SILVIO: SU TELECOM, MEDIASET TAGLIATA FUORI PER MOTIVI POLITICI - VESPA E LA FRASE DI CASINI - MASTELLA: - VOYEURISMO INFORMATICO COME QUELLO SESSUALE - DI PIETRO: DECRETO AUTOSTRADE NON CAMBIA - PENSIONI SÌ, PENSIONI NO - GENTILONI, AI PRIVATI UNA RETE P
1 - BERLUSCONI: MEDIASET FUORI DA TRATTATIVE TELECOM PER MOTIVI POLITICI.
(Apcom) - Silvio Berlusconi ritiene che Mediaset sia stata esclusa dalle trattative con Telecom per ragioni politiche. "Mediaset - spiega il leader di Forza Italia nel libro di Bruno Vespa 'L'Italia spezzata' - si proponeva soltanto come fornitrice di contenuti a Telecom. Pensava a una collaborazione per i nuovi canali di distribuzione dell'informazione sulla banda larga". Perché poi Telecom ha trattato i contenuti con Murdoch? Secondo Berlusconi questo è avvenuto "perché trattando con Murdoch, pensava di raggiungere una garanzia di intangibilità da parte della politica italiana. Oggi, qualunque soggetto collabori con Mediaset pensa che tutti gli attacchi contro di noi potrebbero scaricarsi anche contro di lui". Secondo il Cavaliere la vicenda Telecom "è emblematica del modo di procedere di questo governo: un misto di dilettantismo, di arroganza e di statalismo. In verità, più della posizione del governo, che nessuno ha veramente capito quale sia viste le smentite e le contraddizioni a raffica, bisognerebbe parlare dei comportamenti di chi ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, di ignorare le regole del mercato, così come quelle della trasparenza. È molto grave - insiste l'ex premier - che tutto questo avvenga sulla pelle di una delle maggiori aziende italiane, e soprattutto dell'azienda più fortemente orientata alle tecnologie del futuro".
Quanto all'ipotesi che l'azienda possa finire in mani straniere, Berlusconi risponde: "Mi auguro di no. Tra i gestori telefonici, Wind è diventata egiziana, Omnitel è finita agli inglesi di Vodafone, la '3' è cinese. Perdere anche la principale tra le società di telefonia significherebbe essersi fatti totalmente colonizzare".
2 - MASTELLA: PENE PIU' SEVERE PER CHI RUBA DATI.
(Adnkronos) - ''Perche' il voyeurismo informatico e' un reato identico al voyeurismo sessuale, e va punito inmaniera adeguata''. Lo dichiara il ministro alla Giustizia, Clemente mastella, in un'intervista al quotidiano 'Il Messaggero' in merito alla vicenda di spionaggio fiscale. ''C'e' voyeurismo, ma puo' essere anche l'intenzione di utilizzare in qualche modo i dati che vengono prelevati durante questi accessi - ha continuato Mastella - e anche in questo caso e' necessario rendere ancora piu' pesanti le pene per chi commette questi reati, soprattutto quando si tratta di sottrazione di informazioni di particolare sensibilita' come quelle che riguardano quanto si guadagna, cosa si dona ai figli e cosi' via''.
''Ripeto: laddove dovesse diffondersi questo tipo di voyeurismo, sia lo consideri sul piano informatico sia lo si consideri sul quello sessuale, non e' un comportamento moralmente corretto e quindi deve essere penalmente punibile. E' necessario che il Paese viva in serenita': che la gente sia serena''.
3 - VESPA E LA FRASE DI CASINI.
Da "La Stampa"
Botta e risposta Casini-Vespa. «Nell'anticipare alle agenzie una frase dell'onorevole Casini che appare nel suo ultimo libro ("Se Prodi fa lui la mossa, può gestire l'armistizio restando al governo. Sennò rischia di subirla dagli altri"), Vespa riporta correttamente il pensiero di Casini, affidato fra l'altro a un'intervista sul Corriere della Sera dello scorso agosto. Ma pensiero e frase sono evidentemente riferiti a una fase politica diversa da quella attuale». A questa del portavoce di Pier Ferdinando Casini, Roberto Rao, ha subito replicato lo stesso Vespa: «La frase su Prodi contenuta nel mio libro, e che Rao attribuisce a una "fase politica diversa dall'attuale" mi è stata confermata per iscritto dall'onorevole Casini il 17 ottobre. Non credo che in dieci giorni sia cambiato nulla». Controreplica di Rao: «Non capisco le ragioni della precisazione di Bruno Vespa. L'onorevole Casini ha confermato per il suo libro una dichiarazione che gli aveva rilasciato in agosto e che era, ribadisco, evidentemente riferita a quella fase».
4 - DI PIETRO: AL SENATO IL DECRETO AUTOSTRADE NON CAMBIA.
(Adnkronos) - ''Non cambia''. Cosi' il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro ha spiegato che il decreto che riguarda anche la vicenda Autostrade-Abertis non cambiera' al Senato dopo essere stato approvato alla Camera.
5 - DI PIETRO: NON SI PUO' DIRE CHE NON SI TOCCANO LE PENSIONI.
(Adnkronos) - ''Leggo anche questa mattina che c'e' chi dice 'le pensioni non si toccano'. Sara' dura riformare lo Stato e l'economia italiana se non si interviene in fattori cosi' importanti come la riforma previdenziale''. Lo ha detto il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Universita' Bocconi di Milano.
