DE MAGISTRIS, IL NUOVO DI PIETRO - "C'E' UNA QUESTIONE MORALE PURE TRA TOGHE (PER NON PARLARE DEL GIORNALISMO" - SFIDA ALLA PROCURA DI CATANZARO, LOMBARDI: "NESSUNA CONFERMA SU PRODI INDAGATO" - SIRCANA: "QUEL NUMERO ERA NOTO A TANTI".
1 - DE MAGISTRIS, C'E' UNA QUESTIONE MORALE PURE TRA TOGHE
(ANSA) - ''C'e' una questione morale anche all'interno della magistratura. Se si e' arrivati a questo credo che ci sia parte della responsabilita' della magistratura''. Il sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi de Magistris, titolare delle indagini sul presunto comitato d' affari politico-massonico con base a San Marino per la gestione di fondi comunitari sull'asse Calabria-Bruxelles, non intende parlare dell'inchiesta in corso che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati del premier Romano Prodi ma - nel corso di un'intervista a Riccardo Iacona che andra' in onda martedi' 17 su Raitre alle 21 durante la trasmissione ''W L'ITALIA diretta'' - il magistrato fa il punto sulla criminalita' organizzata dei ''colletti bianchi'' e sulla ''trasversalita'' della corruzione in Calabria.
''Pur non potendo parlare delle indagini - afferma De Magistris - posso pero' dire che secondo la mia esperienza in questo momento in Calabria i due grossi business sono il traffico della droga e i finanziamenti pubblici e le erogazioni pubbliche. Mentre per quanto riguarda la droga si tratta di un settore che e' appannaggio della criminalita' organizzata, come dire, di tipo tradizionale, se invece parliamo di finanziamenti ed erogazioni pubbliche c'e' una nuova forma di criminalita' organizzata, la criminalita' organizzata dei colletti bianchi, cioe' formata da pezzi importanti delle istituzioni, della politica, delle professioni, del mondo finanziario, dell'impresa. E' un sistema che tenta di controllare tutti i finanziamenti pubblici, in particolare quelli che provengono dall'Unione Europea''. Tanto piu' - sottolinea - che ''la Calabria e' obiettivo 1, quindi arrivano e sono arrivati flussi e soldi enormi. Per esempio se parliamo di fondi POR 2007-2013 si parla di uno stanziamento di soldi di 8 miliardi e mezzo di euro''.
De Magistris parla di un ''sistema che fa comodo a molti'': ''A parole si vuole cambiare ma con i fatti, per lo meno per la mia esperienza di magistrato ma anche di cittadino e di uomo non calabrese che ha deciso di vivere in Calabria, e' una situazione veramente allarmante''. Si tratta, poi, di un sistema politicamente trasversale. ''Pur ripeto facendo quella doverosa premessa di non poter parlare delle indagini ma da quello che e' emerso dalle indagini chiuse, quello che e' venuto fuori e' che la trasversalita' appare sempre di piu' essere una regola.
Io credo - afferma il sostituto procuratore di Catanzaro - che sia in gioco lo stato di diritto in Calabria. Viviamo una situazione di isolamento, come me altri colleghi. Ma l'isolamento potrebbe anche essere un dato neutro. Cio' che ci inquieta di piu' e' il contrasto che perviene da settori delle istituzioni e che per quanto mi riguarda ho denunciato anche nelle sedi competenti. Non ci illudiamo che la magistratura e il giornalismo siano estranei a questo sistema. C'e' una questione morale anche all'interno della magistratura. Se si e' arrivati a questo - conclude De Magistris - credo che ci sia parte della responsabilita' della magistratura''.
2 - PROCURA, NESSUNA CONFERMA SU PRODI INDAGATO
(ANSA) - La Procura della Repubblica di Catanzaro ancora oggi continua a non confermare che il Presidente del Consiglio, Romani Prodi, e' stato iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta Why Not sul comitato d'affari legato alla loggia di San Marino, cosi' come riportato venerdi' scorso dal sito Panorama.it. Stamattina sia il procuratore della Repubblica, Mariano Lombardi, sia il procuratore aggiunto, Salvatore Murone, non hanno voluto dare alcuna notizia in tal senso. Il procuratore Lombardi e' in viaggio verso Roma dove domani sara' sentito dal Csm in merito alla denuncia presentata dal sostituto De Magistris, titolare dell'inchiesta Why Not, secondo la quale avrebbe fornito informazioni riservate al senatore di Forza Italia e avvocato Giancarlo Pittelli, indagato nell' ambito dell'inchiesta Poseidone su presunti illeciti nella gestione del settore della depurazione. Inchiesta che lo stesso Lombardi ha poi revocato a De Magistris dopo che quest' ultimo aveva inviato un' informazione di garanzia a Pittelli senza informarlo preventivamente. Continua a trincerarsi, invece, dietro la segretezza del registro degli indagati il procuratore aggiunto Murone. ''Le iscrizioni - ha detto Murone - non possono essere rese pubbliche. E io non intendo certo violare questa regola che e' fondamentale per un ufficio di Procura''.
