IL MANIFESTO IN BOLLETTA (TELECOM) - PORTAVOCE: ESODO DALL'"UNITÀ" - TRENTENNI E OTTANTENNI PER IL "RIFORMISTA" - I FEMMINILI ENTRANO IN POLITICA - CHE "PANORAMA" PER VISCO - RAITRE: RUFFINI ATTENDISTA - PREMI: TITOLI E COPERTINE COL BRINDISI.
Denise Pardo per "L'espresso"
1 - IL MANIFESTO - BOLLETTA ROSSA.
Marco Tronchetti Provera starà al 'manifesto' come Edouard de Rothschild, il padrone che ha bloccato i fondi e licenziato il direttore (e uno dei fondatori) sta a 'Libération'? 'Il manifesto', la storica testata comunista presieduta da Valentino Parlato e diretta da Gabriele Polo è in un mare di guai. Vede avvicinarsi con timore la fine dell'anno, quando la Pirelli Re di Tronchetti Provera la sfratterà da via Tomacelli a Roma. Ma questa è la punta dell'iceberg dei problemi in cui continua a versare 'il manifesto'. I giornalisti di nuovo senza stipendio; la campagna abbonamenti ancora sotto un migliaio di copie rispetto al minimo delle previsioni; le banche che nicchiano su nuovi finanziamenti. E l'impossibilità di chiedere lo stato di crisi visti i bilanci privi del segno negativo necessario. Brutte notizie, a parte i buoni risultati delle iniziative di libri e dischi. I vertici del giornale lavorano per trovare soci al progetto della città multimediale: la riconversione di una ex area industriale dove spostare la sede. Tronchetti Provera gliene darà il tempo?
2 - GIORNALISTI PORTAVOCE - L'UNIONE FA L'UNITÀ.
Il nuovo governo dell'Unione ha dato una bella svuotata alle fila redazionali dell''Unità di Antonio Padellaro con una massiccia trasformazione di giornalisti in portavoce. L'ultima in ordine di uscita è Marcella Ciarnelli prescelta da Barbara Pollastrini. Segue Bruno Miserendino andato con Vannino Chiti, Pasquale Cascella asceso al Colle più alto con Giorgio Napoletano, Aldo Varano alle calcagna di Marco Minniti, Caterina Perniconi al fianco di Fabio Mussi. La via editoriale a prepensionamenti ed esuberi. Nicola Rossi docet.
3 - IL RIFORMISTA - FRANCHI TIRATORI.
Altra soluzione creativa per scuotere il mercato del lavoro giornalistico. La simpatica teoria è stata studiata dal neo direttore del 'Riformista' Paolo Franchi, l'uomo molto caldeggiato per la guida del giornale dall'ottantenne Emanuele Macaluso. Franchi ha ben chiaro in mente il genere di giornalisti che animeranno le pagine del quotidiano degli Angelucci. Farà scrivere, va spiegando, solo trentenni e ottantenni. Flessibilità riformista.
4 - FEMMINILI - LADY BUVETTE.
Femminili o trans? Mutazione sessuale dei settimanali italiani per le donne: il femminile politicizzato. Da 'Grazia' ad 'A' il trend inaugurato da 'Donna moderna' porta al Palazzo. Politica non esplicita, genere familiar-intimista, piuttosto light. Su 'Grazia', cofirmato da Carla Vanni&Silvia Grilli, le confidenze di Flavia Prodi, le confessioni di Gino il barbiere sulla chioma scura del premier, Ségolène Royale e François Hollande, Oliviero (Diliberto) contro Fausto (Bertinotti). Su 'A' di Maria Latella , cronache da Montecitorio, interviste a ministri (Giovanna Melandri), il referendum costituzionale, la signora Pina, stilista ufficiale della Bonino. Obiettivo: il famoso target alto del pubblico femminile, quello che vale di più pubblicitariamente. Resiste ancora, aggrappata alla tradizione, solo 'Gioia'.