6 - FERRERO: PENSIONI DA NON TOCCARE E SI TORNI A LAVORO A TEMPO INDETERMINATO.
(Adnkronos) - ''Le generazioni interessate ad andare prossimamente in pensione sono quelle dell'inizio degli anni Cinquanta, dove c'e' meta' dei lavoratori dell'industria. E l'idea di portarli fino a 40 anni di anzianita' contribuiva e' inaccettabile. Secondo il programma lo scalone che a gennaio 2008 fara' salire l'eta' pensionabile da 57 a 60 anni va abolito''. Lo dichiara Paolo Ferrero, ministro della Solidarieta' sociale esponente di Rifondazione in un'intervista a il 'Corriere della Sera'.
''Io - afferma Ferrero - non ho votato il Dpef che prevedeva un risparmio di 5 miliardi sulle pensioni. I conti della previdenza sono a posto. Discutiamo pure su come incentivare chi vuole rimanere a lavoro di piu'. Noi non siamo contrari. Ma di imporre l'innalzamento d'eta' pensionabile non se ne parla''.
''Nessuno - spiega - si impicca per dire che la legge Biagi dev'essere abolita. Il programma dice che il lavoro a tempo indeterminato deve tornatre ad essere norrmalita'. E oggi non e' cosi'. Ma vorrei che la discussione non si arenasse su questo punto. Per esempio trovo che l'accordo sul Tfr sia profondamente abagliato''.
7 - DI PIETRO: NON CI DIMETTEREMO MA BISOGNA LAVORARE.
(Adnkronos) - ''Se non riusciremo a governare allora e' meglio dimettersi ma noi non vogliamo dimetterci. Bisogna continuare a lavorare per governare bene. Non ho la sindrome di Stoccolma, non ho un istinto suicida ma bisogna migliorare l'azione di governo e fare qualcosa di piu'''. Lo ha detto il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, arrivando a Milano per partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico della Bocconi.
La maggiorana ha bisogna di una scossa di riformismo vero, non si puo' certo tirare a campare. Non abbiamo bisogno invece di un estremismo e di un radicalismo di uan sinistri d'antan e di un pseudo ambientalismo che dice sempre no a tutto. Dobbiamo invece -ha concluso Di Pietro- puntare sulle liberalizzazioni, la riforma della previdenza e anche la riforma elettorale per avere formazioni piu' omogenee sia del centrosinistra che del centrodestra''.
8 - DINI: SE CADE PRODI PER IL PAESE MEGLIO EVITARE VOTO.
(Adnkronos) - ''O si fanno le riforme, o si rischia di riconsegnare il Paese al centrodestra. Se Prodi dovesse cadere, il Presidente della Repubblica potrebbe provare a vedere se esiste una maggioranza in grado di governare. Questo per il bene del Paese. E' un'ipotesi, come tante altre circolate in questi giorni, certo non un auspicio''. Lo ha dichiarato Lamberto Dini, Presidente della Commissione Esteri del Senato, in un'intervista al quotidiano 'Il Messaggero'.
''Non ho ricevuto nessuna offerta e non sento Berlusconi da un bel po' - ha detto Dini commentando una sua eventuale candidatura per un governo tecnico - Anche se cio' non significa che abbia con lui rapporti civili, anzi cordiali, come del resto molti esponenti della maggioranza. E poi perche' solo io? Si e' parlato anche di Marini e Rutelli, senza troppo scandalo. Ma il tema e' un altro. Vogliamo pensare a chi gioverebbe anchre a votare oggi? Solo a Berlusconi perche' i consensi verso la maggioranza, che ha vinto solo per 24 mila voti, sono drasticamente diminuiti. Percio' mi meraviglio che il ministro Chiti e altri parlaino con disivolura del voto anticipato''.
In merito alla Finanziaria, Dini ha affermato che ''il mio voto e' garantito, purche' si mantegano i saldi della manovra e non si facciano nuove concessioni alle pretese ideologiche dell'estrema sinistra. Penso che la Finanziaria passera' - ha continuato - e che la battaglia piu' dura si avra' nel 2007, quando si dovranno fare le riforme. Tuttavia, invito il governo a procedere senza incertezze perche' se si accentuera' il nostro profilo riformatore, in Parlamento si potra' avere una maggioranza ben piu' ampia dell'attuale centrosinistra''.
9 - CASINI: NESSUN INCIUCIO AL CENTRO MA AL PAESE SERVE NUOVO ESECUTIVO
(Adnkronos) - Le larghe intese ''non sono una proposta politica'' sono una ''necessita''' per affrontare l'emergenza. ''Perche' l'unica cosa drammatica e' un governo paralizzato dai veti della sinistra''. Lo afferma a ''La Repubblica'' il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che sottolinea che 'il governissimo' ''sarebbe anche l'occasione per organizzare un vero bipolarismo senza le ali estreme''.
''Siamo al limite della rivoluzione generazionale. I nostri figli ci diranno che li abbiamo esposti alle intemperie mentre noi ci siamo garantiti abbondantemente. Non e' questione di destra o di sinistra, ma di equita' tra le generazioni: Le persone responsabili devono essere pronte a discutere'' dice ancora Casini riguardo uno dei temi scottanti, la riforma previdenziale, che la classe politica italiana dovrebbe affrontare. Ma se il passo da compiere sia anche quello di andare a votare, per il leader dell'Udc ''come si fa a dirlo?''. ''Certo -afferma- non aggiungo i miei voti a questa maggioranza''.
