EDWARDS LASCIA: RESTANO SOLO HILLARY E OBAMA - DISASTRO GIULIANI: GLI ERRORI DI RUDY SECONDO IL "NY TIMES" - NON DITE A VELTRONI CHE A BARACK PIACE SARKÒ - GOVERNO USA: "LA CIA NON TORTURA, INTERROGA".
1 - DEMOCRATICO JOHN EDWARDS LASCIA CORSA A CASA BIANCA.
(Ap) - L'ex senatore della Carolina del Nord John Edwards, dopo i deludenti risultati dei primi test nella lunga maratona elettorale per l'assegnazione della nomination, lascia la corsa alla Casa Bianca.
Nonostante la buona campagna elettorale, Edwards non è mai veramente entrato in competizione e nei primi appuntamenti elettorali non è mai andato oltre il terzo posto, fermandosi sempre alle spalle della senatrice di New York Hillary Clinton e del senatore dell'Illinois Barack Obama.
Due volte in corsa per la Casa Bianca, Edwards ha detto a uno dei suoi consiglieri per la campagna elettorale che l'annuncio ufficiale dovrebbe arrivare alle 13 (le 19 in Italia) durante un comizio in programma a New Orleans, in Louisiana.
Edwards, almeno nella prima fase iniziale non darà il proprio sostegno a nessuno degli altri candidati alla nomination democratica. La competizione è ora tra l'ex first lady Hillary Clinton e il senatore dell'Illinois Barack Obama.
2 - NYTIMES, ECCO GLI ERRORI CHE HANNO PORTATO GIULIANI IN CADUTA LIBERA.
(Adnkronos) - Ha mandato in fumo un bottino di guerra da record, 16 milioni di dollari contro i 3,2 di John McCain ora front runner dei repubblicani, con una serie di enormi errori strategici. A cominciare dalla scelta dei collaboratori, "un circolo ristretto di newyorkesi con nessuna esperienza di politica nazionale" mettendo insieme "cosi' tanti vecchi amici che sembra che si stesse candidando per la presidenza di Staten Island". Cosi' il New York Times commenta la "caduta libera" di Rudy Giuliani che, dopo la nuova pesante sconfitta in Florida, si accinge a rinunciare alla corsa della Casa Bianca.
"Sembra che stesse vivendo tutta un'illusione" scrive il quotidiano newyorkese che in questi ultimi giorni ha lanciato diversi durissimi attacchi contro l'ex sindaco di New York, al quale imputava una vera e propria cultura della vendetta e degli attacchi sistematici, anche poco ortodossi, dei nemici politici. Ed anche oggi parla di "ubris", la tracotanza che puntualmente viene punita dagli dei nelle tragedie greche.
Ricordando come "l'impulsivo newyorkese italoamericano" sia stato il sindaco repubblicano della "citta' liberal per eccellenza" soprattutto grazie al fatto di essere "in qualche modo liberal sulle questioni sociali", Times cita poi un analista repubblicano che bolla come "fantascienza l'idea che un liberal come Giuliani potesse diventare il candidato repubblicano".
3 - OBAMA "IMPRESSIONATO" DA SARKOZY.
(Apcom) - "Un uomo energico, pieno di talento": il senatore statunitense Barack Obama, candidato alle primarie del partito Democratico, si è detto "impressionato" dal presidente francese Nicolas Sarkozy e dalla sua capacità di "affrontare i problemi specifici della Francia con uno sguardo nuovo".
"Non è legato mani e piedi da dogmi o tradizioni ingombranti, è un esempio per molti dirigenti", ha spiegato Obama in un'intervista concessa oggi alla rete televisiva francese Canal Plus e che sarà pubblicata domani dal settimanale Paris Match.
Obama ha assicurato di voler incontrare Sarkozy nel quadro di un giro di visite in Europa programmato in caso di vittoria alle primarie, così come il premier britannico Gordon Brown e il Cancelliere tedesco Angela Merkel, altri esempi di "un nuovo approccio meno ideologico alla politica".
4 - MUKASEY (MINISTRO DELLA GIUSTIZIA): "LA CIA NON TORTURA, INTERROGA".
(Agi/Efe) - Quelli usati dalla Cia sono solo sistemi di interrogatorio legali che escludono ogni ipotesi di tortura. Il ministro statunitense della Giustizia, Mike Mukasey, assolve Langley dall'accusa di aver utilizzato per far parlare i sospettati di terrorismo metodi proibiti come il famigerato waterboarding. In una lettera inviata a Patrick Leahy, presidente della Commissione affari giudiziari del Senato, Mukasey afferma che il dibattito sul fatto che il "waterboarding" sia o meno da considerare tortura e' inutile perche' la Cia, non essendo autorizzata a usarlo, non vi ha mai fatto ricorso.
Si tratta di una pratica che simula la morte per annegamento: il viso dell'interrogato viene coperto con un velo di pellicola trasparente e vi viene versata sopra dell'acqua.
La pratica e' stata dichiarata fuori legge dalla Cia e dal Pentagono nel 2006.
