BYE BYE CONDI: BASTA UN CANADESE PER SISTEMARE IL BAFFINO PUGLIESE - GLI INTI ILLIMANI SALVARONO GIORGIO ARMANI - PER OTTENERE UN PICCOLI BONDI OCCORRE CREARE LE FRATTOCCHIE FORZISTE? - CHI DI CASINI FERISCE, DI CASINI PERISCE.
Maria Giovanna Maglie per Dagospia
Caro Dago, Europa in allarme, il tunnel dell'alta velocità non sarà pronto prima del 2020, si sono stufati di aspettare l''Italia. Ma a noi che ci frega, abbiamo un glorioso futuro di agriturismo. Per arrivarci delle belle littorine, che è più chic dell'Orient Express. Mgm
1 - BYE BYE CONDI: BASTA UN CANADESE PER SISTEMARE IL BAFFINO PUGLIESE
No, un canadese no. Per un americano dire "che ci vuoi fare, è canadese", è come per un europeo dire è un belga, per un italiano dire è un carabiniere. Questa ai repubblicani e pure ai democratici Condi non gliela doveva fare. Va bene che Peter Mac Kay è bello, biondo e abbronzato, ha un buon lavoro e i dodici anni d'ordinanza in meno della signora, ma sempre canadese resta, non si viene dal ghetto di Birmingham, Alabama, senza mai nemmeno una volta atteggiarsi a povera negra, per finire a Ottawa. Neanche pensare a lui nelle vesti di aspirante first gentleman. Eppure, la storia è proprio vera, non è un capriccio di giornalisti annoiati. La cinquantaduenne segretario di ferro di Stato ha perso la testa. Chiarito, spiegano fonti del Dipartimento di Stato, quel bye bye Condi che un altro ministro abbronzato degli Esteri aveva pronunciato al telefono qualche tempo fa. E' che lei aveva fatto la sua scelta.
2 - CHI DI CASINI FERISCE, DI CASINI PERISCE
No, Casini schiacciato no. Meglio di un thriller il racconto sul "Tempo" della miserevole situazione in cui si trova Pierferdi Casini di ritorno dall'Iran. Ahmadinejad lo ha avvelenato con la diossina e il suo bel volto sarà segnato per sempre? No, è che ha toccato le Colonne d'Ercole e il suo partito non lo segue più. Cesa e Buttiglione gli hanno fatto capire che rischia di finire piano piano schiacciato dalla terribile macchina che lui stesso ha messo in moto, quella della leadership. Guai in questi casi a chi mette il pulsante da off a on, poi gli tocca andare avanti. Nell'attesa, si torna sulla strada della mediazione, che, osa il "Tempo", forse è la più consona alla Udc. Mediazione sul Libano, mediazione sulla finanziaria, mediazione sula politica estera, ma dentro alla Cdl, almeno per ora. Adelante con juicio, Pier.
3 - PER OTTENERE UN PICCOLI BONDI OCCORRE CREARE LE FRATTOCCHIE FORZISTE?
No, le Frattocchie no. Nel corposo dibattito sul "che fare?", aperto da "Libero" ,si inserisce prepotentemente il giovane già governatore della Puglia, Raffaele Fitto. Né girotondi, né chiusura nei palazzi della politica, chiarisce subito, ed è già un sollievo per il traffico congestionato di Roma e per gli incassi dei ristoratori del centro. Piuttosto, Forza Italia deve creare le sue Frattocchie per far crescere i giovani azzurri. Piccoli Bondi crescono, come un tempo crebbero i Mussi e i Fassino, nel think-tank dei Castelli, con l'aria buona: liberi, coraggiosi, sprezzanti del facile consenso.
4 - GLI INTI ILLIMANI SALVARONO GIORGIO ARMANI
No, gli Inti Illimani no. Racconta Giorgio Armani, pregevolmente intervistato su Magazine da Antonio D'Orrico, in vista di biografia seppur non autorizzata, che la svolta della sua prima sfilata importante fu un'idea improvvisa del compianto Sergio Galeotti, il quale mise su un disco degli Inti Illimani., e tutto cambiò come per magia. Era il 1976, l'eroico gruppetto la faceva da padrone alle Feste dell'Unità. Un po' di anni dopo, Lucio Dalla scriverà "la musica andina che nausea mi da'", diventando un eroe della generazione C, nel senso del "Cile oppresso da Pinochet". Ma D'Orrico non doveva essere d'accordo, perché così colpisce e chiude: "Mettere quel disco in quel contesto e in quel momento è come scendere da una limousine e imboccare la scaletta che porta al metrò, chiamandosi Armani". No chance per "sur padrun dali beli braghi bianchi".