'Io sostengo -prosegue- che bisogna discutere, che non si va nelle piazze a speculare sull'irritazione sociale. Constato, pero', che perfino al vertice dell'Unione c'e' stato il niet di Giordano e Di liberto sulla previdenza. La verita' e' che questa maggioranza non puo' fare nulla. Se invece si sottrarra' al ricatto delle streme, ci confronteremo''.
''Le grandi intese non sono una proposta politica, ma la soluzione ad un problema. E' il risultato di una constatazione'' continua Casini che sottolinea: ''Pero' sia chiaro non e' la mia ipotesi. Non appartiene ad un mio progetto politico. Dietro non c'e' niente altro. Le forze politiche responsabili non dovrebbero perdere tempo e costruire un'agenda limitata: riforma delle pensioni, titolo V della Costituzione, legge elettorale e liberalizzazioni a partire dai servizi pubblici locali''.
''Inutile stare a parlare di elezioni -aggiunge ancora- il voto anticipato non c'e'. E questo e' solo l'inizio della legislatura. Perche' dovremmo sprecarla?''. ''Con un voto di scarto al Senato -afferma Casini- questo esecutivo si logherera'. Quando sara' l'ora, vedrete che i capi di Ds e Margherita si misureranno con la mia idea''.
''Nelle dichiarazioni altalenanti di Berlusconi e Fini colgo la possibilita' di un percorso comune. Ma bisogna fare chiarezza'' e' un altro passaggio dell'intervista del leader dell'Udc, che, riguardo la leadership del Polo conclude: ''Su questo ormai non faccio piu' notizia. La politica, del resto, e' fatta di percorsi anche dolorosi. Pure Fini, nell'intimo, credo si ponga il problema di una linea credibile''.
10 - CALDEROLI: SILVIO PORTI AL SENATO TUTTA LA CDL E A FAR CADERE PRODI CI PENSO IO.
(Adnkronos) - ''Berlusconi garantisca la presenza dei suoi in Senato e a far cadere Prodi ci penso io''. Lo ha affermato Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, in un'intervista al quotidiano 'Il Giornale' sottolineando che ''quando sento parlare di larghe intese mi viene l'orticaria''.
''Il piano sarebbe - ha spiegato Calderoli - caduta del governo Prodi sulle pensioni, governo tecnico per 'smazzare' la riforma delle pensioni che nessun partito ha la forza e la voglia di fare, nel frattempo referendum e nuova legge elettorale per tornare alle urne con i partiti unici nellaprimavera del 2008''.
''Al Senato - ha continuato Calderoli - in questo momento, c'e' una situazione di parita'. I senatori a vita non vengono, quindi non sono decisivi. Come mai ogni giorno al primo voto la maggioranza va sotto o in pareggio, poi nelle votazioni successive il centrodestra registra sistematiche defezioni che consentono al governo di salvarsi? Vogliamo mandare a casa Prodi? Bene, risento lo psirito del 2001. Ma facciamolo con i fatti, non con le parole''.
11 - COFFERATI: APPROCCIO SBAGLIATO, CONSENSO STA SCRICCHIOLANDO.
(Adnkronos) - ''Le riforme si potevano fare con la manovra ma comunque e' stato bene rimuovere la formula deleteria della fase 2''. Lo afferma a ''La Stampa'' il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ex leader della Cgil. ''Per dare stabilita' al governo del futuro -dice- basta modificare la legge elettorale e tornare al maggioritario e nell'immediato bisogna con pazienza cercare e rendere visibili le convergenze tra le diverse culture che compongono l'esecutivo''. Quindi Cofferati sottolinea: ''Io alla guida del partito della sinistra unita? Pura fantasia''. ''L'idea di cambiare capo del governo mi pare assolutamente priva di senso'' dice ancora.
''Quello che non porta mai vantaggio -prosegue- e' fissare una rotta e poi mostrare dubbi o incertezze, perche' trasmetti un messaggio negativo. E siccome il tema della comunicazione e' certamente importante ed ha gia' penalizzato a piu' riprese il lavoro del governo, che sia scomparso un argomento improprio e fuori luogo, come la cosidetta fase due, va bene''.
E, riguardo i consensi al Governo, Cofferati afferma: ''Si sente qualche scricchiolio. Per noi il mantenimento del consenso e' importante per amministrare. Dopo tre anni di tagli crescenti dei trasferimenti ai Comuni, la discontinuita' col passato era attesa. Il tema sviluppo e risanamento vanno tenuti insieme, bisognava dirlo chiaramente come ha fatto Ciampi nel '93''.
12 - CACCIARI: BISOGNAVA INVESTIRE SU RICERCA, SCUOLA E UNIVERSITA'.
(Adnkronos) - ''Bisognava finanziare la ricerca, l'innovazione, la scuola e l'universita'''. Lo ha affermato Massimo Cacciari, sindaco di Venezia in un'intervista al quotidiano 'Il Giornale' in merito alla manovra Finanziaria.
