ADDIO A ELTSIN - HANEFI: LITE STRADA-PRODI - SONDAGGIO REPUBBLICA: GOVERNO GIÙ, PD AL 27% - PIOVE AL SENATO - LEGGE ELETTORALE, L'UDEUR GRIDA ALL'INCIUCIO (E SBUCA LO "SBARRAMENTO GRADUALE") - SICCITÀ, STATO DI EMERGENZA - LA VELINA RESTA ROSSA...

1 - MUORE BORIS ELTSIN PER ARRESTO CARDIACO.
(Adnkronos) -
Boris Eltsin e' morto per un improvviso arresto cardiaco, ha riferito l'agenzia Interfax citando i medici dell'ex presidente russo eletto nel 1991 e in carica fino al 1999.

2 - EMERGENCY: 'INCONCEPIBILE DISINTERESSE' PRODI SU HANEFI.
(Ansa) -
Emergency torna a chiedere l'intervento del governo italiano per la vicenda Rahmatullah Hanefi in quanto ritiene ''inconcepibile il suo sostanziale disinteresse''. Lo fa nel giorno in cui il Corriere della Sera afferma che l'operatore afgano dell' Ong e' accusato dell'omicidio del mediatore di Daniele Mastrogiacomo. Accuse che la stessa Emergency ritiene che ''non consentono valutazioni sulla consistenza delle affermazioni riportate in quanto non sono citate le fonti''. Tuttavia, prosegue Emergency, se le affermazioni del Corriere ''non saranno smentite risultera' palesemente falso quanto detto sul carattere 'democratico e legittimo' del governo Karzai, che l'Italia e' impegnata a sostenere in varie forme, non solo militari: l'Italia e' infatti 'paese guida' nell'ambito della comunita' dei donatori per la ricostruzione dell'amministrazione d ella giustizia''. ''E' inconcepibile - sostiene Emergency - che il governo italiano prosegua nel suo sostanziale disinteresse, in considerazione anche del fatto che tutto questo sia relativo a una persona che e' accusata per cio' che ha compiuto in attuazioni di richieste della presidenza del Consiglio del ministero degli Esteri''.

Fra l'altro, sempre per Emergency, le dichiarazioni del governo italiano sul fatto che l'uomo sia una cittadino afgano e quindi non c'e' possibilita' di intervento, ''non hanno valore: erano cittadini afgani detenuti dalle autorita' del loro paese anche cinque prigionieri dei quali il governo italiano si e' molto attivamente e insistentemente interessato fra il 16 e il 18 marzo, ottenendone la liberazione''. Emergency inoltre giudica l'articolo del Corriere un ''centone di parole gia' dette e gia' note''. E ritiene ''sconcertante'' l'affermazione secondo la quale non sia prevista per Hanefi l'assistenza legale, ''tanto piu' se tale procedimento rischia di sfociare in una condanna a morte. E' sconcertante vedere questa eventualita' presentata come una rassegnata constatazione. In palese contraddizione peraltro con le dichiarazioni dell'ambasciata afgana in Italia e della Costituzione afgana vigente, la quale formalmente, conclude Emergency - sancisce l'inviolabilita' e la non derogabilita' per alcun motivo del diritto della difesa''.

3 - BONIVER: GOVERNO ASSICURI AVVOCATO AD HANEFI.
(Dire) -
"Hanefi accusato di concorso in omicidio? L' ennesimo, gravissimo risvolto della liberazione di Mastrogiacomo, dopo la liberazione di cinque terroristi talebani, oggi vede imputato di reati gravissimi il responsabile dello staff di Emergency", dichiara la responsabile esteri di Forza Italia, Margherita Boniver. "Visto il ruolo che il governo Prodi ha caricato sulle spalle di Emergency.- chiude Boniver- il minimo che oggi puo' fare e' assicurare ad Hanefi piena assistenza legale affinche' alle sue imputazioni non segua una condanna durissima, ed ancorche' tutto rimanga da provare in un giusto processo egli non rischi l'ergastolo se non addirittura la pena capitale".

