ARCHEO - DINO BUZZATI-CAMILLA CEDERNA: AMORE IMPOSSIBILE, SEGRETI INCONFESSABILI.

Roberto Festorazzi per il Messaggero


Il segreto di un amore impossibile, quello tra Dino Buzzati e Camilla Cederna, è sigillato in un raccoglitore di documenti dalla copertina rossa. Lo conserva la vedova dell'autore del Deserto dei Tartari, Almerina, che lo sfoglia in nostra presenza aiutandoci a decifrare uno dei tanti enigmi irrisolti della vita dello scrittore bellunese, scomparso trent'anni fa, il 28 gennaio 1972. Il volume contiene il carteggio tra Buzzati e la Cederna, e ci riporta alla fine degli anni Trenta, quando i destini di Dino e Camilla parvero sul punto di incrociarsi, soprattutto per la "maschile" intraprendenza con la quale la ragazza della buona borghesia milanese cercava di coronare il suo sogno d'amore. Si tratta di un numero imprecisato di epistole che comprendono anche divagazioni letterarie e poesie firmate dalla giovane dagli occhi azzurri. Il destinatario conservò anche la copia delle proprie risposte. «Sono scritti pieni di grazia», commenta Almerina Buzzati, che ora detiene metà della proprietà letteraria del carteggio, ossia quella degli scritti inviati dal marito a Camilla.

(Camilla Cederna)


Particolare curioso: per fornire al candidato destinatario degli amorosi sensi la prova della serietà delle sue intenzioni, la Cederna fece intervenire anche la mamma. Donna Ersilia scrisse infatti una lettera alla madre dello scrittore, Alba Mantovani, nella quale veniva chiesta la disponibilità di Dino per gli sponsali. Quando, nel 1939, Buzzati partì per l'Abissinia come corrispondente di guerra, portò con sé la missiva firmata dalla mancata suocera. Documento che conservò tra le sue carte anche dopo il ritorno in Italia. Di questa vicenda, come spesso accade, finora possedevamo soltanto la versione edulcorata e mutila, contenuta nell'autobiografia della Cederna (Il mondo di Camilla, Feltrinelli), morta all'età di 86 anni nel novembre 1997.

Certo sarebbe stato imbarazzante per la giornalista paladina dell'emancipazione femminile, resa famosa dalle inchieste e le battaglie politico-culturali degli anni Settanta, dover giustificare quella concessione al costume borghese e ottocentesco che imponeva ai genitori di una nubenda contatti epistolari esplorativi prima dell'eventuale definizione del contratto di matrimonio. Così, nelle memorie di Camilla non c'è traccia degli aspetti più retrò della vicenda. La Cederna racconta di essersi invaghita di Buzzati dopo aver letto i suoi "libri boschivi". L'infatuazione letteraria si sarebbe trasformata in innamoramento vero e proprio, allorché Camilla volle incontrare lo scrittore, appena dopo l'uscita del Deserto dei Tartari. Così lo ricorda mentre autografava copie del suo romanzo alla Fiera del Libro: «Lo trovai abbastanza il mio tipo, benché gli si vedesse un dente un po' giallo». Ma il carteggio inedito in possesso della vedova è in grado di correggere la versione della Cederna.

Innanzitutto, la frequentazione tra Camilla e Buzzati andrebbe retrodatata a prima della pubblicazione del Deserto dei Tartari (1940), perché esistono lettere risalenti addirittura al 1938. Una, in particolare, inviata durante una villeggiatura a Spotorno, porta la data del 6 agosto di quell'anno.
In ogni caso, la giovane Cederna fu raggelata dal diniego di Buzzati, il quale le disse che (sono parole della Camilla autobiografica) «di una ragazza come me lui non poteva innamorarsi». La spiegazione fornita dall'interessata lascia indubbiamente di stucco: «Seppi che per l'educazione che aveva ricevuto non avrebbe mai potuto amare una donna di quelle considerate perbene, perché gli avevano inculcato che il sesso è un peccato mortale e lo si poteva fare solo con le peccatrici: quindi le sue scelte erano altre, il piacere gli veniva da altri tipi di donne, che alla fine si potessero pagare».

La motivazione del fatale rifiuto che emerge dalla lettura dell'epistolario inedito sarebbe però totalmente diversa. «Dino - reagisce Almerina Buzzati - scrisse a Camilla che si sentiva lusingato, ma che tuttavia non poteva accettare la sua offerta perché non riteneva possibile sposare una donna che facesse il suo stesso mestiere. La Cederna ha aspettato Dino per tutta la vita. Quando seppe che aveva sposato me, le venne il dente avvelenato. Tanto è vero che, molti anni dopo, scrisse anche un articolo su un settimanale nel quale prendeva le distanze dalla passione di Buzzati per le cosiddette "ragazze leggere". In quell'occasione, io le mandai il fascio delle lettere in copia, per rinfrescarle la memoria e chiederle se anche lei si considerasse per caso una di quelle "donnine", visto che era noto a tutti il suo amore platonico per Dino».


Dagospia.com 28 Gennaio 2002