''La finanziaria e' strategicamente monca - ha aggiunto Cacciari - Di sicuro serviva un risanamento dopo i disastri del centrodestra, ma bisogna dare il senso dello sviluppo. I tagli per l'apprendistato ne sono un esempio: sono interventi fuori realta'. Siamo ancora in fase di discussione esperiamo che il Parlemtno modifichi i punti peggiori. Ormai pero' c'e' poco da fare: anche se correggono tutto quello che devono correggere, rimane il disegno iniziale''.
''No mi va poi - ha detto Cacciari - il modo in cui sono stati trattati gli enti locali e soprattutto la mia citta'. Molti artigiani del centro storico saranno in grave difficolta'. Il premier ha un vizio culturale: da' l'impressione di considerare l'80 per cento dei lavoratori di questa regione come evasori di professione''.
13 - FOLLINI: NO A LEGGE ELETTORALE MODELLO ALPITOUR.
(Adnkronos) - 'Chi ha scritto questa legge l'ha definita una porcheria, quindi, direi che hanno parlato gli esperti...'. Ospite questa mattina della trasmissione 'Viva Voce', Marco Follini ironizza sulla legge elettorale rilanciando la necessita' di cambiare questo sistema. Parlando ai microfoni di 'Radio 24' l'ex segretario dell'Udc indica 'due strade' possibili: 'O si va verso il doppio turno alla francese, o si segue quello del proporzionale alla tedesca. Io sono piu' favorevole alla proporzionale, ma dobbiamo evitare una legge elettorale modello Alpitour. Avete presente la pubblicita': 'Turisti fai da te?' noi abbiamo fatto una legge di quel tipo li'. Dobbiamo cambiarla e penso che questo vada fatto in Parlamento. Se fossi io a scriverla, farei una legge proporzionale con le preferenze, pero' siccome non sono da solo e mi confronto anche con gli altri', vediamo cosa accadra', sottolinea il senatore centrista.
14 - FOLLINI: SE SI CONTINUA COSI' MEGLIO PRIVATIZZARE LA RAI.
(Adnkronos) - ''Anch'io sono desolato per tanti programmi che vedo. Credo che il senso del servizio pubblico sia di essere una televisione di nicchia, che faccia qualcosa di qualita'. La Rai ha preso un'altra strada, quella dell'omologazione alle tv commerciali. Se la strada e' questa, e' giusto privatizzare''. Lo ha sottolineato l'ex segretario dell'Udc Marco Follini, ospite questa mattina della trasmissione 'Viva Voce', parlando dei programmi Rai ai microfoni di 'Radio 24'
15 - GENTILONI: SI' AI PRIVATI IN UNA RETE DELL'EMITTENZA PUBBLICA.
(Adnkronos) - ''Posso anticipare che la Rai del futuro sara' concentrata su due reti generalizzate di servizio pubblico finanziate prevalentemente dal canone, con poca pubblicita' e programmi di elevata qualita'; da un pacchetto di reti tematiche e poi da un'altra rete finanziata dalla pubblicità con programmi commerciali. Non escludo che in futuro i privati possano entrare in questa rete commerciale''. Lo ha dichiarato Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni in un'intervista al quotidiano 'Il Corriere della Sera' anticipando le linee guida della riforma dell'emittenza pubblica.
'Il mio progetto di legge prevede l'attuazione della prescrizione della Corte Costituzionale - ha spiegato Gentiloni - cioe' che una rete Mediaset e una rete Rai migrino sulla tv digitale. Per la prima volta possiamo mettere in atto cio' di cui discutiamo da 10 anni. Penso che nel caso di Mediaset a migrare sara' Rete4 perche' non ha una concessione tv ma solo un'autorizzazione provvisoria. Quanto alla Rai, sara' la societa' a decidere''.
'Vorrei poi sganciare il servizio pubblico dalle logiche partitiche - ha aggiunto il ministro - non ci sara' piu' ragione di avere tre reti Rai generaliste, tutte finanziate allo stesso modo da canone e pubblicita'. Prevedo anche un adeguamento annuale del canone Rai pari al tasso di inflazione. E un maggior impegno contro l'evasione''.
''Per la prima volta il mio progetto prevede che dopo 15 mesi dall'approvazione della legge, cioe' all'incirca nel 2009, Rai e Mediaset cedano o restituiscano allo stato le frequenze analogiche di una delle loro tre reti. Metteremo a gara le frequenze liberate e il denaro incassato andra' in parte al Tesoro e in parte servira' a finanziare progetti di copertura digitale''.
Per quanto riguarda il Wimax il ministro ha affermato che ''per il Wimax va risolta la questione frequenze del ministero della Difesa e relativa compensazione. Siamo alle fasi finali della trattativa. E intanto abbiamo chiesto all'Agcom di definire i criteri per la gara''.
16 - FT: RIFORME, UN 'SONETTO' CHE NESSUNO RIESCE A COMPORRE.
(Apcom) - "La riforme economiche sono un 'sonetto perfetto' che nessun governo italiano sembra essere in grado di comporre". E' quanto afferma oggi il Financial Times, a conclusione di un lungo articolo nella rubrica Comment & Analisys sulle difficoltà di varare cambiamenti strutturali per rilanciare il potenziale di crescita e la sostenibilità dei conti pubblici della penisola. In prima pagina il quotidiano riporta della disputa interna alla maggioranza sul nodo della riforma delle pensioni. "Per i governi europei la regola empirica vuole che chi intende fare riforme le debba vararle non appena giunto al potere. Ora - si legge - per il premier Romano Prodi la questione scottante è se questa opportunità sia stata già sprecata".
