tantino troppo.
Hanno già morso, eccome. Non solo i suoi poveri compatrioti delle Twin Towers, ma i civili di Madrid e ora di Londra. L'orrore ha superato l'horror, il terrorismo i film del terrore. Solo Romero e Bush restano dei trash. Bush di suo padre e Romero di un vero regista. Per la gioia del loro pubblico.
2 - VINCENZO CONSOLO, A CACCIA DELLA VERITA' TACENDO
Riccardo Chiaberge per il Domenicale del Sole 24 Ore
«Chi cerca la verità passa per cretino», annuncia Vincenzo Consolo in una
sconvolgente intervista a «Io Donna». È una citazione dallo Sciascia di "A
ciascuno il suo" ma si attaglia perfettamente alla condizione degli
intellettuali impegnati, che non vogliono diventare «conniventi e
cortigiani». Come appunto Consolo, siciliano naturalizzato milanese, che
rifiuta la Sicilia, disprezza Milano e anche in Italia non si trova affatto
bene, a causa della «involuzione culturale che attraversa il paese». Non per
niente si sta dimettendo da tutti i premi letterari, non va in tivù (dove
pure lo invitano di continuo) e sta perfino pensando di annullare
l'abbonamento a «Sorrisi e Canzoni».
«L'intellettuale - ammonisce Consolo - ha il dovere di tradire, di andare
oltre quelle che sono le verità costituite per dire l'altra verità». Una
verità, va da sé, per definizione scomoda, dirompente, destabilizzante.
Insomma, rivoluzionaria.
E infatti, con sprezzo del pericolo, martellato dalle domande di Maria
Teresa Meli, Consolo affronta di petto i nodi più scottanti dell'involuzione
culturale e politica. I giovani scrittori, che poi sono cinquantenni? «Ne
stimo solo due o tre». I nomi...chiede sommessamente l'intervistatrice. «Non
oso farli». Chi vorrebbe come sindaco di Milano? «Dio mio, che domanda
imbarazzante». Si fanno i nomi di Letizia Moratti, Umberto Veronesi...,
insiste la giornalista. «Taccio, taccio», ribatte l'intrepido Vincenzo.
Minchia! Alla faccia della verità. Di sicuro, con risposte così esaurienti
non corre il rischio di passare per cretino.
3 - EDVIGE FENECH: "A 50, GLI UOMINI PERDONO LA TESTA". E IN CONFINDUSTRIA SE LA COTONANO PURE.
Andrea Marcenaro per il Foglio
L'occidente è alla frutta. Lo ha sostenuto Eufic, l'European Food Information Council, che dopo l'anoressia e la bulimia ha scoperto la diffusione dell'ortoressia. Che cos'è l'ortoressia? Semplice, un nuovo tipo di "disordine alimentare" che vede le persone ossessionate dalla ricerca di un'alimentazione sana. Che se uno ti dice: "Ho trovato una trattoria dove si mangia di merda, andiamo subito!", quello per l'Europa è una persona a posto. Se no, un po' ortoressico. Ma è anche per causa di altri e ben più gravi motivi, se l'occidente è alla frutta. Il relativismo impera. Il laicismo dilaga. La razza umana, nella sua parte benestante, continua imperterrita a farsi le seghe restando sorda agli ammonimenti. Le sue classi dirigenti annaspano. I valori si perdono per strada al punto che gli uomini messi lì a dirigerci non capiscono nemmeno più ciò che le donne vogliono: "Non è il denaro, quello che le donne vogliono davvero", lamenta Edwige Fenech, oggi produttrice cinematografica di successo, "ho conosciuto tanti uomini tranquilli che, arrivati al potere dopo i cinquant'anni, perdono la testa". Esatto. E in Confindustria se la cotonano pure.
Dagospia 19 Luglio 2005