Dagospia 14 Settembre 2006
Caro Dago, Europa in allarme, il tunnel dell'alta velocità non sarà pronto prima del 2020, si sono stufati di aspettare l''Italia. Ma a noi che ci frega, abbiamo un glorioso futuro di agriturismo. Per arrivarci delle belle littorine, che è più chic dell'Orient Express. Mgm
1 - BYE BYE CONDI: BASTA UN CANADESE PER SISTEMARE IL BAFFINO PUGLIESE
No, un canadese no. Per un americano dire "che ci vuoi fare, è canadese", è come per un europeo dire è un belga, per un italiano dire è un carabiniere. Questa ai repubblicani e pure ai democratici Condi non gliela doveva fare. Va bene che Peter Mac Kay è bello, biondo e abbronzato, ha un buon lavoro e i dodici anni d'ordinanza in meno della signora, ma sempre canadese resta, non si viene dal ghetto di Birmingham, Alabama, senza mai nemmeno una volta atteggiarsi a povera negra, per finire a Ottawa. Neanche pensare a lui nelle vesti di aspirante first gentleman. Eppure, la storia è proprio vera, non è un capriccio di giornalisti annoiati. La cinquantaduenne segretario di ferro di Stato ha perso la testa. Chiarito, spiegano fonti del Dipartimento di Stato, quel bye bye Condi che un altro ministro abbronzato degli Esteri aveva pronunciato al telefono qualche tempo fa. E' che lei aveva fatto la sua scelta.
2 - CHI DI CASINI FERISCE, DI CASINI PERISCE
No, Casini schiacciato no. Meglio di un thriller il racconto sul "Tempo" della miserevole situazione in cui si trova Pierferdi Casini di ritorno dall'Iran. Ahmadinejad lo ha avvelenato con la diossina e il suo bel volto sarà segnato per sempre? No, è che ha toccato le Colonne d'Ercole e il suo partito non lo segue più. Cesa e Buttiglione gli hanno fatto capire che rischia di finire piano piano schiacciato dalla terribile macchina che lui stesso ha messo in moto, quella della leadership. Guai in questi casi a chi mette il pulsante da off a on, poi gli tocca andare avanti. Nell'attesa, si torna sulla strada della mediazione, che, osa il "Tempo", forse è la più consona alla Udc. Mediazione sul Libano, mediazione sulla finanziaria, mediazione sula politica estera, ma dentro alla Cdl, almeno per ora. Adelante con juicio, Pier.
3 - PER OTTENERE UN PICCOLI BONDI OCCORRE CREARE LE FRATTOCCHIE FORZISTE?
No, le Frattocchie no. Nel corposo dibattito sul "che fare?", aperto da "Libero" ,si inserisce prepotentemente il giovane già governatore della Puglia, Raffaele Fitto. Né girotondi, né chiusura nei palazzi della politica, chiarisce subito, ed è già un sollievo per il traffico congestionato di Roma e per gli incassi dei ristoratori del centro. Piuttosto, Forza Italia deve creare le sue Frattocchie per far crescere i giovani azzurri. Piccoli Bondi crescono, come un tempo crebbero i Mussi e i Fassino, nel think-tank dei Castelli, con l'aria buona: liberi, coraggiosi, sprezzanti del facile consenso.
4 - GLI INTI ILLIMANI SALVARONO GIORGIO ARMANI
No, gli Inti Illimani no. Racconta Giorgio Armani, pregevolmente intervistato su Magazine da Antonio D'Orrico, in vista di biografia seppur non autorizzata, che la svolta della sua prima sfilata importante fu un'idea improvvisa del compianto Sergio Galeotti, il quale mise su un disco degli Inti Illimani., e tutto cambiò come per magia. Era il 1976, l'eroico gruppetto la faceva da padrone alle Feste dell'Unità. Un po' di anni dopo, Lucio Dalla scriverà "la musica andina che nausea mi da'", diventando un eroe della generazione C, nel senso del "Cile oppresso da Pinochet". Ma D'Orrico non doveva essere d'accordo, perché così colpisce e chiude: "Mettere quel disco in quel contesto e in quel momento è come scendere da una limousine e imboccare la scaletta che porta al metrò, chiamandosi Armani". No chance per "sur padrun dali beli braghi bianchi".
Dagospia 14 Settembre 2006