PARIS FLOP - IL FILM DELLA HILTON, USCITO NEGLI USA, STA ANDANDO MALISSIMO - I "COLLEGHI" SI VENDICANO - REESE WITHERSPOON: PERCHÉ, È UN'ATTRICE? - GEORGE CLOONEY: UN'IPOCRITA CHE MANIPOLA LA STAMPA.
Lanfranco Vinci per "Panorama"
Un flop. Paris Hilton come attrice non funziona, il suo film, "The hottie and the nottie", ha infatti incassato in una settimana, nelle sale americane, 28 mila dollari, per un totale di 4 mila spettatori. Eppure, i restanti 303 milioni di americani ne hanno sicuramente sentito parlare: l'esordio di Paris è infatti ai primissimi posti della classifica dei 100 peggiori film di tutti i tempi redatta dal sito Imdb (Internet movie data base).
Un flop. Paris Hilton come attrice non funziona, il suo film, "The hottie and the nottie", ha infatti incassato in una settimana, nelle sale americane, 28 mila dollari, per un totale di 4 mila spettatori. Eppure, i restanti 303 milioni di americani ne hanno sicuramente sentito parlare: l'esordio di Paris è infatti ai primissimi posti della classifica dei 100 peggiori film di tutti i tempi redatta dal sito Imdb (Internet movie data base).
Un buco nell'acqua che però non sorprende quelli che attori lo sono per davvero. «Ma Paris Hilton è un'attrice?» ha risposto a "Panorama" che le chiedeva un parere sul personaggio Reese Witherspoon, contrariata che qualcuno potesse considerare l'ereditiera una sua collega.
Non meno esplicita Jamie Lee Curtis, che preferisce glissare sulle qualità artistiche di Paris e concentrarsi sul sociale: «Quel giorno in cui entrò in carcere e cominciò a piangere e a strillare: "Mamma, non è giusto", più che pena ho provato rabbia. Che madre è una che non è riuscita a dare a sua figlia nemmeno la decenza di distinguere fra il bene e il male?».
Una distinzione che Hilton sembrava avere fatto sua a giugno 2007, quando è uscita di galera, dove per 22 giorni era diventata anonima come un semplice numero (98187983). «Non sono più la stessa, mi comportavo da scema. Sono adulta e quel comportamento non è più molto divertente. Sono diventata più spirituale. Dio mi ha dato una seconda chance. Adesso voglio diventare una vera attrice».
Peccato che i risultati di Hilton sul grande schermo siano stati disastrosi. A questo riguardo George Clooney non esita a mettere il dito nella piaga: «Paris usa dei trucchi di bassa lega per mantenere il suo status di celebrità. È un'ipocrita che manipola la stampa. Senza possedere alcun talento si può arrivare solo fino a un certo punto. Poi, o si comincia a lavorare o si continuano a usare gli espedienti pubblicitari».
Decisamente più comprensiva la ventunenne Ellen Page, l'attrice rivelazione dell'anno (nomination all'Oscar per Juno): «Paris, così come Britney Spears e Lindsay Lohan, le altre protagoniste della "rehab generation", sono vittime dei falsi valori di una società che crea in fretta degli idoli e poi li distrugge. Bisogna avere il tempo di crescere e trovare la propria strada lontano dai riflettori, non in diretta tv».
Esplicito sul «fattore telecamera sempre accesa» il commento di Will Smith: «Mia figlia Willow di 7 anni sogna di stare in tv 24 ore al giorno. E le piace Paris Hilton. Ho cercato di spiegarle che per stare davanti a una telecamera bisogna essere capaci di fare qualcosa».
Paris per dimostrare che nei panni di attrice intende fare sul serio ha lodato in pubblico la sua insegnante di recitazione, Ivana Chubbuck, la donna che le ha svelato i segreti del set. Ma non è bastato. Per sua fortuna, negli affari le va meglio che al cinema.
Hilton è ormai un marchio che sponsorizza profumi francesi, borsette e champagne in lattina. I pubblicitari la considerano perfetta, perché è completamente vuota, senza contenuti. Non per niente Tina Brown, ex direttore del "New Yorker", l'ha definita «un'icona della nostra età del postimbarazzo».
Dagospia 21 Marzo 2008