Dagospia 30 Ottobre 2006
(Apcom) - Silvio Berlusconi ritiene che Mediaset sia stata esclusa dalle trattative con Telecom per ragioni politiche. "Mediaset - spiega il leader di Forza Italia nel libro di Bruno Vespa 'L'Italia spezzata' - si proponeva soltanto come fornitrice di contenuti a Telecom. Pensava a una collaborazione per i nuovi canali di distribuzione dell'informazione sulla banda larga". Perché poi Telecom ha trattato i contenuti con Murdoch? Secondo Berlusconi questo è avvenuto "perché trattando con Murdoch, pensava di raggiungere una garanzia di intangibilità da parte della politica italiana. Oggi, qualunque soggetto collabori con Mediaset pensa che tutti gli attacchi contro di noi potrebbero scaricarsi anche contro di lui". Secondo il Cavaliere la vicenda Telecom "è emblematica del modo di procedere di questo governo: un misto di dilettantismo, di arroganza e di statalismo. In verità, più della posizione del governo, che nessuno ha veramente capito quale sia viste le smentite e le contraddizioni a raffica, bisognerebbe parlare dei comportamenti di chi ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, di ignorare le regole del mercato, così come quelle della trasparenza. È molto grave - insiste l'ex premier - che tutto questo avvenga sulla pelle di una delle maggiori aziende italiane, e soprattutto dell'azienda più fortemente orientata alle tecnologie del futuro".
Quanto all'ipotesi che l'azienda possa finire in mani straniere, Berlusconi risponde: "Mi auguro di no. Tra i gestori telefonici, Wind è diventata egiziana, Omnitel è finita agli inglesi di Vodafone, la '3' è cinese. Perdere anche la principale tra le società di telefonia significherebbe essersi fatti totalmente colonizzare".
2 - MASTELLA: PENE PIU' SEVERE PER CHI RUBA DATI.
(Adnkronos) - ''Perche' il voyeurismo informatico e' un reato identico al voyeurismo sessuale, e va punito inmaniera adeguata''. Lo dichiara il ministro alla Giustizia, Clemente mastella, in un'intervista al quotidiano 'Il Messaggero' in merito alla vicenda di spionaggio fiscale. ''C'e' voyeurismo, ma puo' essere anche l'intenzione di utilizzare in qualche modo i dati che vengono prelevati durante questi accessi - ha continuato Mastella - e anche in questo caso e' necessario rendere ancora piu' pesanti le pene per chi commette questi reati, soprattutto quando si tratta di sottrazione di informazioni di particolare sensibilita' come quelle che riguardano quanto si guadagna, cosa si dona ai figli e cosi' via''.
''Ripeto: laddove dovesse diffondersi questo tipo di voyeurismo, sia lo consideri sul piano informatico sia lo si consideri sul quello sessuale, non e' un comportamento moralmente corretto e quindi deve essere penalmente punibile. E' necessario che il Paese viva in serenita': che la gente sia serena''.
3 - VESPA E LA FRASE DI CASINI.
Da "La Stampa"
Botta e risposta Casini-Vespa. «Nell'anticipare alle agenzie una frase dell'onorevole Casini che appare nel suo ultimo libro ("Se Prodi fa lui la mossa, può gestire l'armistizio restando al governo. Sennò rischia di subirla dagli altri"), Vespa riporta correttamente il pensiero di Casini, affidato fra l'altro a un'intervista sul Corriere della Sera dello scorso agosto. Ma pensiero e frase sono evidentemente riferiti a una fase politica diversa da quella attuale». A questa del portavoce di Pier Ferdinando Casini, Roberto Rao, ha subito replicato lo stesso Vespa: «La frase su Prodi contenuta nel mio libro, e che Rao attribuisce a una "fase politica diversa dall'attuale" mi è stata confermata per iscritto dall'onorevole Casini il 17 ottobre. Non credo che in dieci giorni sia cambiato nulla». Controreplica di Rao: «Non capisco le ragioni della precisazione di Bruno Vespa. L'onorevole Casini ha confermato per il suo libro una dichiarazione che gli aveva rilasciato in agosto e che era, ribadisco, evidentemente riferita a quella fase».
4 - DI PIETRO: AL SENATO IL DECRETO AUTOSTRADE NON CAMBIA.
(Adnkronos) - ''Non cambia''. Cosi' il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro ha spiegato che il decreto che riguarda anche la vicenda Autostrade-Abertis non cambiera' al Senato dopo essere stato approvato alla Camera.
5 - DI PIETRO: NON SI PUO' DIRE CHE NON SI TOCCANO LE PENSIONI.
(Adnkronos) - ''Leggo anche questa mattina che c'e' chi dice 'le pensioni non si toccano'. Sara' dura riformare lo Stato e l'economia italiana se non si interviene in fattori cosi' importanti come la riforma previdenziale''. Lo ha detto il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Universita' Bocconi di Milano.
6 - FERRERO: PENSIONI DA NON TOCCARE E SI TORNI A LAVORO A TEMPO INDETERMINATO.