"le tecniche di interrogatorio autorizzate nel programma della Cia rispettano la legge" ha detto il ministro della Giustizia, "il waterboarding non si usa e non puo' essere usato nel programma attuale". E dato che si tratta di un sistema che non viene impiegato, ha scritto Mukasey nella missiva, non puo' pronunciarsi sulla sua legalita'.
Dagospia 30 Gennaio 2008
(Ap) - L'ex senatore della Carolina del Nord John Edwards, dopo i deludenti risultati dei primi test nella lunga maratona elettorale per l'assegnazione della nomination, lascia la corsa alla Casa Bianca.
Nonostante la buona campagna elettorale, Edwards non è mai veramente entrato in competizione e nei primi appuntamenti elettorali non è mai andato oltre il terzo posto, fermandosi sempre alle spalle della senatrice di New York Hillary Clinton e del senatore dell'Illinois Barack Obama.
Due volte in corsa per la Casa Bianca, Edwards ha detto a uno dei suoi consiglieri per la campagna elettorale che l'annuncio ufficiale dovrebbe arrivare alle 13 (le 19 in Italia) durante un comizio in programma a New Orleans, in Louisiana.
Edwards, almeno nella prima fase iniziale non darà il proprio sostegno a nessuno degli altri candidati alla nomination democratica. La competizione è ora tra l'ex first lady Hillary Clinton e il senatore dell'Illinois Barack Obama.
2 - NYTIMES, ECCO GLI ERRORI CHE HANNO PORTATO GIULIANI IN CADUTA LIBERA.
(Adnkronos) - Ha mandato in fumo un bottino di guerra da record, 16 milioni di dollari contro i 3,2 di John McCain ora front runner dei repubblicani, con una serie di enormi errori strategici. A cominciare dalla scelta dei collaboratori, "un circolo ristretto di newyorkesi con nessuna esperienza di politica nazionale" mettendo insieme "cosi' tanti vecchi amici che sembra che si stesse candidando per la presidenza di Staten Island". Cosi' il New York Times commenta la "caduta libera" di Rudy Giuliani che, dopo la nuova pesante sconfitta in Florida, si accinge a rinunciare alla corsa della Casa Bianca.
"Sembra che stesse vivendo tutta un'illusione" scrive il quotidiano newyorkese che in questi ultimi giorni ha lanciato diversi durissimi attacchi contro l'ex sindaco di New York, al quale imputava una vera e propria cultura della vendetta e degli attacchi sistematici, anche poco ortodossi, dei nemici politici. Ed anche oggi parla di "ubris", la tracotanza che puntualmente viene punita dagli dei nelle tragedie greche.
Ricordando come "l'impulsivo newyorkese italoamericano" sia stato il sindaco repubblicano della "citta' liberal per eccellenza" soprattutto grazie al fatto di essere "in qualche modo liberal sulle questioni sociali", Times cita poi un analista repubblicano che bolla come "fantascienza l'idea che un liberal come Giuliani potesse diventare il candidato repubblicano".
3 - OBAMA "IMPRESSIONATO" DA SARKOZY.
(Apcom) - "Un uomo energico, pieno di talento": il senatore statunitense Barack Obama, candidato alle primarie del partito Democratico, si è detto "impressionato" dal presidente francese Nicolas Sarkozy e dalla sua capacità di "affrontare i problemi specifici della Francia con uno sguardo nuovo".
"Non è legato mani e piedi da dogmi o tradizioni ingombranti, è un esempio per molti dirigenti", ha spiegato Obama in un'intervista concessa oggi alla rete televisiva francese Canal Plus e che sarà pubblicata domani dal settimanale Paris Match.
Obama ha assicurato di voler incontrare Sarkozy nel quadro di un giro di visite in Europa programmato in caso di vittoria alle primarie, così come il premier britannico Gordon Brown e il Cancelliere tedesco Angela Merkel, altri esempi di "un nuovo approccio meno ideologico alla politica".
4 - MUKASEY (MINISTRO DELLA GIUSTIZIA): "LA CIA NON TORTURA, INTERROGA".
(Agi/Efe) - Quelli usati dalla Cia sono solo sistemi di interrogatorio legali che escludono ogni ipotesi di tortura. Il ministro statunitense della Giustizia, Mike Mukasey, assolve Langley dall'accusa di aver utilizzato per far parlare i sospettati di terrorismo metodi proibiti come il famigerato waterboarding. In una lettera inviata a Patrick Leahy, presidente della Commissione affari giudiziari del Senato, Mukasey afferma che il dibattito sul fatto che il "waterboarding" sia o meno da considerare tortura e' inutile perche' la Cia, non essendo autorizzata a usarlo, non vi ha mai fatto ricorso.
Si tratta di una pratica che simula la morte per annegamento: il viso dell'interrogato viene coperto con un velo di pellicola trasparente e vi viene versata sopra dell'acqua.
La pratica e' stata dichiarata fuori legge dalla Cia e dal Pentagono nel 2006.
"le tecniche di interrogatorio autorizzate nel programma della Cia rispettano la legge" ha detto il ministro della Giustizia, "il waterboarding non si usa e non puo' essere usato nel programma attuale". E dato che si tratta di un sistema che non viene impiegato, ha scritto Mukasey nella missiva, non puo' pronunciarsi sulla sua legalita'.
Dagospia 30 Gennaio 2008