TACOPINA NON SERVE A ROMA MA APPARECCHIA A MILANO - IL VULCANICO AVVOCATO AMERICANO A CAPO DI UN RISTORANTE, "I CHIOSTRI", CHE DÀ DA MANGIARE AI MAGISTRATI MILANESI, DA GRECO A BOCCASSINI.

Luca Fazzo per Il Giornale - edizione Milano


Tabloid britannici e giornalisti sportivi di mezza Italia gli danno la caccia da due giorni: da quando lui, Joe Tacopina, avvocato newyorkese, ha fatto irruzione sulla scena del calcio italiano col progetto di comprare la Roma per conto del finanziere George Soros.

Ma se lo sbarco di Tacopina sulla ribalta del football giallorosso è - per il momento - ancora un punto di domanda, pochi sanno che il suo sbarco milanese è già avvenuto e senza tanti clamori. Sotto la Madonnina Joe 'Save my ass' Tacopina, ovvero Joe 'Peccato che sia sposato' Tacopina - i due soprannomi che gli hanno affibbiato i mass media americani - si occupa di qualcosa di meno eclatante della Roma di Totti e De Rossi, eppure non irrilevante nella vita della città.

È il vulcanico avvocato a stelle e strisce a dare da mangiare a una parte dei magistrati milanesi: alla parte più culinariamente acculturata, quella che tra un'udienza e l'altra non si accontenta di un panino o del self service ma ritiene di meritarsi un tavolo, un piatto come si deve e magari un bicchiere di vino. E che probabilmente ignora di venire nutrita da un self made man del diritto globalizzato.

Il regno di Tacopina si chiama ed è il ristorante che in via San Barnaba occupa gli spazi di un vecchio convento. I magistrati non hanno che da uscire dal retro del palazzo di giustizia, attraversare le strisce, ed eccoli attovagliati chez Tacopina.



Tra i volti noti della Procura, quelli che è più facile incontrare ai tavoli di Joe sono il procuratore aggiunto Francesco Greco e i suoi colleghi del dipartimento reati finanziari Carlo Nocerino e Alfredo Robledo.

È la fascia della Procura che fatica ad accontentarsi dei panini del bar interno del palazzaccio (meta abituale, per esempio, di Ilda Boccassini) o della onesta rusticità della Toga, il self service che aveva come ospite fisso Antonio Di Pietro e che oggi ha tra i suoi habituè il procuratore capo Manlio Minale e buona parte del pool antiterrorismo.

Ma come è arrivato Joe Tacopina in via San Barnaba? Il suo contatto milanese è Massimo Morazzoni, un giovane esperto di catering: le loro piste si incrociarono quando Joe affittò una villa sul lago di Como e da allora è scoppiato l'amore, Morazzoni ci mette il know how, Tacopina i soldi e l'irruenza da businessman.

Indaffarato com'è, tra un processo in Massachussets, un volo in jet privato e uno show sul network Abc, ma se l'operazione Roma dovesse andare in porto magari si farà vedere un po' più spesso. Anche se a quel punto gli toccherebbe sfidare le occhiatacce della vasta e potente lobby dei giudici dal cuore nerazzurro.


Dagospia 02 Giugno 2008