(Adnkronos) - ''Le generazioni interessate ad andare prossimamente in pensione sono quelle dell'inizio degli anni Cinquanta, dove c'e' meta' dei lavoratori dell'industria. E l'idea di portarli fino a 40 anni di anzianita' contribuiva e' inaccettabile. Secondo il programma lo scalone che a gennaio 2008 fara' salire l'eta' pensionabile da 57 a 60 anni va abolito''. Lo dichiara Paolo Ferrero, ministro della Solidarieta' sociale esponente di Rifondazione in un'intervista a il 'Corriere della Sera'.
''Io - afferma Ferrero - non ho votato il Dpef che prevedeva un risparmio di 5 miliardi sulle pensioni. I conti della previdenza sono a posto. Discutiamo pure su come incentivare chi vuole rimanere a lavoro di piu'. Noi non siamo contrari. Ma di imporre l'innalzamento d'eta' pensionabile non se ne parla''.
''Nessuno - spiega - si impicca per dire che la legge Biagi dev'essere abolita. Il programma dice che il lavoro a tempo indeterminato deve tornatre ad essere norrmalita'. E oggi non e' cosi'. Ma vorrei che la discussione non si arenasse su questo punto. Per esempio trovo che l'accordo sul Tfr sia profondamente abagliato''.
7 - DI PIETRO: NON CI DIMETTEREMO MA BISOGNA LAVORARE.
(Adnkronos) - ''Se non riusciremo a governare allora e' meglio dimettersi ma noi non vogliamo dimetterci. Bisogna continuare a lavorare per governare bene. Non ho la sindrome di Stoccolma, non ho un istinto suicida ma bisogna migliorare l'azione di governo e fare qualcosa di piu'''. Lo ha detto il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, arrivando a Milano per partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico della Bocconi.
La maggiorana ha bisogna di una scossa di riformismo vero, non si puo' certo tirare a campare. Non abbiamo bisogno invece di un estremismo e di un radicalismo di uan sinistri d'antan e di un pseudo ambientalismo che dice sempre no a tutto. Dobbiamo invece -ha concluso Di Pietro- puntare sulle liberalizzazioni, la riforma della previdenza e anche la riforma elettorale per avere formazioni piu' omogenee sia del centrosinistra che del centrodestra''.
8 - DINI: SE CADE PRODI PER IL PAESE MEGLIO EVITARE VOTO.
(Adnkronos) - ''O si fanno le riforme, o si rischia di riconsegnare il Paese al centrodestra. Se Prodi dovesse cadere, il Presidente della Repubblica potrebbe provare a vedere se esiste una maggioranza in grado di governare. Questo per il bene del Paese. E' un'ipotesi, come tante altre circolate in questi giorni, certo non un auspicio''. Lo ha dichiarato Lamberto Dini, Presidente della Commissione Esteri del Senato, in un'intervista al quotidiano 'Il Messaggero'.
''Non ho ricevuto nessuna offerta e non sento Berlusconi da un bel po' - ha detto Dini commentando una sua eventuale candidatura per un governo tecnico - Anche se cio' non significa che abbia con lui rapporti civili, anzi cordiali, come del resto molti esponenti della maggioranza. E poi perche' solo io? Si e' parlato anche di Marini e Rutelli, senza troppo scandalo. Ma il tema e' un altro. Vogliamo pensare a chi gioverebbe anchre a votare oggi? Solo a Berlusconi perche' i consensi verso la maggioranza, che ha vinto solo per 24 mila voti, sono drasticamente diminuiti. Percio' mi meraviglio che il ministro Chiti e altri parlaino con disivolura del voto anticipato''.
In merito alla Finanziaria, Dini ha affermato che ''il mio voto e' garantito, purche' si mantegano i saldi della manovra e non si facciano nuove concessioni alle pretese ideologiche dell'estrema sinistra. Penso che la Finanziaria passera' - ha continuato - e che la battaglia piu' dura si avra' nel 2007, quando si dovranno fare le riforme. Tuttavia, invito il governo a procedere senza incertezze perche' se si accentuera' il nostro profilo riformatore, in Parlamento si potra' avere una maggioranza ben piu' ampia dell'attuale centrosinistra''.
9 - CASINI: NESSUN INCIUCIO AL CENTRO MA AL PAESE SERVE NUOVO ESECUTIVO
(Adnkronos) - Le larghe intese ''non sono una proposta politica'' sono una ''necessita''' per affrontare l'emergenza. ''Perche' l'unica cosa drammatica e' un governo paralizzato dai veti della sinistra''. Lo afferma a ''La Repubblica'' il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che sottolinea che 'il governissimo' ''sarebbe anche l'occasione per organizzare un vero bipolarismo senza le ali estreme''.
''Siamo al limite della rivoluzione generazionale. I nostri figli ci diranno che li abbiamo esposti alle intemperie mentre noi ci siamo garantiti abbondantemente. Non e' questione di destra o di sinistra, ma di equita' tra le generazioni: Le persone responsabili devono essere pronte a discutere'' dice ancora Casini riguardo uno dei temi scottanti, la riforma previdenziale, che la classe politica italiana dovrebbe affrontare. Ma se il passo da compiere sia anche quello di andare a votare, per il leader dell'Udc ''come si fa a dirlo?''. ''Certo -afferma- non aggiungo i miei voti a questa maggioranza''.
