TERREMOTO FIORANI - 200 MILA EURO AI POLITICI PER SOSTENERE UNA LOBBY PRO FAZIO - INCONTRI CON BERLUSCONI E PREVITI, CONTATTI CON DELL'UTRI. ATTRAVERSO L'INTERMEDIAZIONE DEL SENATORE LUIGI GRILLO (INDAGATO PER AGGIOTAGGIO).
(Adnkronos) - Incontri con Silvio Berlusconi, con Cesare Previti, con Antonio Fazio. Contatti con Marcello Dell'Utri. Quasi tutti attraverso l'intermediazione del senatore Luigi Grillo, il primo politico ad essere stato iscritto nel registro degli indagati per concorso in aggiotaggio, nella scalata all'Antonveneta, ma sospettato di avere sostenuto il progetto di Fiorani con una vera e propria attivita' lobbistica.
Tra dichiarazioni, rettifiche, aggiustamenti al limite del maniacale, e' un quadro di ''intrecci inquietanti'' quello che emerge nei 15 lunghissimi interrogatori sostenuti dall'ex amministratore di Bpi davanti ai magistrati milanesi, tutti depositati nei giorni scorsi in vista della concessione, avvenuta ieri, degli arresti domiciliari all'ex banchiere. Nelle sue dichiarazioni-fiume Fiorani arriva a parlare di somme elargite per creare un lobby in parlamento a favore di Antonio Fazio e racconta, in particolare, di avere versato nel 2004 una cifra di circa 200mila euro che, appunto, avrebbe dovuto sostenere la formazione ''di una lobby - dice Fiorani - che cercavo di costruire in parlamento a favore dell'ex governatore''.
Attraverso chi? Fiorani parla del senatore Grillo e di Marcello dell'Utri, anche se in termini tali da non convincere, evidentemente, gli inquirenti ad approfondire penalmente questo racconto, anche perche', allo stato, di riscontri non ne sarebbero stati raccolti. L'ex banchiere parla anche di incontri con Cesare Previti laddove il parlamentare sarebbe pero' stato piu' interessato a far si' che il figlio, o lui stesso, avesse la possibilita' di entrare nel novero dei consulenti legali dell'ex Bpl.
Erano i tempi in cui il progetto della creazione di una grande banca del nord riscuoteva, sempre secondo Fiorani, l'atteggiamento accondiscendente di piu' di un politico. Ed e' in questo contesto che l'ex banchiere riferisce di almeno tre incontri avuti con Silvio Berlusconi a partire dall'agosto 2004. In queste occasioni (una a Villa Certosa, una seconda al Salone nautico di Genova, una terza ad Arcore), il leader di Forza Italia non avrebbe posto nessun tipo di ostacolo al progetto di Fiorani, perche' l'allora governatore di Bankitalia avrebbe dato l'ok al progetto.
L'ex ad di Bpi avrebbe riferito anche che, nel corso dell'incontro organizzato, attraverso l'intermediazione del senatore al Salone nautico, Berlusconi si interesso' circa le indagini in corso, sempre a Milano, sul fallimento di Hdc. In questo quadro di incontri Fiorani parla anche di una colazione che sarebbe avvenuta nel marzo 2005 a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio e l'ex Governatore durante la quale si sarebbe parlato a lungo dell'istituzione, o meno, di un mandato a termine per il numero uno di via Nazionale. Ma anche quest'ultimo racconto e' stato 'preso con le pinze' dagli inquirenti milanesi, non fosse altro perche' Fiorani, in questo caso, avrebbe parlato di quel che altri gli hanno riferito.
2 - SEN. GRILLO, SONO SERENO, MAI FATTO NULLA ILLEGALE
''Ancora oggi sono fermamente convinto della bonta' del progetto industriale della Banca Antonveneta: creare una grande banca italiana nel nord est aveva una sua validita'''. Luigi Grillo continua a difendere il progetto Antonveneta, dopo aver appreso di essere indagato per concorso in aggiotaggio dalla Procura di Milano. ''Sono sereno - ha commentato - ritengo di non aver fatto nulla di illegale, come ho piu' volte dichiarato. Non credo di aver mai compiuto speculazioni sulla banca in
questione''.
Grillo definisce una strumentalizzazione politica la sua iscrizione nel registro degli indagati. ''Sono amareggiato. Siamo ancora una volta di fronte a una strumentalizzazione a fini politici, dal momento che nessuno ha mai notificato a me direttamente la notizia della mia iscrizione nel registro degli indagati che ho appreso tramite l' Agenzia Ansa''.
Grillo ha ricordato che da mesi viene indicato come uno dei registi della scalata ad Antonveneta. ''Da tempo vengo disegnato come il regista - ha osservato - sono voci fuori dalla realta' e ora sono curioso di andare a vedere le carte per capire nel merito di che cosa sono accusato. Ho ripetuto piu' volte di essere stato convinto di investire in quel progetto, il resto sono soltanto maldicenze''. E su Fiorani, Grillo dichiara: ''Quando era amministratore della Banca lo ritenevo un ottimo banchiere''.
''L' operazione Antonveneta - ha proseguito Grillo - era un modo per difendere il sistema creditizio italiano dallo strapotere del capitale straniero che rappresenta una fortissima componente''. ''L' Italia - ha osservato il sen. Grillo - ha un sistema bancocentrico, le banche hanno cioe' un ruolo centrale nel sistema economico. Creare una grossa realta' creditizia totalmente italiana era un modo per difendere l' Italia dal monopolio dei capitali stranieri''. Per ribadire la sua buona fede e la sua convinzione nel sostenere il progetto, il senatore Grillo ha ammesso di aver investito un suo piccolo capitale nel progetto per aver diritto a partecipare all'assemblea. ''Nell' interesse del mio paese - ha detto - ho deciso di investire sul progetto Antonveneta, ho anche partecipato all' assemblea, diritto che ho acquisito investendo 25 mila euro del pacchetto''.