3 - PRODI, SIRCANA: "IL SUO NUMERO ERA NOTO A TANTI"
Da Il Velino.it - "'Dalle indagini sulla scheda telefonica usata da Romano Prodi non può emergere nient´altro che la correttezza e la trasparenza del suo operato'. Silvio Sircana, portavoce del governo, rompe gli indugi e scende in campo per chiarire la vicenda che vede il premier iscritto nel registro degli indagati, per abuso d´ufficio, nell´ambito dell´inchiesta del sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, sul presunto comitato d´affari politico-massonico per la gestione di fondi comunitari.
Il nome di Prodi - si legge su La Repubblica - infatti, risulterebbe archiviato nell´agenda di uno dei principali imputati, l´imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria. E, senza entrare nei dettagli dell´inchiesta, il portavoce dell´esecutivo assicura che in ogni caso 'non c´è nulla di misterioso, né di intrigante', tanto che il presidente del Consiglio 'ha voluto conservare lo stesso numero anche quando è arrivato a Palazzo Chigi'. Insomma, non vi era e non vi è nulla da nascondere e Prodi negli ultimi tre anni ha sempre risposto a quel numero.
In una lunga ricostruzione, Sircana spiega innanzitutto che nell´ottobre del 2004, al rientro da Bruxelles, al termine dei cinque anni di presidenza della Commissione Ue, Prodi ha acquisito il numero di cellulare, tuttora in uso. 'Come riportano alcuni giornali - conferma - la scheda telefonica, insieme ad altre utenze utilizzate dallo staff del presidente, è stata fornita dalla Delta Spa, che comunque non è una società di San Marino'. Dietro tale motivazione, nessun mistero. La Delta, riferisce Sircana, era stata incaricata di allestire reti e centralino telefonico sia della "Fabbrica del programma", a Bologna, che dell´Associazione "I Democratici per l´Ulivo", costituita dopo qualche settimana, con sede in Piazza Santi Apostoli, a Roma.
'Mancavano ancora gli atti notarili dell´associazione - spiega Sircana -. E a quel punto, visto che la società doveva occuparsi della messa a punto, la stessa azienda ha fornito, come una sorta di favore, quattro utenze telefoniche. Il mese successivo, a novembre, quella intestata a Prodi è stata volturata ai Democratici e poi all´amministrazione di Palazzo Chigi, dopo l´elezione a presidente del Consiglio, proprio perché aveva interesse a mantenere lo stesso numero: la prova provata che il premier non ha nulla da nascondere' (.)".
Dagospia 16 Luglio 2007
(ANSA) - ''C'e' una questione morale anche all'interno della magistratura. Se si e' arrivati a questo credo che ci sia parte della responsabilita' della magistratura''. Il sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi de Magistris, titolare delle indagini sul presunto comitato d' affari politico-massonico con base a San Marino per la gestione di fondi comunitari sull'asse Calabria-Bruxelles, non intende parlare dell'inchiesta in corso che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati del premier Romano Prodi ma - nel corso di un'intervista a Riccardo Iacona che andra' in onda martedi' 17 su Raitre alle 21 durante la trasmissione ''W L'ITALIA diretta'' - il magistrato fa il punto sulla criminalita' organizzata dei ''colletti bianchi'' e sulla ''trasversalita'' della corruzione in Calabria.
''Pur non potendo parlare delle indagini - afferma De Magistris - posso pero' dire che secondo la mia esperienza in questo momento in Calabria i due grossi business sono il traffico della droga e i finanziamenti pubblici e le erogazioni pubbliche. Mentre per quanto riguarda la droga si tratta di un settore che e' appannaggio della criminalita' organizzata, come dire, di tipo tradizionale, se invece parliamo di finanziamenti ed erogazioni pubbliche c'e' una nuova forma di criminalita' organizzata, la criminalita' organizzata dei colletti bianchi, cioe' formata da pezzi importanti delle istituzioni, della politica, delle professioni, del mondo finanziario, dell'impresa. E' un sistema che tenta di controllare tutti i finanziamenti pubblici, in particolare quelli che provengono dall'Unione Europea''. Tanto piu' - sottolinea - che ''la Calabria e' obiettivo 1, quindi arrivano e sono arrivati flussi e soldi enormi. Per esempio se parliamo di fondi POR 2007-2013 si parla di uno stanziamento di soldi di 8 miliardi e mezzo di euro''.
De Magistris parla di un ''sistema che fa comodo a molti'': ''A parole si vuole cambiare ma con i fatti, per lo meno per la mia esperienza di magistrato ma anche di cittadino e di uomo non calabrese che ha deciso di vivere in Calabria, e' una situazione veramente allarmante''. Si tratta, poi, di un sistema politicamente trasversale. ''Pur ripeto facendo quella doverosa premessa di non poter parlare delle indagini ma da quello che e' emerso dalle indagini chiuse, quello che e' venuto fuori e' che la trasversalita' appare sempre di piu' essere una regola.