5 - AFFETTUOSITÀ GIORNALISTICHE - I CAVALIERI DI SAN VINCENZO.
Numero di 'Panorama' della settimana scorsa. Il settimanale diretto da Pietro Calabrese dedica l'apertura dell'attualità a un servizio di Daniele Martini sui conti pubblici. Giusto: argomento caldo. Titolo: 'Qui ci vuole un fisco bestiale'. Occhiello: 'Dove e come il vice ministro Visco troverà i fondi'. Quattro pagine sull'arduo compito di Vincenzo Visco di ridurre il cuneo fiscale, vedette in campagna elettorale, con lusinghiera fotona del suddetto (una delle poche in cui non sembra socievole come un pitt bull). Pagine informatissime sul vice ministro e i suoi tecnici. Informatissime? Più che informate. Perché? Questione di portavoce, dato che l'uomo scelto da Visco altri non è che Roberto Seghetti, giornalista del settimanale in aspettativa. Cunei di 'Panorama', molto affettuosi.
6 - RAITRE - PAOLO IL CALMO.
Mentre in Rai l'agitazione psicomotoria è alle stelle, qualcuno è immobile come la statua di sale della moglie di Lot. È Paolo Ruffini, direttore di RaiTre, rete andata benissimo. Lui sarebbe felicissimo di rimanere dove sta, perché quando l'Unione riuscirà prima o poi a liberare l'azienda dai berluscones, il canale non potrà che crescere e proliferare. Ruffini, che si guarda bene dall'apparire, ha nelle vene sangue doroteo (papà Attilio) e cardinalizio (zio Ernesto). E in testa il modello Angelo Guglielmi
7 - PREMI - TITOLI FRIZZANTI.
Si chiama 'Il Titolo dell'Anno' e 'La Copertina dell'Anno': l'uno è per i quotidiani, l'altro per i periodici. Per la prima volta, nasce un premio che riconosce il valore di un titolo, la comunicazione di una cover. Promosso dallo Spumante Ferrari, ha una giuria democratica, popolare e interattiva (per votare: info@titoloecopertinadell'anno.it). Non soldi, ma mille bottiglie di Ferrari Brut. Premio con brindisi.
Dagospia 23 Giugno 2006
1 - IL MANIFESTO - BOLLETTA ROSSA.
Marco Tronchetti Provera starà al 'manifesto' come Edouard de Rothschild, il padrone che ha bloccato i fondi e licenziato il direttore (e uno dei fondatori) sta a 'Libération'? 'Il manifesto', la storica testata comunista presieduta da Valentino Parlato e diretta da Gabriele Polo è in un mare di guai. Vede avvicinarsi con timore la fine dell'anno, quando la Pirelli Re di Tronchetti Provera la sfratterà da via Tomacelli a Roma. Ma questa è la punta dell'iceberg dei problemi in cui continua a versare 'il manifesto'. I giornalisti di nuovo senza stipendio; la campagna abbonamenti ancora sotto un migliaio di copie rispetto al minimo delle previsioni; le banche che nicchiano su nuovi finanziamenti. E l'impossibilità di chiedere lo stato di crisi visti i bilanci privi del segno negativo necessario. Brutte notizie, a parte i buoni risultati delle iniziative di libri e dischi. I vertici del giornale lavorano per trovare soci al progetto della città multimediale: la riconversione di una ex area industriale dove spostare la sede. Tronchetti Provera gliene darà il tempo?
2 - GIORNALISTI PORTAVOCE - L'UNIONE FA L'UNITÀ.
Il nuovo governo dell'Unione ha dato una bella svuotata alle fila redazionali dell''Unità di Antonio Padellaro con una massiccia trasformazione di giornalisti in portavoce. L'ultima in ordine di uscita è Marcella Ciarnelli prescelta da Barbara Pollastrini. Segue Bruno Miserendino andato con Vannino Chiti, Pasquale Cascella asceso al Colle più alto con Giorgio Napoletano, Aldo Varano alle calcagna di Marco Minniti, Caterina Perniconi al fianco di Fabio Mussi. La via editoriale a prepensionamenti ed esuberi. Nicola Rossi docet.