Dagospia 10 Aprile 2006
Tra dichiarazioni, rettifiche, aggiustamenti al limite del maniacale, e' un quadro di ''intrecci inquietanti'' quello che emerge nei 15 lunghissimi interrogatori sostenuti dall'ex amministratore di Bpi davanti ai magistrati milanesi, tutti depositati nei giorni scorsi in vista della concessione, avvenuta ieri, degli arresti domiciliari all'ex banchiere. Nelle sue dichiarazioni-fiume Fiorani arriva a parlare di somme elargite per creare un lobby in parlamento a favore di Antonio Fazio e racconta, in particolare, di avere versato nel 2004 una cifra di circa 200mila euro che, appunto, avrebbe dovuto sostenere la formazione ''di una lobby - dice Fiorani - che cercavo di costruire in parlamento a favore dell'ex governatore''.
Attraverso chi? Fiorani parla del senatore Grillo e di Marcello dell'Utri, anche se in termini tali da non convincere, evidentemente, gli inquirenti ad approfondire penalmente questo racconto, anche perche', allo stato, di riscontri non ne sarebbero stati raccolti. L'ex banchiere parla anche di incontri con Cesare Previti laddove il parlamentare sarebbe pero' stato piu' interessato a far si' che il figlio, o lui stesso, avesse la possibilita' di entrare nel novero dei consulenti legali dell'ex Bpl.
Erano i tempi in cui il progetto della creazione di una grande banca del nord riscuoteva, sempre secondo Fiorani, l'atteggiamento accondiscendente di piu' di un politico. Ed e' in questo contesto che l'ex banchiere riferisce di almeno tre incontri avuti con Silvio Berlusconi a partire dall'agosto 2004. In queste occasioni (una a Villa Certosa, una seconda al Salone nautico di Genova, una terza ad Arcore), il leader di Forza Italia non avrebbe posto nessun tipo di ostacolo al progetto di Fiorani, perche' l'allora governatore di Bankitalia avrebbe dato l'ok al progetto.
L'ex ad di Bpi avrebbe riferito anche che, nel corso dell'incontro organizzato, attraverso l'intermediazione del senatore al Salone nautico, Berlusconi si interesso' circa le indagini in corso, sempre a Milano, sul fallimento di Hdc. In questo quadro di incontri Fiorani parla anche di una colazione che sarebbe avvenuta nel marzo 2005 a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio e l'ex Governatore durante la quale si sarebbe parlato a lungo dell'istituzione, o meno, di un mandato a termine per il numero uno di via Nazionale. Ma anche quest'ultimo racconto e' stato 'preso con le pinze' dagli inquirenti milanesi, non fosse altro perche' Fiorani, in questo caso, avrebbe parlato di quel che altri gli hanno riferito.
2 - SEN. GRILLO, SONO SERENO, MAI FATTO NULLA ILLEGALE
''Ancora oggi sono fermamente convinto della bonta' del progetto industriale della Banca Antonveneta: creare una grande banca italiana nel nord est aveva una sua validita'''. Luigi Grillo continua a difendere il progetto Antonveneta, dopo aver appreso di essere indagato per concorso in aggiotaggio dalla Procura di Milano. ''Sono sereno - ha commentato - ritengo di non aver fatto nulla di illegale, come ho piu' volte dichiarato. Non credo di aver mai compiuto speculazioni sulla banca in
questione''.
Grillo definisce una strumentalizzazione politica la sua iscrizione nel registro degli indagati. ''Sono amareggiato. Siamo ancora una volta di fronte a una strumentalizzazione a fini politici, dal momento che nessuno ha mai notificato a me direttamente la notizia della mia iscrizione nel registro degli indagati che ho appreso tramite l' Agenzia Ansa''.
Grillo ha ricordato che da mesi viene indicato come uno dei registi della scalata ad Antonveneta. ''Da tempo vengo disegnato come il regista - ha osservato - sono voci fuori dalla realta' e ora sono curioso di andare a vedere le carte per capire nel merito di che cosa sono accusato. Ho ripetuto piu' volte di essere stato convinto di investire in quel progetto, il resto sono soltanto maldicenze''. E su Fiorani, Grillo dichiara: ''Quando era amministratore della Banca lo ritenevo un ottimo banchiere''.
''L' operazione Antonveneta - ha proseguito Grillo - era un modo per difendere il sistema creditizio italiano dallo strapotere del capitale straniero che rappresenta una fortissima componente''. ''L' Italia - ha osservato il sen. Grillo - ha un sistema bancocentrico, le banche hanno cioe' un ruolo centrale nel sistema economico. Creare una grossa realta' creditizia totalmente italiana era un modo per difendere l' Italia dal monopolio dei capitali stranieri''. Per ribadire la sua buona fede e la sua convinzione nel sostenere il progetto, il senatore Grillo ha ammesso di aver investito un suo piccolo capitale nel progetto per aver diritto a partecipare all'assemblea. ''Nell' interesse del mio paese - ha detto - ho deciso di investire sul progetto Antonveneta, ho anche partecipato all' assemblea, diritto che ho acquisito investendo 25 mila euro del pacchetto''.
Dagospia 10 Aprile 2006