Io credo - afferma il sostituto procuratore di Catanzaro - che sia in gioco lo stato di diritto in Calabria. Viviamo una situazione di isolamento, come me altri colleghi. Ma l'isolamento potrebbe anche essere un dato neutro. Cio' che ci inquieta di piu' e' il contrasto che perviene da settori delle istituzioni e che per quanto mi riguarda ho denunciato anche nelle sedi competenti. Non ci illudiamo che la magistratura e il giornalismo siano estranei a questo sistema. C'e' una questione morale anche all'interno della magistratura. Se si e' arrivati a questo - conclude De Magistris - credo che ci sia parte della responsabilita' della magistratura''.
2 - PROCURA, NESSUNA CONFERMA SU PRODI INDAGATO
(ANSA) - La Procura della Repubblica di Catanzaro ancora oggi continua a non confermare che il Presidente del Consiglio, Romani Prodi, e' stato iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta Why Not sul comitato d'affari legato alla loggia di San Marino, cosi' come riportato venerdi' scorso dal sito Panorama.it. Stamattina sia il procuratore della Repubblica, Mariano Lombardi, sia il procuratore aggiunto, Salvatore Murone, non hanno voluto dare alcuna notizia in tal senso. Il procuratore Lombardi e' in viaggio verso Roma dove domani sara' sentito dal Csm in merito alla denuncia presentata dal sostituto De Magistris, titolare dell'inchiesta Why Not, secondo la quale avrebbe fornito informazioni riservate al senatore di Forza Italia e avvocato Giancarlo Pittelli, indagato nell' ambito dell'inchiesta Poseidone su presunti illeciti nella gestione del settore della depurazione. Inchiesta che lo stesso Lombardi ha poi revocato a De Magistris dopo che quest' ultimo aveva inviato un' informazione di garanzia a Pittelli senza informarlo preventivamente. Continua a trincerarsi, invece, dietro la segretezza del registro degli indagati il procuratore aggiunto Murone. ''Le iscrizioni - ha detto Murone - non possono essere rese pubbliche. E io non intendo certo violare questa regola che e' fondamentale per un ufficio di Procura''.
3 - PRODI, SIRCANA: "IL SUO NUMERO ERA NOTO A TANTI"
Da Il Velino.it - "'Dalle indagini sulla scheda telefonica usata da Romano Prodi non può emergere nient´altro che la correttezza e la trasparenza del suo operato'. Silvio Sircana, portavoce del governo, rompe gli indugi e scende in campo per chiarire la vicenda che vede il premier iscritto nel registro degli indagati, per abuso d´ufficio, nell´ambito dell´inchiesta del sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, sul presunto comitato d´affari politico-massonico per la gestione di fondi comunitari.
Il nome di Prodi - si legge su La Repubblica - infatti, risulterebbe archiviato nell´agenda di uno dei principali imputati, l´imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria. E, senza entrare nei dettagli dell´inchiesta, il portavoce dell´esecutivo assicura che in ogni caso 'non c´è nulla di misterioso, né di intrigante', tanto che il presidente del Consiglio 'ha voluto conservare lo stesso numero anche quando è arrivato a Palazzo Chigi'. Insomma, non vi era e non vi è nulla da nascondere e Prodi negli ultimi tre anni ha sempre risposto a quel numero.
In una lunga ricostruzione, Sircana spiega innanzitutto che nell´ottobre del 2004, al rientro da Bruxelles, al termine dei cinque anni di presidenza della Commissione Ue, Prodi ha acquisito il numero di cellulare, tuttora in uso. 'Come riportano alcuni giornali - conferma - la scheda telefonica, insieme ad altre utenze utilizzate dallo staff del presidente, è stata fornita dalla Delta Spa, che comunque non è una società di San Marino'. Dietro tale motivazione, nessun mistero. La Delta, riferisce Sircana, era stata incaricata di allestire reti e centralino telefonico sia della "Fabbrica del programma", a Bologna, che dell´Associazione "I Democratici per l´Ulivo", costituita dopo qualche settimana, con sede in Piazza Santi Apostoli, a Roma.
'Mancavano ancora gli atti notarili dell´associazione - spiega Sircana -. E a quel punto, visto che la società doveva occuparsi della messa a punto, la stessa azienda ha fornito, come una sorta di favore, quattro utenze telefoniche. Il mese successivo, a novembre, quella intestata a Prodi è stata volturata ai Democratici e poi all´amministrazione di Palazzo Chigi, dopo l´elezione a presidente del Consiglio, proprio perché aveva interesse a mantenere lo stesso numero: la prova provata che il premier non ha nulla da nascondere' (.)".
Dagospia 16 Luglio 2007