'Io sostengo -prosegue- che bisogna discutere, che non si va nelle piazze a speculare sull'irritazione sociale. Constato, pero', che perfino al vertice dell'Unione c'e' stato il niet di Giordano e Di liberto sulla previdenza. La verita' e' che questa maggioranza non puo' fare nulla. Se invece si sottrarra' al ricatto delle streme, ci confronteremo''.
''Le grandi intese non sono una proposta politica, ma la soluzione ad un problema. E' il risultato di una constatazione'' continua Casini che sottolinea: ''Pero' sia chiaro non e' la mia ipotesi. Non appartiene ad un mio progetto politico. Dietro non c'e' niente altro. Le forze politiche responsabili non dovrebbero perdere tempo e costruire un'agenda limitata: riforma delle pensioni, titolo V della Costituzione, legge elettorale e liberalizzazioni a partire dai servizi pubblici locali''.
''Inutile stare a parlare di elezioni -aggiunge ancora- il voto anticipato non c'e'. E questo e' solo l'inizio della legislatura. Perche' dovremmo sprecarla?''. ''Con un voto di scarto al Senato -afferma Casini- questo esecutivo si logherera'. Quando sara' l'ora, vedrete che i capi di Ds e Margherita si misureranno con la mia idea''.
''Nelle dichiarazioni altalenanti di Berlusconi e Fini colgo la possibilita' di un percorso comune. Ma bisogna fare chiarezza'' e' un altro passaggio dell'intervista del leader dell'Udc, che, riguardo la leadership del Polo conclude: ''Su questo ormai non faccio piu' notizia. La politica, del resto, e' fatta di percorsi anche dolorosi. Pure Fini, nell'intimo, credo si ponga il problema di una linea credibile''.
10 - CALDEROLI: SILVIO PORTI AL SENATO TUTTA LA CDL E A FAR CADERE PRODI CI PENSO IO.
(Adnkronos) - ''Berlusconi garantisca la presenza dei suoi in Senato e a far cadere Prodi ci penso io''. Lo ha affermato Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, in un'intervista al quotidiano 'Il Giornale' sottolineando che ''quando sento parlare di larghe intese mi viene l'orticaria''.
''Il piano sarebbe - ha spiegato Calderoli - caduta del governo Prodi sulle pensioni, governo tecnico per 'smazzare' la riforma delle pensioni che nessun partito ha la forza e la voglia di fare, nel frattempo referendum e nuova legge elettorale per tornare alle urne con i partiti unici nellaprimavera del 2008''.
''Al Senato - ha continuato Calderoli - in questo momento, c'e' una situazione di parita'. I senatori a vita non vengono, quindi non sono decisivi. Come mai ogni giorno al primo voto la maggioranza va sotto o in pareggio, poi nelle votazioni successive il centrodestra registra sistematiche defezioni che consentono al governo di salvarsi? Vogliamo mandare a casa Prodi? Bene, risento lo psirito del 2001. Ma facciamolo con i fatti, non con le parole''.
11 - COFFERATI: APPROCCIO SBAGLIATO, CONSENSO STA SCRICCHIOLANDO.
(Adnkronos) - ''Le riforme si potevano fare con la manovra ma comunque e' stato bene rimuovere la formula deleteria della fase 2''. Lo afferma a ''La Stampa'' il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ex leader della Cgil. ''Per dare stabilita' al governo del futuro -dice- basta modificare la legge elettorale e tornare al maggioritario e nell'immediato bisogna con pazienza cercare e rendere visibili le convergenze tra le diverse culture che compongono l'esecutivo''. Quindi Cofferati sottolinea: ''Io alla guida del partito della sinistra unita? Pura fantasia''. ''L'idea di cambiare capo del governo mi pare assolutamente priva di senso'' dice ancora.
''Quello che non porta mai vantaggio -prosegue- e' fissare una rotta e poi mostrare dubbi o incertezze, perche' trasmetti un messaggio negativo. E siccome il tema della comunicazione e' certamente importante ed ha gia' penalizzato a piu' riprese il lavoro del governo, che sia scomparso un argomento improprio e fuori luogo, come la cosidetta fase due, va bene''.
E, riguardo i consensi al Governo, Cofferati afferma: ''Si sente qualche scricchiolio. Per noi il mantenimento del consenso e' importante per amministrare. Dopo tre anni di tagli crescenti dei trasferimenti ai Comuni, la discontinuita' col passato era attesa. Il tema sviluppo e risanamento vanno tenuti insieme, bisognava dirlo chiaramente come ha fatto Ciampi nel '93''.
12 - CACCIARI: BISOGNAVA INVESTIRE SU RICERCA, SCUOLA E UNIVERSITA'.
(Adnkronos) - ''Bisognava finanziare la ricerca, l'innovazione, la scuola e l'universita'''. Lo ha affermato Massimo Cacciari, sindaco di Venezia in un'intervista al quotidiano 'Il Giornale' in merito alla manovra Finanziaria.
''La finanziaria e' strategicamente monca - ha aggiunto Cacciari - Di sicuro serviva un risanamento dopo i disastri del centrodestra, ma bisogna dare il senso dello sviluppo. I tagli per l'apprendistato ne sono un esempio: sono interventi fuori realta'. Siamo ancora in fase di discussione esperiamo che il Parlemtno modifichi i punti peggiori. Ormai pero' c'e' poco da fare: anche se correggono tutto quello che devono correggere, rimane il disegno iniziale''.