4 - SONDAGGIO REPUBBLICA: CALA CONSENSO GOVERNO. PD AL 27%...
(Italpress) -
4 punti in meno nel sondaggio mensile di "Repubblica.it" per il Governo (dal 46% al 42%). Il nascente Partito Democratico raccoglie il 27%. Il calo del Governo e' inesorabile: nel luglio del 2006, ad inizio legislatura, era al 63%. Ora oltre venti punti in meno.Il premier e' stazionario rispetto alla rilevazione del mese scorso (42%). Quindi i ministri: Massimo D'Alema, pur restando il piu' gradito tra i ministri, vede scendere bruscamente le sue quotazioni. Una secca discesa dal 66% di un mese fa al 60% di oggi. Solo due punti percentuali in piu' di Giuliano Amato che mantiene il secondo posto (al 58%). E il collegamento tra le tensioni della politica estera e la discesa del quoziente di fiducia appare evidente. Crollo verticale anche per Rosy Bindi e Barbara Pollastrini. Le due ministre alle prese con la spinosa vicenda dei Dico pagano pegno perdendo ben 9 punti percentuali rispetto al sondaggio di marzo. Male anche Livia Turco (49%, -4%) e il ministro dello Sport Giovanna Melandri (55%, -5%).

Quest'ultima sembra pagare l'intricata situazione del calcio italiano e la bocciatura dell'Italia per gli Europei del 2012. Male anche Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastutture e leader dell'Italia dei Valori: meno 4% per lui, che scende dal 54% di un mese fa al 50 di oggi. Segno piu' per Emma Bonino che sale dal 52% al 56%. Per quanto riguarda i partiti le cose non vanno meglio: se il Pd potrebbe contare su un 27% dei voti, per quel che riguarda l'indice di fiducia i Ds vedono salire i propri consensi di un + 5%: la Quercia passa dal 43% al 48%, confermandosi il partito che riscuote maggiore fiducia. Alle spalle della Quercia si piazza Forza Italia in leggero calo (dal 42% al 41%). Stabile la Margherita che conserva la quarta posizione con il 40%. Va registrata, invece, l'impennata dello Sdi (in procinto di diventare Psi). La formazione di Enrico Boselli, infatti, passa dall'8% al 22%. Una cavalcata trionfale di ben 14 punti percentuali. Nel gradimento non va altrettanto bene all'Italia dei Valori (27%, -3%), a Rifondazione (26%, -4%), ai Verdi (26%, -5%). E neanche all'Udc di Pier Ferdinando Casini che lascia sul terreno due punti: dal 28% al 26%.

5 - SENATO: PIOVE A SCROSCIO DAL SOFFITTO NEL 'TRANSATLANTICO'.
(Ansa) -
Situazione di emergenza al Senato dove, dal soffitto del Salone Garibaldi, di fatto il ''Transatlantico'' di Palazzo Madama, sta piovendo a scroscio dal soffitto. L'acqua che cade copiosamente, bagna i cassettoni dorati e i tessuti che foderano le pareti del salone. Diversi senatori stanno seguendo con il naso all'insu' la situazione.

6 - FRANCESCHINI: ORA LA PARTE PIU' DIFFICILE.
(Dire) -
Il giorno dopo il congresso e' visibilmente sollevato, Dario Franceschini, presidente dei deputati dell'Ulivo. Al cronista non rilascia commenti, soltanto una battuta: "E' terminata la fase piu' facile, ora comincia quella piu' difficile".

7 - ROTONDI "PROCEDERE VERSO FEDERAZIONE".
(Italpress) -
"Non ci sono alternative alla Federazione e al partito unitario. La CdL deve accelerare i tempi a approdare alla Federazione con chi ci sta. Bisogna procedere rapidamente senza se e senza ma". A dichiararlo e' il segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, senatore Gianfranco Rotondi.



