BACCHETTATA UE SU CONTI PUBBLICI: GIÙ DEFICIT O NON RISPETTATE IL PATTO - STORACE LASCIA AN: NON È PIÙ UN PARTITO DI DESTRA - FINI: MOTIVAZIONI INCONSISTENTI - PARISI SBERTUCCIA VELTRONI - MUSSI: MAI NEL PD - D'ALEMA: BERLUSCONI FENOMENO MODERNO.

1 - UE SU CONTI PUBBLICI: GIU' DEFICIT/PIL O NON SI RISPETTA PATTO.
(Agi) - Nuovo allarme della Commissione Europea ai paesi che non stanno riducendo il deficit strutturale di almeno lo 0,5% del Pil l'anno: a essere chiamati in causa sono Francia, Grecia, Slovenia, Austria, Germania e anche l'Italia. "Ci sono Stati membri che non hanno ancora raggiunto il loro obiettivo di medio termine e che non stanno perseguendo un aggiustamento strutturale annuale pari ad almeno lo 0,5% del Pil. Questo va contro lo spirito e la lettera del Patto Ue", cosi' e' scritto nel Rapporto trimestrale dell'area euro diffuso dalla Commissione. Allo stesso tempo, i tecnici di Bruxelles rilevano che i tempi sono favorevoli per il ciclo economico: quest'anno e il prossimo, la crescita sara' superiore al potenziale.

2 - STORACE, ADDIO AD AN: NON E' PIU' LA MIA CASA POLITICA.
(Agi)
- "Credo che questa non sia piu' la mia casa politica". Francesco Storace, ex ministro della salute, ex governatore del Lazio, da oggi ex senatore di Alleanza Nazionale e lo fa con una lettera al circolo di An della Balduina, Daniele Mari, annunciando il suo addio da An. Un divorzio praticamente annunciato in quanto le dimissioni dal partito seguono la decisione del 30 marzo scorso di uscire dall'assemblea nazionale di An e, soprattutto, l'ultimatum lanciato dalle colonne di Panorama il 12 aprile scorso. Del resto il senatore aveva detto: "aspetto fino a giugno e poi lascero' An". E su Panorama del 12 aprile scorso aveva scritto un articolo intitolato "O il congresso o fondo un partito". Oggi la decisione ufficiale.

"Carissimo Daniele con questa lettera, a te indirizzata, come presidente del circolo a cui sono iscritto, rassegno - si legge nella missiva di Storace - le mie dimissioni da Alleanza nazionale e ti prego di informarne il presidente della federazione e quello del partito, nelle forme che riterrai opportune. Credo che questa non sia piu' la mia casa politica e puoi immaginare quale possa essere il mio stato d'animo nel prenderne atto. Ma vedo praticamente esaurita la funzione di Alleanza Nazionale nella rappresentanza dei valori della Destra, con il suo leader molto impegnato nel tentare a tutti i costi, attraverso formule che si modificano quotidianamente e incomprensibilmente, nel liberarsi di quello che appare sempre piu' un fardello ingombrante per i suoi disegni politici", scrive Storace criticando senza peli sulla lingua il presidente del partito Gianfranco Fini.

3 - FINI: STORACE SE NE VA? MOTIVAZIONI INCONSISTENTI.
(Agi)
- "Sono umanamente dispiaciuto. Trovo le motivazioni politiche addotte da Storace inconsistenti, perche' nessuno in Italia pensa che Alleanza Nazionale non sia piu' un partito di destra". Cosi' il presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, commenta le dimissioni dal partito del senatore Francesco Storace. "Ovviamente - spiega il leader di An - si tratta di capire cosa si intende per valori e programmi di destra".

4 - STORACE: MOTIVAZIONI INCOSISTENTI? CONTENTO LUI.
(Agi) - "Motivazioni politiche incosistenti? Buh! Contento lui...". Francesco Storace al momento non aggiunge una virgola in piu' nel commentare le parole di Gianfranco Fini al suo addio ad An. Francesco Storace e' in questi minuti letteralmente bombardato di telefonate ed e-mail. "Non riesco ad aprirne una -confessa tra gli squilli continui dei telefoni- che ne arrivano tre...".

5 - DIMISSIONI ANTI CIARRAPICO: VOLEVA CHE ATTACCASSI FORZA ITALIA.
Dal "Corriere della Sera" - Il direttore del gruppo editoriale Ciociaria Oggi, Gianni Tomeo, di proprietà di Giuseppe Ciarrapico, si è dimesso in polemica con l'editore che gli avrebbe «imposto» di attaccare il governo regionale molisano di centrodestra e il suo presidente Michele Iorio (FI): «La critica è diventata personale e violenta.
La linea editoriale che lei ci ha imposto - scrive Tomeo nella lettera di dimissioni a Ciarrapico- ha assunto via via una radicalità sempre più esasperata che io non condivido». Al posto di Tomeo, è già stato nominato Paolo Gianlorenzo, caposervizio del quotidiano Viterbo Oggi.