3 - IL RIFORMISTA - FRANCHI TIRATORI.
Altra soluzione creativa per scuotere il mercato del lavoro giornalistico. La simpatica teoria è stata studiata dal neo direttore del 'Riformista' Paolo Franchi, l'uomo molto caldeggiato per la guida del giornale dall'ottantenne Emanuele Macaluso. Franchi ha ben chiaro in mente il genere di giornalisti che animeranno le pagine del quotidiano degli Angelucci. Farà scrivere, va spiegando, solo trentenni e ottantenni. Flessibilità riformista.
4 - FEMMINILI - LADY BUVETTE.
Femminili o trans? Mutazione sessuale dei settimanali italiani per le donne: il femminile politicizzato. Da 'Grazia' ad 'A' il trend inaugurato da 'Donna moderna' porta al Palazzo. Politica non esplicita, genere familiar-intimista, piuttosto light. Su 'Grazia', cofirmato da Carla Vanni&Silvia Grilli, le confidenze di Flavia Prodi, le confessioni di Gino il barbiere sulla chioma scura del premier, Ségolène Royale e François Hollande, Oliviero (Diliberto) contro Fausto (Bertinotti). Su 'A' di Maria Latella , cronache da Montecitorio, interviste a ministri (Giovanna Melandri), il referendum costituzionale, la signora Pina, stilista ufficiale della Bonino. Obiettivo: il famoso target alto del pubblico femminile, quello che vale di più pubblicitariamente. Resiste ancora, aggrappata alla tradizione, solo 'Gioia'.
5 - AFFETTUOSITÀ GIORNALISTICHE - I CAVALIERI DI SAN VINCENZO.
Numero di 'Panorama' della settimana scorsa. Il settimanale diretto da Pietro Calabrese dedica l'apertura dell'attualità a un servizio di Daniele Martini sui conti pubblici. Giusto: argomento caldo. Titolo: 'Qui ci vuole un fisco bestiale'. Occhiello: 'Dove e come il vice ministro Visco troverà i fondi'. Quattro pagine sull'arduo compito di Vincenzo Visco di ridurre il cuneo fiscale, vedette in campagna elettorale, con lusinghiera fotona del suddetto (una delle poche in cui non sembra socievole come un pitt bull). Pagine informatissime sul vice ministro e i suoi tecnici. Informatissime? Più che informate. Perché? Questione di portavoce, dato che l'uomo scelto da Visco altri non è che Roberto Seghetti, giornalista del settimanale in aspettativa. Cunei di 'Panorama', molto affettuosi.
6 - RAITRE - PAOLO IL CALMO.
Mentre in Rai l'agitazione psicomotoria è alle stelle, qualcuno è immobile come la statua di sale della moglie di Lot. È Paolo Ruffini, direttore di RaiTre, rete andata benissimo. Lui sarebbe felicissimo di rimanere dove sta, perché quando l'Unione riuscirà prima o poi a liberare l'azienda dai berluscones, il canale non potrà che crescere e proliferare. Ruffini, che si guarda bene dall'apparire, ha nelle vene sangue doroteo (papà Attilio) e cardinalizio (zio Ernesto). E in testa il modello Angelo Guglielmi
7 - PREMI - TITOLI FRIZZANTI.
Si chiama 'Il Titolo dell'Anno' e 'La Copertina dell'Anno': l'uno è per i quotidiani, l'altro per i periodici. Per la prima volta, nasce un premio che riconosce il valore di un titolo, la comunicazione di una cover. Promosso dallo Spumante Ferrari, ha una giuria democratica, popolare e interattiva (per votare: info@titoloecopertinadell'anno.it). Non soldi, ma mille bottiglie di Ferrari Brut. Premio con brindisi.
Dagospia 23 Giugno 2006