8 - FABRIS (UDEUR) SULLA LEGGE ELETTORALE "VERSO INCIUCIO LIBERTICIDA".
(Italpress) -
"Se il buongiorno si vede dal mattino in Parlamento l'iter per la riforma elettorale rischia di non approdare mai, perche' il ministro Chiti questa mattina non ha portato in Commissione una proposta secondo l'intesa raggiunta nella maggioranza, ma una serie di ipotesi, anche tra loro contrastanti, che rischiano solo di far perdere altrettanto tempo": lo afferma il capogruppo Udeur alla Camera, Mauro Fabris, dopo l'audizione di Chiti in Commissione Affari Costituzionali. "Evidentemente le conclusioni dei congressi DP e DL spingono l'Ulivo e gran parte del Governo a cercare per via referendaria o di riforma elettorale cio' che non riescono a fare per via politica, e cioe' far nascere un grande partito. Vista l'attenzione che raccolgono nella CdL - sostiene Fabris - si rischia un'intesa liberticida, di chi vuole cancellare dalla scena politica tutti quelli che non si riconoscono nei partiti unici che si vogliono far nascere". "Ora - conclude Fabris - valuteremo, liberi da vincoli di maggioranza, se presentare il testo condiviso con il collega Calderoli e con il cosiddetto tavolo dei volenterosi".

9 - CHITI: NESSUN INCIUCIO MA MIE VALUTAZIONI.
(Agi) -
"Non c'e' nessun inciucio, ma solo mie valutazioni personali tratte dalla lettura di possibili convergenze sulla base degli incontri che ho avuto" con le forze politiche. Lo ha detto il ministro delle Riforme, Vannino Chiti, al termine del dibattito in Commissione Affari Costituzionali sulla legge elettorale, replicando a chi, come l'Udeur, parla di "inciucio" dopo le conclusioni dei congressi di DS e DL "che spingono l'Ulivo e gran parte del Governo a cercare per via referendaria o di riforma elettorale cio' che non riescono a fare per via politica, e cioe' far nascere un grande partito". Chiti si e' detto convinto che "ci siano le condizioni per fare una nuova legge elettorale con un largo consenso parlamentare".

Quanto alla mancanza di un articolato, Chiti ha precisato: "Il testo di legge non c'e' e non ci sara' perche' il governo non presentera' alcun articolato di legge. Questo spetta al Parlamento, mentre il governo fara' la sua parte. I punti cardine sono chiari: rapporto cittadini-eletti; presenza delle donne nelle istituzioni; gradualita' sulla soglia di sbarramento; premio di maggioranza che scatta dopo che un partito ha raccolto il 40 per cento dei seggi. Ci possono essere valutazioni diverse - ha concluso Chiti - ma mi pare che ci siano indicazioni molto precise per costruire una nuova legge".

10 - CHITI: SBARRAMENTO GRADUALE, PRODI CI CREDE.
(Dire) -
"La mia valutazione, e quella del presidente del consiglio, e' di poter inserire un elemento di gradualita' nell'individuazione in legge della soglia di sbarramento". Lo riferisce il ministro per le Riforme Vannino Chiti, nell'audizione sulla legge elettorale in corso al Senato. Chiti ribadisce che il "negoziato su dove collocare lo sbarramento" dovra' essere fatto in sede parlamentare, suggerendo pero' che si potrebbe fissare una certa soglia per le prossime elezioni e poi, a partire dalla XVII legislatura, portarla "ad esempio" al 5%. Certo e', sottolinea il ministro, che "c'e' accordo tra le forze politiche sul fatto di superare comunque il premio al miglior perdente, il 'premio di consolazione'".

Quanto alla clausola di sbarramento, a giudizio di Chiti due sono le strade che potrebbero essere imboccate: una "soglia di sbarramento a livello nazionale, e si puo' prevedere che l'accesso ai seggi sara' consentito a chi supera la soglia a livello nazionale o qualora si superi una soglia piu' alta a livello di 3 circoscrizioni elettorali non della medesima regione, oppure una soglia che funzioni a livello di circoscrizioni regionali o subregionali". La differenza, spiega Chiti, e' che "nel primo caso il recupero dei resti e' a livello nazionale, nel secondo sulla base della circoscrizione regionale" con un "elemento di innalzamento naturale della stessa soglia".