''No mi va poi - ha detto Cacciari - il modo in cui sono stati trattati gli enti locali e soprattutto la mia citta'. Molti artigiani del centro storico saranno in grave difficolta'. Il premier ha un vizio culturale: da' l'impressione di considerare l'80 per cento dei lavoratori di questa regione come evasori di professione''.
13 - FOLLINI: NO A LEGGE ELETTORALE MODELLO ALPITOUR.
(Adnkronos) - 'Chi ha scritto questa legge l'ha definita una porcheria, quindi, direi che hanno parlato gli esperti...'. Ospite questa mattina della trasmissione 'Viva Voce', Marco Follini ironizza sulla legge elettorale rilanciando la necessita' di cambiare questo sistema. Parlando ai microfoni di 'Radio 24' l'ex segretario dell'Udc indica 'due strade' possibili: 'O si va verso il doppio turno alla francese, o si segue quello del proporzionale alla tedesca. Io sono piu' favorevole alla proporzionale, ma dobbiamo evitare una legge elettorale modello Alpitour. Avete presente la pubblicita': 'Turisti fai da te?' noi abbiamo fatto una legge di quel tipo li'. Dobbiamo cambiarla e penso che questo vada fatto in Parlamento. Se fossi io a scriverla, farei una legge proporzionale con le preferenze, pero' siccome non sono da solo e mi confronto anche con gli altri', vediamo cosa accadra', sottolinea il senatore centrista.
14 - FOLLINI: SE SI CONTINUA COSI' MEGLIO PRIVATIZZARE LA RAI.
(Adnkronos) - ''Anch'io sono desolato per tanti programmi che vedo. Credo che il senso del servizio pubblico sia di essere una televisione di nicchia, che faccia qualcosa di qualita'. La Rai ha preso un'altra strada, quella dell'omologazione alle tv commerciali. Se la strada e' questa, e' giusto privatizzare''. Lo ha sottolineato l'ex segretario dell'Udc Marco Follini, ospite questa mattina della trasmissione 'Viva Voce', parlando dei programmi Rai ai microfoni di 'Radio 24'
15 - GENTILONI: SI' AI PRIVATI IN UNA RETE DELL'EMITTENZA PUBBLICA.
(Adnkronos) - ''Posso anticipare che la Rai del futuro sara' concentrata su due reti generalizzate di servizio pubblico finanziate prevalentemente dal canone, con poca pubblicita' e programmi di elevata qualita'; da un pacchetto di reti tematiche e poi da un'altra rete finanziata dalla pubblicità con programmi commerciali. Non escludo che in futuro i privati possano entrare in questa rete commerciale''. Lo ha dichiarato Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni in un'intervista al quotidiano 'Il Corriere della Sera' anticipando le linee guida della riforma dell'emittenza pubblica.
'Il mio progetto di legge prevede l'attuazione della prescrizione della Corte Costituzionale - ha spiegato Gentiloni - cioe' che una rete Mediaset e una rete Rai migrino sulla tv digitale. Per la prima volta possiamo mettere in atto cio' di cui discutiamo da 10 anni. Penso che nel caso di Mediaset a migrare sara' Rete4 perche' non ha una concessione tv ma solo un'autorizzazione provvisoria. Quanto alla Rai, sara' la societa' a decidere''.
'Vorrei poi sganciare il servizio pubblico dalle logiche partitiche - ha aggiunto il ministro - non ci sara' piu' ragione di avere tre reti Rai generaliste, tutte finanziate allo stesso modo da canone e pubblicita'. Prevedo anche un adeguamento annuale del canone Rai pari al tasso di inflazione. E un maggior impegno contro l'evasione''.
''Per la prima volta il mio progetto prevede che dopo 15 mesi dall'approvazione della legge, cioe' all'incirca nel 2009, Rai e Mediaset cedano o restituiscano allo stato le frequenze analogiche di una delle loro tre reti. Metteremo a gara le frequenze liberate e il denaro incassato andra' in parte al Tesoro e in parte servira' a finanziare progetti di copertura digitale''.
Per quanto riguarda il Wimax il ministro ha affermato che ''per il Wimax va risolta la questione frequenze del ministero della Difesa e relativa compensazione. Siamo alle fasi finali della trattativa. E intanto abbiamo chiesto all'Agcom di definire i criteri per la gara''.
16 - FT: RIFORME, UN 'SONETTO' CHE NESSUNO RIESCE A COMPORRE.
(Apcom) - "La riforme economiche sono un 'sonetto perfetto' che nessun governo italiano sembra essere in grado di comporre". E' quanto afferma oggi il Financial Times, a conclusione di un lungo articolo nella rubrica Comment & Analisys sulle difficoltà di varare cambiamenti strutturali per rilanciare il potenziale di crescita e la sostenibilità dei conti pubblici della penisola. In prima pagina il quotidiano riporta della disputa interna alla maggioranza sul nodo della riforma delle pensioni. "Per i governi europei la regola empirica vuole che chi intende fare riforme le debba vararle non appena giunto al potere. Ora - si legge - per il premier Romano Prodi la questione scottante è se questa opportunità sia stata già sprecata".
Dagospia 30 Ottobre 2006