6 - MUSSI: MAI NEL PD NONOSTANTE VELTRONI.
(Agi) - Sd dopo Veltroni rientrera' nel Pd? "Ma neanche per sogno. Non capisco come a Fassino possa venire in mente una prospettiva del genere: mai come ora sono stato convinto delle mie scelte". Lo dice alla Stampa il leader di Sinistra democratica, Fabio Mussi, che aggiunge: "Naturalmente ho apprezzato la candidatura di Walter, visto che fino a quel momento il progetto del Pd era una nave che correva verso gli scogli. Lui forse puo' evitare il naufragio, che certo io non mi auguro, ma questo non cambia la mia opinione su quell'avventura politica: il Partito democratico non e' e non sara' il mio partito. Non aderiro' mai e non lo votero'".
Quanto all'aggregazione della sinistra, Mussi osserva: "E' evidente che si tratta di un processo difficile. Non sarebbe giusto limitarsi a sommare le quattro forze in campo, cioe' Rifondazione, Pdci, Verdi e noi della Sinistra democratica, tuttavia la 'Cosa' va e non penso a tempi biblici". Una forza che si presentera' insieme alle elezioni? E quando? "Alle amministrative dell'anno prossimo. Altrimenti il progetto fallirebbe".

7 - D'ALEMA: BERLUSCONI E' UN FENOMENO MODERNO, PD TENTATIVO D'INNOVAZIONE.
(Asca)
- ''Oggi siamo privi di un sistema di soggetti politici in grado di interpretare la nuova stagione della vita democratica. Quello che abbiamo e' in gran parte un residuo della Prima Repubblica, salvo l'unica vera novita', rappresentata da Berlusconi, il quale ha costruito il modello del partito-impresa della comunicazione. Comunque lo si voglia giudicare e' un fenomeno moderno, anche se non sempre la modernita' e' positiva di per se'''. Lo afferma Massimo D'Alema in un'intervista sulla rivista 'Pol.Is', ripresa dal 'Corriere della Sera'.

Quanto al Partito Democratico, il vice premier e ministro degli Esteri dice che si tratta del ''primo grande tentativo di innovazione'' e ''non e' un caso che susciti tante aspettative''. D'Alema parla anche dell'esecutivo. ''Il governo ha varato 98 provvedimenti. Nel bene o nel male disegnano un'altra Italia. Abbiamo fatto le liberalizzazioni, la riforma del sistema televisivo, la legge sul conflitto di interessi, i Dico. Pero', tutto questo e' assolutamente virtuale. Ci riuniamo, approviamo disegni di legge che entrano in un tritacarrne, da cui ne uscira' meno di un decimo. Insisto, dovrebbe essere interesse comune, di maggioranza e opposizione, mettere mano a questa situazione''.

D'Alema affronta anche il tema sindacato. ''Per ragioni oggettive - dice -, la capacita' del sindacato di essere una forza rappresentativa del Paese si e' andata appannando a causa della progressiva frantumazione del mondo del lavoro. Oggi, piu' che essere portatore di una visione generale, rappresenta una somma di interessi legittimi, ma di natura particolare. D'altra parte, questo e' un problema che riguarda anche le altre rappresentanze, a partire dalla Confindustria''.

8 - CASTAGNETTI: PD ABBIA SERIA "POLITICA ECCLESIALE".
(Adnkronos)
- Al Partito democratico serve "una seria 'politica ecclesiale', nel senso dell'attenzione e dell'intelligenza su quanto sta accadendo nella Chiesa italiana". Lo dice, in un intervento su 'Europa', il vice presidente della Camera Pierluigi Castagnetti. "Dopo la fine della Dc -osserva Castagnetti- non siamo stati capaci di un vero rincominciamento ne' di un efficace innesto in realta' pluralistiche in cui siamo entrati, in modo da consentire ad una parte importante dei credenti di riconoscersi nel nostro lavoro".

"E' stato grave -afferma tra l'altro Castagnetti- che il centrosinistra abbia rinunciato a capire cio' che stava avvenendo (e che produceva per se' medesimo gravi penalizzazioni elettorali, come hanno dimostrato le analisi del voto dei cattolici nelle ultime elezioni) per un'imperdonabile distrazione o una non meno imperdonabile supponenza. Errori a cui dobbiamo porre rimedio oggi che ci stiamo incamminando per i sentieri un po' impervi e un po' sconosciuti del Partito democratico". Occorre tra l'altro, secondo Castagnetti "discutere serenamente e approfonditamente una strategia non improvvisata nelle relazioni con la Chiesa, soprattutto in un momento in cui, per varie ragioni, piaccia o non piaccia, il peso delle sue parole e' cresciuto anche in strati dell'opinione pubblica che non si definiscono credenti".


Dagospia 03 Luglio 2007