11 - GENTILONI "SMENTITO CHI PENSAVA A PARTENZA FREDDA" DEL PD.
(Italpress) -
Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, si ispira alla Francia e alla prima parte di una celebre citazione per commentare l'avvio del Partito Democratico. Nel post sul suo blog (www.paologentiloni.it) titola ce n'est q'un debut, ovvero, non s che l'inizio. Tanto al continuons le combat, continuiamo a combattere, ci ha pensato ieri Francesco Rutelli chiudendo il congresso della Margherita che aveva esortato i dielle "a mettersi al lavoro". Ecco il post di Gentiloni: "E' partito davvero, con l'abbraccio tra Rutelli e Fassino e la foto ricordo tipo convention americana con tanto di magliette ("sono partito democratico e non torno indietro"). Solo De Mita non se l'è sentita di esibirla ed e' sgattaiolato via cinque minuti prima della foto. Lo capisco, ma sara' comunque con noi. Giachetti ha incassato la data della Costituente e ha finalmente smesso il digiuno. Nei prossimi giorni ne discuteremo a fondo. Per ora dico solo che chi aveva pronosticato una partenza fredda e' stato smentito. Io me lo aspettavo, ma forse non fino a questo punto: l'avventura del partito democratico e' cominciata alla grande".

12 - REALACCI: CRISI SICCITÀ, CDM PROCLAMI SUBITO STATO EMERGENZA.
(Ansa) -
Come era prevedibile ''la situazione del Po e di molti altri bacini italiani sta diventando estremamente critica. Non c'e' piu' tempo da perdere e mi auguro che gia' dal Consiglio dei Ministri di domani, o comunque il prima possibile, venga proclamato lo stato di emergenza''. Lo ha affermato il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, sottolineando che ''e' tecnicamente la misura piu' immediata per istituire da subito una cabina di regia comune per l'utilizzo della risorsa idrica''. Realacci ha ricordato che venerdi' scorso l'Aula di Montecitorio ha approvato la risoluzione delle Commissioni Ambiente e Agricoltura dove, oltre allo stato di emergenza, si impegna il Governo a una pianificazione di interventi a lungo e medio termine da concordare con tutte le parti interessate, le regioni, gli enti locali, le associazioni di categoria, il mondo dell'impresa e dell'agricoltura, il mondo tecnico-scientifico, le parti sociali e della societa' civile. ''Sul tema - ha concluso Realacci - la Commissione che presiedo convochera' quanto prima in audizione la Protezione Civile per verificare lo stato della situazione e analizzare le possibili misure da intraprendere''.

13 - LA VELINA ROSSA NON CAMBIA COLORE.
(Dire) -
La "Velina rossa", la nota politca di Pasquale Laurito, "non cambia colore: il blu del mare, spesso e volentieri, si trasforma in tsunami- dice Laurito- non vogliamo correre il rischio di doverci continuamente metterci in salvo". Il rosso, del resto "e' il colore del 'sol dell'avvenire', e' cardinalizio e gramsciano- dall'Internazionale al Cielo blu (la canzone di Rino Gaetano con cui si e' chiuso il Congresso dei ds a Firenze- ndr) il passo e' lungo, forse troppo lungo. Il nuovo populismo di alcuni candidati di lungo corso- spiega Laurito- non arrivera' mai a un ventesimo di Gramsci... Certo non avremmo mai pensato che l'elogio al nuovo venisse affidato a una attrice che nella sua popolare trasmissione 'il medico in famiglia' recita la parte della moglie dell'impresario delle pompe funebri". "Chi ha deciso di ammainare le bandiere rosse- dice Laurito - ricordi che migliaia di compagni nella Resistenza sono morti per difenderle e con esse la liberta'". Poi una stoccata contro la decisione di uniformarsi al Partito democratico americano, formula sbagliata che non potra' attecchire nel nostro Paese. Insomma, chiude osserva Laurito "non si baratta la nostra tradizione politica con un nuovo che non esiste. Ecco dove sta la lezione gramsciana e togliattiana, la politica di fa sulle cose reali e non si costruisce sui sogni".



Dagospia 23 Aprile 2007