FARINA LIBERA TUTTI: "MI PARE DI AVER PAGATO UN CERTO PREZZO PER UN AIUTO SILENZIOSO E GRATUITO. RIPETO: GRATUITO. TANTO NON MI CREDE NESSUNO. ALLORA HO DETTO: FATE CONTO CHE ME LI SIA INTASCATI. SONO I SOLDI MEGLIO GUADAGNATI DELLA MIA VITA".

Riceviamo e pubblichiamo:

Caro Roberto,
ringrazio per l'attenzione dedicata al mio intervento di Cortina. Mi permetterai alcune precisazioni e una piccola nota.

1) Non so se sono stato determinante nella liberazione di ostaggi. Mi pare di aver pagato un certo prezzo per un aiuto silenzioso e gratuito. Ripeto: gratuito. Tanto non mi crede nessuno. Allora ho detto: fate conto che me li sia intascati. Sono i soldi meglio guadagnati della mia vita. Il mio coinvolgimento nel caso Abu Omar? È vero ho cercato di difendere il Sismi dalle accuse. Per i magistrati è stato favoreggiamento. Io penso di no. Ho patteggiato, senza ammettere alcuna colpa, perché non posso permettermi un processo lungo dieci anni.

2) Se avessi detto il falso sui rapiti - che ovviamente non hanno nemmeno il sospetto che io li abbia aiutati - invito i magistrati che hanno in mano l'inchiesta a sbugiardarmi, e il governo Prodi che mantiene il segreto di Stato su queste vicende a sputtanarmi. Dire che io non ho dato alcun aiuto non violerebbe nessun segreto istruttorio né di Stato.




3) La questione delle firme contro Calabresi "responsabile diretto della fine" di Pinelli, nonché "commissario torturatore", a Cortina non è nata casualmente. Ho riaperto io la pratica, come riferito proprio da Dagospia, rivelando il nome di parecchi giornalisti che si erano nascosti nella folla che aveva linciato Calabresi. Tra essi la presidente dei giornalisti lombardi, Letizia Gonzales. Il consiglio regionale da lei presieduto ha solidarizzato con lei spiegando che il suo era un "libero pensiero" di 35 anni fa (più che libero pensiero, è stato un libero incitamento a un delitto, o no?); il presidente nazionale Lorenzo del Boca ha spiegato che l'indegno sono io, non lei, perché io avrei scoperto la faccenda "fuori tempo massimo".

La Gonzales ha pubblicato sul sito dell'Ordine lombardo (www.odg.mi) solo la solidarietà a lei medesima, non i miei argomenti, chiamandomi "cittadino Farina" come usavano fare le tricoteuse. A questo punto Carlo Ripa di Meana, a Cortina, ha trovato il coraggio di alzarsi e chiedere scusa a Gemma e Mario Calabresi. Con il suo gesto ha mostrato a del Boca che dare l'occasione per domandare perdono non è mai troppo tardi.

4) Noto che il brillante cronista di Dagospia sente il dovere di mostrare superiorità morale nei miei confronti con simpatici giochi di parole su pompe, punti interrogativi singoli e doppi, eccetera. Sono commosso.

Renato Farina alias Betulla


Dagospia 14 Agosto 2007